18 maggio

Eccoci.
Si riapre, seppur con cautela.
La macchina riparte.
La corsa riprende.
Io mi sento già rimasta indietro.
Non voglio: fermate tutto.
Fatemi scendereeee!

(。ŏ﹏ŏ) (~_~メ) ó_ò

Ho sognato (tra un milione di altre cose) che mi trovavo nel cortile della biblioteca, ultima arrivata di una discreta fila di persone, in attesa della riapertura. Polemizzavo con una tizia che non ricordo cosa mi abbia detto; poi al momento di entrare la coda si riformava davanti all’ingresso, ed io conoscevo la posizione in cui dovevo trovarmi (nel frattempo erano arrivate altre persone), ma non riuscivo ad inserirmi. Restavo a lato, e riflettevo che per me è sempre così: non riesco a funzionare come è previsto si faccia.

Altri sogni sia di questa notte che delle precedenti sono stati positivi.
Ma qui, è evidente che sento già la pressione del mondo che va avanti
– tanto per cambiare.
Del resto, virus a parte, diverse cose si stanno muovendo nella mia vita.
E’ un momento di subbuglio.

 

24 pensieri riguardo “18 maggio

  1. Io da buon bradipo sono decisamente rimasta indietro 😬 Sono contenta che le persone siano tornate ad essere felici, attive, e al lavoro, ma dopo aver appena incontrato molti incauti senza mascherina o con mascherina appesa, sono anche delusa.. 😏 Spero che dalle tue parti la situazione sia migliore così da uscire con maggiore serenità.

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    1. Onestamente? Nella provincia bresciana profonda non siamo diversi.
      Di gente in giro ce n’è ancora poca, ma un buon terzo di questa lascia fuori il naso, se ne sta senza, la mette e la toglie senza criterio… eccetera.
      Io per ora mi sono azzardata ad andare da mia zia (eravamo io, lei ed una cugina ai tre angoli della stanza, e salvo che per il caffé non l’ho mai tolta), poi sabato se non ci sono imprevisti passerò una sera / notte da un’amica cauta quanto me (altrimenti, col cispios!).
      Vedi un po’ la differenza…

      … comunque nel frattempo ho cestinato tutti i vari esperimenti che stavo meditando, e mi sono risolta ad una cosa più semplice e più efficace: dal momento che le ffp2-3 costano ed è meglio riservarle ad ambienti e situazioni particolarmente rischiosi, per uscire all’aperto ho deciso di indossare due chirurgiche.
      Non una sopra l’altra come per sovrapporre più strati (sarebbe inutile); ma la prima, a contatto con la mia faccia, girata al contrario, e la seconda girata normalmente, con l’azzurro verso l’esterno.
      Perché la parte interna trattiene l’aerosol, evitando che si contagino gli altri, mentre quella esterna azzurra lo lascia passare. Mettendone una al contrario, ottengo di proteggere me perché la parte “impermeabile” (per modo di dire), non filtrante, è rivolta all’esterno. E aggiungendo l’altra sopra evito comunque di ammorbare chi mi passa vicino.

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      1. Uff.. speravo fosse meglio fuori dalla città, perchè non mi dispiacerebbe migliorasse presto la situazione per tutti! Io andrò in provincia di Brescia da mamma fra un paio di settimane (non l’ho ancora visitata), per ora non ho ancora incontrato nessun amico o parente, ma esco sempre con Elly e abbiamo allungato le passeggiate, quindi mi guardo in giro 😀
        Mi sembra ottima l’idea della doppia mascherina chirurgica come indicato da te! Tendenzialmente non vado in luoghi chiusi, per strada e al parco cerco di camminare ben distante da ogni bipede, soprattutto da quelli noncuranti senza mascherina 😀 Certo in città non è semplice mantenere la distanza perchè alcuni marciapiedi sono stretti e regolarmente qualcuno scende dalla macchina all’improvviso senza maschera o esce di casa senza protezione per poi magari mettersela dopo qualche passo.. Sfrutterò la tua idea! Gracias! 😉

