Film orrendi, e dove trovarli

D’accordo, “orrendi” per alcuni di questi film è un’esagerazione. Il primo dell’elenco, per esempio, non è certo costruito, diretto e recitato male, tutt’altro, epperò resta una pellicola di quelle che mi han lasciato a dir poco così: O_o
Per il resto, con una-due eccezioni al massimo, mi pare che il problema sostanziale stia in una sceneggiatura debole, quando non proprio da spazzatura.
E questi sono dunque i film peggiori che mi è capitato di vedere, per lo meno rifacendomi agli ultimi anni in cui ho preso l’abitudine di annotarne i titoli. Se vi capiterà di averci a che fare, armatevi di digestivo, prendete esempio da Sailor Moon:

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The master – Paul Thomas Anderson

Haunting (Presenze) – Jan de Bont

The descent – Neil Marshall

La saga di Twilight

Venerdì 13 – Sean S. Cunningham

Squadra 49 – Jay Russell

Educazione siberiana – Gabriele Salvatores

Cosmopolis – David Cronenberg

Boris – Giacomo Ciarrapico

Il nome del figlio – Francesca Archibugi

The gift, Regali da uno sconosciuto – Joel Edgerton

La classe (Entre le murs) – Laurent Cantet

10 Cloverfield Lane – Dan Trachtenberg

La nona porta – Roman Polanski

Monuments men – George Clooney

Una piccola impresa meridionale – Rocco Papaleo

Il ragazzo invisibile – Gabriele Salvatores

Love & Secrets – Andrew Jarecki

50 pensieri riguardo “Film orrendi, e dove trovarli

    1. Fortunello! 😁
      No, certo, poter fare confronti è sempre utile… ma diciamo che se ti dovessero capitare a tiro, e potessi fare altro (intagliare il legno, catturare farfalle, contare i centesimi di euro sparsi per casa), ti invito a scegliere le seconde opzioni 😉

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  1. Come sai mi occupo di filmacci “per lavoro” (anche se a gratis!) quindi non so desistere dall’intervenire! (E dal farmi pubblicità ^_^)
    Vado in ordine, solo per i film che ho visto della tua lista.

    The Master di Paul Thomas Anderson
    Un grande cast per una sceneggiatura buffonesca, identica ad ogni altro film che vorrebbe criticare i santoni ma finisce per ammirarli, dimostrando solo la creduloneria di chi li segue, sceneggiatori compresi. Come dimostra la sua narrativa, quello americano è un popolo che venera i venditori – qualsiasi cosa vendano, anche la salvezza dell’anima – ma poi si indigna quando scopre che dànno fregature. Spero un giorno trovino un equilibrio…

    Haunting (Presenze) di Jan de Bont
    [recensito dal Zinefilo] Fogna a cielo aperto che fonde il classicone La casa dei fantasmi (1959) con Gli invasati (1963, dal romanzo della Jackson) per regalare solo letame nauseabondo.

    The Descent – Discesa nelle tenebre
    All’epoca la gente mi fermava per strada e mi gridava che dovevo vedere questo film che era il più grande capolavoro della storia del mondo, che c’era da avere paura fino a morire, che almeno mille persone erano già finite all’ospedale per problemi di cuore dovuti alla visione. Quando finalmente ci ho provato, ho spento dopo cinque minuti: a tutto c’è un limite, anche alle buffonate!

    La saga di Twilight
    ahahahahahhahahhaha (è il mio unico commento ^_^)

    Venerdì 13 di Sean S. Cunningham
    [Recensito dal Zinefilo] Pensa che hai visto il migliore di una saga di dodici film inguardabili! Però il primo è di un’altra classe. Capisco che vederlo oggi, massacrato dalla censura italiana, possa far sbadigliare o peggio, ma considera che nel 1980 questo film ha cambiato per sempre il cinema horror, mostrando ciò che nessuno aveva mai avuto il coraggio di fare e inventando di fatto il genere splatter. (Ok, Mario Bava l’aveva già inventato nel 1971 ma si sa che gli italiani sono famosi solo per moda e lambrette). È un film che ha scritto le regole del genere per i decenni a seguire, e comunque – ripeto – se provi a vedere uno qualsiasi dei suoi seguiti scoprirai che il primo è un capolavoro, al confronto 😀

    Educazione siberiana – Gabriele Salvatores
    Non vedrò mai il film, ma ho apprezzato il romanzo di Nicolai Lilin, e mentre lo leggevo mi chiedevo: “Perché scelgono sempre i romanzi impossibili da trasformare in film… per trasformarli in film?”

