Poveri noi .2: Cibo – pt. II

Altri piccoli ragionamenti sul cibo.

Come me la sfango

Molti i suggerimenti possibili per risparmiare su spesa e consumo alimentare – ai quali potremmo aggiungere, in corner, questo: che le date di scadenza hanno delle distinzioni, e non sempre è il caso di buttare qualcosa che ci sembra “andato”, perché in realtà molti prodotti sono commestibili ben oltre la stampigliatura impressa sulla confezione.
Ciò a cui invece solitamente non si pensa, o per lo meno non si inquadra in un progetto chiaro su come mantenersi, sono le opportunità di ottenere cibo in modo del tutto gratuito.

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✺ Se siete povery abbastanza, non disperate: come si suol dire, c’è la Caritas.
Che ha diversi “servizi”, ma è conosciuta soprattutto per i pacchi alimentari, dei quali tra parentesi io mi avvantaggio da un anno circa. Salvo che in questo periodo, durante il quale i pacchi sono intesi in senso letterale, due volte al mese mi reco all’emporio Caritas del paese e ci “spendo” i punti che, in base all’ISEE ed al nucleo familiare, mi sono stati assegnati.
Posso scegliere come distribuirli tra i prodotti base sempre presenti ed altri, di solito donazioni di privati, un po’ più voluttuari (sotto le feste, per esempio, compaiono colombe e panettoni in discreta quantità). Spesso, poi, alcuni prodotti sono disponibili “senza punti”, se la scadenza è prossima – molti dei prodotti non marchiati FEAD, cioè il programma di aiuti europeo, hanno difetti di confezionamento o scadenze ravvicinate ma non stringenti per le quali sono stati scartati dai rivenditori, ma quando la quantità di prodotto aumenta e la scadenza è pressante ci si organizza così.
Da tempo, grazie a questo aiuto, non acquisto più pasta secca, farina, olio, zucchero e polpa di pomodoro; innanzitutto.
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✺ Esistono poi diversi sussidi statali / regionali / comunali per chi vive in ristrettezze economiche, alcuni dei quali li conosciamo tutti: il reddito di cittadinanza, ex-ReI, ne è il principe. Tuttavia questi sussidi pongono come requisito non solo un ISEE inferiore ad una certa soglia, diversa secondo i casi, ma anche un limite patrimoniale generalmente attorno ai 5-6.000 euro.
La qual cosa significa che, se avete risparmi da parte che sforano questa cifra – a mio avviso davvero molto, decisamente troppo contenuta – non ne avrete diritto. Come pure è difficile che si possano cumulare due sussidi differenti: per percepirne uno, spesso e volentieri la precondizione è di non riceverne già altri, quale che sia il loro scopo ed ammontare.
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✺ A proposito di sussidi e contributi statali, inutile ricordare – ma facciamolo lo stesso – che è possibile richiedere – laddove non siano stati esauriti i fondi – il buono spesa per chi sia in difficoltà causa Covid19 (in realtà, di nuovo non fa testo l’aver perso o sospeso il lavoro, avere problematiche di salute connesse ecc., ma soltanto reddito, patrimonio e nucleo familiare).
Io do per scontato che i requisiti siano identici per tutti, eppure – non è da escludersi – avevo sentito che qualcosa può variare in base a come i singoli comuni predispongono l’assegnazione. Non indago oltre, chi ne abbia necessità l’avrà certo già richiesto.

