Cani mastini

Ho di fianco al pc uno di quei bei libretti agili e dalle pagine crocchianti, tendenti al seppia, con tanto di linguetta gialla a segnare il passo: parlo de Il mastino dei Baskerville di Conan Doyle, edizione Fabbri 2002 (nemmeno troppo addietro). Traduzione di Maria Buitoni Duca – l’ho scelta perché è la più utilizzata tra quelle disponibili – e, in aggiunta: una conversazione introduttiva tra Fruttero e Lucentini, breve e sapiente, ed i disegni di Sidney Paget – molto, molto belli.
Nonostante debba deludere, parzialmente, le speranze di Lapinsù (non ho sviluppato un’improvvisa passione per l’autore, né per Sherlock Holmes), in verità è stato un bel colpo: una narrazione pura, priva di risvolti sociali o dio sa cos’altro, lontana nel tempo e nello spazio (spazio, ambiente che per altro, per essere una brulla brughiera, è descritto con raffinatezza), e nondimeno una narrazione fluida, da full-immersion di un giorno.
C’è il giallo classico investigativo, c’è il thriller con pennellate leggere di gotico, c’è dell’umorismo / satira (britannicamente compassati, s’intende) e l’atmosfera salottiera da convegno di gentiluomini con pipa.
(In questo non è per nulla diverso dal sedere in compagnia di Miss Marple e di un’intera tavolata di sospetti assassini mentre si sorseggia il thé delle cinque: sai già che il caso verrà chiuso prima ancora di subito, nella loro mente affilata, e sai che tutto poi apparirà lineare ed inevitabile; non sai, però, che tortuoso percorso dovrà fare la tua mente per arrivarci).
Fa il suo porco effetto anche senza un camino acceso presso cui scaldare i piedi ed una tazza di cioccolata di fianco – ma se vi càpita, leggetelo in autunno inoltrato: è l’ideale.
Lo voglio ribadire, perché non costituisce un appunto collaterale ma una forte motivazione, per me: la carta di cui è fatta l’edizione che ho scovato è magnifica. Non nel senso che è di ottima qualità, ma che la adoro. Lettura a parte, ho sfogliato e risfogliato, annusato, avvicinato le pagine all’orecchio per poi farle frusciare… una goduria. Con un altro formato ed altre caratteristiche… organolettiche, l’avrei apprezzato sicuramente meno. Chiamatemi pure una maledetta esteta, non mi offendo.

A proposito di mastini – di tutt’altra natura, cioè di quelli che fiutano e poi addentano le castronerie letterarie, i wannabe da classifica, i passi falsi di nomi noti che aspirerebbero ad essere considerati capolavori – ho scovato e dissotterrato questo interessante post su Il regno di Emmanuel Carrére.
Contiene molti link di analisi e di critica, tra i quali ho trovato particolarmente riuscito questo su Minima & Moralia; per farla breve, ne ho concluso che fra tutti i libri di quest’autore che pure mi attira e voglio approfondire, non  prenderò in considerazione la rimasticatura egoriferita degli albori del cristianesimo.
Leggerò altro, piuttosto. Non è tanto il tema, che anzi per ovvie ragioni mi chiamava, ma l’apparente quantità industriale di scantonamenti, sconfinamenti e insomma paraculate di quello che già, per la critica, è un idolo: tutta benzina sul fuoco, dunque.

34 pensieri riguardo “Cani mastini

    1. Purtroppo non è in mio possesso, era un prestito della biblioteca 😉
      Ma un tipo di carta che si avvicina molto a questo effetto, pur essendo più resistente e quindi non ondulata e frusciante, è quella dei 50 libri Fabbri, sai, la collezione con la copertina rossa e le lettere dorate!
      Ogni tanto recupero da lì un vecchio titolo e mi godo anche l’assenza di immagini a tutta pagina degli autori e altre moderne amenità…

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  1. A costo di sembrare spocchioso, ti confesso che non nutrivo alcun dubbio sul fatto che tu gradissi Il Mastino dei Baskerville (o qualunque altro racconto del Canone), perchè quella di Conan Doyle è una narrazione fuori dal tempo e dallo spazio perchè riesce a rigenerarsi ad ogni lettura: sono gli occhi e la mente del lettore a creare Sherlock Holmes e le sue avventure mentre lo scrittore britannico ne è solo l’inevitabile strumento.
    Come già ebbi modo di spiegarti, Baskerville non è tra le mie opere preferite del canone: tra i romanzi gli preferisco sicuramente Il segno dei 4, mentre i racconti (per altro una formula che si adatta meglio allo stile asciutto di Doyle) sono spesso più brillanti. Tuttavia è considerata la sua opera migliore, probabilmente per le ragioni da te enucleate nel post, per cui va bene così. Se poi in futuro per caso, per sbaglio o per piacere ti imbatterai in qualche altro racconto di Sherlock Holmes, sarò lietissimo di discuterne con te (tieni presente che ci sono una manciata di argomenti sui quali potrei discutere all’infinito e Holmes è uno di questi).

