Poca cosa

In questi giorni i telegiornali dicono (e si ripetono addosso) tante cose, alcune utilissime altre per niente. Lo sappiamo, ce lo stiamo dicendo anche noi a vicenda. Ciò che non viene mai abbastanza sottolineato, e non dico dai Tg ma – magari, per gradire – da Francesco che invece si diletta coi populismi, è che noi esseri umani siamo poca cosa.
Lo sanno bene Benedetta Bianchi Porro e Flannery O’ Connor, entrambe gravate da una seria malattia cronica e, ciononostante (o per meglio dire: attraverso di essa) capaci di illuminare la vita propria ed altrui. Ma senza arrivare a cotanta prova, possiamo intuirlo anche noi, sia che temiamo di più il coronavirus oppure il crollo dei mercati, sia che paventiamo il contagio della malattia o quello del razzismo – altro discorso collaterale, molto spinoso, più del virus stesso con tutte le sue protuberanze.

Il fatto è che abbiamo più o meno tutti dimenticato, come ha fulmineamente precisato la O’ Connor durante una lezione alla Georgetown, che

[…] il male non è semplicemente un problema da risolvere,
ma un mistero da sopportare.

Non è fatalismo, ma quieta consapevolezza. Tant’è vero che le Messe non sono state sospese – e del resto, si tratterebbe di puro buonsenso (prudenza: prima virtù cardinale), come racconta e spiega Lucyette. E come altresì specifica Sircliges nel suo commento: se la cosa è fatta come deve essere fatta, NON si smette di dire Messa, si smette di celebrarla in pubblico: i sacerdoti in canonica continuano a celebrare il Sacrificio e lo offrono per la Chiesa; la Messa è atto del popolo di Dio A PRESCINDERE dalla quantità di persone che vi assistono; una Messa col prete e 1 accolito è sempre Messa di tutta la Chiesa.

Detto questo, con buona pace degli scandalizzati di professione, certamente possiamo e anzi dobbiamo pregare. Per il contenimento del contagio, per chi già ha contratto il virus e soprattutto per coloro al momento in terapia intensiva o già deceduti; che i defunti penitenti non possono più chiedere aiuto per se stessi. Poi, per i governanti (sì, anche quelli dell’opposizione) perché pur in tutti i loro limiti siano ben guidati nelle scelte. Eccetera.
Per chi già recita abitualmente il rosario, sarà semplice dedicare una decina a ciascun gruppo di persone coinvolto nel problema.

“All’alba, a mezzogiorno, a sera, una campana del duomo dava il segno di recitar certe preci assegnate dall’arcivescovo: a quel tocco rispondevan le campane dell’altre chiese; e allora avreste veduto persone affacciarsi alle finestre, a pregare in comune; avreste sentito un bisbiglio di voci e di gemiti, che spirava una tristezza mista pure di qualche conforto” .
( I Promessi Sposi, capitolo 34)

21 pensieri riguardo “Poca cosa

    1. Oh, sì.
      Io: alzata alle 14:10, melanzane al forno (con curry, panatura al mais e grana) avanzate da ieri, lettura post & Foster Wallace (Considera l’aragosta).
      Anche due telefonatine per prenotare il rinnovo patente e info da patronato, ma quelle non contano, non sono rilassanti 😉

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  1. Probabilmente avrebbe scatenato tuoni e fulmini su uno come “Fratello Metallo”… Sai chi è? L’ho scoperto da pochissimo: un bel francescano (nato nel ’46) con tanto di barbone e saio che fa metal cristiano. Si è ritirato dalla musica nel 2009. Me lo immagino, Giovannino… 🙂

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    1. Eh, magari fosse con noi in corpo e non solo in spirito: tra Fratello Metallo e Don Celentano, che per altro è stato anche al mé paes a far la “messa cantata” (per così dire), di lavoro da sbrigare ne avrebbe!

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      1. Che poi i religiosi possono fare anche questo, almeno a mio parere (se lo autorizzano i superiori e se non tolgono spazio alla loro missione). Il rischio è sempre la strumentalizzazione e la distrazione: ma vale per un religioso come per un medico, un magistrato, ecc
        Oggi “compio” 30 anni di lavoro: e mi sono messo apposta in ferie!

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        1. Ah, grande! Mi sembra giusto – e se qualcuno questiona, ma non vedo perché, puoi sempre dare la colpa al vairus 😁
          Cinemino? Ristorantino? Ah no, tutto chiuso… -.-

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    1. A questo non posso che rispondere con milleottocento cuori!
      Parafrasando uno spot pubblicitario, Dove c’è Guareschi c’è casa!
      ❤ ❤ ❤
      E' ne "Il compagno Don Camillo" del 1963,
      ma era stato pubblicato in quattordici puntate nel Candido del 1959.

