Sul mare .3: Il mare d’autunno

Una sostanziosa parte de L’isola del tesoro di Stevenson l’ho letta scendendo in treno verso il mare (destinazione finale: Cesenatico) e poi durante il viaggio di ritorno. Nei miei cinque giorni di assenza da casa ho visto e fatto cose belle, e qualcuna voglio riportarla qui ❤

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Innanzitutto, una breve nota sull’andata.
Tralascio la mia disavventura col primo treno (regionale Trenitalia, da Brescia a Parma), una motrice con due vagoni orrenda e sporca: purtroppo càpita, e almeno tutti gli altri treni presi erano più che decenti. Certo, però, bella figura ci facciamo con gli stranieri…
… sono scesa in tre stazioni: Parma appunto, Cesena e al ritorno Bologna Centrale e poi Verona Porta Nuova. Su quest’ultima nulla di dire. Cesena ha una stazioncina più carina del previsto. Bologna, vabbeh, è una grossa fermata e ha pochi negozi – ristoranti rispetto a Milano Centrale, ma bastano e avanzano per passarci l’attesa della coincidenza.
Parma, invece, ecco: nonostante non si tratti certo di un paesuncolo sperduto con cento anime, inaspettatamente la stazione si presenta orribile. Triste, buia e soprattutto lercia!: al punto che mi ha ricordato Pioltello, ed è tutto dire – ma senza l’allure tragica di quella località losca e pericolosa che sembra esistere al di fuori delle cartine geografiche… non solo, persino il bar principale è tenuto male, per nulla curato. E così una città che pare pure avere velleità raffinate (e dove per altro a brevissimo si terrà il festival dedicato a Verdi) si guadagna l’etichetta di Parma La Sozza.

Ma passiamo alla Romagna.
Ho passato questi cinque giorni in casa di amici, dalla finestra si vedeva il mare e per raggiungerlo bastava attraversare la strada: tuttavia, il periodo scelto non è casuale, la mia intenzione non era fare il bagno e prendere il sole ma schivare il caldo e annusare una punta di quel “mare d’inverno” – anche se proprio inverno inverno non è – cantato dalla Bertè, che mi affascina e che non mi ha deluso.
Ho osservato dunque anche molti paesaggi nei dintorni di Cesenatico, i quali secondo me hanno giusto quel filo di interesse grazie alle atmosfere piovasche e alla luce azzurrata serale: di per sé, infatti, per chilometri e chilometri non vi sono che distese di edifici e appezzamenti verdi del tutto piatti ed anonimi. Piatti sia nel senso emotivo che letterale, eh: non un guizzo, non un dislivello, nulla che svetti o che s’affossi. Ovunque ci si volti, l’orizzonte richiama la linea sempre uguale del tracciato cardiaco di un uomo morto.
Dico questo per la cronaca, ma, appunto, se pure nulla mi abbia attratto sotto questo aspetto nemmeno cercavo qualcosa di diverso. L’entroterra è quel che è, se vi ci trovate, puntate piuttosto sulle città.
Cesena, per esempio: con la Biblioteca Malatestiana che è patrimonio Unesco (la visita alla quale ho però dovuto rimandare), con certi passaggi nei vicoli che hanno una controsoffittatura di legno scuro e lanterne di ferro appese del tutto simili a quelle che si potrebbe trovare su un galeone spagnolo), con le sculture di Leonardo Lucchi (e non solo).

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Scultura di Augusto Perez

Oppure sulle zone collinari: un giorno io e la coppia di amici che mi hanno ospitato (a proposito, grazie ancora!) ci siamo diretti a Dovadola (luogo natale di Benedetta Bianchi Porro, della quale avevo parlato qui, e dove si trova la sua sepoltura nell’Abbazia di S. Andrea), e poi a Rocca di San Casciano, dove pareva proprio di stare in un’enclave montana di tutto rispetto – e dove abbiamo mangiato da Dio spendendo una cifra ragionevole, da Pasqui: segnatevi il nome!
Sulla via del ritorno abbiamo scelto di prendere due belle strade panoramiche, con svariati tornanti, seguendo questo percorso: Galeata – Civitella – Cusercoli – Gualdo – Meldola – Bertinoro, passando per il Colle di Cento Forche (SP 23) ed il Monte delle Forche (SP 24). La vegetazione è a tratti persino eccessiva, nascondendo le aperture sulle vallate, ma sia l’una (lussureggiante) che le altre (profonde) meritano una deviazione.

