40enalfabeto / 1

C di Canzoncine

C’è questa canzoncina (non riesco a non usare il diminutivo) di Morandi, che rimbalza tutto il giorno dalla tv, che proprio mi fa venire il latte – e nemmeno possiamo usare la scusa di doverlo prendere per la mamma, per uscire e scappare: uscire non si può. Anche il latte, solo se c’è altra spesa da fare.
E allora ripenso con nostalgia a Tenco, che cambierà cantava pur sempre ma con un senso, ed un dolore tangibile, mica la sofferenza condivisa di plastica che ci propinano i sempre più frequenti spot da pubblicità progresso / ottimismo.

P di Plateau

Ne ho sentite di ogni.
D’accordo, trovare un termine italiano (e scientifico, per carità) per indicare la fase di assestamento del contagio prima che arrivi a calare sarebbe buona cosa, ma se proprio non riuscite a mettervi d’accordo, almeno risparmiateci il minestrone: tra picco (per altro errato), pianoro, ripiano (!), piattaforma, … ci gira la testa.

S di Smart

Il lavoro è diventato, di colpo, smart – dopo secoli che lo invochiamo, o meglio che invochiamo il telelavoro, che è altra cosa.
Le richieste per l’indennità dell’INPS si possono fare soltanto per via telematica – il che sarebbe il meno – così come, progressivamente, diventano a canale telematico esclusivo (mai aggettivo fu più azzeccato) una miriade di servizi fra i più disparati – e questo è invece grave. Non bastasse, i dati sensibili di parecchi cittadini sono stati resi disponibili ad altri privati cittadini: prima ho sentito parlare di problema tecnico, poi di hacker (mah!), in ogni caso abbiamo dimostrato una volta di più di avere infrastrutture scadenti e nessuna idea di come gestire le informazioni.
Ci stanno spingendo, volenti o nolenti, nella direzione del digitale ad ogni costo, come vacche che percorrono il budello verso il macello.
Paradossalmente, per una volta mi felicito di vivere in un paese cialtrone, così posso sperare che questa farsa autoritaria del “digitale” vada in lungo il più possibile. Ma dopo il Covid19, chissà.

42 pensieri riguardo “40enalfabeto / 1

  1. Oggi ne sono successe di ogni all’Inps, mi dicono… purtroppo quando le cose si fanno di fretta facilmente si sbaglia… ma quali hacker, semplicemente procedure fatte di corsa e senza provarle per bene. Gli accessi andavano scaglionati almeno come hanno fatto alla posta per le pensioni… comunque poco male, lapideranno qualche programmatore e si rimedierà in qualche modo. Mi associo al tuo auspicio ma temo, cara Celia, che non si tornerà più indietro…

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    1. Noi tapini 😦
      Per oggi, almeno, ho festeggiato: perché credevo che il bonus fosse rivolto alle famiglie, invece è per i lavoratori (ovviamente non è colpa mia che diserto tutte le trasmissioni tranne una mezz’ora ogni tanto, è colpa degli ospiti in studio che non si spiegano 😋 ) Perciò invece di uscire a stampare e scansionare il modulo per il PIN dispositivo ho potuto farne a meno, e nel frattempo i Servizi Sociali mi hanno avvisato che mi accrediteranno un nuovo contributo. E forse ci saranno anche dei buoni spesa.
      Finché regge, ben vengano importi inferiori ma con procedure più svelte.

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        1. No, non ancora.
          Ogni tanto sono tentata, ma da quando ho dovuto imporlo agli utenti in Comune (da quando cioè mi hanno imposto di imporlo, ed io ho fatto di tutto per sabotarli), da quando ho sbirciato come funziona – cioè come funziona tutto oggi: in appalto a privati -, ne sto lontana.
          Verrà il giorno (semicit.) in cui sarò costretta se vorrò restare nel consorzio sociale, e non è detto che vorrò.
          Se per allora avrò trovato di che mantenermi senza sussidi, lo Spid se lo potranno tenere.

