CineMeme / 2

Secondo meme a tema cinema, incontrato girovagando tra i blog assieme al primo.
Chiunque lo desideri, se ne può appropriare 😀

1. Il personaggio cinematografico che vorrei essere?
Lo straniero senza nome dei film western.

2. Genere che amo e genere che odio? 
Il mio genere di elezione è senza dubbio l’horror, ma per non essere monotematica aggiungerei che amo molto anche le commedie francesi ciniche – per designare le quali mi manca il termine esatto – tipo quasi amiciCena tra amici (Le prènom).

3. Film in lingua originale o doppiati? 
E’ molto raro che mi veda un film in lingua originale, non certo per presa di posizione contro il doppiaggio (anzi!), ma per banali difficoltà mie e per scarsa abitudine.
Mi capita però a volte di mettere, sul parlato italiano, dei sottotitoli in inglese o tedesco. Più spesso comunque, anzi sempre quando disponibili, attivo quelli in italiano: mi ci sono abituata con mia madre che è sorda e da un po’ fanno comodo pure a me 😛

4. L’ultimo film che ho comprato? 
Onestamente non lo ricordo proprio, dev’essere stato più di due secoli fa.
Ma così, proprio a naso, penso possa essere stato Criminali da strapazzo di Woody Allen.
Carino, ma nulla di più, l’acquisto era evitabile (ma navigavo ancora in alto mare in fatto di… organizzazione dei miei possessi).

5. Sono mai andato al cinema da solo? 
Come no. E’ più la norma che l’eccezione, per me, dall’adolescenza in avanti almeno.
Un po’ perché tra i miei conoscenti ce ne sono che vanno al cinema, ma non così spesso, un po’ perché da qualche anno approfitto del pomeriggio per evitare la calca e dei mercoledì a 3 euro, iniziativa ahimè morta troppo giovane.

6. Cosa ne penso dei Blu-Ray? 
Che rappresentano una tecnologia valida ed una goduria per gli occhi – ma per il resto, come dicevo a Fabio, non hanno nulla di diverso da un dvd. La qualità è molto più alta e lo si vede – se l’ho notato io che sono orba per tre quarti…! – ma la fruizione è identica.

7. Che rapporto ho con il 3d? 
Siamo rette parallele.
Esisteranno certamente film ai quali può dare un valore aggiunto, ma di per sé è qualcosa che mi confonde occhi e mente, e basta. ‘Na sofferenza.

8. Cosa rende un film uno dei miei preferiti?
Il tema originale, il punto di vista alternativo, la vicenda singolare… meno banale è, più mi attira, posto che non esser banali non significa graziaddio automaticamente essere astrusi e complicati.
Se, poi, da un film (come da un libro o da un’idea) posso trarre materiale per riflessioni e discussioni infinite, magari che occupano interi anni, magari notturne, con altri individui cerebrali come me; è il massimo.

9. Preferisci vedere i film da solo o in compagnia? 
Molto dipende dal genere, dal tema e soprattutto da quanto prevedo che un film mi emozionerà. Se qualcosa mi tocca tendo a non espormi troppo…

10. Ultimo film che ho visto?
Al momento in cui scrivo, Piano 17 dei Manetti.

11. Un film che mi ha fatto riflettere? 
Uhm, quante ore ho per rispondere?
Vediamo: Indivisibili, di Edoardo de Angelis, e Il fondamentalista riluttante, della Nair.

12. Un film che mi ha fatto ridere?
Negli ultimi anni, un filmone da ribaltarsi sulla poltroncina è stato senz’altro The nice guys. Sempre al cinema, molto più easy, mi ricordo con piacere anche di Una spia e mezzo.

13. Un film che mi ha fatto piangere?
Il primo che mi viene in mente è The wrestler di Aronofsky, con un grande Mickey Rourke (per una volta, sfatto ma solo per finta). Capolavoro.

14. Un film orribile?
Uno tra i peggiori trovo sia The master di Paul Thomas Anderson.
Sarà che se te lo presentano come un film su Scientology, e in effetti di Scientology senti la puzza ma nulla più – ed attendi invano per due ore o quel che è che la storia prenda consistenza e significato – alla fine ti scazzi.
Sarà che dopo aver letto il bel libro di Lawrence Wright, La prigione della fede, vedere degli psicopatici in azione non ti basta – vorresti magari approcciarli con un punto di vista che non sia il loro.
Un film più disturbato che disturbante…

15. Un film che non ho visto perché mi sono addormentato?
Ecchiseloricorda? Dormivo, del resto.

16. Un film che non ho visto perché stavo facendo le “cosacce”? 
Nessuno. Prendo troppo sul serio i film che vedo, e prendo troppo sul serio le cosacce, per distrarmi durante una delle due… attività 😛

17. Il film più lungo che ho visto?
Tralasciando i tre di Lotr, di cui non ricordo nemmeno la durata (ma non scherzava), direi C’era una volta in America.