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✺ Per quanto mi riguarda, non ho diritto ai sussidi succitati – ovviamente non divulgherò in quanto consista il mio “patrimonio”, ma è chiaro che basta un solo euro d’avanzo sopra la soglia per esserne esclusi. E a meno che non siate usi tenere mazzettone di banconote sotto il materasso (perché ormai tasseranno persino le cassette di sicurezza, i fetenti), non c’è verso di cassarli dai vostri conti, per cui non provateci nemmeno.
Una cosa a cui fortunatamente ho diritto, però, c’è: sono i buoni per le nuove povertà.
Non scendo nel dettaglio, perché ignoro quale provvedimento renda possibile questa erogazione; può darsi però che sia stabilita a livello regionale (nel mio caso la Lombardia) e non statale, e non sia accessibile ovunque.
Consiglio perciò di informarsi, nel dubbio, presso i Servizi Sociali (se da voi fanno un buon lavoro) o tramite i canali web istituzionali.
Per darvi un’idea, io ho ricevuto due versamenti a distanza di cinque-sei mesi, che posso utilizzare per ogni spesa anche non alimentare senza vincoli, e che (facendo una media) ammontano a circa 200 € al mese. Una volta esauriti, devo solo consegnare in ufficio le pezze giustificative (scontrini, ricevute, ecc.) – io poi ci aggiungo di mio una tabellina Excel semplice semplice di riepilogo, per avere il colpo d’occhio e poter controllare quanto mi resta, ma anche perché così il resoconto che porto è più ordinato e chiaro.
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✺ Un’ultima opportunità, in questo anno, mi è stata data da un’associazione di volontariato privata. Attraverso l’assistente sociale – che tuttavia si è limitata a segnalare il mio caso e non ha potere decisionale – ho preso contatto con l’associazione, la quale gestendo un mercato dell’usato con prezzi davvero stracciati tira su qualche soldo, e con quel soldo ci compra delle tessere prepagate di un supermercato locale, tessere che poi gira a noi povery per farci la spesa di prodotti freschi (ortofrutta, carne e pesce, formaggi…). In cambio si presta opera “volontaria” nel mercato dell’usato stesso, una volta a settimana.
Avendo avuto conferma dall’INPS che mi spetta la pensione d’invalidità, e avendo altri supporti, il mese scorso ho rinunciato a questo aiuto; mi auguro che gli arretrati si decidano ad arrivare però…!

Meno è meglio

E’ il motto universale indiscusso dei minimalisti, e naturalmente vale anche per il cibo.
Sì, noi stiamo parlando di risparmio – che non è uno degli scopi del minimalismo, appunto – epperò, nello sforzo di risparmiare, potremmo scoprire che alcune pratiche ci portano anche un beneficio di salute (e di benessere mentale).

Banalmente, possiamo mangiare meno.
Meno per quantità, e/o meno di frequente.
Ricordate che parlavamo di pane ed olio, con un pizzico di sale certo, come di una raffinatezza preferibile, da sola, ad un intero banchetto di alimenti qualunque, se non addirittura di scarso valore?
Si può fare.

Si può anche fare due pasti principali al giorno ed abdicare al terzo (mettiamo, che so, colazione e cena leggermente anticipata, cassando il pranzo).

Si possono ridurre, in molti casi dimezzare, le porzioni che siamo abituati ad assegnarci tal quali come fossero prestabilite dalla creazione dell’universo.
Dominique Loreau, scrittrice francese minimalista da decenni residente in Giappone, suggerisce – tra le altre cose – ne Il piacere della frugalità di individuare un contenitore, nella fattispecie una ciotola, che sia delle giuste dimensioni: cioè delle dimensioni esattamente adeguate al nostro stomaco, una volta che questo sia depurato e ricondotto allo stato “normale” con un breve digiuno.
Ciò che una ciotola da riso di media misura può contenere, sostiene, è sufficiente per il nostro corpo in normali condizioni di salute – e mi pare corretto.

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Ah! Ecco dove voleva arrivare – dirà qualcuno.
Sì, fanculo, volevo arrivarci, ma tutto quanto ho scritto sin qui non conta mica meno.
Sì, mi interessa il digiuno, e lo consiglio pure, sfacciata che sono. Lo consiglio perché, le nostre nonne e le nostre mamme lo sapevano bene (non avevano ragione per forza, ma su questo eccome)

la fame è il miglior condimento.

Digiuno. E lo rivendico con orgoglio

Citazione occulta per dire che il digiuno non è una pratica assurda, masochistica o antistorica. Se ne potrebbero trarre grossi saggi, ed è stato fatto. Io passo la mano: non conta quello che ne penso io, e ne penso molto e bene, ma quello che – eventualmente, se credete – potete fare anche voi.
Nel pieno rispetto del buonsenso e della vostra salute.

Non esiste solo il digiuno totale.
Può essere parziale – da un pasto preciso, da un certo orario, da determinati alimenti.
Può essere periodico: in un certo periodo dell’anno, una volta la settimana.
Meglio, comunque, che sia regolare; a prescindere dalla frequenza.

