Childfree .3: Cosa NON dire a una donna senza figli

Anche a questo giro prendo spunto da uno dei primi articoli che mi sono comparsi come risultati della mia ricerchina estemporanea su Google.
E per farlo comincio da un principio, che sta a monte di tutto il -fottuto- discorso, e che riporto così com’è enunciato, perché lo sottoscrivo senza note a margine (grammatica a parte):


Se una coppia non vuole avere figli
è una decisione molto personale
che non dovrebbe necessariamente prevedere una spiegazione

Noi siamo fermamente convinte che
le donne non dovrebbero giustificare le loro decisioni riproduttive a nessuno,
e che tutti gli altri dovrebbero semplicemente
smettere di commentare in modo indesiderato questa scelta di vita.


Ciò precisato, e beninteso che qui – su questo blog, in questi post, in questo momento – delle scelte riproduttive ne possiamo discutere eccome e lo faremo, ma perché siamo noi a volerlo fare – su questo blog, in questi post, in questo momento -; ecco, veniamo ad un non esaustivo elenco di quelle che sono le più frequenti “osservazioni” mosse alle donne che dichiarano di non volere, anzi di non desiderare neppure, dei figli.
Sempre in un contesto normale (magari chiacchierando del più e del meno) e nel modo più semplice (cioè non perché si sta dando battaglia per qualche motivo, ma di solito perché si risponde ad una domanda esplicita, talvolta inopportuna e/o mal posta, e dunque per dire qualcosa di sé).

  • Che brutta decisione
  • Ora che ho dei figli la mia vita ha un senso
  • Pensi di essere stanca? Tu non sai che cosa significhi essere stanca, se non hai figli
  • Sei egoista
  • Cambierai idea quando incontrerai l’uomo giusto
  • Che stai aspettando?
  • Tua/mia madre ha avuto te/me e poi altri (numero imprecisato) figli entro i 25
  • Stai perdendo una delle esperienze più belle che possa darti la vita
  • L’orologio biologico fa tic tac, non te ne sei accorta?
  • È una cosa da mamme, non puoi capire!
  • Cosa c’è di sbagliato in te?
  • Una casa così grande solo per voi due? È uno spreco di spazio
  • Ma saresti una mamma fantastica!
  • Basta trovare un donatore e avere dei figli. Io sarò la babysitter
  • Tu pensi di non volere figli, ma una volta avuti cambierai idea
  • Faresti meglio a sbrigarti e a dare a tuo marito un bambino prima che trovi qualcun’altra che lo faccia
  • Non sei preoccupata del fatto che non ci sarà nessuno a prendersi cura di te quando sarai vecchia?

La maggior parte di queste “osservazioni” non richieste mi pare sottenda un modo di approcciarsi alle cose purtroppo non raro, e che investe in certe persone un po’ tutto il paniere di possibili argomenti di conversazione. Ossia:

Credi di sapere cosa vuoi,
ma lascia che te lo spieghi una che ne sa di più.

Naturalmente, l’unica risposta adeguata ad un simile atteggiamento non può che essere un sonoro e cristallino

vaffanculo

ma dal momento che i grillini c’hanno tolto pure il copyright di questa gioia, una valida alternativa senza tempo resta la combo sguardo di ghiaccio / silenzio tombale:

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Un altro punto dell’articolo che mi ha fatto pensare, perché (in un certo senso) troverei più logico il contrario, è questo:

E’ curioso ma generalmente le coppie che hanno figli tendono ad essere piuttosto indiscrete nei confronti di chi non ne ha, ponendo domande che possono mettere fortemente in imbarazzo o, ancora peggio, far soffrire. Per evitare di incorrere in qualche pesante gaffe, ecco 10 cose che non dovreste mai dire a chi non ha figli!

[I commenti in corsivo sono i miei, quelli senza formattazione dell’articolo originale].

