Le voglie matte

E’ ora che metta a silenzio alcune delle voci più insistenti ed opprimenti che mi circondano, ed in particolare la televisione: non solo per fare spazio ad altro, non solo per godermi la pace e ripulire la mente, ma anche per consentire al dolore per la perdita di mia madre di riprendere a fare il suo necessario corso.
Settembre, tempo di ascoltare. Le pratiche più immediate ed urgenti le ho ormai sbrigate, il nuovo corso della mia vita da sola sta prendendo piede, e posso finalmente dire: c’è molto da fare, ma molto è già stato fatto, il solco è tracciato.

L’autunno è la mia stagione preferita, quella in cui riacquisto vitalità e voglia di fare.
Ma è anche la stagione per eccellenza in cui si fanno progetti, ci si lancia nelle sfide, si stilano buoni propositi che manco il 31 dicembre; infatti la vera cesura tra relax e lavoro si colloca qui, mica nel mezzo dell’inverno…
… dunque, anche per me, progetti, propositi ed obbiettivi come se piovesse. Soprattutto se si tratta di decidere e pregustare i libri, i film e la musica che mi accompagneranno nei mesi di eremitico godimento della casa riscaldata, delle castagne sul fuoco e del divano adeguatamente attrezzato con svariate coperte.

Ma non c’è progetto che stia in piedi ed obbiettivo che si possa raggiungere senza il più banale ed efficace degli strumenti: la disciplina. Che non è una roba da signorine Rottermaier, ma un aiuto da declinare secondo il nostro gusto.
Ad esempio, non è che si debbano leggere tot. pagine al giorno, tutti i giorni, come si prendesse uno sciroppo o si facessero le flessioni mattutine in caserma. Non stiamo parlando di compiti a casa, ma di divertimento puro.
Io, quando devo organizzare qualcosa (e già organizzare di per sé mi piace), mi affido spesso a quella figata galattica che è Excel. Dunque, anche in questo caso mi armerò di tastiera e produrrò elenchi di titoli, ma soprattutto tabelle su tabelle di possibili combinazioni e contaminazioni tra roba bella nella quale pucciare il naso.
Voglio creare insomma un vero e proprio “piano di lettura” (et al.), avendo come base una selezione delle mie wishlist. In effetti, anche se il relativo filettino ha bisogno che mi ci dedichi un buon pomeriggio, il “listone” generale ed omnicomprensivo grossomodo è già fatto, a mano.
Perciò, al termine di questa prima settimana del secondo mese più bello dell’anno (l’alloro va ad ottobre), nella quale porterò a termine i prestiti in corso – le “pendenze” – partirò per le incantate vette della lettura immersiva ed indisturbata ❤
Fatta questa lungherrima premessa, vado ad indicare quali saranno grosso modo i miei focus di interesse; senza tanti dettagli ma precisando una cosa importantissima: i criteri per pescare in questo piccolo oceano cosa leggere, vedere, ascoltare sono innumerevoli, ma io da qui a febbraio ne adotterò uno solo: sceglierò soltanto ciò di cui ho una voglia matta. Facile.

(Auto)biografie, Conversazioni, Diari

E’ un tipo di lettura tra i miei preferiti in assoluto, eppure è così denso e ricco che mi ci approccio non troppo spesso e con cautela.
Invece vorrei cibarmene di più. E, come la materia richiede, dedicarmici su tempi lunghi, con attenzione moltiplicata e infine prendendo il testo come un porto dal quale partire per ulteriori viaggi nella vita dell’autore e nei suoi corollari, più o meno lunghi, dai quali tornare allo stesso porto.

Audiolibri

Non avendo la radio in auto da qualche anno manco di un momento importante da sfruttare allo scopo, ma le pochissime esperienze con gli audiolibri che ho avuto (si contano sulle dita di mezza mano) mi hanno fatto scoprire un mezzo di grande valore – a patto che si individuino i testi, e nondimeno i lettori, più adatti.
Per il momento ne ho selezionati due dai miei elenchi, ma rovistando nel disordine dei consigli accumulati qua e là so che ve ne sono altri da trovare.

Il mare d’inverno

Ossia: libri e film d’avventura, ma ambientati sul mare, e in particolare su un mare burrascoso, pieno di pirati (che magari sono i narratori stessi…) e, naturalmente, di balene bianche.