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      1. Si si, ho praticamente tutto Guareschi a casa, compresi delle vecchissime edizioni del Corrierino delle Famiglie, Lo Zibaldino, Vita in famiglia e simili. Non farai fatica a immaginare che certe sue posizioni ultra-conservatrici (o che quanto meno ai miei occhi sono tali) non mi possano andare a genio, ma non riesco a non amare il suo essere spassionatamente sincero, e il suo occhio umano, umanissimo sulle vicende degli uomini. Spesso è uno sguardo da strapaese, ma chissene! E poi sono perfettamente d’accordo con una delle sue premesse: “Se i preti si sentono offesi per via di don Camillo, padronissimi di rompermi un candelotto in testa. Se i comunisti si sentono offesi per via di Peppone, padronissimi di rompermi una stanga sulla schiena. Ma se qualcun altro si sente offeso per via dei discorsi del Cristo, niente da fare: perché chi parla nelle mie storie non è il Cristo, ma il mio Cristo, cioè la voce della mia coscienza. Roba mia personale, affari interni miei”.

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  2. Ovviamente le Messe vengono celebrate. Ci starebbe bene anche qualche processione con invocazione per la pioggia, se sapevamo la settimana scorsa l’attaccavamo a quella per la Madonna di Lourdes. Papa Francesco è mediatico (ma su questo Woytila è stato maestro) , leggo tra le righe che non ti piaccia molto, io lo adoro, secondo me la Evangeli Gaudium e la Laudato sii sono molto attuali e a tratti profonde, devo ancora leggere Amazzonia non Amour ma lo farò a breve. Il male (inteso come dolore?) è un mistero, si, come il male in generale… che siamo piccoli di solito ce ne ricordiamo quando le cose non ci vanno bene, ma può succedere anche il contrario…l’altro giorno un’amica mi ha raccontato di un suo vicino, molto pio, che immobilizzato da malattia e sofferente ha detto al suo prete: “Io pensavo di credere… Invece stavo solo bene”. Il male ci prova, non per niente il Padre nostro si conclude con ” libera nos a malo”…

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    1. Non si tratta della mediaticità, ma di come viene usata, o meglio ancora: di cosa veicola. E sì, in effetti Francesco (ormai ho smesso di chiamarlo il Franci, e questo dice molto), con qualche eccezione a macchia di leopardo, non mi piace. Ti dirò ti più: non è il mio papa. Nel senso che da lui ricavo ben poco nutrimento spirituale, anzi, spesso e volentieri mi ritrovo certe polpette scondite e biancastre nel piatto, che san di detersivo, bleah…
      … non essendo ancora intervenuto con efficacia magisteriale su roba davvero grossa, anche se di danni importanti ne ha fatti e ne sta facendo, non ho motivo di considerarlo illegittimo o addirittura un anti-papa (e c’è chi lo reputa tale… ora, il fulmine che ha colpito San Pietro non ricordo se alla sua elezione o alla rinuncia di Benedetto è certamente scenografico e magari pure un segno divino, ma non autorizza ancora a pensare che siamo guidati da un emissario di Satana…).
      Detto questo, auspico meno giustificazioni de la qualunque e più pachamama nel fiume.
      Ma… “Amazzonia mon Amour” è un titolo da giornalisti / osservatori scanzonati, immagino. Non è che si chiamerà davvero così, eh?

      Che Dio ti liberi dal male, carissimo.
      E tu aiutalo, ricorda di mettere la cremina quando stai al sole 🙂

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      1. Più o meno, si chiama Mi querida Amazzonia se non sbaglio. Domani se non mi blindano vado a prenderlo dalle suorine delle Paoline che mi vogliono un sacco bene. Guarda, io dico la verità, quando sembrava che probabile papa stesse per diventare Scola ho rabbrividito. Francesco lo sento vicino, non se la tira troppo, non sarà un gran teologo (ma chi lo dice?) ma scuote le coscienze su argomenti di attualità ma validi sempre… ma non voglio mica convincerti, eh? È come lo sento e vedo io.

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        1. Ma certo, vai tranquillo 🙂 (Del resto sarebbe dura convincerci l’un l’altro, avendo sentimenti così diversi: infatti io, prima ancora di scoprire come fosse Francesco, in Scola ci avevo sperato).
          L’enciclica l’aspetto al varco, consapevole che fioccheranno i resoconti ed i riassunti da ogni dove. Tanto, noi lombardi nel frattempo non andiamo da nessuna parte…

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    1. A me vengono sempre in mente i sacerdoti asiatici che celebravano la Messa, naturalmente altrettanto valida, in prigione senza nessuno che la “ascoltasse”, come si usa malamente dire.
      Forse anche un Van Thuan?
      Ma i nomi non importano.

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  3. come ha detto qualcuno, l’essere umano è composto da milioni di cellule, mentre il batterio è uno solo e nonostante questo, sono da secoli che si combattono l’un l’altro. Ma come sempre bisogna aver paure di noi stessi, perché le peggiori malattie , come le peggiori ingiustizie, le abbiamo sempre diffuse noi. Se arriveremo in un futuro (se arriveremo) dove, come ne “la cimice” di Majakovskij, anche gli insetti (o i microbi) finiranno in uno zoo, saremo talmente senza sentimenti da vivere come quei parassiti che abbiamo osteggiato da una vita, ma che abbiamo sempre avuto dentro

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