Decluttering 2.: Vestiti invernali

La Kondo, oltre a “prescrivere” di suddividere il riordino per precise categorie, stabilisce anche quale debba essere la giusta sequenza nella quale affrontarle. Ed i vestiti hanno la precedenza.

Io ho deciso di partire da quelli invernali, per paradossale che possa sembrare, per una serie di ragioni: intanto, perché avevo già selezionato diverse cose sul finire dello scorso inverno, e quello che non ho piazzato al negozio dell’usato mi è rimasto sul groppone. Proseguire ciò che avevo già iniziato mi avrebbe confuso meno.
In questo modo, alle porte del nuovo A/I avrò pronto, suddiviso per destinazione, tutto il materiale da sgomberare.
E, soprattutto, così facendo mi libero per primi dei pesi più grossi, letteralmente, dato che i vestiti invernali spesso sono elefantiaci.

Sto accumulando sul letto della – chiamiamola così – camera degli ospiti, e appendendo alle maniglie dell’armadio, cappotti (4), completi di lana (2), giubbini giacche e bomber (3), e gonne (9).
Tutto accuratamente riposto da mia madre, ma stipato in alto, sull’asta orizzontale della parte superiore dell’armadio guardaroba. Immaginate il sollievo, specie per me che son bassa 1.49, di arrivare non solo a ridurre determinati capi, ma a svuotare quelle zone raggiungibili solo con la scala o l’asta per appendiabiti, e comunque scomodamente.
E’ una cosa che ho già fatto quasi per intero in cucina, zona che verrebbe dopo ma alla quale ho comunque messo mano qualche settimana fa, almeno per sbrinare e spegnere in modo definitivo uno dei due freezer (più uno piccolo sopra il frigorifero) di casa. (Anche qui: meno consumi, meno “sparpagliamenti” del cibo in troppi punti, meno dimenticanze e confusione. E poi ormai sono da sola, non ha senso avere tutti quegli elettrodomestici attivi!).

Ci sono, fra le cose già raccolte nei borsoni, una caterva di collant (parliamo di roba da 70 denari o giù di lì, persino – ancora! – quelli miei di bambina, e badate che in negozio gli estivi sono andati via come il pane), maglie intime, guanti e altri accessori.
E tra i “cimeli ritrovati“, è saltato fuori da una tasca di giubbino l’ennesimo paio di pacchetti di sigarette nascosti da mia mamma, che ancora una volta la tabaccaia ha gentilmente accettato di convertirmi in denaro contante / ricarica del cellulare.

Ho deciso poi di tenermi ancora qualche “extra“, non tanto perché potrebbe servire (frase proibita) ma perché anche se un tantino ingombranti e/o strani sono oggetti che mi fan bene al cuore.
Per esempio, l’enorme (eppure adatto alla mia taglia) montgomery scamosciato fatto con non so che pelle, che solo al vederlo mi scatena l’amore familiare.
Oppure una camicia orrenda, ma di lana, che conto di mettere in casa. Se poi dovessi trovarla meno easy di quel che mi aspetto la eliminerò, ma mi dà l’idea d’essere il capo perfetto per raggomitolarmi sul divano e mettere radici.

2 pensieri riguardo “Decluttering 2.: Vestiti invernali

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