Poveri noi 1.: Cibo – pt. I

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Oggi ho prodotto la mia seconda pizza in autonomia: ed è venuta ancor meglio della prima. Una margherita, per stare sul semplice e gustoso, che ha rilasciato un meraviglioso profumo per casa – assieme a quello delle lenzuola nuove mi fa capitolare.
Non ho una fissazione per pane e pasta fatti in casa (non ancora, almeno), né mi è partita la rotella causa quarantena: sto coi piedi per terra, lo faccio  – quando mi va – per tenermi un po’ dritta e dare corpo a questa persona che mi sforzo di essere, e infine diciamolo chiaramente: farsi le preparazioni in casa costa meno, a patto di trovare la farina…
… per quel che vale, io che vivo sola, con un chilo di farina (e per essere precisi una-due bustine di lievito, una-due lattine di polpa di pomodoro ed infine quantità neppure misurabili di olio, sale, zucchero) tiro fuori 8-10 pasti. Aggiungere una decina tra frutti ed ortaggi, e più o meno ho coperto il fabbisogno di cinque giorni.

Cose che già sapete (ma che potreste voler rispolverare)

Ci sono consigli di risparmio sulla spesa al supermercato che, più o meno approfonditi, tutti abbiamo incontrato nella vita almeno un cinquecento volte. Al punto che li schifiamo, non perché non siano validi ma proprio per noia. Siccome però, per l’appunto, validi sono (e a ciascuno il suo), io li riporto il più brevemente possibile e voi, casomai, saltate pure al paragrafo successivo.

  • non esistono solo super- ed ipermercati: puntate sugli hard-discount (per es. LIDL), oppure sui mercati all’ingrosso (per es. METRO). I primi grantiscono un risparmio intervenendo soprattutto sulla logistica e sulle fasce di prezzo dei prodotti, i secondi sulla quantità.
    Chiaramente, se i discount non vi ispirano fiducia (e vi capisco), oppure siete in due e rispetto al cibo non avete grandi esigenze né di rifornimenti né di scorte, queste opzioni potrebbero essere preferibili solo rispetto ai non alimentari.
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  • Ovunque facciate la spesa, valutate di acquistare i prodotti non di marca.
    Con questo non mi riferisco a prodotti di scarsa qualità, ma agli equivalenti (sì, come fossero farmaci) a “marchio proprio” (private label) di “primo prezzo“: quelli cioè confezionati dal gruppo commerciale stesso (ad es. Coop o Conad) o da un’azienda appositamente incaricata, con un ricarico minimo.
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  • L’ideale (per il portafogli) sarebbe vagabondare tra una catena e l’altra, spostandosi come le mandrie in transumanza per raggiungere di volta in volta l’etichetta che offre gli sconti migliori del periodo.
    Se fossi una mucca, altro che mandria: rimarrei costantemente indietro e magari mi metterei anche comoda in mezzo alla carreggiata, a ruminare un filo d’erba. Odio sbattermi, ergo, se come me preferite affidarvi ad un super di fiducia e salvo eccezioni recarvi sempre nello stesso, avete l’opportunità della carta fedeltà.
    Dal mio punto di vista hanno alcuni svantaggi, ma anche due vantaggi grandi: alcune garantiscono la conversione dei punti in buoni spesa, tutte quante danno accesso a svariati sconti sulla merce esposta. Ovviamente, fate attenzione agli sconti fasulli (che alzano i prezzi appena prima di defalcarli…), che non sono comunque la totalità e che potete sgamare con un po’ d’abitudine, sui prodotti che comprate abitualmente.
    .
  • Badate a ciò che osservate.
    La cosiddetta “zona di attenzione visiva” degli scaffali dei supermercati si estende tra i 120 ed i 180 cm in altezza, con orientamento spontaneo verso destra.
    Se volete perciò controllare consapevolmente gli stimoli e scovare le offerte migliori, collocate di proposito fuori da questa zona verso la quale l’occhio si dirige in automatico, imponetevi di controllare cosa è stato messo sugli scaffali più bassi e sulla sinistra (dello stesso scaffale, non della corsia).
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  • Tenete presente che affettati e formaggi costano mediamente meno al taglio (al bancone) che già confezionati.
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  • Prima di fare la spesa, se lo credete utile, pianificate il tanto aborrito menù settimanale – o almeno abbozzate un’idea di cosa vi andrebbe di mangiare: se vi stuzzica una carbonara, non lasciatevi attrarre dai funghi per un risotto che rimandereste, lasciandoli al loro muffoso destino.
    Più importante, stilate sempre una lista (per quanto corta possa essere) con ciò che vi serve, magari annotando i prodotti più comuni nel momento in cui vi vengono a mancare.
    Se siete abbastanza ossessivo-compulsivi, potreste divertirvi a compilare una prima volta (e poi aggiornarlo via via) un inventario della vostra dispensa (la Bradipa è sul pezzo!), che ovviamente sarà tutta raggruppata in uno stesso posto (con l’eccezione dei prodotti aperti e di uso quotidiano), nonché ordinatissima.
    Allego foto, ma non prima di avervi ricordato che è meglio vagare per le corsie a stomaco pieno, o per lo meno non in crisi d’astinenza da cioccolato: può essere rischioso, più per il vostro stipendio che per la panza.