Disney, Speer, Gramsci

Un accostamento strano, in apparenza, ma il fatto è che questi sono tre person(aggi) che mi interessano parecchio e desidero conoscere, o approfondire, da un po’.
Cos’hanno in comune il magnate americano dell’animazione, l’architetto di Hitler e uno scrittore & comunista nostrano? Forse niente, a parte la mia mente perversa, ma quella è una forza più che sufficiente per tenerli insieme.

Autoroni e libroni

Cioè gente come Dostoevskij e roba come Il padrino.
Più la rilettura di alcuni classici della mia infanzia.

L’horror, ovviamente

E qui dovrò stare molto attenta, perché il rischio che il fiume della paura della passione rompa gli argini è sempre alto. Tuttavia, ho buone carte in mano.
Sul fronte cinema mi interessa soprattutto compiere alcuni recuperoni, per esempio le intere serie di Nightmare, HalloweenVenerdì 13.
Sul fronte narrativa spazierò di più, ma cercando comunque di non saltare ogni volta da un autore all’altro e invece saldare i legami con quelli che mi convincono.

Fumetti

La grande novità del mio 2019 è stata la comparsa frequente di titoli fumettistici, o meglio derivati dai fumetti e trasposti al cinema – ma anche di letture a tema qui su WordPress. Soprattutto, anche se non solo, di supertutine (uso il termine amorevolmente).
Siccome apprezzo il genere ma non è la mia priorità, oltre a curiosare in altri film simili voglio tornare al cartaceo (ed i fumetti, di vario tipo, hanno odori particolarmente caratteristici e interessanti), indirizzandomi su due micro-cosmi e solo su quelli. Dài, che lo sapete di chi sto parlando 😉
In aggiunta, un italiano che già conosco e amo.

BXVI

Perché ho bisogno di raccoglimento (ho già detto che farò l’eremita?), e – sia detto senza alcuna intenzione polemica nei confronti di Bergoglio e del suo agire, irrilevanti qui – perché Ratzinger è ancora il mio papa (sentimentalmente ma anche ufficialmente…) nonché il mio supereroe preferito, anche lui con la sua “tutina”.

Fede

Benson, Sarah, Bux, Bernanos.

Malattia & dolore

Vabbeh, scusate. Ci stanno anche loro. Neppure a me piace parlarne; ho un paio di idee e di bisogni letterari, ma facciamo che riprendiamo il discorso al momento giusto.

Lavoro

TUEL e Primo Levi.

Monografie

O come vogliamo chiamarle: insomma grandi parentesi tutte dedicate ad un singolo autore, attore, ecc.
Alcuni nomi: Valduga, Cavalli e Raboni per la poesia; Ruth Ware, Julian Barnes, Foster Wallace, il già citato Dosto…

Omosessualità/affettività

Film random; i libri di Nicolosi.

Politica

Ancora qualcosa su Disney, House of cards, Arpaia, qualcosa su CasaPound, Il fascismo eterno di Eco ed di Scurati, il già citato Gramsci e l’altrettanto citato Speer in dialogo con Joachim Fest, Preiser, Le benevole Le assaggiatrici.

Musica

Sulla musica vera e propria devo ancora orientarmi; ma ci sono dei libri che mi chiamano, almeno un paio ruotano attorno a Mozart.

Saggistica

Un po’ di divulgazione scientifica.
Un paio di divagazioni vegetali.
Un paio di inchieste-reportage storici.
Morfologia della fiaba Vertigine della lista.
Architettura, fotografia; vuoto ed ombra.

55 pensieri riguardo “Le voglie matte

  1. Delizioso DIzionario FIlosofico di Temi Futuri, atto di fede in avventi narrativi che potrebbero anche non realizzarsi ma già l’atto in sé vale la candela. Se posso, sconsiglio di cuore le saghe filmiche horror citate, perché a parte i primi episodi sono di una bruttezza che nessun linguaggio umano può descrivere. Le ho minuziosamente raccontate dal mio blog, tutte, episodio dopo episodio, traducendo interviste dei protagonisti, e ogni volta mi dicevo “Il prossimo non può essere così brutto”, e venivo smentito. Fissare lo schermo spento sarebbe modo nettamente migliore di impiegare il tempo, piuttosto che guardare Nightmare, Halloween, Hellraiser e saghe limitrofe 😛

