La saga del Mascheraio .2: L’ebrea e la Madonna

Da appassionata di ebraismo, anni fa mi scelsi un alias breve e bellino che richiamasse alla mente quel mondo, sia nel concetto che nel suono.
E quando frequentavo Andrea ed il suo gruppo, spesso venivo chiamata proprio con quell’alias, facile e rappresentativo.
Per somiglianza, lui mi chiamava anche “ebreuccia” – che carino, no? Un bel vezzeggiativo… peccato che l’ebreuccia si sia sentita dire più volte quella che per lui era un’innocente battuta di spirito (o forse, in quanto battuta, intoccabile ed incontestabile come certa satira si ritiene):

Eh, un giorno li riapriremo i forni!

Non si discosta molto dall’auspicio di finire macerate in un termovalizzatore che rivolse ad un’altra categoria di persone, vi pare?

Durante le conversazioni sull’Obersalzberg si sarebbe palesata spesso la tendenza di Hitler a parlare con disprezzo delle persone assenti, o a scimmiottarne i gesti e le espressioni abituali. Si sarebbe divertito a fare osservazioni denigranti perfino sul conto di leali compagni di lotta dei vecchi tempi. […]
La ragione di quel disprezzo che Hitler manifestava per gli altri non gli sarebbe mai stata chiara, ha aggiunto Speer. Forse la sua era misantropia, o forse anche un complesso di superiorità. Non avrebbe mai ammesso che qualcuno fosse alla sua altezza. A favore di questa ipotesi c’era il fatto che i bersagli preferiti del suo sarcasmo erano proprio gli esponenti di maggior successo del partito.
Nel ripensarci, gli riusciva difficile perdonarsi d’aver riso anche lui, spesso, di quegli “stupidi scherzi”, specialmente quando Hitler, non senza “l’abilità d’un guitto”, imitava vecchi compagni di lotta. Mostrarsi divertito sarebbe stato comunque imposto dalla cortesia. A posteriori però, qualche volta, avrebbe pensato di essersi degradato nel partecipare alle risate generali nei momenti in cui Hitler imitava, per esempio, la servizievole solerzia di Heinrich Hoffmann o il tono professorale di Himmler quando discettava degli antichi popoli germanici.

Un cripto-nazista? No, non esattamente, anche se condivide con quell’ideologia l’arroganza dei presunti superuomini, che per altro ha sempre riversato in abbondanza anche nel gioco di ruolo, nonché l’avversione per il cristianesimo e la Chiesa Cattolica in particolare.
Anche in questo trasformismo a proposito della fede altrui non ha mai ravvisato la patente ambiguità di fondo: diceva di non essere cristiano, ma di essere mariano, di nutrire ammirazione per la figura di Maria – una volta, dopo una lite credo, ebbi l’idea (che per fortuna non misi in atto) di regalargli un mazzo di gigli.
Eppure, anni dopo (e non certo per qualche rivoluzione spirituale o intellettuale), proprio nel 2016, non si fece scrupoli nel ridere di gusto mentre un altro giocatore bestemmiava quella stessa Madonna che sosteneva di ammirare.
Senza nessun riguardo per me, ovviamente, anzi: immagino ci abbia goduto tanto più perché, poche ore prima mentre stavamo cenando per conto nostro, avevo osato chiedergli, con cortesia, di evitare le bestemmie (quelle più… tradizionali).
Risultato: una pioggia di

porca m°°°°°a

Ripetuta. Insistita. Divertita.
Dopo essersi incazzato perché gli avevo chiesto di non bestemmiare – per piacere!… povera idiota -, perché da credente la cosa mi faceva male (non: mi dava fastidio, ma: mi faceva male, come se qualcuno avesse insultato i miei genitori, proprio così gli dissi); non pago mi aveva scaricato addosso tutto il suo disprezzo per chi osa avanzare pretese sul suo diritto di offendere, e denigrare, chiunque, rinfocolando un turpiloquio peggiore del precedente.

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Non ricordo se fu quella sera che mi resi conto che non c’era nulla da fare: quel posto, quel gruppo e soprattutto il leader di quel gruppo non erano per me; e per quanto mi fossi fatta affascinare, per quanto da persona ingenua e di buon cuore avessi sempre conservato la convinzione che, in fondo, ci fosse in lui del bene, non era cambiato niente.
Se avevo creduto di vedere, dopo anni di lontananza, un miglioramento nel suo carattere e nel suo stato psichico, mi ero sbagliata proprio come tutte le precedenti volte.

Speer dichiara: quella che lui definisce la “magia” di Hitler avrebbe avuto in misura decisiva a che fare con i suoi aspetti amabili, con lo charme e la disinibita cordialità di cui diede prova quantomeno negli anni Trenta […] “In quel modo, specialmente dopo che c’erano stati occasionali contrasti d’opinione, riconquistava sempre tutti”.
Sotto quest’aspetto predominerebbe oggi, a sentire Speer, un’immagine del tutto distorta di Hitler. Deriverebbe prevalentemente dagli ultimi anni di guerra e lo prospetterebbe come un mostro diabolico. “L’hanno diffusa, per mascherare la propria debolezza, proprio quegli individui che davanti a lui, per dirla tutta, se la facevano sotto”.
In realtà Hitler sarebbe stato una mescolanza di energia e di fascino letteralmente immenso. Ovviamente avrebbe avvertito anche lui, Speer, l’enorme forza di volontà che era tipica di Hitler, e vi si sarebbe fin troppo spesso arreso. Però per la maggior parte del tempo sarebbero rimasti per lui in primo piano “i tratti avvincenti e persino seducenti” di cui il dittatore disponeva, quella patina per così dire viennese sotto la quale nascondeva il suo disprezzo per il prossimo. In quel modo, e più che con ogni altra qualità, lo avrebbe “sopraffatto”.
A volte, quando legge le memorie di militari e di altri personaggi di primo piano, si domanda se sia stato lui l’unico ad essere stato “sedotto” da Hitler in quella maniera.