  1. quando cominciate a provarci? – E’ meglio evitare questo tipo di domande, non si sa mai dove si rischia di finire. Potrebbero aver già cominciato a provarci senza successo o potrebbero aver deciso di non averne, in ogni caso non sono fatti vostri.
  2. capirete quando sarete genitori anche voi – La maternità può renderci più attente ad alcuni aspetti della vita, ma le donne senza figli non arrivano da un universo parallelo e possono benissimo capire tutto ciò che viene loro spiegato.
  3. se ti rilassi di sicuro resterai incinta – Purtroppo non è così. Se ci sono delle condizioni mediche che lo impediscono rilassarsi non servirà assolutamente a nulla se non a vivere meglio la situazione.
  4. deve essere bello avere tanto tempo liberoE’ un po’ come quando sei disoccupato da anni, ti arrabatti dietro alle scartoffie e la tua vita è limitata dalla malattia, ma non hai alcun risarcimento – così, tanto per fare un esempio a caso. Certo, hai un mucchio di tempo libero. Proprio invidiabile!
  5. non vi ho invitati perché ci sarebbero stati tanti bambini – E quindi? Il fatto che non abbia figli miei significa in automatico che sono un’odiatrice di bambini?
  6. avete provato proprio tutto? – Definire questo “tutto” è già difficile, oltre a rappresentare un campo minato di intromissioni e considerazioni indebite. Dare una risposta comporterebbe, in aggiunta, dover spiegare antefatti, convinzioni, preoccupazioni, prospettive: troppe cose e troppo delicate per confezionarle in una battuta che non crei problemi.
  7. a lui sta bene che tu non voglia figli? – E’ una domanda indiscreta, soprattutto perchè presuppone che sia sempre la donna a distruggere il desiderio di paternità del marito e che non possa essere una scelta congiunta. Posta davanti al lui in questione è il peggio del peggio.
    Aggiungo che, personalmente, trovo assurdo discutere di “figli sì / figli no, come li educhiamo”, ecc. dopo aver consolidato una relazione e non all’inizio. Non dico che al primo appuntamento uno debba mettere tutte le carte in tavola e scartare subito, freddamente, chi non collima con i propri progetti. Ma avere o non avere figli non è un dettaglio: se le rispettive posizioni sono in divenire, se il partner è possibilista, è un conto; se invece anche solo uno dei due ha una posizione precisa e irremovibile è bene, se non altro, chiarire presto che l’altro si dovrà adattare. O non durerà.
  8. il tuo cane è come se fosse un figlio – No, non è per niente uguale e dirlo è abbastanza azzardato…  sono fra coloro che non reputano necessariamente assurdo considerare il proprio animale come uno di famiglia, o addirittura “un figlio”. Anzi. Ma questo vuol dire che l’animale è importante, non che un cane compensa in modo adeguato l’assenza di un figlio – sempre che lo si voglia. Amore grandissimo per entrambi, ma son cose decisamente diverse.
  9. vedrai che cambierai idea sui bambini – Suona come un insulto, vi pare? Su una questione così delicata onguno ha il diritto di tenersi l’opinione che ha.
    Suona come un insulto, sì; nel senso che evidentemente non vengo considerata abbastanza affidabile, razionale e lucida, e di sufficiente esperienza, per sapere davvero cosa desidero e avere per questo desiderio motivazioni solide. E’ una delle cose che mi fanno più imbestialire al mondo.
  10. visto che non hai figli allora puoi permetterti tante coseO magari no. Magari tra i motivi per cui ho scelto di non averne c’è anche questo: che ho difficoltà economiche già così, e crescere un bambino / ragazzo finché non acquisisce l’autosufficienza mi, anzi ci, porterebbe dritti al tracollo.
    Non avere figli significa soltanto avere a disposizione più soldi di quanti ne avrei se invece dei figli li avessi. Non significa che tutti i genitori sono poveri e tutti i non genitori sono ricchi. Non ci vuole una laurea in economia per capirlo.

Nelle puntate precedenti:
> Childfree .1: Sul non volere figli
> Childfree .2: Una questione terminologica

44 pensieri riguardo “Childfree .3: Cosa NON dire a una donna senza figli

  1. La prospettiva dalla quale io vedo la questione riguarda il modo in cui rapportarsi con le persone che (secondo noi) sbagliano. È ovviamente più che legittimo ritenere che una determinata scelta di vita (o anche un singolo atto) sia un errore. Questo però non può esimerci dal trattare le persone con rispetto (livello base) o perfino con amore (livello top). Mi porto dietro una fulminante provocazione riportata dal giovane priore di un monastero camaldolese (mi pare attribuita ad un venerando monaco oggi scomparso): “amare il peccato del fratello” (siamo molto in là, ma mi intrigano i ragionamenti un po’ acrobatici).
    Cosicché, per tornare al post, rilevo la palese odiosità di tutte le “cose da non dire”, ma rilevo anche che discendono dall’incapacità di mettersi negli abiti altrui; dalla mancanza di empatia, di compassione, di condiscendenza. Anche, e soprattutto, davanti agli errori dei fratelli.

