Mastandrea: il diavolo?

Sto vedendo The Place di Paolo Genovese, quello con Mastandrea che se ne sta seduto al tavolo d’un bar ascoltando gente che vuole ottenere cose, ed impartendo a quella gente ordini di rapina, omicidio, stupro, quant’altro di dubbia morale come contropartita per la realizzazione del loro desiderio.
Siccome un sacco di persone si sono domandate se per caso Mastandrea impersoni il diavolo, al minuto 17’15” metto in pausa un momento per lasciare scritta la mia idea; così non c’è trucco e non c’è inganno: al termine vedremo se ho detto una cazzata o se ci ho preso.

Per me, il personaggio di Mastandrea non è affatto il diavolo, nonostante richieda azioni discutibili ai suoi questuanti.
Al contrario, ritengo sia Dio.
Ne riparliamo tra un’oretta e mezza, eh.

16 pensieri riguardo “Mastandrea: il diavolo?

    1. Andrò per le lunghe, perché come mi capita spesso vedo un quarto d’ora, poi metto in pausa e faccio altro, poi vedo un altro quarto d’ora, ecc. 😉
      Ma intanto: tu l’hai già visto?
      Ti sei fatta una tua idea?

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    1. Tranquillo, non mi metterò a dissertare allora.
      Ne scriverò qualcosa nel riepilogo mensile (ma di febbraio, dunque tra un bel po’).
      Just in case, anyway, tieniti lontano dai commenti! Se atterra uno dei cinefili di giro, non mi trattengo e chiacchiero! 😉

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  1. Non mi permetterei mai di farti spoiler su un film che a mio avviso, tuttavia, volli vedere perché era tratto da una serie televisiva che mi era piaciuta (The Booth at the End, la cui prima stagione fu trasmessa in italiano su Netflix), ma la cui messa in scena di Genovesi (regista a mio avviso assai modesto, che però ha avuto a suo tempo “la botta di culo” di fare un film da tutti osannato e di enorme successo come Perfetti Sconosciuti, per me un po’ troppo sopravvalutato) è davvero troppo scarna, quasi da recita scolastica.
    Una persona della tua cultura letteraria, cara Jest, quando divide il suo tempo reaglandone un poì alle visioni cinematografiche dovrebbe ricercare piuttosto un film conturbante come The Box del 2009, scritto e diretto da quel Richard Kelly che a suo tempo regalò al mondo un film leggendario come Donnie Darko (quello si davvero imperidbile, ma tantissimo!): non solo The Box è molto liberamente tratto da un racconto di Richard Matheson (il che è già cosa buona e giusta), ma è anche il film che ha influenzato sia la serie tv di cui parlavo sia l’inutile film di Genovese (mi correggo, scusa, non è il film ad essere inutile, ma Genovese).

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    1. Ecco, io mi sto apprestando a buttar giù due righe sul film (e Dio solo sa quando le pubblicherò), e puntualissimo arrivi tu, mio stimato bulldozer! 🙂
      Dunque, ormai il film l’ho visto mentre la serie non la vedrò, quindi non credo siano possibili particolari spoiler… se non magari per i lettori, già avvertiti.
      Per il resto, ooops, insolitamente sono del parere (anzi, dei pareri, al plurale) opposti ai tuoi. Cioè: senza volerne fare un genio, considerando i suoi due film qui citati, apprezzo molto Genovese (in verità vorrei anche leggere il suo ultimo romanzo, sempre che sia ancora l’ultimo uscito, ma a quello ci arriverò).
      Ho trovato The Place altrettanto ben fatto, e praticamente non ho critiche se non a proposito delle musichette del cazzo che ogni tanto salgono dal fondo di un bel silenzio.
      Mentre The box m’era anche piaciuto, quando lo vidi, ma forse se non mi confondo non m’aveva entusiasmato il finale: è quel che ricordo ma, appunto, è molto aleatorio… dovessi ritornarci, non avrei voglia di rivedermelo, ma sicuramente mi orienterei nel senso di leggere la storia originale.
      Donnie Darko, beh, per me è proprio su un altro piano, pur trattandosi del medesimo regista.

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      1. Ecco, alla fine ci si ritrova sempre…
        Io e te possiamo dissentire sulle valutazioni riguardo un cineasta come Genovese (per me modesto dal punto di vsta artistico e troppo debitorio nei confronti di altri soggettisti e sceneggiatori, mentre per te di assoluto rispetto) o su un film controverso come The Box (in cui l’ascendenza fantasy alla Twilight Zone non poteva soddisfare del tutto un’anima nella costante ricerca di conferme ontologiche quale la tua), ma poi ci incontriamo di comune accordo su un capolavoro come Donnie Darko.
        La strada maestra da sempre non è dritta, ma piena di bivi e tornanti e spesso si fanno anche dei giri in tondo prima di riprendere il cammino nella giusta direzione, ma la meta è chiara, un po’ come la strada per andare dal piazzale della stazione di Santa Lucia fino a Piazza San Marco…

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