Professioni

La scelta di una professione può essere dettata da un preesistente carattere particolarmente adatto ad essa, ma anche viceversa può modellare la persona che la intraprende sui propri canoni consolidati.
Al di là di tutti i discorsi profondi e più o meno seri che potremmo fare in merito, vorrei solo appuntare un pensiero fatto stamane, in seguito ad una telefonata.
Assumendo che, in una certa misura, ogni professione porta chi la esercita a “recitare” un po’ una parte, ad interpretare un ruolo che va oltre quanto ci si prefigge e assume tratti imprevedibili e mai del tutto controllabili, io trovo che in questa specifica commedia dell’arte tali siano le parti:

il medico fa il presuntuoso
l’infermiere/a fa la servetta
l’assistente sociale fa la mamma
l’educatrice fa la suocera petulante

Noterete che l’unica figura elencata come eminentemente maschile è quella del medico, mentre le altre sono in prevalenza o soltanto identificate come femminili; nonostante sia chiaro che nessuna di esse è ormai delegata ad un unico sesso.
Non è certamente un caso, ma nemmeno ho voluto precisarlo per parlare di differenze di genere. E’ secondario. Io, soprattutto, trovo che più medici, infermieri/e, assistenti sociali ed educatrici conosco, più confermo queste associazioni mentali e di ruolo.

17 pensieri riguardo “Professioni

  1. L’ultima volta che ho fatto una visita specialistica volevo spaccare la faccia al medico perché non solo non credeva quello che gli riportavo ma mi prendeva anche in giro… Siamo a questo livello. Sinceramente con tutti i boriosi ciarlatani che vanno in giro non mi sorprende che delle volte dei medici vengano aggrediti (anche se in genere chi li aggredisce è sicuramente peggio dell’aggredito).

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    1. Diciamo che troppe volte i medici han comportamenti da imbecilli – per essere gentile – e spesso addirittura da denucia (cosa che, se la sporgessimo, in un paese come il nostro ci farebbe ridere in faccia).
      Sul discorso aggressioni io ci andrei molto, molto piano: non solo è sbagliato a prescindere, ma è un fenomeno per lo più legato a stati di alterazione e situazioni limite. Voglio dire, è grave e negli ultimi anni abbastanza frequente, ma non ha nulla a che fare con la stronzaggine degli operatori.
      Anche molti pazienti sono dei dementi, e non lo dico per par condicio.

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    1. Bella battuta, ma temo sia un po’ difficile 😉
      Per non parlare del fatto che – anche se non faccio più questo lavoro – sono una OSS, quindi nel mazzo ci sono anch’io.
      Ma gli OSS non li ho elencati, perché… beh, perché il loro ruolo è quello dell’uomo invisibile. O ti scambiano per infermiere, o ti scambiano direttamente per il personale di pulizia.

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      1. Ah ecco allora ci stavi in mezzo per forza! Cavoli! Chissà che pippa a frequentare sta gente senza volerlo! Pensa che la mia pediatra mi darebbe il nobel: “signora se fossero tutti come lei io potrei dedicarmi per bene ai bambini” 🤣🤣🤣
        Io le dico sempre: se ho un problema al quale non arrivo da sola, mi cerco uno specialista! Non vengo a farle perdere tempo ne a perderne io! Comunque l’oss è vero, è quella figura che non sai mai se è un’infermiere o un parente! 🤣🤣🤣
        Rido un po’ ma non per offendere il ruolo! X la duplicità di entità che uno suppone possa essere!

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        1. L’ha detta giusta, la tua pediatra! ^__^
          Pensa che in alcune regioni esiste addirittura il “super-OSS” (giuro), tanto per confondere ancora di più le idee alla gente 😉
          A me è capitato più volte (comprensibilmente, visto che per formazione e per esperienza personale qualcosa so) di essere scambiata per un medico. Durante le visite con mia mamma, mi chiedevano se ero una collega… una volta ho avuto la prontezza di rispondere: No, per carità! 😂 😋

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  2. Alcuni medici in effetti sono insopportabili, io ne ho conosciuti per fortuna di stupendi, quando serviva. Maschi, ma era un caso, credo. Sulle professioni in generale uno sceglie quella che gli interessa di più, poi siccome non tutti possono fare i calciatori ci si adatta…

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    1. Oh sì, ce ne sono di ottimi (rari).
      Il divario con la norma è così grande che quando li si incontra è come aver visto la Madonna.

      Ecco, ci sono un sacco di dottori che spedirei a calci in culo a fare i calciatori, piuttosto.
      Pagarli anche profumatamente per non rovinare la gente, bisogna.
      (Lasciami sognare…).

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  3. Io per fortuna non ho avuto grandi esperienze negative, ma direi neanche moltissime in generale.. Anch’io penso ci sia una tendenza, ma credo sia importante non farla diventare un pregiudizio. Poi credo che anche questi professionisti potrebbero fare un’interessante classificazione dei pazienti o di chi si rivolge a loro.. 🙂

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    1. La differenza tra operatori sanitari – di qualsiasi tipo – e pazienti è che i primi hanno l’obbligo professionale e morale di essere adeguati, i secondi no.
      Anche se, è chiaro, essere una persona decente è sempre preferibile all’essere un gatto attaccato ai coglioni…!
      … detto questo, dalla mia esperienza posso senz’altro ricavare almeno alcune categorie di pazienti problematiche… tipo:
      * il paziente che non vuole “soltanto” essere trattato con umanità ed empatia, ma scambia qualsiasi medico per uno psicologo;
      * quello che sputtana i medici con gli infermieri, sputtana gli infermieri con gli OSS e sputtana gli OSS con i parenti, ma poi quando sei in servizio ti fa un sorriso a 36 denti e ti da del tu, ti parla come se fossi suo nipote o foste amici per la pelle;
      * quello che pretende una prestazione che non puoi garantirgli, e quando gli spieghi che non è di tua competenza / la burocrazia con le disposizioni statali rigide te lo impedisce / non è una cosa opportuna o utile per la sua situazione, se la prende esclusivamente con te come se l’intero SSN fosse ai tuoi ordini.
      Il problema della consultazione o meno di internet per fare autodiagnosi e in genere scoprire cose, non lo tocco perché vasto e soprattutto lo considero un falso problema.

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      1. Hai ragione.. i primi dovrebbero davvero essere più all’altezza o almeno riconoscere quando non sono in grado.. la gente in compenso dovrebbe darsi in larga misura una regolata, ma non solo quando si relazione a queste figure, in generale proprio. Forse sono io che sono insofferente, ma da tempo sta dilagando una categoria di persone che pretende tutto e subito, che è esperta di ogni campo, che ha un modo di chiedere arrogante e saccente che indispone molto.. e poi a “pagare” sono sempre quelli gentili e tranquilli..

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