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  2. Sinceramente sul digitale più o meno obbligatorio che vuoi farci… È naturale accada. Se hai uno stipendio ormai DEVI avere un CCC, un telefono ce l’ha anche la nonnina, ecc ecc… È sempre stato così quando la tecnologia evolve il mondo volente o nolente gli va dietro. Altro discorso sono la mancanza di concorrenza e i cartelli.

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    1. Ma nelle tecnologie non c’è nulla di naturale.
      Noi le creiamo e noi decidiamo se come e quanto usarle, fino al punto di innalzarle a metro di valore come facciamo oggi.
      Perciò, pur con tutto il realismo possibile, io sto con la nonnina senza cellulare.

      La mancanza di concorrenza sì, è un altro discorso e pure quello interessante, purché ci si intenda: il mercato libero, che forse alla fine quest’anno riusciranno a propinarci (a meno che con la questione virus non posticipino di nuovo) non è la soluzione alla mancanza di concorrenza.
      E’ solo un danno ulteriore.

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      1. Premesso che non sono un turbocapitalista o un fanatico della modernità, trovo che il miglioramento tecnologico e il suo permeare la quotidianità sia ineluttabile. Ricordo bene quando il “telefonino” era guardato con snobismo e ora senza è più difficile vivere… Certo i consumi sono indotti ma alcune cose sono effettivamente vicine al concetto di indispensabilitá. Noi blogger sappiamo cosa vuol dire avere internet no? Che poi debba esserci spazio x chi vuol vivere diversamente è giusto: ma ovviamente rinunci ad altro e non puoi pretendere che il mondo debba necessariamente andarti dietro. Anche mia mamma del cellulare non ne vuol sapere e la rispetto: ma in tempo di clausura e con lei che sta in un’altra città da sola se vuol vedermi in faccia deve dire grazie alla vicina che la collega con me in videochat…

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        1. Potremmo anche stare a sminuzzare la questione nei dettagli, con mille esempi, ma il fatto che tu parli di “miglioramento tecnologico”, assumendo un dato che viene dato per scontato ma tale non è – cioè che ogni evoluzione tecnica sia in sé un bene, che ogni avanzamento sia un miglioramento appunto – già parla.
          E finché vige questo assunto di base, per me non c’è dimostrazione che tenga.
          Per altro siamo ben oltre i bisogni indotti, qui. Nessuno pretende che il mondo vada dietro a chi della tecnologia fa a meno, neppure chi sostiene la decrescita (ed io sono una di quelli). La pretesa, che poi è un ovvio diritto ancorché calpestato, è solo quella di non essere costretti a fare cose che necessarie non sono, indispensabili sono solo per chi ci si è abituato tanto da non voler ammettere altra realtà, e si tirano dietro problemi che non sono in alcun modo compensati dalla comodità.
          Se ti sembro rigida, sappi che questo è niente e mi sto pure trattenendo…

          Manco a farlo apposta domani pubblico i primi due post di una nuova serie, e parto proprio dal concetto di rinuncia. Nella premessa spiego che non sto facendo missione e non intendo imporre uno stile di vita a nessuno.
          Mi auguro però sia altrettanto chiaro a tutti che a mia volta non tollero le arringhe difensive della modernità e dei suoi figlioletti deformi…

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        2. Infatti non parlo di progresso ma di miglioramento tecnologico… E cioè che una tecnologia sia più utile o più funzionale o più evoluta della precedente senza x questo dare un valore etico in sé. Non ho affatto detto che OGNI evoluzione tecnica sia un bene e che NON se ne possa fare a meno. Sono in linea con Pasolini sulla differenza fra sviluppo e progresso. Dico solo che la storia parla chiaro e la quotidianità pure. Sulla decrescita non ho proprio nulla da obiettare. È una scelta che DEVE essere consentita alla faccia del pensiero unico: ma nel mio mondo non ci sono punti di vista che non desideri affrontare e ascoltare. Aspetto con piacere i tuoi prossimi post in argomento sicuro di trovare cose su cui concorderò e altre su cui sarò in disaccordo… E avrò cmq imparato qualcosa

