Film .27: Insidious 3, L’inizio

Voto: 4/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐

Che senso ha vedersi il terzo capitolo di una saga senza aver prima visto gli altri?, direte voi. Semplice: Rai4 (sempre sia benedetta) lo passava in seconda serata – prima, ovviamente, Montalbano -, e dato che si tratta di un prequel cioè di un antefatto, era l’occasione perfetta per decidere se valesse la pena dare un occhio ai film usciti prima nelle sale, ma successivi cronologicamente.
Leggo che James Wan, detto “il giocattolaio“, ha diretto appunto gli altri due, mentre quest’ultimo l’ha preso in mano un certo Leigh Whannell – che tutti voi conoscerete, ma io no. Prima regia, per altro, quindi maggior merito.
Non perché sia un film imperdibile, a meno che uno non sia un critico e nello specifico un critico di horror, ancorché magari puramente blogger non pagato da nessuno, ma insoddisfatto se non può esprimersi sull’universo ed ogni sua sfumatura.

E’ però interessante per alcuni motivi:
primo, nonostante vi compaia un demone chiamato l’uomo che non respira, la storia è di ampio respiro (ahem). Non dispersiva, ma nemmeno, grazie al cielo, tutta giocata in rincorsa. In parte, forse in massima parte, dipende dal fatto che parla non tanto del demone (forse perché chi ha seguito la saga in ordine di uscita ne sa di più?), quanto di questa ragazza, quinn – scusate, il solito problema con le q maiuscole. Del suo lutto (non è affatto un film deprimente, ma sì, se ne parla poco, bene ed apertamente. La depressione è per altro citata dal personaggio umanissimo e schiacciato dal giusto peso, mai melodrammatico, che un medium si porta addosso).

INSIDIOUS 3
Secondo, come appena detto: malattia, perdita, depressione, disperazione e suicidio; tutta roba toccata lateralmente per non spaventare il pubblico, mascherata da qualche jumpscare da maledizione lanciata ad alta voce, ma del tutto random e palesemente di copertura.

Ognuno dei personaggi è toccato dalla tragedia, dalla malattia o dal suicidio.
Il modo in cui affronta tali tragedie determina se diventerà vittima dell’oscurità.

Molto semplice, ma semplicemente reale.
Chi vorrà vederci solo dei demoni ne vedrà, è un prodotto più che vendibile.
Chi è stato toccato da una delle disgrazie di cui sopra, e se l’è macinata, costretto per altro a rimanere inchiodato e non poter far null’altro che macinarsela, come quinn che a seguito di un incidente provocato dal demone si divide tra letto e carrozzina (e sul gesso ha solo una firma, povera); chi deve capire capirà.
Metaforone? Non saprei, ma propendo per il no.
Se seguite il link e leggete l’articolo da cui ho preso la citazione (è in inglese), scoprirete che si potrebbe anche discutere della materia della colpa, della partecipazione al proprio stesso male (c’è differenza, etica e non sociale, tra chi muore di un cancro imprevedibile e chi ha partecipato attivamente al suo nascere – leggasi ad. es.: un fumatore? Che differente destino attende chi ha ceduto al dolore e alla paura, uccidendosi prima che lo facesse la malattia, e chi invece è rimasto al proprio posto?).

spec-tucker-ghost-sighting-insidious-3

Terzo, il film si prende in giro, e nella sua risata c’è una leggera nota acidula: impossibile non desiderare di prendere a pedate nel didietro quei mattacchioni di finti ghostbusters televisivi, che del tutto seriamente approcciano una situazione grave e dolorosa con la spensierata seriosità di chi ha un successo mediatico.
Eppure la medium quella vera, Elise, al termine se li rivolterà come un calzino e si farà prendere sottobraccio da entrambi. Stilosa.

quarto ed ultimo, un banale dettaglio che magari, dico davvero, racconta qualcosa solo a me. La scala che conduce al piano interrato in casa di Elise, con quei motivi geometrici molto anni ’70 – e le sfumature di rosso – mi hanno fatto venire in mente le sequenze finali delle prime due stagioni di Twin Peaks, la Loggia Nera insomma.
E poi, c’è simmetria, e come scrivevo per Suicide Squad la simmetria è oro per il mio senso estetico.

elise-medium-insidious-3.jpg

18 pensieri riguardo “Film .27: Insidious 3, L’inizio

  1. Tocchi un tasto dolente e anzi mi aumenti il dolore!
    Devi sapere che Leigh Whannell (l’acchiappafantasmi piccoletto, perché è anche attore!) l’ho odiato per anni… prima di cominciare a stimare e addirittura apprezzare il suo operato. Come una vecchia canzone di Alexa, vorrei odiarlo… ma come potrei? 😀
    Sicuramente è un ragazzo prodigio, perché iniziare ventenne scrivendo “Saw” (2004) non è da tutti, visto poi il successo mondiale del film e la nascita della relativa saga. Con “Insidious” ha replicato: dopo aver scritto i primi due episodi, anch’essi di grande successo, qui è stato promosso regista e replicherà con il quarto episodio. (Se ti interessa, hai assistito alla nascita del gruppo di parapsicologi che farà la sua prima missione nel quarto film e poi ritroveremo nel primo, essendo tutta la storia ingarbugliata e “prequelizzata”)
    Leigh Whannell è cresciuto con il cinema anni Ottanta e lo cita a mani piene – se ci hai fatto caso questo “Insidious 3” inizia con una ragazza che cerca di imparare a memoria una frase di uno spettacolo proprio come lo storico “Labyrinth” – e mettere una maglietta dell’He-Man di Dolph Lungren all’acchiappafantasmi pacioccone è un modo per dire: “sono uno di voi”. Però dietro la maschera di sceneggiature cialtrone si nasconde qualcosa, che non volevo vedere ma si nota sempre di più…

