Film .10: Lo stato contro Fritz Bauer

Lo stato contro Fritz Bauer – di Lars Kraume

Il titolo l’avevo in lista, ma chissà quando sarebbe arrivato il suo momento se non fossi incappata nella segnalazione di Wwayne, che avendolo trovato degno di nota lo spaccia in giro – se tutti i pusher fossero di questo stampo, beati noi.
Io, per conto mio, non riuscendo a recuperare la/le segnalazione/i, vi linko direttamente uno dei post nei quali compaiono: i commenti sono numerosi e da pesca miracolosa, come lanciate la lenza un film o una riflessione appetitosi li tirate su.
Venendo al punto: Lo stato contro Fritz Bauer è un ottimo film, non c’è dubbio. Ma un capolavoro? A mio parere no. S’intende che, come per tutte le considerazioni qui pubblicate – chiamarle recensioni le appesantirebbe, e io voglio star quieta – anche questa nasce primariamente dalla mia passione, a volte grezza a volte raffinata. Sanno ormai anche le pietre ch’io ho la fissa per alcune cose, per esempio ebrei, nazi-fascisti, dittatori in generale, il Novecento e le sue guerre.
Cosa conservare di questa trattazione della storia di Fritz Bauer, procuratore della Repubblica Federale Tedesca post-bellica non ancora decenne ed infestata da ex-SS e correligionari vari, cui venne in molti modi impedito di svolgere normalmente il proprio lavoro – rintracciare e far condannare i gerarchi di ieri? Pochi desideravano realmente sconfessare il passato, pochissimi addirittura accollarselo e riconoscere le proprie colpe.
Vi sono alcuni scambi di battute da ricordare, se non proprio fulminanti, che spiccano all’interno di una sceneggiatura dignitosa: “Vuoi giustizia, o vuoi una cucina nuova?”, chiede Bauer al suo collaboratore Angermann. Per chi di voi fosse più propenso alla versione comunista: “Vuoi giustizia, o vuoi una Trabant?”. Vi sono gli inserti di brani da quotidiani e spezzoni video in b/n. Ma sono dettagli, e per quanto i dettagli abbiano il loro peso, beh: non bastano a far salire di livello una pellicola media.
Si badi bene: medietà non è mediocrità. Come detto in apertura, si tratta di un film ben fatto, godibile, ma – soprattutto – che parla di qualcosa che non piace, tutt’oggi. Lo sappiamo prima, lo sappiamo durante, lo capiamo definitivamente quando scopriamo che il minacciato procedimento che avrebbe potuto mettere Bauer in stato d’accusa per alto tradimento (per aver contattato ed informato segretamente un servizio segreto straniero, il Mossad, di affari interni), non si realizza né nell’arco della storia né in seguito. “Lo Stato contro Fritz Bauer” è dunque, realisticamente, l’imboscato o l’adagiato nello status quo che non vuole esserne scalzato.

E’ questo, in fondo, il non eccezionale (per fortuna) ma indispensabile pregio di ciò che ha girato Kraume; la consapevolezza. Nulla basta ad imporla al cuore, nemmeno l’arte più riuscita, se noi non lo vogliamo. 
Del resto non è la prima volta che, tornando un momento in patria, affermo che noi italiani non abbiamo mai fatto davvero i conti col fascismo – qualunque possa essere l’eventuale esito di tali conti. Nonostante le patenti di antifascismo di cui moltissimi si fregiano, a volte persino ideandone di letterali. E a prescindere dai recenti episodi-poco-episodici di aggressioni neofasciste, che poco c’entrano e fanno tutt’al più parte di quel calderone ribollente, ma pur sempre superficiale, di magma che percorre le nostre strade. Dentro il vulcano, però, proprio dentro dove fa più caldo, nemmeno noi vogliamo guardare davvero. Né dire chi e cosa siamo o non siamo.

13 pensieri riguardo “Film .10: Lo stato contro Fritz Bauer

  1. Ammorbo wordpress e i suoi utenti da ormai 7 anni, eppure non avevo mai ricevuto un complimento così piacevole:
    come lanciate la lenza un film o una riflessione appetitosi li tirate su.

    Le riflessioni (serie o facete) della zona commenti è la cosa che preferisco su WordPress e con la brillante e dissacrante compagnia di wayne e Kasabake è piacevolissimo dare vita a siparietti di stili e temi sempre eterogenei.
    Scoprire che tutto questo ha suscitato il tuo gradimento, mi riempie di orgoglio!!!

    PS: Fritz Bauer l’ho finalmente recuperato, ma la visione scivolerà di almeno un paio di settimane, perchè sono entrato in modalità ferie e il mio cervello si rifiuta di fruire qualsiasi cosa che richieda più concentrazione di quando guardavo Bim Bum Bam.