Fatelo per depurarvi fisicamente o per purificarvi spiritualmente: va bene comunque.
Io quest’anno ho saltato, di nuovo, la quaresima: se adesso ho deciso (proprio adesso, un paio d’ore fa, al telefono con un’amica che da qualche anno lo pratica) di accodarmi a lei in un mezzo Ramadan, non è perché abbia idea di convertirmi, proprio no – lei sì, in certi termini, ma questa è un’altra storia.
E’ che questo bisogno ce l’ho da tempo, ma sono fottutamente pigra e ho sempre rimandato. Ma poi mi son detta: sai che c’è? Non aspetto il prossimo treno per fare le cose perfettine, balzo su adesso e almeno vedo come funziona, se funziona, così com’è impostato questo specifico digiuno, per me.
Perciò da domani, 4 maggio, farò un tentativo di Ramadan: colazione seria, poi più nulla salvo liquidi abbondanti fino a sera.
La motivazione preminente non è quella religiosa, anche se va detto che questa resta comunque inscindibile per me; quindi emergerà più chiaramente più avanti.
Ci aspettano meraviglie.

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44 pensieri riguardo “Poveri noi .2: Cibo – pt. II

  1. Scelta rispettabilissima, che secondo me è legata allo stile di vita. Stando a casa in Smart working si potrebbe fare, andando in giro tutto il giorno un po’ meno. Nel mio piccolo, con intenti diciamo “religiosi” ma anche salutari, in certi periodi dell’anno faccio a meno degli alcolici (che debbo ammettere, mi piacciono molto). Ma sicuramente si potrebbe fare a meno di tante altre cose

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    1. Nel digiuno religioso c’è molto senso della disciplina, che è il vero scopo della rinuncia.
      Certo, non fine a se stessa ma ordinata alla comunione con Dio; anche in forma laica comunque ha a che fare col carattere tanto quanto col corpo.

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  2. Sul digiuno non ti seguo anche se gli riconosco una validità. Depurarsi ogni tanto fa bene, però è anche vero che la vita è breve. La moderazione con eccessi saltuari si confà di più alla mia indole e volontà. Ho fatto merende con pane secco bagnato e zucchero, e con pane secco olio e aceto; quello c’era in certi giorni, di quello ci accontentavano. Non era fame, solo ristrettezza economica; la fame vera l’avevano patita i miei genitori, in tempi di guerra, specialmente mio padre; insegnamenti ma anche moniti… il non ton dice che bisognerebbe alzarsi da tavola con un po’ di appetito ancora, io preferisco alzarmi sazio, se poi verrà la carestia la affronterò, non mi serve molto, però l’idea di crearmela da solo non mi alletta proprio… 🙂 tienici comunque aggiornati sul tuo personale Ramadan!

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    1. A ciascuno il suo, ci mancherebbe!
      Forse perché per me la moderazione è un po’ più difficile da adottare, questo “strumento” aiuta anche ad acquisirla strutturalmente.
      E poi è più semplice, in caso di vera carestia, passare dal poco al pochissimo: chi non ha sviluppato un minimo di abitudine soffrirebbe (soffrirà?) molto di più il passaggio.
      I miei la fame l’hanno patita da piccoli, e soprattutto in mia madre (sarà così per le donne più che per gli uomini?) lo si vedeva, nel senso che era una di quelle casalinghe da dopoguerra che si davano pena di non buttare nulla che non fosse non dico a pezzi e irrimediabilmente rovinato, ma proprio ridotto in polvere 😄
      Aggiornamenti garantiti.

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  3. Articolo molto utile.
    Il digiuno lo pratico quando… ho la pressione alta. Mi depuro e mi si abbassa un po’. Ma mai per più di un pasto, sennò rischio che mi si abbassi troppo.
    Tendenzialmente un “occidentale medio” mangia più di quanto dovrebbe. Troppi grassi, troppi carboidrati e troppe proteine.
    Sicuramente sono riconosciuti benefici ai digiuni. Il problema è che essi devono essere praticati a seconda delle specifiche attività di un individuo e delle caratteristiche dell’individuo stesso.
    Uno con la pressione bassa non dovrebbe farli (troppo drastici) però potrebbe fare pasti più esigui spalmati durante tutto il corso della giornata. Anche uno che si stanca facilmente.
    Poi appunto i digiuni solo ideali per chi consuma “troppo”. Ma possono essere rischiosi per chi ha delle carenze che magari neppure sa di avere, come di ferro o minerali vari. Io ho sempre con me gli integratori di sali minerali. Li uso pochissimo (anche perché ho tutto un corpo particolare che reagisce a essi in maniera particolare) ma meglio che ce l’abbia sempre disponibili qualora servissero. Poi non bisognerebbe far digiuni di frutta e verdura, e anzi questi cibi molte volte possono servire per riempire un po’ lo stomaco evitando di ingozzarsi di cibi spazzatura. Però attenzione: ci sono casi di gente che mangiando troppa frutta ha accusato dei problemi considerevoli.
    Penso alle ragazzine che volendo fare i digiuni per essere più magre finiscono per diventare anoressiche o anche bulimiche. A esse dico di non esagerare, se proprio vogliono perdere qualche chilo. Che è un attimo perdere il controllo e ritrovarsi ad avere a che fare con un problema che poi diventa enormemente più grande di loro.
    Mentre a te, Denise, dico di non essere troppo drastica. Se domani ti girerà la testa a metà mattinata, non fare che non mangi niente e vai dritta fino a sera, okay?
    Ecco, la cosa più importante da dirsi su questo argomento è questa: i digiuni li fanno coloro che se li possono permettere, cioè coloro i quali non traggono problemi da questa pratica. Se il fisico reagisce male, non lottate contro esso.
    Io personalmente, in questo periodo di quarantena, ho sviluppato abitudini un po’ diverse dal solito. Dato che mi muovo meno, ho meno fame in generale. Quindi la mattina faccio colazione con una banana e una bevanda a base di soia. A pranzo ho solitamente fame e mangio forse anche qualcosa più del dovuto. Poi però a cena di nuovo torno a non aver tanta fame e agisco di conseguenza.