    Piccola chiosa sulla questione libro-carta.
    Da ormai 4 anni ho completamente abdicato la carta in favore del formato digitale e non ho alcun rimpianto.
    Pensa che proprio la scorsa settimana, riordinando nel garage di mia madre ho trovato alcune centinaia di romanzi comprati in gioventù: li ho impacchettati con cura e li donerò a una scuola qui vicino che sta cercando di allestire una piccola biblioteca per i ragazzi.
    Lascio quindi il profumo delle pagine a voi inguaribili romantici, io mi accontento del mio asettico Kindle 😀

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    1. Ahahah, ma guarda che anche se la carta è incomparabile, anche gli aggeggi elettronici hanno il loro caratteristico odore che crea dipendenza (a metà strada tra il vinile ed il bruciato). E poi io sopra al mio Kindle ci ho messo una custodia di pelle fichissima e con un aroma da svenire 😀
      Ricordo che ne avevamo parlato da te.
      Ancora non ho deciso cosa, ma ho frugato nella mia piccola biblioteca digitale e qualcosa da recuperare c’è senz’altro 😉

      Come sempre, prendo nota – e se mi venisse un attacco di Holmesite acuta punterò sul Segno dei quattro senza remore; anche per assaggiare un qualcosa di un po’ diverso.
      Del resto Poirot, qua, mi dice che sei affidabile e di darti retta… (a leggerlo faccio un po’ fatica, ma la versione televisiva di David Suchet mi garba).
      Non oserei mai “sfidarti” su un tuo tema principe, mi limito a bere alla sacra fonte 😀 😀 😀

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        1. Oh, quasi dimenticavo… ho ritirato in biblio la più recente edizione disponibile (2013) dell’enciclopedia 1001 film.
          E indovina cosa ci ho trovato, nella sezione relativa agli anni 2000? I tuoi amici gamberoni!! 🤣
          Capirai che, anche se i criteri di scelta sono i più diversi e necessariamente anche soggettivi, mi è venuto un colpo!
          Non ho avuto il coraggio di leggere subito la scheda. In compenso, è incluso tra i 201 film che ho visto fra tutti quelli annoverati… c’è molto da fare 😉

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        2. L’ingiustificato successo di quel film (che ormai mi rifiuto anche solo di scrivere) e il suo perdurare negli anni è motivo di profonda mestizia per la mia persona.
          Ora, affranto, mi ritiro in un angolo per versare lacrime di disappunto!!!

          PS: di grazia, ma cosa sarebbe questa “Enciclopedia 1001 film”? Non non ho mai sentito parlare…. E’ una rivista? Una classifica? O altro?

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        3. Ecco, un signorile fazzoletto di pura seta per te, carissimo…
          … come da titolo, è un librone che raccoglie i 1001 film di tutti i tempi ritenuti dal curatore, o meglio dai curatori perché di certo saran più d’uno, memorabili.
          Mi ero sfogliata, letta, risfogliata, copiata, appuntata ecc. la versione libresca della stessa idea, che seppure mi trovava alquanto dissenziente su alcuni titoli – il che del resto è previsto, contemplato e inevitabile – aveva soddisfatto i miei neuroni bibliofili; anche solo per l’ampiezza e la varietà delle portate…
          … non una classifica dunque (chi oserebbe?), ma un catalogo, con tutti i limiti del caso:
          https://opac.provincia.brescia.it/opac/detail/view/test:catalog:707743

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        4. Con questo link OPAC mi hai ricordato i tempi (ormai lontani) della mia tesi di laurea… le attese per l’arrivo dei testi che dovevo consultare… l’entusiasmo dei vent’anni.
          Complice la visione mattutina di un film impregnato di cinico romanticismo, mi hai così condannato a una giornata intrisa di malinconia.
          Grazie. E sottolineo che il ringraziamento non è ironico 😉

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        5. E pensa che per me ‘sta faccenda delle prenotazioni, del prestito interbibliotecario e via discorrendo è un stata un bel salto in avanti nell’efficienza 😀
          Tesi o no (su quale argomento? Magari l’ho pure già letto…), è sempre emozionante. Come i veri appuntamenti romantici di una volta, quando ci si trovava nel luogo fissato col cuore in gola nel dubbio se lui/lei sarebbe poi arrivato/a o avrebbe dato buca…
          … al che, mi pare chiaro che ora devi rendermi edotta di quale film cin-rom ti abbia ridotto così 😉 E prego, carissimo.