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Chiudo questa prima parte facendo presente che sì: i prodotti sfusi o alla spina, i gruppi di acquisto solidale, il chilometro zero sono tutte opzioni meritevoli e vantaggiose per qualità e rispetto dell’ambiente.
Se però la vostra priorità è il risparmio – e ribadisco il risparmio, non l’indifferenza crassa per ogni altro valore -, allora desistete e, magari, fornitevi attraverso questi canali solo delle cose cui tenete di più. Perché, molto semplicemente, sono costosi (a buon diritto, ma tant’è).

La cucina degli sfaticati

Ho guardato l’elenco degli appunti per questo post, ed ho notato un fatto che mi era sfuggito; una coincidenza, che però racconta qualcosa su di me: fra gli altri suggerimenti che vado ora a condividere ve ne sono anche di adatti a persone che vogliono sì prepararsi pasti decenti, ma che ne perdono subito il gusto se la cosa si rivela appena un po’ complicata.
Ne cito due:

  • la doggy / family bag.
    Al di là dell’evitare sprechi, a me è sembra sembrato sacrosanto portarmi via quello che ho pagato ma non consumato. Se qualcuno ancora questiona, guardatelo malissimo e ricordategli che la sentenza n. 29942/2014 della Cassazione riconosce tale diritto. Anche se non avete un cane, ovviamente!
    .
  • I “piatti base“.
    Intesi non come preparazioni essenziali della cucina tradizionale, ma come cibi facili da “produrre”, o addirittura semplicemente da assemblare. E quando sono alla disperazione, quando ho bisogno di comodità, ricevo grande sollievo da:
    – pane raffermo inzuppato nel latte caldo;
    polenta, polenta e formaggio, polenta e zucchero…;
    – peperonata;
    – puré di patate con noce moscata;
    – tramezzini con uovo sodo a fette e bresaola;
    – riso in bianco con peperoncino;
    – pane tostato / spaghetti con olio di oliva e basilico;
    – valeriana con mirtilli
    – polpa di pomodoro con fagioli e tonno
    – banane a rondelle con zucchero e limone
    – zabaione, risolatte
    – latte / acqua e menta
    Eccetera…!

Sperimentazioni random 🐁

Ricordo sempre che parliamo di come risparmiare, non di come salvaguardare l’ambiente o diventare chef o di scelte etiche – tutto questo può esserci, come fattore collaterale, in alcune “misure”, ma non è da lì che parto.