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    1. Mi riservo di interrompere anche subito dopo il primo film di ogni serie (ma almeno quello, che salvo Nightmare mi manca di tutti… è roba che doveva far parte della spina dorsale della mia adolescenza, e che ho saltato), e ovviamente affidarmi alle tue disanime come un cieco s’affida al suo cane 🙂

      DDFTF: nell’Italia delle sigle improponibili, anche io ne merito una tutta mia ❤

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    2. A proposito di saghe, primi film buoni e seguiti orrendi, leggo sulla scheda di Halloween da 1001 film, una sorta di enciclopedia dei titoli più significativi dal 1902 al 2012 – che sto sfogliando in questi giorni:
      Carpenter costruisce una paura puramente estetica, distinguendo Halloween dalla sgradevole ostensione della sua progenie.
      Bum! Non ci sono nel testo riferimenti a film successivi che vi si siano ispirati, ergo penso che la frase parli proprio degli altri film della serie.
      Parola di KB, sigla che corrisponde a tale Kathryn Bergeron, ricercatrice in arti dei media dell’università dell’Arizona; e ovviamente collaboratrice del tomone contundente.

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      1. Quando si parla di cinema bisogna andare con i piedi di piombo, anzi di triplo piombo, perché si parla di mitologia autoalimentata. Un anno un film è buono, l’anno dopo è ottimo, quello dopo è splendido, quello dopo è un capolavoro, quello dopo è un mito mitologico e miterrimo. Il film è sempre quello, ma i critici lo pompano perché non sanno cos’altro fare nella vita. (Magari potrebbero fare i critici, ma a quanto pare non piace.)
        Così un buon film diventa un capolavoro della cinematografia e magari chi lo recensisce l’ha visto una volta da ragazzino e poi basta. Ovvio che se paragonato alla scolatura di liquami che sono i suoi seguiti è un mito inarrivabile, ma bisogna averli visti i suoi seguiti, e posso scommettere quello che vuoi che nessun critico li ha visti. Lo dimostra il fatto che ad ogni nuova uscita nessuno ricordava quella precedente, e quando Blum ha fatto il colpo gobbo con Halloween 2018 ha ignorato tutti i seguiti e nessuno si è lamentato.
        Potrai trovare qualcuno che abbia visto il due e qualcuno che ha vaghi ricordi del 3, ma il il 7° o l’8° episodio sta’ tranquilla che non l’ha visto nessuno. Però ne parlano!
        Lungi da me consigliarti l’esperienza traumatizzante di vedere film di una bruttezza astrologica, ma occhio a recensioni generiche ed iperboliche come quella citata: sono fatte per dare conferma delle opinioni dei lettori, non per far loro conoscere qualche chiccha che magari ignoravano.
        Per esempio tutti quelli che NON lo ricordano considerano ottimo “Nightmare 3”, film di rara stupidità ma che appunto non ricorda nessuno. Invece il quarto è delizioso, vispo, guizzante e pieno di ottime idee (quasi mai sfruttate bene), eppure non lo ricorda nessuno, semmai qualcuno l’ha visto. Quindi è più facile trovare un critico che parli bene del terzo – per venire incontro ai lettori che, come lui, non lo ricordano – piuttosto che faccia anche solo cenno al quarto, l’unico seguito che meriti di essere visto!
        In realtà “Halloween” (1978) ha avuto successo perché quando è uscito era qualcosa di totalmente nuovo e mai visto prima: oggi, dopo milioni di repliche, ha perso completamente freschezza e quel che rimane… è molto meno che mitologico!

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        1. Allora casco bene proprio perché l’Halloween del ’78 non l’ho visto 😁
          Nulla da dire sui critici: anzi, incornicio e prima o poi venderò come mia la frase: Il film è sempre quello, ma i critici lo pompano perché non sanno cos’altro fare nella vita. (Magari potrebbero fare i critici, ma a quanto pare non piace.)
          Naturalmente prendo queste ed altre recensioni con le pinze, lo scopo dell’averti riportato quel brandello era solo farti ridere del frasario, e cascava a fagiolo 🙂
          Tutto è relativo, nel cinema come in letteratura (capirai, non in so quale ambito i critici versino più sangue…). Anche per quanto riguarda la forma stessa dell’enciclopedia, che sottende una difficile selezione (per quanto numerosi possano sembrare 1001 titoli, non sono mai abbastanza), capisco le perplessità; ma non avendo l’onere di eleggere nessuno di essi a capolavoro o viceversa, e potendomi godere la lettura come un tuffo in piscina che richiede solo un minimo di senso critico (appunto), così faccio.
          Apprezzo però – e forse mi incazzerei pure se non l’avessero – l’onestà dei vari curatori di questo tipo di elenchi nel chiarire bene quanto il risultato, nonostante non manchino i punti di repere per dare un’opinione fondata, sia inevitabilmente soggettivo.