Concorso Fotografico Nazionale Comuni-Italiani - …pace.. di tajmahal - Rocca San Casciano (FC)
La piazza di Rocca di San Casciano – foto di tajmahal per il Concorso Nazionale Fotografico Comuni Italiani – (fonte)

Ma per tornare a bomba sul mare, parliamo un attimo del Porto Canale di Cesenatico – località il cui nome, per altro, è un derivativo di Cesena. Mi ci avevano già portato nel 2016, ma non sapevo oppure non ricordavo che fosse stato Leonardo a progettarlo.

Per me che sono abituata agli spazi aperti con distese di barche, a vela e non, a fare da cornice (che si tratti di mare o del lago di Garda, per dire), vedere una sequenza ordinata delle stesse infilate una dietro l’altra in una stretta lingua d’acqua fa comunque un certo effetto. E’ insolito, e piacevole nel suo bell’ordine. Inoltre, il velame delle imbarcazioni storiche indossa colori e motivi appariscenti:

Nel Porto, ad ogni modo, circolano anche animali a due zampe e non acquatici (il gatto Maga del ristorante Marè, ed una tipa losca non identificata):

Purtroppo non tutte le località sono altrettanto felici, né si può dire che l’acqua del mare sia sempre “affidabile”, prescindendo dalla bandiera blu: nella mia vita, per carità non intensissima, di turista estiva da bagno non mi era mai capitato di vedere della schiuma chimica: già molti anni fa se ne vedeva sul lago di Garda, ahimé, insieme ad alghe tossiche e compagnia galleggiante, ma al mare non credevo.
Invece eccola, prima sulla spiaggia davanti al Papeete (sì, abbiamo fatto un giro là dove la tragedia salviniana si è consumata e conclusa, e diciamocelo, per essere un centro nevralgico della movida fighetta non m’è parso granché), poi, anche sulla spiaggia di Cesenatico:

Da brividi…! O_o
Nell’invitarvi a restare su questa rotta, perché il viaggio è tutt’altro che terminato, vi saluto lanciando il mio SOS personale per il povero Mare, attraverso un testimonial tentacolare (conosciuto sul blog di Barbara).

Nelle puntate precedenti:
> Sul mare .1: Avventura nell’artico, Arthur Conan Doyle
> Sul mare .2: L’isola del tesoro, Robert Louis Stevenson

Plastic Sos, by Nme, Teignmouth UK
Plastic Sos, by Nme, Teignmouth UK

30 pensieri riguardo “Sul mare .3: Il mare d’autunno

  1. Leggi molto velocemente o il viaggio e’ durato molto? Mi addolora sentire che la stazione di Parma è ridotta così male. A Parma ho abitato cinque anni, e preso il treno un’infinità di volte… gli amici mi dicono in effetti che è cambiata molto, in peggio, anche dei servizi televisivi hanno mostrato il degrado (droga! E immigrazione incontrollata, triste da dire, non per dare ragione a Salvini). A proposito di quest’ultimo hai fatto bene ad andare in pellegrinaggio sui luoghi del misfatto, un moijto te lo sei fatto? Giusto per vedere che ci mettono dentro, pare faccia strani effetti…

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    1. Eh già, magari proprio Pioltello non è (ma quando si vive un’avventura un po’ calcare la mano si deve), però è proprio bruttina. Me spiase 😶
      Che fosse anche così degradata non sapevo, nella mia beata ingenuità l’ho attraversata fieramente altezzosa ed indenne, ma che tristezza.
      Niente Mojito, sono astemia (ho già dato tutto il poco che potevo negli anni delle… medie! Ora che ci penso… non come oggi, ma anche noi eravamo precoci. Ma lo spirito era davvero più sano di quello d’oggi). Ho raccolto un paio di conchiglie, però, le indosserò su un gonnellino per la danza del Sole delle Alpi in primavera (in riva al Po, naturalmente) 🥳 😂 🤣
      E quanto al libro, leggo velocemente, sì; ma calcola che questo è breve, scorrevole e ne avevo già mangiato metà prima di partire, eh 😉

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    1. Ahah, eh beh, a ciascuno il suo 😉
      Di sicuro non mi è capitato, a questo giro, l’Orient Express – magari!
      Del resto però, auto a parte, se si tratta di fare un viaggio al di fuori della mia stessa città (compresa la provincia, a volte, stante la mia immensa incapacità di orientarmi) è il mezzo che uso di più.
      Anzi, l’anno prossimo conto di fare un abbonamento agevolato regionale, e muovermi più spesso, magari per uscite di una giornata.
      La tua è una generale avversione, o hai avuto esperienze terrificanti da film horror?