  1. Non tutte le acque potabili sono anche bevibili con piacere, lo sappiamo.
    Ma, siamo onesti: quanti davvero vivono in zone con acquedotti malridotti o nelle quali l’acqua sa di ferro o contiene quantità esagerate di calcare? Non così tanti.
    E allora: acqua del rubinetto; e dove esiste, per risparmiare anche quel poco, rifornitevi presso il centro comunale di distribuzione acqua: in questo frangente purtroppo no, ma spesso io piglio lo zaino e tre bottiglie di vetro, vado a piedi al centro vicino casa e gratuitamente riempio le bottiglie all’apposita fontana riservata per questo. La si può avere liscia o leggermente gasata, a temperatura ambiente e fredda.
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  2. Se siete tra chi ha continuato a lavorare, ed avete una pausa pranzo che vi consente di andare in mensa ma non certo di andare a casa e tornare, provate la schiscetta (o come la chiamate voi: i nippofili apprezzeranno sicuramente il bento – nella foto trovate tre esempi creati da Jamie Oliver).
    Potrete sempre concedervi un’abbuffata al buffet dei dolci, quando vi va, godendovela come se andaste al ristorante; ma vi costerebbe molto meno preparare abitualmente un contenitore con qualcosa di comodo come una pasta fredda, con gli avanzi della sera prima (che sono buoni anche se per noi, ormai, “avanzi” suona come “scarti”), ecc.bento-boxes-jamie-oliver
  3. E a proposito di avanzi, chi se la cava meglio in cucina può approfittarne per trarne i classici piatti “di recupero”: polpette, pasticci, ripieni…
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  4. Non solo gli avanzi si possono riciclare: oltre al succitato pane raffermo, che abbiamo sempre messo da parte per ammorbidirlo nel latte o nel sugo caldi,
    spesso con una pentola d’acqua faccio bollire e cuocere tre cose differenti (un ortaggio, un altro ortaggio o della frutta, infine pasta o meglio ancora una minestra così le vitamine non vanno perse),
    riutilizzo l’acqua di cottura della pasta (in cui l’amido ha un’azione sgrassante) per lavare i piatti
    o quella rimasta nel pentolino del caffé (bevo solo orzo solubile) che raccolgo in una caraffa per le piante, e ancora:
    quando mi capita e me ne ricordo, colleziono semi (ho via quelli di una zucca, per es., ma si possono anche acquistare ortaggi che abbiano ancora le radici, da mettere a dimora per ottenere una coltura gratuita, nonché piantare una patata nel terreno e lasciarla… agire. Ecco un’idea di cosa potreste farne).
    Infine, è una sciocchezza ma di fatto mi fa risparmiare (o avere a disposizione in omaggio: vedetela come preferite) ben la metà della confezione da 60, riutilizzo le bustine del thé. Ovvero: quando mi preparo una tazza con una bustina nuova, la uso e la metto da parte. Lo faccio per due volte, e la terza anziché usare una bustina nuova metto in infusione le due già usate, che scaricano ancora che è una bellezza: il sapore ed il colore sono altrettanto intensi.
    .
  5. Curate un orto, se ne avete lo spazio, il tempo e le capacità, o in alternativa provate almeno a far crescere, magari sul balcone o sul davanzale, qualche pianta rampicante e/o aromatica (è uno dei miei obbiettivi, ma non immediato, anche perché ho un trascorso di incomprensioni con il basilico di una mia amica che… ma lasciamo stare).
    L’autosufficienza in questo campo dà grandi soddisfazioni, e con poco potete intavolare piattini succulenti.
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  6. Un’altra cosa che tutti possono fare è raccogliere frutta. Io lo adoro perché da piccola mia madre mi portava sempre a “rubare” (tecnicamente per i frutti che escono dalle recinzioni e si sporgono su strada, e le piante che si trovano su suolo pubblico, non si tratta di furto… ma ho un’onorata tradizione di ladrocinio in famiglia, quello vero e quello di galline, e me la porto in giro, ecco).
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  7. Il risparmio non dovrebbe essere il primo, né tantomeno il solo motivo per una scelta simile, ma è indubbio che l’alimentazione vegetariana è più economica di una dieta che include molta carne.
    Tenerlo presente può essere utile anche soltanto per ridurre un po’, qua e là, l’impatto della carne sull’ammontare della spesa.
    .
  8. E quando citiamo il vegetarianesimo, tutti noi, credo, non immaginiamo una zuppa oppure un hamburger di verdure precotti: immaginiamo di cucinare, non importa se in modo più o meno elaborato.
    Dunque, per tornare all’inizio di questo post: al di là dell’autoproduzione alimentare (fare la pizza in casa costa meno che comprarla, ma non per tutti i cibi vale lo stesso…), è piuttosto evidente che tra comprare della materia prima, pulirla e cuocerla oppure acquistare prodotti confezionati, trattati, raffinati, precotti c’è un abisso – in termini di qualità, e di denaro.