    Questa tua disamina mi ha fatto riflettere su aspetti a cui non avevo fatto caso, alla prima visione del film, e a pensarci anche nel quarto la storia di fantasmi sarà mera scusa per affrontare tematiche ben più spaventose, come i padri violenti. Leigh Whannell è così: ti confonde con storielle all’apparenza dozzinali ma poi ti rendi conto che sotto c’è di più, e che l’Altrove – così è chiamato l’aldilà della tetralogia di Insidious – è tutt’altro che l’inferno o cose simili: è la psiche umana, è il nostro complicato cuore che ci crea molti più problemi di quanto qualsiasi fantasma o demone sapranno fare.
    Come dicevo, vorrei odiare Leigh Whannell… ma come potrei? ^_^

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    1. Whoah! Molto bene, ragazzo 🙂
      E’ vero, avevo letto che oltre a girare ha interpretato Specs – se non erro.
      E alla fine, anche se iniziano il viaggio da bravi cialtroni, i due non portano la loro cialtronaggine all’estremo, e quando interviene la professionista ed il gioco si fa duro… se ne stanno buoni buoni 😀
      Oltretutto ogni volta (vabbeh, due o tre) che veniva inquadrato il logo della Ghost Sightings impazzivo, adoro quel fantasmino 🙃

      Pensavo avrei recuperato il resto della saga, ma con una certa diffidenza di fondo, però visto come ne parli e soprattutto visto che è sceneggiata tutta da lui, proverò ad abbassare le difese 😉
      Ma il quarto è già uscito? (Scusa l’ignoranza).

      Buona giornata, e… bella maglietta 😉 😉 😉

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      1. Sì, il quarto è uscito e si riallaccia alla perfezione al primo film: sai che credo addirittura il tuo sia il modo migliore per vedere la saga? Cioè in senso cronologico…
        Non parliamo certo di cinema impegnato, ma secondo me è come hai fatto notare tu nella recensione: viene mostrato qualcosa che in realtà nasconde qualcos’altro, molto più intimo…

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        1. Ottimo… perciò adesso mi butto su 1,2 & 4.
          No, in effetti di per sé gli avrei dato un 3, al massimo 3.5, ma considerando l’insieme mi sono voluta sbilanciare sul 4: dopotutto c’è in giro roba ben più standard se non orrenda, perciò incoraggiamo chi almeno manda qualche messaggio, e senza didascalie in maiuscolo grassettato… perché dove c’è un messaggio c’è casa (semi-cit.).

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        2. Me ne compiaccio.
          Vado a cercare il 4 sul catalogo della biblio… e speriamo ci sia, se no li strozzo – a questo punto DEVO vederli.
          Giusto oggi siamo riusciti a richiedere il prestito della specifico dvd di Dexter che ancora mi manca della 2a stagione… facendo lo slalom con la difesa ultrarigida del sito. Mo’ voglio vedere però, se non tocco con mano non credo.

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  2. Ho trovato qualcuno che, come me, ha apprezzato il terzo capitolo di Insidious. Nonostante lo consideri per il momento quello meno bello dei quattro capitoli usciti, ha comunque una sua identità e un suo modo di essere intrigante. I personaggi sono interessanti e anche lo spettro mi piaceva molto a livello estetico. Ha i suoi difetti ma alla fin fine era un buon horror.

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    1. Ma grande, quindi il meglio deve ancora venire, uh.
      Vero, i personaggi, tutti – compresi i due acchiappafantasmini – appaiono meno stupidi e stereotipati della media, pur non facendo nulla di particolare per sembrare normali.

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        1. Ri-wow.
          Il quarto c’è, ma è disponibile da novembre, perciò lo metto con gli altri due nella watchlist autunnale 🙂
          Di Wan del resto la prima cosa che mi viene in mente è The conjuring: il secondo, Il caso Enfield, ho trovato volesse strafare in alcuni momenti, ma il giudizio è complessivamente positivo. Il primo, invece, ha meno difetti e l’ho adorato.

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        2. Perché, adesso a cosa si sta dedicando?
          E a proposito, il termine – movieverse, comicverse, otherverse ecc. – già lo usavo ai tempi delle fanfiction per distinguere le varie e diverse storyline su cui si basavano; ma in questo contesto cosa indica?
          Che si intede per Conjuring-verse?

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        3. Adesso Wan ha diretto Aquaman e da come ho capito sarà occupato con la DC e i cinecomics (quindi chissà quando tornerà a fare horror con budget comunque modesti). Per Conjuring-verse si intende l’universo di The Conjuring, vari film creati come spin-off dei due capitoli fatti da Wan. Ad esempio abbiamo tre film su Annabelle, la bambola che abbiamo visto nel primo capitolo oppure The Nun, film che si concentra su Valak del secondo capitolo. C’è anche La Llorona che invece ha al suo interno il prete del primo Annabelle. Questo sarebbe il Conjuring-verse, una specie di Marvel cinematic universe però versione horror. Negli ultimi anni gli universi condivisi vanno molto di moda e ce ne sono altri come quello della DC o il MosterVerse (Godzilla, King Kong ecc…). C’è anche il Dark Universe con i mostri della Universal ma non so se quel progetto andrà avanti visto che The Mummy è stato un disastro sotto ogni punto di vista.

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        4. Ah, okay, certo. Grazie del chiarimento! 🙂
          In effetti, anche se non posso darne un giudizio, sia Annabelle che The nun a pelle mi respingono.
          Del secondo comunque ho letto opinioni un po’ migliori, del primo zero barrato… peccato per The Mummy, invece, perché mi incuriosisce parecchio.

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