18. Il film che mi ha deluso?
Uno su tutti:  Il nome del figlio, di (mi pare) Francesca Archibugi.
Remake mal scritto e mal fatto del meraviglioso Cena tra amici (Le prènom), avrebbe avuto tutte le carte per trasporre la commedia dal contesto francese a quello italiano, ma toppa clamorosamente e si fa financo odiare. Almeno da me.
L’avevo per altro rifilato pure a mia mamma, convinta che potesse apprezzare di più un prodotto nostrano e dal ritmo meno serrato, meno teatrale, e per questa ragione mi sono ampiamente morsa le mani… arrr.
Patetico, molle, annoiato e privo di qualsiasi verve. Puah!
Non mi resta che sperare in Lui è tornato, ma ho tanta tanta paura di beccarmi n’artra cagata pazzesca.

19. Un film che so a memoria? 
The believer, di Henry Bean. Ha vinto qualche premio, meritatissimo, ma tanto per non smentirci qui in Italia l’abbiamo sonoramente ignorato. Non che i premi siano importanti e sempre indice di qualità: il punto è che si tratta di uno dei miei film preferiti in assoluto, per una combinazione di fattori imprevedibile, ed anche uno dei più sottovalutati.
Anche in questo caso un film abbastanza di nicchia costituisce per me un lasciapassare: è con questa pellicola che ho memorizzato il nome di Ryan Gosling e ne sono diventata un’ammiratrice, quando era ancora lontano dal divenire il superfico hollywoodiano che tutti oggi conoscono. Non per darmi arie da talent scout, eh: ma almeno non mi si può tacciare d’essermi presa una scuffia per il bellone di turno.
Vedetelo soprattutto se sapete sopportare un po’ di violenza, se vi interessa l’argomento (neo)nazismo, e a maggior ragione se vi piacciono da morire gli ebrei: queste due macro-categorie sono infatti rappresentate perfettamente, senza per altro togliere con ciò nulla alle caratterizzazioni dei singoli personaggi e cadere nella macchietta, e sono categorie di cui vengono mostrati non solo il volto esteriore, ma anche l’anima. Risposte definitive  ed incontestabili che si oppongono a domande – domande e basta: per un ebreo qualsiasi analisi e discussione sul mondo non è costituita dalla triade tesi-antitesi-sintesi, bensì dallo schema tesi-antitesi-antitesi-antitesi… e ad una domanda, l’unica possibile risposta è un’altra domanda.
Il finale stesso, idea semplicissima e superba, lo attesta.

20. Un film che ho visto al cinema perché mi ci hanno trascinato?
Anni orsono, American pie. In base ai miei gusti non l’avrei scelto, epperò tutto sommato due risate me le sono fatte comunque. E poi a me piaceva Jason Biggs, che somiglia molto ad un mio ex, col quale allora ero fissata.

21. Il film più bello tratto da un libro?
Mi è molto difficile stabilire un vincitore assoluto, tanto più che la mia memoria è un colabrodo. Comunque, uno che considero tra i migliori è La versione di Barney.

22. Il film più datato che ho visto? 
Tralasciando sia gli spezzoni dei Lumière che il Viaggio nella luna di Méliès, credo sia stato La grande illusione di Jean Renoir con Jean Gabin (del 1937) – e con lo stesso Gabin, due anni dopo, Alba tragica per la regia di Marcel Carné.
Mi ero incuriosita dell’attore per aver letto Io, Jean Gabin di Goliarda Sapienza, che ho amato e che – evento piuttosto raro – avevo persino regalato ad un amico.
[In realtà, ho fatto una verifica veloce sui record degli ultimi anni e nel 2016 avevo segnato Aurora di Murnau, che è del 1927. Senza dimenticare, dello stesso anno, Metropolis di Lang, visto con un’amica con accompagnamento di orchestra dal vivo].

23. Migliore colonna sonora? 
Preferisco non attribuire alcun alloro, ma tra le tante mi piacciono molto quelle di Morricone (e vabbeh), quelle di Shigeru Umebayashi per Wong Kar-Wai, e per esempio In time di Zimmer da Inception di Nolan – tutte cose dal sound molto pulito, insomma.