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    1. Perfettamente concorde in merito ai commenti… il sugo dei blog, insieme alle discussioni che escono dallo schermo per trasferirsi sui cellulari, al bar, in lettere con tanto di francobollo, ecc.

      Leggevo delle tue ferie, sì (goditele!).
      Temevo di fare spoiler, ma credo e spero di non aver urtato nulla di grosso in cristalleria 😀 🙂
      Dunque ‘notte, buon viaggio e bimbumbam fino alla morte, yeah!

      Piace a 1 persona

  2. Ti ringrazio per la citazione, e mi fa molto piacere che tu abbia deciso di dare fiducia al mio consiglio cinematografico. La tua recensione mi trova d’accordo soprattutto su un punto: a differenza dei tedeschi noi italiani non abbiamo mai fatto i conti con il nostro passato dittatoriale, non abbiamo mai espresso nei suoi confronti un giudizio di condanna netto e condiviso. E’ proprio per questo che film come Lo stato contro Fritz Bauer sono necessari soprattutto in un paese come il nostro, che ha drammaticamente bisogno di capire cosa sono stati i totalitarismi del 900 e a quali aberrazioni abbiano portato.
    SPOILER WARNING
    P.S.: La scena in cui l’amico di Fritz Bauer va a costituirsi mi ha spezzato il cuore. E paradossalmente la considero anche la più bella e la più commovente di tutto il film.

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    1. Sì, quella scena è forse l’unica che non mi aspettavo e l’ho adorata. (E’ che ho un’anima un filo masochista).

      Nel corso della serata ho deciso che comincerò a stilare una (piccola) lista di film & libri a tema totalitarismo e dintorni (l’ho già detto che è una mia fissazione?), dato che solo oggi ne ho inanellati tre.
      Non so, del resto, se una condanna sia (tutto) ciò che ci serve. Ci serve sicuramente, però, sporcarci le mani.
      A scanso di equivoci, anche se di politica ho parlato e parlerò, qui, ben poco, non sono antifascista né in senso stretto né in senso lato. Non sono nemmeno fascista, se è per questo – e no, non vuole essere un’introduzione all’amena e aberrante frase Sono uno spirito libero. Posso dirlo perché, seppur per un tempo assai breve, ho frequentato CasaPound (e bazzicato pure altro): apparentemente avevamo qualcosa in comune. Non però quello che speravo.
      Non entro nel merito, pena non uscirne più; ma s’intende che per me nulla è tabù. Sono fatta strana e troppo sui generis in quasi ogni scelta per potermi definire in maniera utilmente sintetica in una conversazione ma, cosa più importante, non c’è interlocutore che mi possa dispiacere soltanto per le sue posizioni. Mi auguro piuttosto di non risultare spiacevole io – cerco sempre di salvare capra e cavoli, di tenere uniti diavolo ed acqua santa, convinta come sono che in qualche punto dell’universo dovranno pur incontrarsi. Più spesso che no gli effetti di questa mia disposizione sono nefasti… ma ho la testa dura, non imparo e mi ripeto.

      Credo che tu capisca molto bene pur non conoscendomi, appassionato come sei, se ti dico che mentre cerco di mettere insieme due righe sensate per chiarire il mio punto di osservazione in realtà ben altro mi tocca dentro; esperienze e soprattutto persone intrecciate in un gomitolo soffocante, senza le quali però nemmeno gli aspetti migliori di me potrebbero esistere così come sono.
      Di rado le racconto, sono di fiamma e maneggiarle non è facile, comprenderle ed amarle meno ancora. Sono sgangherate e bizzarre, alcune volte eleganti ed affilate.
      Ed io sono sempre in cerca di una casa dove dar loro riposo.

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      1. Approvo la tua scelta di non parlare di politica: è un argomento molto divisivo, quindi sono convinto che riceveresti una carrettata di commenti astiosi. E’ per questo che per il momento tengo nel cassetto un post in cui recensisco un film partendo da un elogio di Cossiga: anche se è un politico che molti non conoscono per motivi anagrafici o ricordano in modo sbiadito, c’è sempre il rischio che il dibattito nei commenti si orienti su di un tono troppo aggressivo per i miei gusti. Grazie per la risposta! 🙂

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        1. Spencer Tracy?
          Ma sai che me lo ritrovo già in elenco? Devo averlo aggiunto proprio leggendo i commenti al tuo post, o comunque in una delle discussioni.
          Magari però, prima di vederlo, aspetto il tuo racconto 🙂

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        2. Io invece ti consiglio di guardarlo il prima possibile: sia perché il film è splendido, sia perché, per il motivo che ti spiegavo prima, quel post potrebbe anche non essere mai pubblicato.

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