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    1. E’ un discorso corretto, che capisco bene – e d’altronde ce lo ripetiamo spesso: in una frase, odia il peccato, ama il peccatore. Da cattolici è un’ottica che investe un po’ tutte le cose. E l’argomento principe è l’omosessualità, lo sappiamo, com’è pur vero che scegliere di non fare figli – magari per motivi considerati sbagliati dai credenti stessi, non solo cattolici – è visto come un atto altrettanto egoista ed irresponsabile (non so tu, ma io in questo ci incappo).
      Però, come tu giustamente mi ricordavi, presentare argomenti contro l’omosessualità potrebbe e dovrebbe partire da una base comune a credenti e non, un concetto del tutto non religioso e razionale di “famiglia naturale” (più che tradizionale). Ed io trovo che in questo caso valga lo stesso: non nel senso di discutere se non avere figli sia naturale o meno, chiaro, ma nel senso che il rispetto è qualcosa di molto più elementare e umano, molto umano, da dedicare all’altro, a prescindere dall’oggetto del contendere.
      Cioè: trovo non certo inutile, ma persino ridondante parlarne in termini di atteggiamenti consoni alla fede. La stronzaggine nasce laica.

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  2. Io li ho voluti e non sono riuscita…poi mi sono ammalata ed è stato meglio così. Ho imparato a rispondere… e tu perché mai li hai fatti i figli? A me non frega nulla se li hai fatti.
    All’inizio ci soffrivo ora dico cose così tristi che mi piace vedere gli altri ammutolirsi…

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  3. Aggiungerei che la gioia di non avere figli attualmente non viene accettata socialmente allo stesso modo della gioia di chi li desidera. Guai ad esprimerla. Viene letta come invidia, offesa, odio verso i bambini, è sicuramente considerata come qualcosa di innaturale. Eppure io mi sono trovata molte volte tra le 4 mura di casa mia ad essere proprio contenta di non avere figli pur conoscendo e ammirando profondamente alcune mamme bravissime. E chiaramente mi dispiace molto che ci siano persone che desiderino figli e non possano averne, ma la mia scelta, non influisce sulle loro vite!! Ogni tanto ognuno dovrebbe molto attentamente farsi i fatti suoi…

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    1. Purtroppo è così.
      Pare non esserci più nulla a questo mondo che, anche quando espresso in forma generica e non aggressiva, non offenda immediatamente qualcuno.
      Posso ancora gestire chi sostiene che chi non vuole figli odi i bambini (odio è decisamente un termine troppo forte, ma se parliamo di fastidio, almeno possiamo discutere fino a che punto sia legittimo e quando si trasformi in acidità gratuita).
      Ciò che invece non riesco a tollerare – tra le altre – è l’idea che, quando una esprime un dissenso, una preferenza diversa, una “non volontà” o una “volontà di non” venga additata come una persona che invidia a morte ciò che sta rifiutando.
      Dietro ogni rifiuto, ogni bartebliano “preferirei di no”, ci dev’essere un animo inaridito e incattivito.

      Figuriamoci se ci azzardiamo ad esprimere addirittura un pensiero vòlto in positivo: come tu scrivi, non avere figli può essere non soltanto una scelta serena, ma persino una gioia.
      E questo viene percepito da molti come se un bambino l’avessimo ammazzato, invece semplicemente di non metterlo al mondo.
      Io non mi limito a non volerne, io mi sento proprio felice e fortunata a non aver avuto dubbi (o peggio imprevisti nonostante tutte le attenzioni, o subìto violenze) e aver “schivato il proiettile”.
      Ho diversi problemi, come tutti, ma la consapevolezza di avere la responsabilità – e dover rendere conto – solo di / a me stessa, è qualcosa di grandioso ❤

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  4. Post spettacolare con geniale panoramica sulle frase pronunciate in automatico da chi farebbe del bene al mondo a star zitto 😀
    Il comico britannico Ricky Gervais da trent’anni insieme alla compagna subisce un mitragliamento di domande simili, visto che i due non hanno e non vogliono figli, e nel suo ultimo spettacolo (“Humanity”) ha dedicato una parentesi all’argomento, con il suo umorismo nero e cattivo: se riesco a trovare il video YouTube in questione te lo mando 😉

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    1. Ma magari! Lo devo assolutamente vedere 😍
      ‘Ste cose non vengono risparmiate a nessuno, uomo qualunque o famoso, povero o ricco… la stupidità è ‘a livella.
      Lo stesso non si può dire per il sesso: i maschi subiscono molto meno l’attacco, anche se ovviamente non ne sono del tutto esenti – vedi il tuo esempio…

