∞ Tempo di digiuno

Copio qui un bel commento di Bariom su un post di Costanza Miriano, che mi sembra abbia la dote della concisione e della puntualità, e dunque esprime meglio di quanto potrei fare io l’unico pensiero decisivo a proposito del periodo che stiamo vivendo.

Tante possono essere le chiavi di lettura di questo Tempo partendo dal fatto che Dio conduce la Storia e nulla accade che Dio “non voglia” e non permetta.
Certamente è un Tempo in cui gli avvenimenti divengono Parola di Dio per l’Uomo…
e per tutti gli uomini.
Certamente il delirio di onnipotenza dell’Uomo, le sue sicurezze, la sua prosopopea,
viene messa alla prova e ancor più alla dura prova se (Dio non voglia)
questa epidemia arrivasse a soglie veramente tragiche.

Allora certamente, Vescovi o non Vescovi (alle cui direttive sia ben chiaro obbedisco),
la “gente”, il popolo, oltre a sciacallaggi e saccheggi, terminati questi,
quando nulla rimane a cui aggrapparsi,
certamente cercherebbe rifugio in chiese non più “chiudibili” e in processioni,
dove terrore, Fede e anche semplice “religiosità naturale”,
si troverebbero condensate in un unico implorante grido a Dio,
nostra vera e sempre unica speranza di Salvezza.

Ancora, senza arrivare a scenari apocalittici,
questa situazione crea in noi una inquietudine e anche una stretta al cuore,
perché vediamo traballare sane (e sante) abitudini…
Scopriamo di quanta Grazia eravamo “abitudinari”, tanto da vederla talvolta come un inevitabile “balzello”, l’ottemperare appunto ad un precetto, il pagare un “obolo”, quasi portassimo un giogo non sempre così “soave”, ancorché un nostro “diritto”.
Si fa l’esperienza che fu di tanti Cristiani in tempo di nascondimento e persecuzione,
un tempo di “carestia liturgica” più che spirituale,
Tempo ancora oggi da tanti Fratelli vissuto e sofferto.

Nel nostro cuore si instilla una “santa nostalgia”, una “fame spirituale” per
il nostro Sommo Bene, per il Pane Eucaristico, che tutti alimenta e sostiene.

Si riscopre la differenza tra l’avere o meno un vita comunitaria,
anche questa spesso inquinata da umanissimi e tristi giudizi, simpatie o antipatie.

Si riscopre la dimensione famigliare della Fede,
giacché pare altro luogo per ora non rimanga;
la preghiera con i propri consanguinei più stretti, magari tutti credenti,
ma per uno strano e distorto pudore, spesso non “assieme oranti”.

Ci si dà un preciso tempo per la preghiera,
per la lettura della Scrittura,
per una riflessione assieme.

Un Tempo Nuovo, più intimo e non di meno fruttuoso,
un Tempo di maggior desiderio di Dio, proprio perché i concreti “gesti liturgici”,
impediti o rarefatti, sembrano renderci Lui e noi a Lui più distanti.

È (potrebbe essere) il Tempo dell’Esilio o meglio quello del Deserto,
pure tanto fondamentale per il Popolo di Israele e il suo cammino di conversione.
Nondimeno come nel Deserto, come per Nostro signore Gesù Cristo proprio nel Tempo che apre la quaresima, è il Tempo in cui Satana si presenta, in cui gioca i suoi sofismi.
In cui mente e tenta di dividere…
“Ma se voi siete Figli di Dio,
dite a queste pietre che si trasformino in pane!”

Farà leva sul nostro digiuno, sulla nostra stanchezza, sulla nostra paura…

Ma non di solo pane vive l’Uomo! Ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio!
Impariamo da Cristo a vivere ogni avvenimento come pane-parola
che esce dalla bocca di Dio, sempre benedicendo il Padre, cercando la Sua Volontà,
e questo Tempo, sciagura per l’Uomo, stoltezza per i potenti e gli intelligenti,
porterà frutti e Tempi nuovi!

Che non sono i virus da temere…
“temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna.”

2 pensieri riguardo “∞ Tempo di digiuno

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