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  2. Oggi giornata d’incazzature. 2 ore dietro antennista (per fortuna lui bravissima persona). Scopro che il filo è stato tagliato. Ma non è la cosa principale che mi indispone. Mi indispongono certe dicerie su di me dalle quali non ci si può difendere. E chi vorrebbe farlo? Fosse per me eviterei semplicemente di avere a che fare con le malelingue ma non sempre è possibile.
    Sogni: parecchi, in questi giorni. Alcuni brutti. Ma per lo più belli. Perché se prima parlavo un po’ da solo adesso parlo sempre con una persona, che vabbè, non è qui fisicamente con me. Ma è come se ci fosse. ❤

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    1. Ah, fantastico.
      Ma abito in un condominio di case popolari, nulla mi stupisce.
      Ti direi di brandire l’antenna e fare strage, ma poi non vedresti più la tv.

      Io sono partita stanca e demotivata, ma poi sono riuscita a fare diverse cose.
      Tra un po’ esco pure (biblioteca, appunto).
      Magari poi ci fregano di nuovo, ma se la riapertura tra regioni rimane il 3 giugno, chissà che non si riesca davvero a vedersi. C’è una finestrella utile.

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      1. Sull’antenna non voglio esser pessimista a tutti i costi: magari il killer ne voleva tagliare una a casaccio, magari non sapeva che era la mia, no?

        Per la finestra, sto in fremente attesa di varie notiziole, da te e mia madre. La quale in 24 ore ha già cambiato idea 200 volte su quello che vuol fare (“vengo subito il 3!, così vado al mare con la mia amica! ah, ma neppure si sa se poi apriranno le spiagge, e se poi rimango bloccata a roma?! allora vengo il 10!”).
        Comunque mia madre non mi preoccupa. Al limite ti pago una stanza in un albergo qui vicino (che poi era il mio piano b qualora anche tu ti trovassi male a dover fronteggiare eventuali sostanze che girano, roba grossa; chiama pure la pula se vuoi, io già l’ho fatto ma non sono mai venuti).
        Invece mi preoccupa che ti fai un viaggio di diverse ore col rischio di prenderti il virus. Questo mi preoccupa.
        Ma manteniamoci aperti quella finestra. Non azzardiamoci a chiuderla.

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        1. Per l’antenna sì, può benissimo essere.
          Oltre ai vicini ostili esistono i vandali casuali.
          Mi è venuto in mente lo specchietto dell’auto che mi frantumarono diversi inverni fa; non ho mai appurato se fossero stati i tizi delle villette a schiera di fronte per una questione di parcheggio (sospetto fondato), oppure appunto dei ragazzini che non sapevano come trascorrere la loro inconcludente vita.

          Finestra: poi mi dirai meglio di tua madre.
          Immagino suppergiù che non viva troppo vicino (magari nemmeno a Roma?) e ti prenda come libera base d’appoggio quando si muove.
          Comunque, come hai detto, non è un problema. Si vedrà. quel baluba di Conte permettendo, ovvio.

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        2. Antenna: il fatto è che l’accesso in terrazzo, non è libero, e il portiere quel giorno ha dato le chiavi a una persona che gliele aveva chieste in modo esplicito (metti pure in conto che i rapporti tra me e il portiere non brillano, però).
          Di amici veri su cui contare ne ho solo qualche piano sopra me. Per il resto anche con i parenti il rapporto diciamo che è rovinato (e diciamolo).

          Finestrella: tecnicamente la casa è di mia madre e mio padre! 😀
          Vive a Roma ma ha un’altra piccola casetta fuori regione. E’ rimasta bloccata fuori, con tutto questo casino pandemico…
          Ma a dire il vero avrebbe potuto tornare se davvero avesse voluto. Solo ha valutato che fosse meglio per tutti, per loro anziani e per me comunque a rischio, che rimanessimo separati, in questo periodo in cui il virus uccide vetusti e giovinastri con sospetti problemi cardiorespiratori.

