Mentire

Pochi giorni orsono ho sostenuto che raramente riesco a dire quello che non penso. Magari faccio la diplomatica, ma fatico a mentire in senso stretto. E’ vero: se mi trovo alle strette, tendo a mentire per omissione, molto più che attivamente.
Alla persona diplomatica per convenienza, preferisco la diplomatica-torta.
Ciò non significa che io sia una bella persona per virtù mia: mi hanno disegnato così.
E nemmeno implica che io non sappia mentire: grazie a Dio, ho imparato.
Mentire serve, mentire, spesso – non sempre, ma davvero spesso – risulta essere l’opzione meno ingiusta. Alcune rare volte una soddisfazione, più semplicemente un bisogno, una salvaguardia.

Perciò forse dirmi onesta è dir troppo, ma leale lo sono, questo posso vantarlo.
E se di solito sono leale nel piccolo, lo sono sempre nelle cose grandi.
Potete anche approfittarne, per mia disgrazia in questo somiglio ad un cane: scondinzolo e dico sempre di sì. Chi poi mi ferisce, se si è meritato il mio rispetto, può star certo che non gli opporrò mai un sorriso zuccheroso: se merda mi dai, merda ti prendi. Dopodiché, se ne può parlare. Come uso dire con uno dei miei mantra: ti occorre un rene? Pronti!, te lo do subito. Ma un caffé insieme, manco morta.

41 pensieri riguardo “Mentire

      1. A proposito di trapianti di reni 😀
        Ho da poco visto un film su Netflix che dalla locandina si preannunciava leggero, adatto alle serate di premestruo disimpegnato, con Keira Knightley e Carey Mulligan, non ricordo il titolo. Invece mi trovo coinvolta in un drammone dove questi ragazzi di un prestigioso college, separato dal resto del mondo, crescono e vengono educati solo per finire forzatamente, intorno ai vent’anni, a fare delle “donazioni”, dei trapianti di organi per umani bisognosi di serie A. Di solito, nel giro di due o tre trapianti poi muoiono (e grazie al caffo). Io sconvolta!

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        1. Oh Jesus.
          Cose turpi.
          Ne ho letto qualcosa, ma ricordo vagamente (un po’ come ricordo vagamente tutto, nella vita…).
          Ma ti stimo, perché io “in quel periodo del mese” (gosh) son più propensa alla violenza tipo slasher, ai drammoni spaccacuore o, al massimo, ai polpettoni polacchi da strapparsi le vene a morsi, ‘ché tagliarsele andrebbe troppo per le lunghe.

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        2. Tipo Katyn, di Wajda? Lo vidi a Londra per sbaglio e volevo morire 😀
          Io violenza slasher mai, ma drammoni spaccacuore perché no, anzi solo “in quei giorni” (come nelle pubblicità). Tipo, non so se hai visto The fault is in our stars: un film che magari non avrei nemmeno visto, anche quello trovato per caso e senza sapere cosa andavo incontro, ebbene, ho pianto a livelli che boh, proprio, ci sono rimasta sotto per giorni.

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        3. Schiacciasassi-movies rule ❤
          Colpa delle stelle, giusto? No, avevo paura della melensaggine. Ma se muoiono tutti, lo rivaluto. Si-può-fareee!
          Ma sbaglio o di Katyn avevi parlato sul blog? Mumble mumble, rimembro (sempre vagamente) qualcosa… cosa avevi in programma, prima di infilarti nel tunnel sbagliato?!
          Intanto, quando sarà inverno pieno ho intenzione di sciropparmi Tarr. Potrebbe funzionare anche per il vostro festeggiosissimo Halloween australe, magari.

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        4. Sì sì, vai tranquilla, muoiono tutti se non ricordo male 😀 Mi è piaciuto un sacco perché è oggettivamente strappalacrime ma è anche fatto benissimo, zero luoghi comuni, ottime interpretazioni. Mi sono comprata pure il libro, che ovviamente poi non ho letto perché è in inglese e coi libri in inglese sono pigra. 😀

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        5. Oh, ma bene.
          Allora lo recupero – al prossimo ciclo, ehm.
          Tu pensa che ho appena deciso (alle ore 03.30 zulu) di provare a leggere di nuovo in tedesco. Dopo anni che non lo biascico, cioè, roba anni ’80 e Rammstein a parte. Un genio del male.