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    1. Naturalmente: il digiuno se fatto dev’essere a favore, non a discapito della salute.
      Parliamo di persone senza disturbi alimentari o fissazioni salutistiche non equilibrate – quello è un campo più complesso e sul quale non intervengo.
      Ma tranquillo, mi rifocillerò abbastanza e mi ascolterò, come sempre 🙂
      Ho bisogno comunque di riattivarmi e lavorare di più, e in compenso mangiare come faccio ora (che ho trovato un buon equilibrio tra i nutrienti), solo meno.
      Ti invidio la bevanda di soia. Per recuperare, oggi mi faccio un frullato, che non è la stessa cosa ma è fantastico (mela e wafer al cioccolato, per spazzolare i resti di cucina e per gradire).
      quando ho letto che hai un “corpo strano”, ti ho immaginato in versione cubista, tutto scomposto in quadrati. Tra questo e la figurina di traverso, di immaginazione ne ho.

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      1. I frullati sono molto gustosi, salutisti e te li invidio io. Potrei farmeli ma non me li faccio per pigrizia, perché dopo non mi va di lavare quell’attrezzo che serve a farli. 😀
        Ah, però non ci mettere i wafer dentro! Sono buonissimi, non si discute, ma hanno grassi e zuccheri a livelli gargantueschi! Io ci ho rinunciato… Come pure alla patatine fritte (ma qui ho trovato degli ottimi sostituti). 😉
        Sono strano, sì; ho un corpo strano, pure; ma la forma del mio corpo è piuttosto normale, solo un po’ allungata, dato che sono abbastanza alto. 😉

        PS: la cioccolata la amo ma devo prenderla a piccole dosi. Sia perché contiene sostanze tipo caffeina, stimolanti, che avverto molto, sia perché… se ne abuso mi vengono i brufoli! In più mettici pure che per un periodo ne ho mangiata troppa e ora il mio fisico (strano) se ne satura subito!

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        1. Ahah, lo so, ma io di mangiare cose goduriose non smetterò mai – i wafer ce li ho perché li ha portati la Caritas, e siccome così a secco mi pesano sullo stomaco, provo a frullarli 😀
          Sulle patatine fritte però sono brava: salvo eccezioni per comodità, mi prendo sempre le patate normali (e poi in realtà, più che friggerle le faccio al forno o lesse col prezzemolo).

          Non parlami di lavare stoviglie e peggio attrezzi elettrici… ‘na smaronata!
          Ma d’altronde, se non ne approfitto ora che ho il lavabo completamente sgombro… “se non ora, quando?” (chiedo perdono per l’uso improprio della cit.).

          Alto e allungato?
          Come gli alieni?
          Basta che la pelle non sia grigia 😄

