Simboli

Sempre dalla newsletter di Evangelici.net:

Oltretevere. Negli USA quasi sette cattolici su dieci non credono che nell’eucaristia vi sia la presenza reale di Cristo: la rivelazione arriva da un sondaggio di Pew Forum, secondo il quale il 69% degli interpellati ritiene che pane e vino siano solo “simboli del corpo e sangue di Gesù Cristo“.
Si tratta di una rivelazione non secondaria, considerato che la transustanziazione è un cardine della dottrina cattolica [direi persino IL cardine per eccellenza, senza il quale degli altri ci possiamo fare un bel ragù; N.d.R.], elemento imprescindibile nella definizione dell’identità religiosa nonché secolare motivo di attrito con le altre fedi cristiane.

L’Eucarestia cattolica NON è un equivalente “locale” della Santa Cena valdese, o di altri analoghi protestanti. Non è una rappresentazione, anche se il memoriale ne fa parte.
E’ un fatto di sostanza, che nessuno obbliga a credere reale, ma che non è lecito trasformare in qualcosa di antitetico, soprattutto in un’epoca in cui il “simbolo” non è che un’immagine piatta, un simulacro morto del reale anziché una sua espressione… ipertestuale.

eucarestia-cattolici-americani

‘Sta storia è talis qualis a quella del “cristiano ateo” (sic & sigh) sulla quale litigai con un amabile presuntuoso lettore ancora ai tempi di Splinder. La cultura, la società in cui viviamo, in specie in Italia, è profondamente intrisa di cattolicesimo e questo non può che piacermi, ma rimane un fatto culturale. Puoi dire che lo apprezzi, che lo rispetti, puoi dire assieme all’Oriana nazionale che difenderai fino alla morte i campanili perché sono la nostra identità, ma se non hai fede in Cristo NON puoi dirti cristiano.
E la tua è una provocazione, perché se redigi un cazzo di blog di sicuro non troverai troppo ostico lo sforzo di una piccola perifrasi in merito alle tue appartenenze.

Buona domenica, gente 😘

16 pensieri riguardo “Simboli

    1. Se il tuo cuore è conforme all’insegnamento di Cristo, pur non avendolo conosciuto (che tu sia nato entro una tradizione religiosa differente o proprio qui, dove la Chiesa risiede, ma senza averlo incontrato davvero), e se agisci in obbedienza ad una legge morale intima che quell’insegnamento lo presuppone pur non enunciandolo formalmente in una dottrina, sei salvato.
      Credo fra l’altro che l’espressione extra ecclesiam nulla salus si riferisca al caso di chi pur avendo conosciuto e capito Cristo lo rifiuta (per es. le chiese scismatiche), oppure, ed è ancor peggio, di chi della Chiesa Cattolica fa parte ma di fatto si isola dalla comunione con i fratelli e ne fa una questione privata (su questo, eventualmente, attendo sircliges per ulteriori precisazioni). Ecclésia altro non è che comunità, comunione; proprio come la Trinità è una relazione d’amore tra le persone che la compongono.

      (Cristo non è venuto per definire e limitare, ma neppure per abolire la Legge: ciò che è bene rimane bene e ciò che è male rimane male, chi si allontana di propria cosciente volontà dalla “retta via” sperimenta l’inferno (che non è altro che l’essere separati dalla pace del dimorare in Dio, una mancanza e non un “danno positivo”), e lo sperimenta già qui e ora.
      I Novissimi – giudizio finale, paradiso, purgatorio, inferno – non sono una favoletta, la salvezza non è cosa certa per nessuno e sì, probabilmente l’inferno vuoto è più che una possibilità: né Dio né i beati potrebbero sopportare di rinunciare a riportare a casa figli e fratelli perduti, io credo; e tuttavia questo è un obbiettivo e non un dato di fatto del presente: qualcosa da compiersi e non una giustificazione per pensare che qualunque scelta, qualunque posizione presa in merito alla fede sia equivalente e valida).

      Vorrei anche dire che questo post non è una pietra di condanna per qualcuno o qualcosa, se non per il pressapochismo ed il qualunquismo intellettuale, magari ad uso di chi voglia scardinare la valenza profonda di ciò che desidera vedere sconfitto “vincendo facile”.
      A queste persone va il mio sentito non praevalebunt, e vaffanculo 😉

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      1. L’espressione “fuori dalla Chiesa non c’è salvezza” in effetti va presa alla lettera, ma nel senso inverso a quello considerato dai suoi critici: semplicemente, se è salvata una persona che qui sulla terra era (formalmente) non cristiana, allora quella persona, in cielo, è ovviamente cristiana – visto che Dio ora lo vede faccia a faccia.
        In cielo c’è solo la Chiesa, quantunque composta anche da chi in terra non c’era (formalmente) dentro.

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        1. Grazie per il tuo intervento.
          Non avevo ancora incontrato, mi pare, questa lettura del concetto, ed è perfetto: semplice, elegante e soprattutto sorprendente come Dio si diverte ad essere.
          Alla fine siamo sempre e solo noi uomini ad autoescluderci, cominciando col volere escludere i fratelli dal nostro orticello – e dalla comunione con noi – sulla base di elementi zoppi, o che noi stessi abbiamo storpiato.
          Rimane la stella polare, piccina vista da questa distanza ma ben a fuoco, di odiare il peccato ed amare il peccatore.
          Il che è ben diverso dall’arrendersi ad un ecumenismo zuccherino e light.

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        1. Aha 😉
          Come recita il sottotitolo di questo blog, appena introdotto, Prendo le cose gravi alla leggera e le cose piccole molto sul serio.
          L’importante è che le cose “serie” non diventino “seriose” ed opprimenti… altrimenti l’ippica è sempre preferibile.

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    1. Ci darò un occhio.
      E siano sempre benedetti i giri dell’oca, visti anche i tanti muri di cemento armato che ci troviamo davanti e che in via retta con potremmo in alcun modo scavalcare.
      (Colgo l’occasione, per niente formale, di ringraziarti. Tu ed il compianto – ma ancora attivo, e non azzardarti a cancellarlo – blog DLA avete contribuito significativamente al mio recupero in alto mare 😉 )

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    2. p.s.: la newsletter di Evangelici.net, col cui direttore ogni tanto scambio qualche mail, l’ho recuperata dai fondi di magazzino di anni addietro perché la trovo sempre interessante, sensata ed anche equilibrata.
      Ogni settimana, per chi interessato, ci trovi sicuro un paragrafo sull’archeologia ed uno su svarioni di giornalisti & co. nell’uso di termini specifici (ricorrente il pastore, o guida di altro tipo, che diventa sacerdote, ecc.).

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