    Boris – Giacomo Ciarrapico
    Il film l’ho apprezzato ma esclusivamente perché è la storia che chiude il discorso nato con le varie stagioni della serie TV. In realtà solo la prima stagione è degna di essere vista, davvero bella, il resto è nettamente inferiore e va con il pilota automatico. Il film è solo il saluto finale dei personaggi.

    Il nome del figlio – Francesca Archibugi
    Non conosco il testo teatrale originale di Delaporte e de La Patellière, ma ho adorato il film che ne hanno tratto, “Cena tra amici” (Le prénom, 2012). Impazzisco per il “cinema da camera”. Ovviamente gli italiani sono sempre lì a copiare i compagni di banco, e via un altro rifacimento nostrano di un successo francese. Quando ho trovato il coraggio di vederlo, ho resistito cinque minuti. Visto che è una storia interamente parlata, visto che gli attori italiani sono incapaci di parlare, visto che i tecnici audio italiani sono incapaci di registrare l’audio, visto che mentre parlano i personaggi sento anche il motorino di quello che consegna le pizze a dieci chilometri di distanza, ho interrotto subito la visione.

    The Gift, Regali da uno sconosciuto – Joel Edgerton
    Ho apprezzato l’intento e il soggetto, ma poi la resa è davvero terribile. Joel Edgerton è assolutamente inverosimile nel suo ruolo e sebbene abbia apprezzato il “regalo finale” tutta la sceneggiatura l’ho trovata vaga e inconcludente. Oltre che terribilmente noiosa.

    La nona porta – Roman Polanski
    Come dicevo prima, perché prendono il romanzo meno rappresentabile al cinema e lo rappresentano al cinema? “Il Club Dumas” (1993) di Arturo Pérez-Reverte è un capolavoro metanarrativo, un omaggio profondo al feuilleton e all’amore per la scrittura. E un’ode alla bibliofilia, che come tutte le “filìe” è oscena. Polanski invece ha preso la trametta secondaria e l’ha stiracchiata, infilandoci quel pesce lesso anestetizzato di Depp e come al solito sua moglie Seigner, in un ruolo femminile che non allaccia neanche le scarpe a quello del romanzo. Come troppo spesso accade, un libro meraviglioso che diventa filmaccio inutile.

    Monuments Men di George Clooney
    Uno dei film più odiosi del secolo. Ho capito che di cento guerre a cui hanno partecipato ne hanno vinta solo una, e quindi ci sfrangiano gli zebedei solo con quella, ma se gli americani disprezzano così tanto l’Europa… perché continuano a parlarne e a venirci? Perché non ve ne state a casa vostra? No, amano fare gli intellettuali di borgata, i “cólti, ma sul fatto”. Così (come si vede nel film, in una delle tantissime scene ridicole) assaggiano il cibo francese e sognano gli hot dog di New York: e allora perché non te ne stai a New York a mangiare quella roba? Un film puzzone e scandaloso, illustrazione perfetta della volgarità che gli americani hanno eletto a filosofia morale.

    Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores
    Va be’, è come sparare sulla Croce Rossa… 😀

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    1. Che cazzo. Sono bloccata con la procedura di iscrizione ad un concorso, perciò torno a dirti che:
      il problema di The Master è proprio che pare girato da un santone stesso.
      The descent mi ha veramente spaventato… tant’è obbrobrioso.
      Ne avevo scritto: Alcune vecchie amiche si ritrovano per la periodica escursione (stavolta, in un complesso di grotte sotterranee). Dentro le cavità terrestri scopriranno di non essere sole, ecc. ecc.
      Noioso e parecchio patetico.
      L’unico sollievo arriva quando il maledetto gruppo delle gitanti perennemente urlanti comincia a perdere pezzi di carne a suon di morsi.