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        2. Per patate fritte intendevo quelle industriali (già imbustate e fritte, molto buone ma molto malevoli).
          Alle patate (pure quelle surgelate e prefritte vanno bene) non rinuncerò mai.
          Devi sapere che da piccolo mangiavo solo poche cose, tra cui per l’appunto le patate fritte (fatte in casa) che consumavo come fossero pasta asciutta, che invece non mi piaceva.
          Allora avevano preso l’abitudine di chiamarmi “er patataro”.
          Quando lo racconto ai miei amici, chissà perché, li fa molto ridere…
          A me piacerebbe pure cucinare, ma il fatto è che trovo che rubino troppo tempo libero.
          Allora in genere mi faccio delle cose che mi durano almeno un paio di pasti.
          Da ciò ne consegue pure che non sempre lavo i piatti.
          Delle volte posso stare anche 3 giorni t-r-e senza lavarli. 🙂
          A forza di dirti che so’ strano mo te chissà che te credi…
          No, la pelle in questo momento è pallida cadaverica per la carenza di sole (ma già da lunedì conto di rimediarvi), mentre per il resto… “ho le papille gustative interrotte”, “il ginocchio che mi fa contatto col gomito”, e talvolta “una bruschetta nell’occhio”.
          Ecco, a parte che per la scienza sono un mistero, il resto tutto normale! 😀
          :*

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        3. Chiaro, chiaro.
          Dunque, da oggi sarai Er Patataro; molto bene.
          Io il tempo per cucinare ce l’avrei, e mi stuzzica, ma è la capacità che manca… per ora, andiamo di pizza e accontentiamoci 😉
          Comunque puoi consolarti e pensare che sono umana anch’io: mi è caduta la mandibola quando ho letto che non lavi i piatti per tre giorni interi t-r-e. Mio caro, io sono arrivata con nonchalance a non lavarli per tre settimane. Fatti due conti!

          Io torno in spiaggia, ma non prima di averti aggiornato: il frullato waferoso, incredibilmente, è ottimo ❤ 😀

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        4. Non è che mi soddisfi troppo “Er Patataro”, si può ancora cambiare?
          Qualcuno mi chiama “Supergiò”, che non è malvagio…
          Sempre meglio di Pipistrello (quando da ragazzo indossavo un chiodo di finta pelle nera).
          E me ne hanno dati anche di inenarrabili!
          Ma scusa, Coule… proprio no? Lo so che sembra onomatopeico però ha un suo perchè. E sento che mi porti fortuna…
          Ah, ma a te i francesi te stanno sur piffero, vero? Merd!
          Sennò Key, di Key of Eye, è incredibilmente fascinoso e misterioso allo stesso tempo, quindi fa proprio per me. B-)
          Ma mo magari me dici che pure l’inglese nun te sconfinfera…
          Oh, però come sei pretenziosa pure te!

          Tu i piatti non li lavi per tre settimane… ma c’hai un mucchio di pentole e stoviglie! Io no!

          Poi te vojo vedé tutto quel sole che hai preso come te sta… 😉 :-*

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        5. Nooooo uffi -.-
          Er Patataro è bellissimo! E poi è romanesco!
          Ma se facessimo una crasi, tipo Coulepataro? Ehm.
          (Piuttosto, com’è che è nato ‘sto alias? Il senso letterale lo comprendo, certo, ma che vvo’ ddì?)

          L’inglese mi piace, almeno quello; ma è lontano anni luce dal tedesco ( ❤ )
          Kartoffeln, jaaaaa! 😍

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        6. Coule la vie è il titolo di una canzone di un componente dei CSI, che se mi ricordassi come si chiama ti citerei espressamente.
          Una canzone che mi colpì molto quando uscì…

          Sono un ex anglofan, sia della lingua che dei costumi britannici.
          Poi “me ne so’ accorto e me ne so’ annato” (cit.).
          Per dire che oggi preferisco la lingua spagnola, e ancora di più, per musicalità, la lingua francese.
          Anche se ovviamente, nemmeno ci sarebbe il caso di dirlo, detesto tutte le lingue che non siano la mia, perché il mio cervello, essendo molto pigro, ha come un rifiuto di impararle. 😉

          Dunque tu tedeschha di alegna, ya?! Dunque per te noi siamo tutti spaghetti-mandolino, ya?
          La cosa positiva è che se ti piace quella lingua, allora ti può piacere tutto… 😛

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        7. Verissimo 😀
          Se digerisci l’acciaio (tedesco), digerisci anche le rose dal profumo così intenso da nauseare (francese) e una sana paella (spagnolo).
          Devo dire che mi affascina più il portoghese dello spagnolo, ma questa almeno è una lingua che mi suona bene 😉
          Il mio rammarico però è un altro, cioè di non aver studiato anche russo (e storia dell’arte) alle superiori. Sarebbe stata la combo perfetta. Ora, il mio amico Gio direbbe che non è mai troppo tardi, infatti lui se lo studia, ma io sono di un’altra specie, invecchio più rapidamente e le mie sinapsi ormai non rendono quanto sarebbe necessario per buttarsi ex novo.

