Povere piccole cose

Basta una semplice tosse, per quanto severa, a togliere ad un essere umano il controllo del proprio corpo; povere piccole cose quali siamo.
Il senso della nostra mortalità dipende da moltissimi fattori, che in ciascuno si combinano diversamente. Chi ha una buona dimistichezza con la malattia riproduce, tuttavia, più fedelmente la prospettiva di Dio nei nostri confronti: così anche a lui, o lei, mille anni appaiono brevi come un solo giorno oppure un’ora.
Anche da questo nasce la premura – non fretta, ma premura: come quella della Vergine che sente l’intima necessità di accorrere dalla cugina Elisabetta per sostenerla -, la premura di far presto e preparare ogni cosa (i propri possessi, le proprie volontà, i propri lasciti intellettuali se ve ne sono), preparare se stessi, per andare.
Trovo questa una disposizione buona.
La tentazione da evitare invece – sia essa l’unica o la maggiore – è quella di chiedere che venga posta prontamente fine ai nostri giorni. Una supplica simile non è sbagliata o peccaminosa in sé, se avanzata con umiltà, ma l’abitudine e il peggioramento di una situazione di vita negativa possono facilmente trasformarla in un ricatto privo di speranza… meglio usare moderazione fin da subito.