Farci caso

Mi fermo davanti alla finestra nella luce biancastra di nebbia di mezzo pomeriggio.
Spesso di fronte al paesaggio esterno sento la mente svuotarsi di ogni carico che non sia esistere. Solo allora noto una coppia di cipressi, o di alberi similmente longilinei, dalla punta spennata, i rami secchi e nudi che emergono dalla vetta.
Un camion passa sulla Bre.Be.Mi. restrostante, e mi piace vedere lo scorrimento del traffico in lontananza, privo di suono. Un uccellino che si poggia sulla rete in giardino richiama il mio sguardo all’angolo basso destro della visuale.
Cose cui non avrei fatto caso, se non avessi avvertito il bisogno di sostare un momento a disfarmi di me stessa. Cose che non avrei notato.

40 pensieri riguardo “Farci caso

    1. Ahah, no, lo sfregio è gratuito 😉
      La vedo dalla finestra del salotto, ma non sempre. Adesso gli alberi son brulli e nelle giornate serene, anche in mezzo alla foschia, appare…
      … tranquillo, una porzione della me cosciente resta. Ma fare la muta ogni tanto fa bene, come una mela al giorno ecc.

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        1. Tu non ti stanchi mai di pensarti e concentrarti su te stesso? 😉
          Non è un impulso autodistruttivo, vedilo come un approccio zen alle cose. Oppure, immaginala come un’immersione in HaShem. Dove c’è la comunione con Lui non c’è spazio per l’individualità prosaica.

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        2. Spesso e volentieri sono stanco di me stesso. Ma per me è sempre un impulso autodistruttivo. Dall’istinto latente nel farla finita, alla speranza del rebirth, come un unico continuum mentale.
          Però apprezzo il tuo approccio ebraico zen!! 😊😜

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    1. Stamattina al termine delle commissioni mi sono fermata in un prato, pieno di myosotis e margherite. C’era il sole, un po’ di aria fresca, la neve in montagna sullo sfondo.
      E a godersi tutto questo non c’era nessuno.
      I pochi passanti in auto chiusi nelle loro scatolette che ne sapevano?

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        1. Ho sentito appena il momento in cui Conte parlava di chiudere le attività produttive non essenziali, e della nomina di un commissario straordinario (cose che tutti gli stavano chiedendo).
          Ma di ulteriori limitazioni fatico a figurarmele… mantenere una certa distanza è un conto, non poter “sgambare” all’aperto è un altro. Non mi dirai che non si può più camminare per strada se non per andare al super! -.-

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        2. Beh, per farti un esempio andare al cimitero non è questione di vita o di morte (e qui ci potrebbe stare una bella battutina, aha), ma dal momento che non vi trovo assembramenti e che ci vado né più né meno con la mascherina, non ho alcun motivo per evitarlo.
          Così come se voglio sostare un attimo sulla strada del ritorno anziché filarmela dritta a casa, sempre mantenendo le distanze da eventuali altre persone, posso farlo.
          Ovvio che anche questo è ridotto al meno possibile, ma non mette a rischio né me né altri: norme e buonsenso devono andare a braccetto.
          (E lo so che il buonsenso scarseggia, ma dal momento che ne ho sempre avuto d’avanzo anche quando tutti minimizzavano, mi permetto di citarlo).

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        3. Eh, avevo sospettato una cosa del genere da quel che scrivevi… mannaggia. Certo, non sarebbe facile tenerli sotto controllo tutti. A me, comunque, basta una panchina, un’aiuola, uno sprazzo di verde o un giardino da ammirare mentre cammino… per carità. A quanto pare chiedono l’autocertificazione pure se sei a piedi O_o : come se potessi entrare in un negozio o altro, andando a piedi… è comunque tutto chiuso.

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        4. Avevo preso questa bella abitudine di portare i bimbi a scuola e camminare ogni mattina x circa 1 ora e 15 giorni di più, giorni di meno, ed ora sono qui sul divano che leggo e rispondo sul blog e guardò fuori dalla finestra aspettando che sorta in tempo! È lunga! Va beh vado a svegliare i bimbi! Che almeno gli insegno a cucire oggi, glielo avevo promesso! A stasera!

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  1. è un pezzo molto lirico e nello stesso tempo catartico, perché se lo disfarti del corpo ti porta a incontrare l’anima, il silenzio che ne deriva ti fa riconoscere proprio tutte le vite che avevi intorno, e loro ti ricambiano con il regalo della loro preziosa presenza…

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