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      1. Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.
        Pendolare da 24 anni quasi (mancano pochi mesi).
        Per 19 sulla tratta Firenze – Napoli . Da 5 sulla tratta Roma – Napoli. Per lavoro..
        (Anticipatamente, lecitamente chiedo di non chiedermi quale sia il “lavoro” che faccio.)
        “Treno”, “stazione”: INCUBO!
        Cordiali saluti a te e a tutti.

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        1. Giammai te lo chiederò, mi pare chiaro.
          La sofferenza e tutto ciò che anche indirettamente vi è connesso è affare privato 😉
          Scappa, scappa! In fondo alla galleria c’è scritto EXIT a lettere maiuscole bianche su fondo verde.

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  2. Bellissimo scoprire che hai visitato luoghi a me carissimi!!! Mi ha un po’ stupito l’osservazione sul panorama piatto ed uniforme. Può essere, ma dalle parti del mare o nelle aperte campagne. I dintorni di Cesena, invece, sono in gran parte collinari, e le colline romagnole sono molto belle!
    Grande sorpresa nel tuo ricordo di Pasqui di Rocca San Casciano, dove molti anni fa ho addirittura soggiornato! Bel posto veramente, con la cara Rita sempre pronta e cordiale e i suoi leggendari tortelli. Parma la frequento molto poco, e la stazione è solo un lontanissimo ricordo, non particolarmente buono. Di Cesena che cosa potrei dire? E’ stata la mia città fino alla giovinezza. Peccato che tu non abbia potuto visitare la Biblioteca Malatestiana: un vero gioiello. Comunque, fortunati gli amici che hanno potuto averti con loro! Se verrai ancora, fammelo sapere.

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    1. Il panorama è un po’ quello, di aperta campagna appunto, che ho avuto modo di vedere più spesso nei dintorni di… casa 🙂 E anche su quello il confronto, inevitabile, con le “mie” campagne scatta 😉 Un’ode alle colline!
      Te lo dicevo, che avrei pubblicizzato la Rita ❤ Il bello va premiato e divulgato (oddio, il buono soprattutto 😀 )
      La Malatestiana la recupererò senz'altro, è un obbligo morale per una lettrice accanita. Ma anche la sezione moderna, 'ché sono una topina (di biblioteca) curiosa 🙂

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  3. Schiuma chimica??? Era da quando da ragazzino andavo ad Ostia che non ne sentivo parlare! Eppure Cenesatico è un posto molto famoso, possibile non sia più curato?
    Comunque questa storia del mare d’inverno mi sta prendendo sempre più: chissà che fra qualche mese non faccia qualcosa… 😛

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    1. Eh. Non ti dico la mia stupefazione.
      Ho anche immaginato che potessero c’entrare le piattaforme petrolifere al largo (e qui ci sta un bel: 👿 ), ma i miei anfitrioni nonché ciceroni mi dicono che invece no, non dipende da quelle. Non ce n’era, di schiuma, nemmeno nel 2016 – e le piattaforme stavano già là.
      Non saprei indicartene la ragione, insomma.

      Mi piace contribuire alla tua fissazione, darling! 😀 ❤
      Io non escludo di tornarci, infatti, anche se i miei programmi per il futuro prossimo sono sempre molto labili e volubili.
      Certo, non posso permettermi di affittare uno di quei casotti da pesca sul Porto Canale, dove mi dicono che di notte il suono del mare sia una bolgia, ma dagli amici mi son trovata così bene che… potrei davvero approfittarne 🙂

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    1. Che bello, condividere ricordi dello stesso luogo 🙂 ❤
      La zona diventando un po' anche mia, adesso che l'ho conosciuta attraverso persone a cui tengo (e dei cui spostamenti sono sempre piuttosto informata 😉 )
      Grazie a te, buona serata 🙂

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        1. Ah, ecco! Per quel poco che ho potuto vedere di Genova, l’ho amata, ma è anche vero che in questi casi entra in gioco una componente emozionale che condiziona l’obbiettività 😉
          Della stazione di Porta Principe (?), poi, non ricordo nulla ad esser franca.

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