          La canzone è di Giorgio Canali?
          (Non ho mai ascoltato quel gruppo, ma la curiosità mi ha spinto su YT. Poi più tardi la converto in mp3 e la sento dalla tv, sempre per la lentezza di buffering).
          Ho trovato questa:

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        8. oh, uì! alè alè, coule la vie! è quella, bravissima! era da un po’ che non l’ascolavo, mi mancava questa cara canzone! ❤
          apprezzo e stimo moltissimo le persone come te e lucy che siete portate per le lingue…
          io a lezione d'inglese, pure se andavo bene, perché studiavo, al parlato non capivo un'acca… ero sempre a dire: eh?! ma che ha detto?!
          lo sai che all'università per superare l'idoneità di inglese l'ho dovuta fare una decina di volte?!
          benissimo! così se quando vieni a roma ci fermano dei turisti che vogliono informazioni ci pensi tu! io dico a te e te traduci! 🙂
          the underground is ever streight! ever!

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        9. Ma lo sai che mi è proprio successo?
          Nel 2007, in metro, due tedeschi – che però mi han chiesto indicazioni in inglese -, e sono stata così fluida a rispondere (adesso avrei dei dubbi…) che poi me ne sono andata in giro stordita per la contentezza ❤
          Poco mancava che facessi come nei musical, e mi mettessi a ballare.

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        10. Qui da me succede spesso che mi chiedano informazioni (nonostante le mie apparenze strane, intendo, con tutti i capelli dritti così, le orecchie a tazzina, i muscoli di hulk (ma quello rosso), il gomito del tennista, il ginocchio della lavandaia, il pollice verde e i glutei di alan delon…)
          Allora sei ufficialmente promossa a traduttrice ufficiale del nostro duo. 🙂 ❤

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        11. Oh, Madre!
          Ma se sono dritti stenchi, come fanno ad essere anche a nido di ragno?
          Ma soprattutto, hai bisogno dello sguardo compassionevole di una crocerossina, che ti descrivi così obbrobrioso? 🧐
          Daje, su.

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        12. Non te volevo rivelare ma in questo periodo abbiamo un taglio simile. 🙂
          E ormai uso sempre la macchinetta per tagliarmi i capelli. Per questo delle volte vengono più lunghi da una parte. Ma fa niente: sembro così un pericoloso punk da cui stare alla larga. 😉

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        13. (In realtà, più che per l’inglese, soprattutto perché mi sono sentita competente. Io che non le strade sono negatissima, sia ad ascoltare indicazioni che a darle, in pratica mi sono percepita come una residente. Yeah).

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        14. E io allora? Da piccolo mi perdevo pure voltando l’angolo del palazzo di casa mia! Ci ho impiegato anni ad affinare un senso d’orientamento alla Wolverine, e per fortuna che l’ho fatto, sennò mi troverei ancora in uno di quei luoghi in cui ero sono perso, magari allo zoo… Poi i miei sembravano non preoccuparsi affatto e mi perdevano senza accorgersene, Tanto che delle volte mi sono perso e ritrovato da solo e loro non l’hanno mai scoperto!

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  4. Credo che il digiuno possa senz’altro dare benefici fatto con un certo criterio e senza ossessioni. Tuttavia comporta anche dei rischi (soprattutto quello totale), quindi persone che hanno un rapporto complicato con il cibo, con se stesse, e con il proprio corpo, e che magari hanno anche problemi di salute, a mio parere dovrebbero approcciarsi a questa pratica con cautela, magari anche sotto supervisione di qualche specialista. Ovviamente non parlo di saltare un paio di pasti, ma di un digiuno più prolungato nel tempo o più frequente.. Direi che sono favorevole con le dovute attenzioni 😊

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  5. Ciao carissima! Digiuno, sfondi una porta aperta! Io seguo uno schema tutto mio, dopo aver letto il libro “il magico potere del digiuno” e devo dirti che mi sento moooolto bene! Mi sento felice, leggera, tranquilla. Non riesco ancora a saltare più di 3 pasti a settimana ma con un buon lavoro interiore penso di arrivare a saltarne tranquillamente 5. Un bacio 💋

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    1. Per essere al secondo giorno, molto bene direi 😀
      Ieri cena leggera alle 20.00 – farò sempre così – e a letto alle 2.00.
      Oggi colazione con caffé e brioche, per me che sono disabituata persino a mangiare a colazione è come mettere il turbo per il resto della giornata 🙂

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