Brama

Da sempre a fasi alterne, l’ultima proprio in questo periodo, mi capita di sognare ripetutamente situazioni in cui – se non arrivo a rubare, sia pure gingilli da nulla e monetine di scarso valore – godo dell’inaspettata fortuna di vincere oggettiricevere doni  o potermi rifornire (in spazi organizzati similmente a supermercati, ma più grandi e diversificati) di prodotti, soprattutto alimentari e soprattutto golosi, in quantità copiose e qualità sopraffine.
Stanotte, di nuovo.
Il contesto era differente, ma non raro: un vasto edificio spoglio e vuoto, con l’eccezione di alcune masse di contenitori ingombranti che un gruppo di persone, del quale facevo parte, doveva sgombrare, potendo trattenere quelli più comodi e adatti a raccogliere e portar via tutto quanto umanamente possibile: panettoni e colombe, torte artigianali farcite con ogni ben di Dio, frutta più e meno esotica, confezioni giganti di datteri e fichi secchi e marmellate come se piovesse… nemmeno ricordo tutto quel che c’era.

Tra carenze e desideri di compensazione di non si sa mai bene cosa, cui non a un solo essere umano è risparmiato di soffrire, francamente non saprei che dire su questi sogni.
Certamente, però, c’è sempre in essi anche l’ansia di non avere sufficienti tempo, agio e libertà reale di ottenere quell’abbondanza promessa e quasi abbracciata. C’è sempre un quasi. Come se per una notte potessimo ricordare com’era L’Eden e, appena prima di rientrarci con il malloppo, la porta ci venisse sbarrata in faccia di nuovo.

20 pensieri riguardo “Brama

  1. Io facevo sogni simili, ma solitamente per i fumetti. Entravo in fumetterie sontuose in cui finalmente mi potevo rifornire di comics e manga mai letti, che mai mi ero potuto permettere, sia per questioni di denaro che di tempo.
    Poi delle volte le fumetterie nascondevano bagni o comunque passaggi misteriosi per altri luoghi. E allora cominciava tutto un altro viaggio…
    Abbraccio.

    PS: i miei sogni sono sempre influenzati dall’aria che respiro.

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    1. Chissà perché io sogno così poco (ma ogni tanto sì) di girovagare in librerie e biblioteche indisturbata. Forse perché ci trovo altro, e di libri dopotutto non manco.
      Un sogno serio non può non avere il suo bel passaggio segreto! 🙂
      Dovrei procurarmi un po’ di nebbia padana in bottiglia (giuro, esiste davvero), così cominci ad acclimatarti 😉

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    1. La mia sensazione nel sogno è diversa, come aver costruito un castello di carte minuzioso e perfetto e vederlo andar giù all’ultimo appoggio perché qualcuno è entrato in casa sbattendo la porta troppo forte.

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      1. Come mai ti intendi così di rianimazione? Mi è venuto in mente quello che hai scritto nell’altro post. Potresti ampliare la parte dove ne parlavi? Perché non ho capito perché non si deve fare la respirazione bocca a bocca (prima del Covid, intendo). Uno spera sempre che in spiaggia gli tocchi praticarlo su una bagnante in difficoltà, adesso bisognerà girare con un pallone ambu. Che cos’è un pallone ambu, tra l’altro? 🙂

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        1. Il pallone ambu è questo:
          https://it.wikipedia.org/wiki/Pallone_autoespandibile
          Nei film e nelle serie a tema medico si vede spesso, fa lo stesso lavoro del bocca a bocca ma con più facilità ed evitando il contatto diretto, sconsigliato da sempre – sì, anche prima del Covid. Infatti esistono delle pezze filtranti che lo consentono impedendo però il passaggio di fluidi corporei (pensiamo sempre a gente esangue, ma se uno è ferito non è bene andare a cucciarlo…).
          Certo, in caso di necessità si accettava il rischio (che c’è, e la prima regola nei soccorsi specie se non professionali è pur sempre tutelare se stessi) e si faceva il dovuto, comunque.
          Il fatto che da un certo momento in poi il contatto diretto, dunque la respirazione bocca a bocca, sia stata sconsigliata non dipende in primo luogo dal rischio connesso, quindi, ma da un altro fattore:
          la respirazione artificiale, quando quella spontanea viene a mancare, è indispensabile per garantire l’ossigenazione di cuore e cervello.
          Ma fra le due, ossigenazione e riattivazione circolatoria, la seconda è il trattamento cardine: il massaggio cardiaco va iniziato immediatamente, e se si è da soli non va mai interrotto, nemmeno per insufflare.
          L’ossigeno è indispensabile, ma nel dubbio far circolare sangue ossigenato per meno del 50% è comunque preferibile e prioritario rispetto ad interrompere il flusso circolatorio – gli studi sulle percentuali di sopravvivenza evidenziano questo.

          Spero di non averti confuso ancora di più le idee!
          (Non posso certo dire di intendermi di rianimazione, anzi, un aggiornamento sarebbe d’uopo.
          Però sono qualificata come O.S.S., e in seguito mi ero iscritta ad Infermieristica e poi Assistenza Sanitaria, corso interrotto a metà per cause di forza maggiore.
          Non che cambi molto: gli assistenti sanitari lavorano sulla prevenzione, e di conseguenza in Italia sono fantasmi, creature mitologiche o ridotte al ruolo di vaccinatori in catena di montaggio).

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