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Ho ancora delle cose da dire, un po’ più specifiche, ma per questo vi do appuntamento al prossimo post di questa serie, che stiamo già a quota 1820 parole 😉

💰

Nelle puntate precedenti:
> Poveri noi .0: Rinunciare
> Poveri noi .00: Il rimedio è la povertà

37 pensieri riguardo “Poveri noi 1.: Cibo – pt. I

  1. quanti spunti utili! Grazie! Alcuni piatti base sono anche i miei! qualche anno fa ho eliminato carne e affettati (salvo rarissime eccezioni, tipo è una specialità molto tipica di un luogo e allora un assaggio me lo concedo), mentre continuo a mangiare pesce anche se meno (non riesco a rinunciarvi, per ora). Effettivamente mangiare meno carne allevia la spesa finale. Per il risparmio ho anche notato che acquistare online conviene per vari motivi, il primo fra tutti è che non vengo attirata da confezioni allettanti che incantano i consumatori e fondamentalmente visivamente si è meno tentati da acquisti “inutili”. Inoltre prima di pagare si può visualizzare il carrello completo e rendersi subito conto del prezzo finale. Di conseguenza posso togliere o aggiungere prodotti cercando di restare nel mio “preventivo” di spesa. Ps. ho provato a fare gli gnocchi e vengono buoni anche quelli! 🙂

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    1. Prima o poi proverò anch’io la spesa online, anche solo per sfizio!
      Ecco, tutt’al più mi è capitato, quando non volevo sforare un budget, di tenere in mano il cell con la calcolatrice aperta. Meno comodo, ma sì, ti rendi conto subito se qualcosa è di troppo o potresti anche toglierlo… e capisco anche quel che dici sulle confezioni. Certe volte faccio “fatica” a buttarle perché mi piacciono, me le rigiro, e quasi quasi me le godo più di quel che c’è dentro…
      … sulla carne, praticamente siamo allo stesso punto: mangio pesce sia per preferenza – del resto spesso costa come e anche più della carne – sia per non dovermi arrampicare sui vetri per le proteine, visto che in cucina non ho lo stesso piglio da pianificatrice estrema che ho in altri campi. Ho in frigo il salame che mi hanno regalato, ma dopo quello per due o tre mesi sono satura.

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      1. R. è una persona che viene letteralmente acchiappata dalle pubblicità quindi se entra in un supermercato le brillano gli occhi come i bimbi davanti ai parchi giochi. Quando avevamo la TV veniva ipnotizzata dai reclame. Puoi immaginare il conto! Quindi la spesa online sicuramente aiuta, anche se al momento non abbiamo difficoltà economiche particolari. Le proteine cerco di prenderle principalmente dai legumi (meglio secchi), dalla frutta secca, uova.. pesce ogni tanto.. Certo che il salame! BUONO!! Non lo mangio da una vita.. che dire, prima di tutto non sprecare! Goditelo tutto! 😀 e poi aggiungerei, che va bene risparmiare, ma sul cibo bisogna fare attenzione perchè un risparmio oggi potrebbe significare un problema in salute domani.. sia fisica che mentale! Cioè ogni tanto come dice R. sono utili dei “consolini”, qualcosa di buono ci tenga anche di buon umore 😀

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  2. Ottimi consigli potevi fare una rubrica apposita ma ti sei bruciata un bel pezzo di repertorio con questo megapost! Tra l’altro non so come mai ma riesco a leggere solo un paio di risposte a ciascun commento, poi si stringono e alla fine c’è una lettera sotto l’altra e leggere una frase intera è impossibile… la pizza pare buona anche a me, le cose semplici sono le migliori!

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    1. Mi converrà togliere la “nidificazione” dei commenti, anche se così sul blog è meno chiaro chi risponde a chi 🤔
      Eh, andiamo per macro-categorie, sennò poi mi vien la barba e mollo! 😉

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      1. Così su due piedi le marche non le ricordo perché sono due mesi che non ci vado. Io sono molto selettiva, entro e prendo sempre le stesse cose che ho provato e mi piacciono un sacco! Una su tutte la burratina (piccolina perfetta x una persona) prodotta a Campobasso e le gocce di bufala o la mozzarella di bufala “lettere d’Italia” (marca) Poi prendo sempre il pan cristallo prodotto li e frutta e verdura sempre bella… e poi della linea Vivo Meglio affettati, marmellate light, pane da toast o simili, e yogurt sono molto buoni (per me). Certo mi fido che ci sia scritto prodotto in Italia… spero sia vero 😁

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        1. Eh, sì 😅
          Grazie, farò un giro e butterò l’occhio… pane per toast e marmellata li devo giusto prendere, per esempio.
          Così mi faccio anche un giro a piedi con calma, che son ferma da troppo e non va bene. Magari domani però, oggi piove.