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        3. Saggia scelta.
          Do per scontato che per te valga ciò che vale per me: non ho riscontri clinici, ma mi ritengo “sana”, cioè non contagiata o al limite asintomatica (più improbabile), avendo sempre osservato le misure di sicurezza e avendo fatto una quarantena stretta.
          Il viaggio non è un problema, sono attrezzata (i dettagli in separata sede).
          Essendoci un diretto con prenotazione del posto non è uno sbattimento eccessivo 🙂

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        4. Cara Denise, non mi becco l’influenza da circa dieci anni.
          In prevalenza perché da allora ho molto ridotto la frequentazione di posti affollati.
          Poi io ci metto anche che probabilmente, usando pochissime medicine (praticamente solo l’aspirina, quando serve) e non mangiando carne (piena zeppa di schifezze chimiche, farmaci e antibiotici), credo di avere (ipotizzo) anticorpi che per certe cose hanno i contro-attributi. Ma forse questa è una mia fantasia.
          Ultimamente mi sto prendendo quasi tutti i giorni quelle cose che vendono al supermercato che dovrebbero rinforzare il sistema immunitario (quanto funzioneranno per davvero?).
          Poi una volta al mese, o se dovessi stare male di stomaco o di intestino, mi prendo l’enterogermina che è qualcosa che dovrebbe fare molto bene proprio al sistema immunitario.
          Ti racconto una cosa curiosa: delle volte i miei venivano a casa già influenzati.
          Io percepivo nitidamente che stavano cercando di passarmi l’influenza. Ma la rintuzzavo.
          Al massimo mi facevo qualche sciacquo col tantum verde e tanti saluti.
          E fu così che io l’influenza (almeno questo!) non me la becco da eoni.
          Per il coronavirus dovrebbe essere un discorso simile.
          Ovviamente in questo periodo i miei rapporti umani si sono ancor più azzerati.
          Saranno oltre 60 giorni che non ho in casa nessuno.

          PS: mi lavo le mani maniacalmente, questo lo ammetto.

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        5. Eh, il covid-19 è una bestia cattiva.
          Ma per l’appunto, senza scommettere sul tuo sistema immunitario (mica male, comunque), isolamento e maniacalità sono garanzie più che sufficienti 😉

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  3. Forse sono OT, ma visto che i tuoi incubi li ho fatti “ad occhi aperti”, questa te la devo raccontare.
    Stamattina mi toccava uscire per fare dei giri che non potevo più rimandare, e il pensiero che sarei uscito insieme al mondo, trovando file ovunque, mi seccava parecchio. E poi il cielo, l’aria e la luce era tutto ocra, una mattina piovosa che sembra di novembre invece è maggio. Metto un piede fuori dal portone e cade la prima goccia: dimentico sempre che io sono Rain Man, l’uomo che fa piovere ogni volta che esce di casa!
    Mentre mi preparo a sopportare una di quelle giornate che se apri bocca è solo per far cadere qualche nome del calendario, scopro il vuoto intorno a me: come nel celebre romanzo di Richard Matheson sono l’ultimo uomo sulla Terra. (E il capolavoro letterario, da cui discutibili adattamenti filmici, parlava molto più di morbo contagioso che di vapirismo) Che il Giorno dell’Indipendenza sognato dagli italiani sia invece l’ultimo dell’umanità?
    Faccio i miei giri in forte anticipo sulla tabella, visto che al mondo ci sono solo io. L’ultima tappa è la farmacia, il locale più ambito del mio paese: prima della quarantena c’erano ogni minuto file improponibili, tutti vanno lì a passare il tempo, a raccontare dei propri guai, a chiedere consigli, a sapere del futuro, dell’amore, del lavoro, dell’universo e tutto quanto, ringraziando per tutto il pesce. Figurati oggi che possono entrare solo due persone alla volta… troverò la qualunque! E invece vuoto totale. Oh, ma sono ai Confini della Realtà? Chiedo spiegazione alla farmacista e lei mi fornisce LA risposta definitiva: «Piove». Se c’è un virus che spazza via ogni giorno centinaia di persone all’italiano non frega niente: se piove… allora sì che scatta il lockdown 😀

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    1. Oh no, c’entra eccome 🙂
      Nella nostra società siamo tutti portati a somigliare a degli squali, in tanti modi.
      Io mi sento più una sogliola: se le correnti mi sollevano dal fondo e mi mettono in verticale ho le vertigini.

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