Mi viene da sorridere amaramente, leggendo della falsa, ipocrita amabilità viennese di cui parla Speer.
Per curiosa ed ironica coincidenza, il “personaggio eterno”, la maschera principale e mai abbandonata da Andrea nel gioco di ruolo (e al di fuori di esso, tanto da averne incorniciato per metterlo in salotto l’avatar) è un potente vampiro le cui attività si sono concentrate, per secoli, a Vienna.
Un Tremere, cioè uno “stregone”, ma anche un “usurpatore”, come vengono chiamati.
Un vampiro atipico, non appartenente agli ancestrali clan dei figli di Caino ma creato ex-novo in un’epoca relativamente moderna, da umani esoteristi che bevvero il sangue di uno degli antichi per farsi vampiri a loro volta, potenziare le proprie capacità, sconfiggere la morte.
Adoratori idolatri dell’intelletto, il cui motto è Arbitrium vincit omnia: volontà di potenza.
Essere Tremere è l’apoteosi del dominio: sul mondo, sul proprio destino, sugli uomini.
Della maschera affabile e profonda di Andrea, e non dell’uomo, sono stata “innamorata”, da questa enorme abilità affabulatoria e dissimulatoria sono stata (av)vinta, non diversamente da un comune tedesco nei confronti del fascino orripilante ma magnetico di Hitler. Come amanti delusi, così ero io e così erano altri ben più in vista:

[…] quando lasciò Eva Braun, ha detto ancora Speer, gli sarebbe venuto da pensare a quante cose loro due avessero avuto in comune, e come la loro amicizia, negli anni precedenti, si fosse basata appunto su questo: “Lei e io eravamo stati per così dire avvinti dal potere ipnotico di Hitler. Ne soffrivamo entrambi, a momenti lo odiavamo anche, ma allo stesso modo non eravamo riusciti ad affrancarci da lui”.

 

21 pensieri riguardo “La saga del Mascheraio .2: L’ebrea e la Madonna

        1. Ero viola, ma c’è stato un piccolo incidente… (qualcuno dovrà pagare per questo: spero che quel qualcuno càpiti in mano ad un parrucchiere fatto di lsd che gli rovini la chioma).
          Dunque per ora mi maschero con nastri e fiocchi e foulard da vecchia massaia, mentre cerco un tessuto abbastanza ampio per farmi un turbante.
          E a Carnevale, mi vesto da pinguina, cos’ faccio prima.

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  1. 1) ma che Avatar hai messo? 2) anche a me danno fastidio le persone che bestemmiano 3) sono ignorante di giochi di ruolo. Non si rischia di confondere il gioco con la realtà? 4) Speer ti ha proprio intrippato. Dovrò leggerlo.. ho un libro:L’enigma del consenso dove non ricordo chi cerca di spiegare come sia stato possibile che un imbianchino austriaco riuscisse a farsi seguire da un intero popolo. Se lo trovi in biblioteca te lo consiglio. 5) ciao!!

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    1. 1) Dopo lo smacco tricologico, la mia anima pinguina e coccolosa è emersa per proteggermi dai mali del mondo. Resterà attiva fino a nuovo ordine.
      Sentiti libero di farle tante carezzine e grattini, li gradisce ovunque tranne sotto le “ali” ❤ ;

      2) Penso che diano fastidio a qualunque bipede assennato, fosse pure ateo.
      Ma a quanto pare, la raffinatezza a corrente alterna alligna ovunque come il muschio;

      3) sì e no: no perché se non sei un paziente psichiatrico (ooops… A. in effetti lo è) non confondi realtà e fantasia, per quanto elaborata, coinvolgente e rappresentativa di precise parti della tua personalità.
      Sì perché è un gioco, ma non come il Monopoli: è un gioco “serio”, che ti modella e ti influenza (e questa influenza, molteplice, potrebbe benissimo essere positiva: devo dire però che, per la mia esperienza, raramente lo è. La grande maggioranza di questi giochi complessi sono impostati su basi teoriche, con ambientazioni e sistemi ideologici che reggono interi modi alternativi, per nulla benefici);

      4) confermo.
      Il libro è forse questo?
      https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&task=schedalibro&isbn=9788842078876

      5) Ciao! Pio pio! (O come fa il pinguino, insomma).

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    1. Ahah, bello in senso classico proprio no. E’ più un “tipo” – ma del resto poco importa, considerato che ho gusti “strani” 😝
      Stronzo senz’altro, con tanto di certificazione ISO9001 – o quella più aggiornata che sia.

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