      Venerdì 13: è vero, è vero. Epperò che due palline…
      … secondo me, Educazione siberiana (il film) è così profondamente italiano (nel senso di ingenuo come un bambino che prova a mangiare un dolce-giocattolo di plastica, che per dare corpo a personaggi complessi fa loro uscir di bocca dialoghi da recita scolastica) che sarebbe stato meglio dedicarsi alla solita mafia o camorra, e creare un’ennesima serie tv senza pretese.
      Proporrei un premio in soldoni sonanti a chi saprà rispondere alla tua domanda.
      Sono stata delusa da Boris, invece, perché a confronto con la serie l’ho trovato stanco, privo di idee, financo paraplegico.
      Il nome del figlio, mio caro, l’ho odiato tanto più perché il corrispettivo originale francese è invece una bomba, che non mancherò di rivedere ancora. E’ stato come leggere il compitino dello sfaticato di classe che copia dal secchione. Tristezza infinita, tanto più che avremmo avuto ottime carte per renderlo “locale”.
      E per finire, mancanza di rispetto per l’Europa a parte, ma quant’è sconclusionato Monuments men? Mi è francamente dispiaciuto per Clooney.

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  2. Non ho visto quei film, però se la cosa ti può interessare (da appassionata quale hai dimostrato di essere), ti mando il link con la sceneggiatura originale del film Joker.

    Sono 104 pagine in pdf ed è messa a disposizione dall’Academy degli Oscar dopo che i giudici della giuria ne hanno preso visione, quindi niente roba “rubata” o altro 🙂

    Questo è il link: https://pmcdeadline2.files.wordpress.com/2019/12/joker-script-final.pdf

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  3. Non ne ho visto neanche uno (ok il primo di Toilet/ligh sì, ma l’ho rimosso stile Man in Black dal mio cervello). Quanto a Monuments Men il libro non mi era dispiaciuto (la storia di per sé è interessante), ma non ho mai avuto il coraggio di vedere il film.
    Mi terrò alla larga dagli altri titoli che hai citato ;).

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  4. Concordo in buona parte ma per il resto mi trovo in completo disaccordo.

    Haunting – Presenze è il remake più brutto che abbia mai visto in vita mia e un insulto non solo alla pellicola di Wise ma anche all’intelligenza del pubblico.

    La saga di Twilight è orrenda, ma credimi esiste qualcosa di veramente peggiom(purtroppo).

    Monuments Men è un film che poeva essere interessante per via della tematica delle opere d’arti (io che studio beni culturali sono interessato molto) ma alla fine finisce in una specie di americanta dove non si tiene conto della vera storia.

    Venderdì 13 lo devi guardare per quel che è: un film slasher di serie B a bassissimo costo il cui scopo è intrattenere e divertire. Non è un capolavoro, non è ai livelli di Nightmare o Halloween o Hellraiser (anche se ne condivide il triste destino), però è divertente da vedere, soprattutto se in compagnia.

    The Descent e 10 Cloverfield Lane: prova a dare una seconda possibilità a queste due pellicole. Sono entrambe pellicole claustrofobiche e girate in maniera eccellente. Non so bene perché non ti siano piaciuti ma fidati possono dare molto di più.

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    1. The descent proprio no: claustrofobia a parte, che comunque emerge solo a tratti, ho detestato tanto i personaggi, frivoli ed inutilmente conflittuali, quanto la soluzione scelta per rappresentare un “orrore dentro l’orrore” di rimaner bloccate in una grotta.
      Rispetto a Cloverfield sono sicuramente meno dura, nel senso che quantomeno si vede che dietro c’è un lavoro ed un pensiero preciso (comprensibile forse di più leggendo le recensioni degli appassionati, per esempio Lucy) – anche se resta comunque, per me, fastidiosamente ambiguo e vago, come un pretendente che gioca a fare il misterioso e poi, alla resa dei conti, ti regala un anello… di cipolla fritta.
      (Che beninteso a me farebbe assai piacere, ma alla maggioranza delle ragazze su questo pianeta temo di no!).

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  5. Ma nooooo!
    Di The Master abbiamo già parlato…
    The Descent è un capolavorissimo!!! 😦
    Saga di Twilight, vabbé, c’è di paggio (vedi gli Avengers! Ahahah!)
    Educazione Siberiana, dé, c’è taaaaaaaaaaanto di peggio…
    Cosmopolis super-capolavoro, ancora oggi insuperato nel parlarci per immagini del vuoto pneumatico liberistico-finanziario!
    Il Ragazzo Invisibile è splendido, e il secondo è anche meglio!