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        6. Si tratta di un film un po’ datato (2007) che però è uscito in Italia direttamente in home video e solo pochi mesi fa (o almeno io sono riuscito a trovarlo da poco, dopo anni di ricerca).
          Il titolo è Feast of love
          https://www.imdb.com/title/tt0800027/

          Premetto che rientra nella paccottiglia dei film romanticoni-sentimentaloni-moccoloni che piacciono (solo) a me. Mi ritengo un esperto massimo del settore e tenenzialmente me ne vanto, anche se i più lo classificano come il mio punto debole per eccellezza: Superman ha la kryptonite mentre io ho i film tratti dai romanzi di Nicolas Sparks.
          Nel mio blog trovi una sezione trasversale in cui tesso le lodi di questo mio superbo guilty pleasure, quindi se ti piace il genere troverai sicuramente molti titoli interessanti.
          Nel caso specifico, invece, Feast of love ha un taglio meno popolare e più riflessivo: pur mantenendo un tono leggero le emozioni e i sentimenti vengono vivisezionate senza nascondere neppure un aspetto spiacevole tra quelli che si possono creare in una relazione. Il film è stato accolto tiepidamente dalla critica, ma io gli ho dato un rotondo 8, ma come dicevo faccio poco testo perchè questi polpettoni li vedrei senza soluzione di continuità.

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        7. Come uso dire in questi casi, #TantaPappaBuona (mi rincuori, sono appena uscita dal supermercato a bocca asciutta dopo aver raccolto un cesto pieno di delizie… non funzionavano le linee 😦 )
          Manco a farlo apposta, sabato ho visto Le pagine della nostra vita 😀 Una cosa terribile, ahahah, il romanticume è anche un mio guilty pleasure, ma quello è proprio pesantino!
          Comunque, indago su Feast of love. Sembra più promettente 😉
          Impossibile ora non immaginarti come Superman in BvS con la lancia di kryptonite a un centimetro dalla faccia: in questo caso, tu sei SuperLap (scegli pure la tutina che preferisci), e Batman brandisce un tomo di Sparks davanti a te come un esorcista brandirebbe una Bibbia di fronte al demonio 😁

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        8. Tieni presente che io quando vidi Le pagine della nostra vita mi sono commosso nel finale. Ti ripeto, non faccio testo.
          Parli con un uno cresciuto a pane e “Un meraviglioso batticuore”. Non c’è partita.
          A volte perfino mia moglie mi prende in giro per certa roba che guardo…
          I film di Sprks poi, li guardo tutti.
          Mi permetto di linkari un mio vecchio post perchè ci sono affezionato e perchè (immodestamente) lo considero il più riuscito che abbia mai scritto. Forse così avrai la dimensione della mia consapevole colpevolezza.

          https://lapinsu.wordpress.com/2016/02/11/post-su-film-nicholas-sparks/

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        9. Mi sono sempre categoricamente rifiutato di leggere i racconti di Doyle che non avessero Holmes come protagonista.
          Un po’ come mi son sempre rifiutato di vedere le foto di Shevchenko con la maglia del Chelsea…
          (però, dalla rece che mi hai linkato, sembra carino….)

          Io invece sto leggendo “M. Il figlio del Secolo”. Un romanzo storico molto più attuale e riuscito di quanto avessi immaginato.
          Sono ancora al 66%, però mi sento già di consigliartelo.

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        10. Io invece con i reportage e affini ci vado a nozze, ti saprò dunque dire che impressione mi avrà fatto 🙂

          M è tra i miei desiderata.
          Felice che ti stia convincendo, ci speravo (ho letto che ne parlavi con Wwayne).
          In questi giorni sarà bene che appronti almeno un abbozzo di “piano di lettura”, e perché no di “piano cinema”, per l’autunno/inverno. Non voglio farmi cogliere impreparata e lasciarmi trascinare da troppe correnti.

          "Mi piace"

        11. il mio piano letterario a breve termine è già delineato.
          Prima sarà il turno de L’estate fredda di Gianrico Carofiglio, poi toccherà a Lorenzo Marone con Tutto sarà perfetto. Poi potrò finalmente riprendere il recuperone di Lansdale (sono ancora fermo a Freddo a Luglio) e Winslow (sono a buon punto).
          Nel frattempo devo convincere mia cognata a fare scambio di Kindle, dato che a lei è stata regalata l’ultimissima versione ultrasottileleggerissima ma tanto non lo usa mai, mentre io vado ancora avanti con mio vissutissimo versione dell’Anno Domini 2015
          Alleluja

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        12. Winslow l’ho terminato (Corruzione).
          Come da immagine, che non riesco mai a caricare direttamente nei commenti, da stasera seguiranno Dexter, Sangue e limonata e poi Doyle.
          Le opzioni aperte da lì in avanti sono tante, ma voglio che sia un inverno letterario memorabile ❤ E che includa anche dei fumetti (il film del 2003 è quel che è, ma se non l'avessi voluto vedere seguendo la curiosità ora non sarei in fissa con Daredevil, e avrei una vita un po' meno wow).

          Al cinema ho deciso che ci tornerò, anche se non posso strafare; mentre a casa vorrei recuperare / approfondire singoli registi / attori.
          Vedremo cosa il catalogo-I Ching delle 1001 notte saprà suggerirmi in aggiunta 🙂

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