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      1. Per i maschi è un discorso diverso, più che i figli vale l’istituzione: “Non sei sposato? Beato te, che puoi fare come ti pare!” 😀
        Una volta mi è capitato anche una delle frasi coi figli che m’ha fatto morire. Un collega con due figli mi ha detto: “Beato te che non ha i figli, così ti puoi comprare una bella macchina”. Mica ho capito quale sia il legame: posso andare all’autosalone, dire “Non ho figli” e mi danno una bella macchina? Perché tanto i soldi non ce li avrei né con né senza figli 😀
        Un po’ cerco di essere comprensivo, in fondo dopo diecimila anni (come minimo) di istituzione familiare standard, solamente da qualche decennio sono nate forme di socialità alternativa che riescono a durare, almeno nei paesi liberi che non le sopprimono con la forza. Il mio essere un maschio adulto non sposato che sceglie di vivere da solo per seguire le proprie passioni è sempre a rischio di “malpensare” e di giudizi d’altri tempi (“Se a quell’età è ancora scapolo c’è qualche problema”) ma lo stesso è possibile: temo che un tempo ci sarebbero stati molto più problemi di convivenza, all’interno di una società più standardizzata.
        Poi vedi un filmucolo d’azione con Dwayne Johnson, con un personaggio che mostra la foto di un grattacielo che ha costruito e che chiama “un proprio figlio”, e The Rock lo guarda con condiscendenza: solo i figli sono socialmente accettabili, un architetto che ami i propri grattacieli è uno sfigato patetico. Tocca convivere con questa “cultura” e compatirla: se uno ha bisogno di sentirsi ripetere di essere nel giusto, forse segretamente teme che non sia così…

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        1. Molto vero – e perciò terrificante.
          L’uomo è “libero” di non avere figli e non essere considerato menomato per questo, perché è cacciatore, l’uomo porta a casa la pagnotta e ha valore in sé, non in quanto ricettacolo della stirpe… però attenzione, è meglio per lui che sia uno scapolo ricco e quotato, oppure uno scapestrato altamente fascinoso, o ancora che sia Xander Cage o Ethan Hunt!
          Altrimenti, appunto, è uno sfigato qualunque 😶
          Ad ogni sesso la propria palla al piede…
          … quanto alla macchina, vedi punto 10: se bastasse essere single e senza figli per nuotare nell’oro come Paperone, io dovrei essere più o meno alla pari con le sorelle Kardashian.
          Il film con Dwayne Johnson e The Rock di cui parli qual è? Dici d’azione, quindi non è una commedia? Magari mi confondo di brutto, ma mi pare che ci fosse la loro coppia in Una spia e mezzo, che avevo adorato.

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        2. È “Skyscraper” (2018), giustamente dimenticato.
          Ma è solo un esempio: la narrativa di solito si limita a usare la cultura “ufficiale” perché comunque deve superare la censura istituzione e deve piacere ai lettori, quindi non può permettersi di essere “audace”.
          Negli ultimi tempi il mio non essere sposato non è più motivo di “sospetto” perché… sono tutti divorziati! Tutte le persone che conosco dal vivo, a parte i miei genitori, sono divorziate, con situazioni familiari disastrate e la nuova generazione di itailani che nasce educata dagli YouTuber, che è l’unica figura stabile nella loro vita. Quando gli storici del futuro cercheranno di capire come mai si è estinto il popolo italiano, io ne uscirò pulito: non ho partecipato! 😀 😀 😀

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        1. Una storia terribile.
          Avevo capito che l’aborto fosse stato spontaneo… ma da quel che scrivi, mi pare anche che non ne avessero parlato tra loro. E’ così?
          Non mi sento di condannarlo in toto, ma certo la genialata della foto poteva risparmiarsela…!

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        2. Una brutta storia che dovrebbe insegnare qualcosa… non si può dire che la situazione fosse irrecuperabile, ma non tutti abbiamo la stessa forza di spirito per affrontare casini simili.

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      1. Assolutamente. Anche a me continuano sempre a martellarmi le gonadi sia parenti che amici che sconosciuti a lavoro. Ma saranno cavolacci miei se faccio o non faccio certe cose? Se ho deciso di rimanere così come sono ora è una scelta mia e basta, se gli altri si sono pentiti di quello che hanno fatto è un problema loro non lo vedo come un modello da seguire.

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        1. Ma soprattutto gli sconosciuti, o i conoscenti che nonostante tu li schivi da una vita insistono nel credere di essere tuoi amici intimi… me ne vengono in mente parecchi -.-
          quelli sì, che non ho remore a chiamarli zecche.

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        2. L’unica strada percorribile, a parte il silenzio spinto, che conosco è quella di infilare risposte affilate senza perdere un secondo.
          Ma bisogna farci la mano e “scriversele” prima, perché non è facile improvvisare una replica brillante e tagliente al tempo stesso.

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        3. Una però l’ho pensata, e la riporterò non nel prossimo post in tema ma nel successivo.
          E’ arrivata in ritardo, ma ce l’ho stampata a fuoco nel cervello, con declinazioni varie, e al prossimo giro la sfodero.

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