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  3. Fortunatamente ignoro quale sia la canzoncina di morandi. 🙂
    Fortunatamente mi limito a informarmi al minimo sui picchi, i ripiani e le valli. 🙂
    Invece la parola smart l’ho sempre odiata (l’unica associazione positiva con essa deriva dall’agente segreto surreale di una vecchia serie tv che prendeva in giro J. Bond). Penso subito all’automobile, una vettura talmente furba che ha un costo maggiorato, e se uno ha un incidente è anche meno protetto. Proprio furbi quelli che se la sono comprata… 😉

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    1. Fortunello!
      La Smart è una trappola mortale, e non parlo per metafora.
      Ci farei dell’ironia come ne faccio sulle pseudo-auto elettriche per ragazzini, in realtà motorini con una carrozzeria ancora più plasticosa delle auto normali, se dentro a una Smart non ci avessi visto bruciare viva una famiglia dopo un tamponamento in autostrada. Magari erano stati superficiali, o forse solo non erano coscienti di dove si trova il serbatoio e di quali rischi comporta, ma non li biasimo. Vorrei solo che qualcuno gliel’avesse spiegato prima… (non so se da allora le cose siano cambiate, ma per la versione a due posti la vedo difficile spostare il serbatoio altrove).

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      1. Alleggeriamo un po’ l’atmosfera, va… che forse è meglio… Io invece conosco una coppia di geni che con la smart… ci sono andati in viaggio di nozze! Lascio a te ogni commento sulla loro intelligenza…
        Tornando alla canzoncina, invece a me rompe parecchio l’ultima di baglioni che proprio mi sta martellando… la testa!
        E visto che ho ancora in mente la tua pizza, sul discorso di ieri, aggiungo che il mio pizzettaio di fiducia fa una pizza talmente di qualità che anche dopo che è stata in frigo dieci ore ancora si sente la sua fragranza! Dimmi tu se ne conosci uno alla sua altezza!

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        1. Woah! No, direi di no… però mi viene in mente mio cugino (con una g) che fa il pane in casa – NON sarà il mio prossimo esperimento, ne sono ben lontana. Che meraviglia. Morbido per giorni.
          quella di Baglioni no, non l’ho sentita, spero di schivarla… a tema quarantena pure quella?! 🤔
          La Smart in viaggio di nozze… ma i bagagli stavano su un’auto a parte? Dilemmi amletici… qui bisogna consultare un cabalista per cavarsene fuori!
          Ma, piuttosto, dove sono andati di bello?
          (Bevo il caffé e me ne vado al sole, perciò nel frattempo posso fantasticarci su).

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        2. Quella di baglioni è un piagnisteo che sa di trito e ritrito fin dal primo ascolto…
          Sììì! Sono dovuti ricorrere a una specie di vano extra su due ruote per i bagagli! E sono andati molto lontano, ma non voglio canzonarli troppo che lui se la potrebbe avere a male essendo anche un esponente della policia…

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        3. Ah, ma guarda che è troppo tardi per salvaguardarti, qualcuno ha già avanzato l’ipotesi che siano stati gli anarchici a sabotare il sito dell’INPS (cosa non si inventa per giustificare la propria inettitudine).
          E quindi non mi sveli dove sono andati? Ma non è giusto, io adesso sono curiosa 🧐 Prometto che non ti denuncio al maresciallo Cecchini.

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        4. Perché ti interessa tanto dove sono andati? Ti basti sapere che era un altro continente… Non posso dirlo sennò sembra che stia sparlando di loro, mentre io semmai sparlo di loro solo trasfigurandoli nei miei racconti, così neppure se ne accorgono… So’ furbo, eh?
          Vedi la gente è molto permalosa, si offende per niente. Proprio la tipa in questione si offendeva per delle stronzate incredibili arrivando a odiarmi parecchio, mentre mi stimava per delle cretinate indicibili. Insomma era tutta strana…

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        5. Aha, tranquillo, mera curiosità.
          (Se devi imboscarti, vedi che anche la Smart col carrozzino attaccato può essere un indizio cruciale…)
          Mi immaginerò i Caraibi allora, un grande classico, che non so neppure come sono fatti davvero ma di sicuro avranno sabbia fine, palme e mare trasparente 😉
          La gente è permalosa, verissimo. Basta guardare me! XD

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        6. Fuocherello… Sì, lo so che qualora mi seguisse nascostamente lei finirebbe per vendicarsi, ma forse lo ha già fatto, chissà…
          Tu sei permalosa? Per esempio?