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        6. Ah, no, di Katyn non ho mai parlato. L’ho visto a tradimento perché ogni tanto il mio umano, anche lui preso bene con le cose spaco e pure più di me, vuole vedere certi polpettoni in qualche lingua strana. Lì non ho perché ho acconsentito ad andare anch’io, attirata con l’inganno. Il Male 😀

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    1. Gv 8,7. Hallelujah.
      https://www.laparola.net/testo.php?versioni%5B%5D=C.E.I.&riferimento=Giovanni8

      (Dal sacro al profano: la mia migliore amica vuole sapere quanti anni hai.
      Ha letto qualcosa dagli ultimi commenti ed ogni volta che si profila, anche lontanamente, la possibilità che incontri qualcuno con cui parlo su internet devo fermarla prima che arrivi a domandarmi se porta i boxer o gli slip – ognuno ha la sua croce, gesùggiuseppemmaria.
      Dunque, quanti anni hai? Se me l’avevi scritto non lo ricordo.
      Nada te turbe, non ti farà nessuna avance 🤣🤣🤣)

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      1. Non mi turbo né mi preoccupo ma anzi sorrido 😀

        Cara amica di Celia, ho 37 anni, sono del segno dell’Acquario e il mio colore preferito è il blu. Sono alto 180 cm e peso 72 kg a stomaco vuoto e senza mutande, mutande che – tra le altre cose – indosso ogni giorno. Di scarpe porto il numero 43 e tra le cose che mi piace fare di più è sbiruldare la malvergola con Antani per due.

        Spero di essere stato esaustivo e di aver soddisfatto la curiosità 🙂

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        1. Mo’ glielo linko (muoio) 😂😂😂😂😂😂😂
          37 secondo lei va più che bene… insiste perché mi cerchi uno della mia età (rido istericamente).
          Ciao bella! Sì, dico a te, bellissima, intelligente e con un ❤ così! Soddisfatta? 😉

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        2. (Chi l’ha detto che non gli farò nessuna avance?! Scherzo, eh! 😀 )
          Caro Adriano, l’età va bene, altezza, peso e numero di scarpe anche. La cosa che ti piace di più fare…. boh, sembra un po’ come la supercazzola a destra 🙂 Una fotina nudo?! Ari-scherzo 😀
          Comunque sia, ti tengo d’occhio, chè la Cecilia merita tutto il meglio dalla vita.

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        3. Tremenda! 😉 😘
          Va’ che se poi mi arrivano foto strane te lo smazzi tu, eh.
          Lo dirotto al tuo indirizzo.
          E ho detto tutto 😁
          Tanto, non è troppo vecchio per te… *punzecchio*
          (E ora non lo vedremo più, ‘sto pover’uomo, ghgh.
          Sembra la fiera del bestiame, sembra 😅).

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  1. Complimenti per la lealtà! Ognuno ha il suo carattere, l’importante è saperlo “affinare”.
    Simbolicamente parlando sono il tipo da cazzotto secco che lascia la lividura; lividura che aiuta a meditare (dopo che ti sei ripreso dallo svenimento, ovviamente…).
    Una gran bella faccia tosta su cui è posta una boccuccia che non si risparmia proprio niente.
    E l’indifferenza elegante del gatto quando è sazio.
    Non ero cosi -sigh- mi sono dovuto affinare col tempo.
    Tu sei giovane e ne hai tutto il tempo. Non posso che augurarti: “sbrana i lupi”.

    P.S. Trovo una incongruenza di fondo nell’articolo: una pur piccola “menzognetta” o omissione è una mancanza di lealtà. Sempre che non abbiamo idee differenti sul senso etimologico di “leale”.
    (Perdonerai la lealtà e la faccia tosta con cui lo dico…) .

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    1. Aha, ma sicuro. Nulla da perdonare.
      Più che etimologico, può darsi (forse) che ci sia un diverso pensiero concettuale.
      Non per autogiustificarmi, ma per scrupolo d’esattezza, distinguo sempre infatti l’onestà – che non può implicare menzogna – dalla lealtà: ti sono più leale se ometto (cioè mento, appunto) una frase, un gesto o chessò io che ti danneggerebbe senza portarti un beneficio maggiore, piuttosto che se applico una sincerità totale, totalitaria e mi faccio fiera d’essere integerrima, dopo averti annientato.
      Ma è solo un esempio.
      Importante: l’onestà la si deve ai fatti ed ai concetti astratti, la lealtà la si deve (e la si offre) alle persone. Io scelgo la seconda.

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      1. Piccola integrazione.
        Essere leali per me ha a che fare con la “giustizia” e la devozione, laddove essere onesti ha a che fare con la verità e la “correttezza”.
        Non voglio darti l’idea che della verità m’importi poco. (Per altro, da cattolici siamo naturalmente consci che non ci si può accontentare di una sola delle due cose. E ciascuna ha le sue derive. Et et).

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