Melanzane

Sono in genere le piccole, testarde cose d’ogni giorno, più delle grandi crisi, a pressarci, stancarci, sconfiggerci.
Oggi riflettevo sulla consueta pesantezza che occuparmi della salute di mia madre, ad ogni nuova complicazione delle sue condizioni, porta con sé: e mi è nata dentro una metafora, uno dei miei bizzarri paragoni.

Essere un caregiver, ho pensato, è come avere davanti sulla tavola un grosso piatto pieno di cibo: per un quarto di melanzane (con la buccia, poco cotte, amare) e per tre quarti di patatine fritte (dorate, fragranti).
Le istruzioni sono semplici: manda giù le poche melanzane amare, dopodiché sei libero di mangiare le patatine, che son molte di più e delle quali puoi chiedere una doppia porzione. Ma solo dopo le melanzane…
… il principio è giusto, lo riconosciamo: prima il dovere, poi il piacere. Ci sta. Cosa accade però, se le melanzane sono così indigeste da farti passar la fame, e qualsiasi voglia, prima di averle terminate – per poche che siano? Che fine fa la necessità di un nutrimento se non sano, per lo meno equilibrato?

Ecco, è tutto qua.
Una metafora forse sciocca e di sicuro un po’ sghemba – spero mi verrà perdonata: con le melanzane sullo stomaco si ragiona meno lucidamente.

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