24. Migliore saga cinematografica?
Posto che me ne mancano moltissime (ed alcune, per es. Hunger games, me le farò mancare sempre), direi sicuramente la serie di Don Camillo (con Cervi e Fernandel: schifezze successive escluse).
Le saghe che mi mancano ma mi fanno brilluccicare gli occhi al solo pensiero sono invece quella del Batman di Nolan, e (se mai la produrranno!) la Trilogia di Bartimeus di Stroud – i libri sono magnifici, trarne dei film una scommessa.

25. Migliore remake? 
The ring: ho preferito di gran lunga la versione americana, soprattutto del primo (che poteva anche rimanere unico, in effetti) film, a quella originale giapponese.

29 pensieri riguardo “CineMeme / 2

  1. The Believer prima o poi lo vedrò, lo dico da duecento anni ma poi non l’ho ancora fatto. Di film sui generis avevo visto e consumato American History X che adoro ma quello proprio mi manca.
    The Master però non puoi dirmi così è bellissimo *_*

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  2. Anch’io ho visto Piano 17. Per lunga parte del film, te lo confesso, sono rimasto davanti allo schermo con un po’ di disappunto: se un blogger di cui mi fido (il grande https://lapinsu.wordpress.com/) non me l’avesse consigliato con insistenza per anni interi, l’avrei sicuramente mollato. Poi è arrivata la scena in cui la donna riesce ad uscire dall’ascensore, e da quel momento in poi il film prende quota in maniera pazzesca: i colpi di scena si susseguono ad un ritmo forsennato, e sono uno più intelligente dell’altro. E’ stata una delle pochissime volte in cui ho cambiato in corsa il mio parere su un film: alla fine su imdb gli ho dato un convintissimo 7 (l’8 lo do soltanto ai film che mi entusiasmano dal primo all’ultimo minuto).

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    1. L’ho rivisto dopo parecchi anni (la prima volta l’ho beccato, per puro caso, in tv; e non avevo idea di cosa fosse e di che trattasse). Mi era rimasto impresso, e ancor più a mio padre, perciò ho deciso che era tempo di ricordare meglio.
      Certo non è paragonabile a Jeeg, però mi è piaciuto molto che abbiano saputo interessarmi per un’ora e mezza, e non è poco, dipanando col contagocce una trama in sé piuttosto scarna.
      La fotografia ha il suo perché.
      Il Morelli “cattivo”, o almeno per metà, ha il suo perché (io l’ho conosciuto con Coliandro, ma scopro via via che in realtà ha recitato più spesso in ruoli on the dark side…).
      Naturalmente, a rinsaldare la mia buona impressione, ha contribuito anche la faraona ripiena con contorno di patate al forno: il piatto domenicale giusto per riscattarsi dalle brutture del mondo, e dai Pittana di turno 😀 🙂

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      1. Nel mio caso invece il piatto domenicale più squisito che ci sia è il rollé speck e provola. Lo vendono al banco macelleria di un supermercato vicino a casa mia, e purtroppo lo fanno solo una volta ogni tanto, quindi non sempre ho la fortuna di beccarlo. Ma quando succede, gli occhi mi brillano come se avessi visto Sofia Vergara in persona! 🙂 Grazie per la risposta! 🙂

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    2. Ah: io credo di abusare dei voti migliori (almeno sul sito delle biblioteche, che non consente giudizi troppo raffinati), periodicamente devo tarare il mio generatore di entusiasmo. Però tutto sommato preferisco eccedere che demolire. In fondo al cuoricino sono una coccolona ❤

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        1. E che, me lo chiedi?!
          Ma assolutamente sì che voglio! 😉
          Io di solito vado a curiosare su MyMovies, mi è più agile.
          (A proposito, Lapinsù lo conoscevo, anche se non bene, da precedenti blog che ora ho chiuso – ma mi pare che l’ultimo l’avessi bazzicato anche tu. E l’ho appena aggiunto al lettore. Telepatia?).

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        1. Oh, bello trovare altri appassionati di horror… mi sento spesso un’outsider.
          E pensare che tante persone spaventate dagli horror poi si vedono senza batter ciglio i cinepanettoni annuali! 😀

          A me piace molto il b/n a prescindere se vecchio o moderno, ma lo bazzico troppo poco.
          Troppe distrazioni a questo mondo… ma Don Camillo non annoia mai 😉

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