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      1. Nuoooooooo!
        Facile considerare Descent un capolavorissimo:
        grotta come metafora mentale;
        situazioni e ambienti diversificati per tipo di fotografia;
        finale incerto tra film mentale e film davvero occorso;
        mostri come allegoria di problemi effettivi;
        gelosie e rancori come vero “nemico” del genere umano (più di qualsiasi altro mostro esterno o presunto esterno)…
        che si può chiedere di più?

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        1. Nulla più delle cose che citi… che però in questo film non si vedono manco col cannocchiale 🧐 Allegoria, sul serio? 😂
          (Scusa, non lo scrivo per sbeffeggiare il tuo modo di vedere, è che proprio nun gliela fo).

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  6. Se non fossi stata tu a pubblicare questa classifica, avrei etichettato questo post come un arrogante sistema per fare parlare di sé, ma siccome, fortunatamente, tu sei la Celia che ben conosciamo (azzardo persino, questo si con vera sfacciataggine “la mia Jest”), accade invece che le tue affermazioni perentorie, quelle con cui introduci l’elenco, acquistino un senso compiuto, sincero e potente, per quanto opinabile e discutibile.

    La chiave per decifrare tutto è, a mio avviso, la scrittura ovvero in questo caso la sceneggiatura, intesa come narrazione, osservata ed analizzata da te con i due parametri che spesso adotti nei film: emozione e logica filosofica.

    Tutti i film da te presentati sono infatti oggettivamente fallaci in alcuni aspetti delle storie e dei messaggi che veicolano, solo che, mentre in alcuni casi si può serenamente parlare di buchi di sceneggiatura e di scempiaggini (come in Friday the 13th o nel pessimo Il Ragazzo Invisibile), di tristi adattamenti provinciali e minestre riscaldate (come nel vergognoso film della Archibugi) e persino di falsità storiche assecondate in modo colpevole e ruffiano (vedi l’altresì cinematograficamente accettabilissimo Educazione Siberiana), in altri casi ciò che tu, mia Jest, ritieni essere una mancanza è invece a mio avviso (ma non sono solo nel pensarlo) una ellissi del soggetto ricercata in modo quasi masochistico, come nel caso del vero elefante nella stanza della tua lista ossia il filmicamente assai ricercato The Master, dove è assolutamente vacante una vera disamina della fallacia e persino della pericolosità sociale e morale della pseudo-religione Scientology, con Anderson tutto concentrato solo nel rapporto umano tra i protagonisti, permettendo agli attori di regalare alcune interpretazione leggendarie.

    Insomma, in questo tuo elenco c’è un forte e sincero spirito critico che tutto accomuna e questa è cosa che ti fa davvero onore, ma c’è anche una schiacciante presenza di un forte senso di assolutismo intellettuale, che poi è la cifra che deriva dal tuo essere come prima cosa una sopraffina lettrice di saggi e di romanzi.

    Detto questo, sono tuttavia due i titoli su cui vorrei soffermarmi per un mio distinguo: il primo è Cosmopolis, che io penso offra una discreta messa in scena ed un originale adattamento del romanzo di DeLillo, specie per aver saputo creare un astrattismo dove il marxiano “spettro del capitalismo” si aggira per la città e soprattutto per la storia (non destrutturata ma meccanizzata ed oggettivizzata); il secondo è 10 Cloverfield Lane, strepitosa e coraggiosa sceneggiatura di un giovane rampollo quale era ed è Damiene Chazelle, che io ritengo sia riuscito a costruire una storia intelligente ed avvincente, pur rispettando i canoni dell’universo parallelo di Cloverfield in cui è ambientato il film (non a caso, è da me spesso citato anche per l’ottima ambientazione claustrofobica non ovvia ed un finale che apre alla Sci-Fi degli alieni invasori e mostruosi come da canone fissato dal primo Cloverfield).

    In ogni caso, applausi per il coraggio!