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        2. Sono opere utili per farsi un’idea e poi partire per propri viaggi. Magari fossero opere “soggettive”, perché vorrebbe dire che un critico la pensa in modo diverso da un altro, invece seguono tutti lo stesso “fiume principale” (mainstream) senza neanche alzare la testa per respirare!
          Nessun critico oserebbe criticare Halloween di Carpenter, così come non lo farebbe per altri film considerati a furor di popolo “di culto”. Anche se molti di quelli che li venerano non li hanno visti o non li ricordano!
          La soggettività è una buona cosa, ma impossibile da usare se vuoi piacere e rimanere nel fiume principale: a fare il critico soggettivo rischi di imboccare un rigagnolo che ti porti nella foresta! 😛
          Ricordo quando da ragazzo leggevo la rivista “CIAK” e continuamente facevano classifiche, che finivano spesso per essere tutte uguali: i film di culto conosciuti dallo spettatore medio sono straordinariamente pochi! ^_^

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        3. Sì, per un periodo cercavo di capirci qualcosa di più e tra le altre cose proprio leggendo Ciak, ma come scrivi mi sarebbe bastato controllare i titoli sul Televideo 😀
          Capisco il discorso, sono d’accordo. Anche se una via di mezzo (che è ancora più difficile da prendere) ci sarà pure 😉
          Comunque ora mi dedico a cercare sul catalogo un po’ di roba nuova pescando da lì, poi lo riporterò.

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  2. Un bel programma, non c’è che dire! Ti auguro di realizzarlo. Ogni tanto tienici aggiornati sull’avanzamento del progetto. Mi incuriosisce la tua predilezione per Benedetto XVI, sicuramente ne avrai già scritto ma non sono ancora arrivato a leggerlo. Anche di tua madre avrai sicuramente scritto… spero che il necessario corso del dolore aiuti veramente. Mi fai un po’ vergognare, una volta leggevo molto di più e di argomenti molto vari, come te… mi sono ristretto, evidentemente.

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    1. Senz’altro. Scrivere di tutto è impossibile, ma tra elenchi, pseudo-recensioni e commenti più lati alla fine si farà tutta la cronistoria…
      … in realtà di BXVI non mi è capitato di scriver nulla, non su questo blog almeno, che ancora non ha raggiunto l’anno d’età.
      Di mia madre ho invece accennato qualcosa, per lo più in modo indiretto o “laterale”… ma sì, per chi la conosce la sua impronta in giro c’è 😉 Grazie per il tuo augurio 💜

      Sulla varietà e la quantità, non credere, succede più spesso di quanto ci si aspetti, anche in questo tende ad instaurarsi una certa routine.
      Poi ti accorgi di stare leggendo soltanto polizieschi da un lustro, o al contrario di aver trascurato tutte le nuove uscite, perché ti sembra siano avvenute ieri e invece… nel frattempo sono spuntati i capelli bianchi 😁

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  3. È un programma incredibilmente vario e ampio e spero che tu riesca a portarlo a termine. Già riuscire a realizzare un tipo di piano del genere è un grande sforzo e quindi sei già sulla buona strada. Anch’io sto cercando di fare del mio meglio destreggiandomi tra passioni e studio e spero di riuscire ad arrivare a qualcosa.
    In bocca al lupo!