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        2. Si oggi piove… beh un po’ ci voleva. Io non posso scegliere, in paese ho Carrefour che oltre a non piacermi è caro come il fuoco… Eurospin niente a che vedere col “mio” MD e infine Tigros, almeno è buono, carne e prodotti buoni… un po’ cari… ma la mia “scelta” è caduta li x forza! Un bacio buona passeggiata!

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  3. Prima cosa: le lenzuola le cambierei tutti i giorni, la gioia e il senso di svenimento da felicità che mi da quel profumo è irripetibile… peccato che tra lavatrici e inquinamento vario mi tocca tenerle per una settimana… uff

    Secondo anche io ho un rapporto burrascoso con il basilico…. pensa che gli parlo anche in genovese ma nulla… mi muore tra le mani e non riesco mai a rianimarlo 😭😭😭

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    1. Eh, io di sicuro non le cambio una volta a settimana – però che sballo, quel profumo così perfetto…
      … il basilico, ehm, lo confesso: una sera che ero a cena dall’amica, fui spedita in avanscoperta sul balconcino dove la piantina se ne stava beata appesa al davanzale… e non avendo mai interagito con una creatura simile, così d’istinto, ne prelevai una con tutte le radici. Ehm. Direi che da allora ho fatto qualche progresso, ma intanto vado a nascondermi per un po’!

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  4. Forse i discount non “ispirano fiducia”, ma (periodo a parte) sono in forte trend positivo, perché al di là del prezzo il rapporto con la qualità è sempre in aumento.
    Alcuni specifici prodotti da indagini di associazioni consumatori varie, risultano poi al top di categoria.

    Questo per dire che se da una parte “non è sempre tutto oro ciò che luccica” è anche vero l’opposto: “può essere di valore anche ciò che non luccica”.

    Complimenti per la pizza!

    Non so perché, ma a casa io ti immagino un po’ così:
    https://www.linkedin.com/posts/mariobarbieri_iorestoacasa-iorestounprofessionista-addapassaeqanuttata-activity-6657180966055878656-2Ew5

    🤣🤣🤣

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    1. Sì, questo è vero. Di quando in quando mi leggo i confronti e le classifiche su Altroconsumo, che consiglio.
      Ah, e così mi immagini in volo (ma pur sempre ad arti penzolanti…): direi che ci prendi! Grazie: ‘sta cosa della pizza mi sta prendendo la mano, finirà che ne farò una settimana…

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        1. Guarda caso…
          M come Matrimonio (a quanto pare in crisi) – “Non sopporto più mia moglie, sono al mare per rilassarmi”. La motivazione è stata utilizzata – e riportata nero su bianco sull’autocertificazione! – da un uomo in quel di Galatina (Lecce). Sorrido e la butto lì: siamo sicuri che noi mariti e/o fidanzati, invece, contribuiamo a mantenere l’armonia in famiglia?
          Ma c’è pure un finto esorcista:
          https://christianmarchettiblog.wordpress.com/2020/04/19/creativi-e-persino-esorcisti-gli-italiani-che-fuggono-dalla-quarantena/

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        2. Per carità! Io sono marito ben difficile da sopportare e ne sono conscio… I “fidanzati” dovrebbero nel mio sentire, starsene a casa loro il che rende tutto più semplice, anzi magari aiuta a far discernimento 😉

          Il “finto esorcista” ha avuto fortuna a trovare evidentemente un pio tutore dell’ordine. C’è chi senz’altro lo avrebbe multato-segnalato anche avesse avuto bolla papale autentica.

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        3. Te la ricordi la barzelletta del poliziotto che fermano l’auto nera vetri scuri che andava ai 200 all’ora?

          E il collega gli chiede: “Ma come lo hai lasciato andare?!”

          “Sai chi era l’autista?”

          “No…”

          “Era il Papa! Secondo te chi c’era seduto dietro!”

          🤣🤣🤣

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