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    1. Applausi per Fibra, sìsì 😉
      Cosmopolis: vero ciò che scrivi, ma io tutto questo capitalismo non sono certa di averlo visto (al netto della mia idiosincrasia per le astrazioni glaciali): ho visto però, sicuro, uno stronzo pieno di soldi, uno col cervello ridotto in pappa. Ma è davvero necessario il capitalismo per trovarcisi di fronte? Non bastano il potere e la carenza di cuore?
      Cloverfield è indubbiamente materia d’altri. Il finale? L’unica parte che si salva, per quanto mi riguarda – un po’ pochino.
      Educazione siberiana: è vedibile, come tu dici, cinematograficamente funziona anche, ma nella sostanza è come osservare un bambino che gioca a guardie e ladri. Divertente, commovente, e del tutto non credibile, infantile appunto. Cosa che, ne converrai, se detta d’un film ispirato ad una storia vera è quantomeno imbarazzante 🤷‍♀️

      Non mi sento né particolarmente potente né particolarmente arrogante (tralascio il mettermi in mostra: mi ci vorrebbero ben altri numeri per pensare di sfruttare un riflettore qualunque). E’ chiaro però che, in mezzo a cinefili competenti e abituati a disanime dettagliate e fervorose, il filtro-ghigliottina si aziona in automatico 😉
      Assolutismo intellettuale: uhm, non saprei proprio cosa intendi e se si tratta della stessa idea come io la percepisco ed interpreto; ma ti dirò: è una definizione che mi garba, anche se di norma “assolutismo” non è un sostantivo… complimentoso. Anzi 😉
      Credi che il giudizio in letteratura tenda più al bianco/nero che nel cinema?

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      1. Rispondo a caldo, con tutto quel che comporta sia a livello di errori grammaticali e di battitura, sia di consecutio…

        Sappi che in tutto il mio commento non c’era una sola parola tacciabile non dico di offesa ma nemmeno di denigrazione: assolutismo è per me contrario a relativismo in critica estetica (quindi non in filosofia e nemmeno in politica) e nel tuo caso io ritengo che coloro che sono abituati a criticare la parola scritta, pur avendo certamente ampia elasticità mentale e certamente ampia e duttile accoglienza estetica nel giudicare un romanzo un saggio, quando passano al cinema, per il diverso linguaggio e la diversa sintassi, tendono a essere invece più rigidi: in un film come The Master, tanto per capirci, io ritengo che tu non potresti mai perdonare, anche alla messa in scena più estetizzante, il peccato di non aver preso una posizione netta nei confronti di una pseudo religione come quella di Scentology.
        Ovviamente posso benissimo sbagliare ed in caso chiedo scusa.

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        1. Nessun errore, mi pare 😉
          Tranquillo: non mi sono offesa (però potrei essere suonata un po’ secca, se non lapidaria, questo sì: son giorni di regime “punta e spara”, in cui argomento nel modo più elementare possibile. O non lo faccio affatto…).

          Ho capito meglio cosa intendevi, grazie.
          Sì, ho una mente letteraria (nel senso più ampio possibile, quindi anche nei rapporti con le persone, nella scelta di un arredo per la casa, ecc.) e poco filmica – tutt’al più pittorica.
          Mi chiedo se, tra ellissi e flussi di coscienza, lo stesso materiale mi farebbe un effetto molto diverso in forma scritta. Forse la cosa che più si avvicina a The Master che io abbia letto, almeno così su due piedi, è proprio IJ, e guarda caso ne sono uscita come dopo un giro sugli autoscontri: inebriante, ma pur sempre con le ossa rotte.
          Posso escludere il discorso Scientology tuttavia: perché se è stato pubblicizzato e (soprattutto) raccontato dai critici come nascostamente riferito ad essa, lo sbaglio l’han fatto i critici ed affini, non Anderson: più che di esplicitare (e men che meno condannare), si tratta di focalizzare e portare a compimento un discorso, che magari è troppo sottile per me e dunque non còlgo, sentendo che dietro e dentro l’n-sima ellissi ed avvitamento non c’è alcun fondo sul quale atterrare, nemmeno il fondo di un burrone.
          Forse mi son sentita “fregata”, ma nel senso che mi aspettavo un film che raccontasse – anche in modo atipico, eh – come si diventa pazzi all’interno di un sistema di per sé fuor di brocca, e invece ho visto un film che sbatte sullo schermo i deliri di un paio di pazzi così come sono, non solo senza filtro (che ci sta), ma anche senza avvertire che si sta per assistere alla pazzia senza alcuna cornice.
          (Non so se ho espresso la cosa in modo sensato, è un tentativo).