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        7. Uhm, non saprei farti un esempio preciso.
          Niente di esagerato, però sono suscettibile, e molto sensibile al tono di voce, al modo di fare, ai particolari. Non che aggredisca chi non mi va a genio, eh, però sono un’Ariete e si vede 😉
          (Non credo nell’astrologia, però mi ha sempre colpito questa apparente rispondenza spesso riscontrabile tra la descrizione del carattere di chi appartiene ad un certo segno, ed il carattere reale delle persone che conosco me inclusa).

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        8. Si può supporre che chi nasca in un periodo freddo sia propenso a essere in una maniera diversa di chi nasce quando fa caldo? Forse sì. In questo l’Astrologia potrebbe avere un senso.

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  4. Sono felice di non possedere una tv. 🙂 Riguardo il plateau soprassiedo che ci sono già i super esperti della domenica 😉 Riguardo il lavoro smart.. sono felice che esista anche questa soluzione perchè per come sono, per me è stata una svolta. Essendo una persona tendenzialmente timida e un po’ introversa mi ha permesso di fare un lavoro che posso svolgere da qualunque posto abbia una buona connessione senza dovere essere obbligata ad andare ogni giorno in un luogo specifico (sprecando magari molto tempo in auto o nello spostamento), non sono obbligata ad un dress code e non devo incontrare varie persone ogni giorno. Inquino meno di chi si sposta con i mezzi, mi consente anche di risparmiare proprio perchè non ho la necessità di avere una macchina o cambiare spesso abbigliamento, inoltre l’ambiente intorno a me è su misura per me, è come lo voglio io, è casa. La tecnologia nel mio caso mi ha aiutata a restare me stessa. Invece che dovermi adattare io al lavoro, ho potuto trovare qualcosa di più adatto a me. Sono 10 anni circa che lavoro in questo modo (non è un percorso che è venuto dal nulla), posso affermare che non è una soluzione adatta a tutti, ma personalmente sono felice che si sia fatto qualche passo anche in questa direzione. Del resto la tecnologia dovrebbe essere uno strumento per migliorare.. Riguardo quanto successo con il sito INPS, stendo un velo pietoso.

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    1. A prescindere dal fatto che per me sarebbe già un miracolo trovare un lavoro in generale, un lavoro che come scrivi si adatta a te anziché costringere te ad adattartici sarebbe proprio l’ideale. Te lo invidio bonariamente, e mi fa piacere che almeno qualcuno (sempre troppo pochi) possa godere di questa possibilità.
      Purtroppo penso che, al di là delle difficoltà logistiche (degli enti e delle aziende, molto più che del lavoratore!) questa scarsità dipenda anche dal nostro immaginario, ancora legato all’idea che in casa non si possa che prendersela troppo comoda, che le ore valide ed “efficienti” siano solo quelle trascorse in ufficio o comunque sul posto (quando è vero il contrario), ecc.

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      1. Condivido pienamente, l’immaginario frega sia i datori di lavoro che i lavoratori! Lavorare da casa o da altro luogo non significa affatto “festa e relax”. Per me è fantastico, ma per altre persone è un inferno perchè cascano nella monotonia e magari hanno un forte bisogno di relazionarsi costantemente con altri individui. Si distraggono, o semplicemente non lavorano se non sono controllati.. I datori di lavoro vecchio stampo poi pensano che sia fondamentale la presenza del capo per tenere alta l’attenzione e far produrre.. io direi che dipende.. Per fortuna comunque ci sono modi per migliorare entrambe le posizioni.. 🙂

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