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    1. Grazie Butch 🙂
      Certo non è pensabile di esaurire una tale mole di roba in due stagioni, per quanto lunghe e propizie, ma naturalmente non ho una scadenza, se a primavera vorrò proseguire su questo solco bene, se no spariglierò le carte…
      … e poi da qui posso ulteriormente focalizzare la scelta.
      Non vedo l’ora di cominciare! 🙂

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    1. Non è tanto una relazione fra i tre (anche se sappiamo tutti che Disney è stato tacciato di filo-nazismo, difeso dalla medesima accusa, riletto in chiave “sinistra” e, sospetto, in molte altre che mi sfuggono…).
      E’ che ciascuno mi affascina per motivi diversi, e ciascuno ha qualcosa da dire appunto “politicamente”, anche se in modo del tutto dissimile da quello degli altri – e a me piace prendere le cose di tangente.
      Spero di riuscire a dirne qualcosa quando poi li leggerò, di sicuro comunque se i primi due mi interessano più razionalmente, con Gramsci per assurdo ho una specie di legame emotivo pur conoscendolo pochissimo.

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      1. No, niente Trieste.

        A me cosa porteranno? Ad essere sincero non lo so, se ripenso agli anni passati mi hanno solo portato caldo e casini vari, e anche quest’anno sarà lo stesso 🙄

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        1. Caldo? Ohibò, e perché, ti spediscono in viaggio d’affari ai Caraibi? 😉
          I casini sono il sale della vita… (non darmi retta, sto solo cercando di convincere me stessa che posso sopravvivere ai miei).

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        2. No tesoro, è solo che qui da me fa caldo fino a dicembre 🙂 E non sono ai Caraibi 😀

          Per il resto che dire? Un po’ di “vivacità” ogni tanto ci sta anche bene ma molte cose avrei preferito non avercele, e anche tu non avresti voluto tantissime cose (che sono diverse dalle mie ma non per questo meno importanti)…

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        3. Wow. Oddio, ora che ci penso, anche se Pisa (giusto?) e Roma non sono alla stessa altezza (giusto?), l’unico autunno passato a Roma in effetti mi ha vista ripartire a novembre inoltrato in maglietta a maniche corte. Certo, c’è da dire che c’è differenza tra lo stare in mezzo alla metropoli e lo stare in campagna o che so io.

          Naturalmente non ti chiedo qui nulla di più.
          Ma sì, ci siamo capiti.

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        4. Non so se Pisa e Roma siano alla stessa altezza, e sì, le differenze ci sono, ma io non abito né dall’una né dall’altra parte ma sto in Sardegna 😂 A Pisa ci vado perché ho parenti e a Roma perché ho alcuni amici 😀

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        5. Visto? 😉 🦄

          Io non ho unicorni 🤘🏻 ma un bel gibbone sempre fisso sulla spalla che salta come un matto ogni volta che vede qualcosa da comprare 😆 Va bene lo stesso? 👀🐒🙈🙉🙊

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        6. Lascia stare i pensieri, purtroppo non lo assomiglio, ma se qualche bravo truccatore del cinema venisse con del cerone e un calco del suo volto potrei anche farcela.

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    1. Oh, easy: i fumetti non si offendono e ti attendono comunque, pazienti, al varco 😀
      Del resto proprio come nella narrativa puramente scritta, ce n’è per tutti i gusti e di tutti i generi 🙂

      I tuoi libri stavo pensando di leggerli su Kindle, e naturalmente di farmeli scaricare da un’amica ‘ché io in materia sono una totale incapace.
      Tanto poi il link giusto sul tuo blog lo ritrovo 😉

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  4. Adoro Settembre ha, su di me, lo stesso effetto che ha su di te. Voglia di fare e di disfare.
    Il primo appuntamento che ho provato a fissare me l’hai dato il 2 ottobre grrr ne programmerò un altro per settembre.
    Le cose da fare me le segno nelle Note, la mia esperienza con la tecnologia è piuttosto limitata.
    Gli audio libri devo provarli, mi sembrano cosa buona e giusta 😊

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    1. Ciao Cuore, ben arrivata! 🙂
      Perdonami, non ho capito questa frase: Il primo appuntamento che ho provato a fissare me l’hai dato il 2 ottobre grrr ne programmerò un altro per settembre. Mi sono persa qualche cosa?
      Anche io sono molto basica, Excel a parte che dopo una vita di insofferenza ho imparato ad usare e ad amare, non mi piace complicare tutto quando mi basta un blocco note – o, se è per questo, carta e penna… 😉

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        1. Ah, okay!
          Credevo ti riferissi a qualcosa che avevo scritto, o che insomma ci eravamo dette, magari dalla Ape 😉
          Facciamo allora che ti mando i miei auguri, e pure una preghieruccia, va’ 🙂

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