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        2. E di che! Grazie a te per le “visioni laterali” e collaterali che mi offri su certi titoli – e sul mondo in generale.
          Vado a metter su le patatine fritte. Ne vuoi? 🙂

          Tua,
          Denise Cecilia Prolissa Assolutista

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        3. Gesù… Stavo per partire con un’altra sequela di citazioni cinematografiche sul servire il cibo a tavolo, ma ho fatto fioretto di essere più umilie e meno strabordante (almeno fino al 31…), perciò mi limito a ringraziare e ad allungare la mano… Thanx!

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  7. Ne ho visti più della metà e l’unico dei film da citati per cui forse l’aggettivo ORRENDO è riduttivo è THE MASTER. Per altro Anderson (Paul, non Wes, ovviamente) è regista che fa della prolissi una caratteristica abusata e ho già imposto a me stesso di non vedere mai più sue opere anche a costo di perdermi l’ennesima prova maiuscola di Daniel Day Lewis.
    Però queste son chiacchiere inutili, perchè in realtà ero passato di qua per fare degli auguri postumi per Natale e anticipati per il capodanno….
    ad maiora!!!

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    1. Auguroni a te (e famiglia, come si usa dire) per Natale / Santo Stefano / Capodanno / Epifania e soprattutto anno nuovo!! Nonché, un buon non-compleanno! 😘
      [Meno male che non siamo soli, a detestare The master. Magari, però, rivedendolo dopo esserci calati un funghetto allucinogeno, potremmo trovarci un senso].

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  8. Non ci sono film peggiori, ma film girati male. Mio pensiero scemo ovviamente, ma è un modo per dire che sono d’accordo con te.
    Salvatores l’ho conosciuto “meglio” proprio con educazione siberiana. Grande idea, grande storia di fondo, ma girata di merda (posso dirlo? Se no scusami…).
    E si, Salvatores se la canta con molti dei film meno belli, non è che non sia capace, ma forse traspone male.
    Per gli altri condivido, alcuni anche nellidea di fondo che forse non è che non è bella. Non c’è e basta .
    Aggiungerei l’uomo puma, film italiano girato (si fa per dire) in un’epoca in cui andavano tanto i supereroi. Italiano con attori improbabili.

    Metterei anche molti film di tim burton. Parnassus, per dire. Ma non voglio nemici

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  9. Mi unisco al coro di coloro che reputano The Master materia escrementizia. Monuments Men invece penso che spacchi, ma il mio giudizio non fa testo, perché ritengo che spacchi qualsiasi cosa abbia fatto John Goodman. Forse l’unica volta che non mi è piaciuto un suo film è stato con Il grande Lebowski: ho trovato la sua comicità così dolorosamente patetica e la sua sceneggiatura così lenta e noiosa che non riuscii ad arrivare in fondo.
    Io invece negli ultimi giorni ho visto tanti ottimi film. Te li elenco nell’ordine in cui li ho visti:

    Phoenix: Delitto di polizia
    La gatta sul tetto che scotta
    Pane, amore e fantasia
    6 Underground
    Akira
    Nazi Overlord
    Le belve
    Renaissance
    Un bacio e una pistola
    Danger Close: The Battle of Long Tan
    Le ali della libertà
    White Oleander
    Le ragazze di Wall Street
    Il terrore dei gangsters

    A mio giudizio quello che ti piacerebbe di più è il penultimo.

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    1. Grazie 🙂
      La Lopez la vedrò sicuramente (quando uscirà in dvd).
      Di questi ho visto: Le ali della libertà, Le belve, Pane, amore e fantasia e La gatta sul tetto che scotta (quest’ultimo bellissimo, lo adoro).
      Mi ispira anche Nazi Overlord: cusa l’è?
      (Ecco: se per te è John Goodman, per me sono i nazisti. Dammi un nazista, in tutte le salse, e mi fai felice).

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      1. Nazi Overlord è un film di fantascienza ambientato durante la seconda guerra mondiale. Come tutti i film della Asylum è molto casereccio, ma il regista di Nazi Overlord con du’ spicci è riuscito a sfornare un prodotto molto migliore di presunti filmoni come La La Land o Blow Out.
        Oltre a Le ragazze di Wall Street, un altro titolo marcatamente femminilie della mia lista è White Oleander: è duro e triste ma bello, potrebbe piacerti. Grazie per la risposta! 🙂

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