Complimenti, eroi della tolleranza

indro-montanelli-statua-milano-razzista-3

....................[Dal blog di Giuliano Guzzo: qui] - [Pagina Facebook].....................

Per quanto appaia strano, sono sollevato che i sedicenti antirazzisti de noantri, ieri, abbiano insozzato il monumento a Indro Montanelli posto nel luogo di Milano là dove i brigatisti lo gambizzarono.
Sono sollevato perché ora tutti possono vedere, senza immagini dall’estero, la barbara stupidità che aleggia a sinistra.
Un gesto così, insomma, ci voleva. Perché per quanto certo deprecabile fu l’esperienza dell’allora ventiseienne giornalista con una dodicenne eritrea – con un matrimonio di cui l’interessato mai nascoste i dettagli, e che all’epoca era addirittura un contratto pubblico sollecitato dal responsabile del battaglione eritreo guidato da Montanelli -, mi piacerebbe capire dove stia la coerenza di chi compie o tollera gesti così, e poi magari ammira Pier Paolo Pasolini, uno che comprava a ore incontri sessuali con dei ragazzini suppergiù proprio dell’età della sposa montanelliana.

Con questo, naturalmente, non intendo certo augurarmi che l’immenso PPP finisca in alcun modo tra i bersagli del neopuritanesimo graffitaro, ci mancherebbe.
Semplicemente, evidenzio l’incoerenza e soprattutto la violenza di una parte di quella sinistra che ora simpatizza con il nuovo vandalismo ideologico, la cui manovalanza, da giorni, si è messa in testa di riscrivere la storia a colpi di sentenze di vernice e picconate.
E qui, va da sé, George Floyd c’entra zero. qui non c’entra neppure il razzismo, in realtà. qui c’entrano solo, devo ripetermi, l’ignoranza e la violenza. Perché solo un ignorante e un violento può oggi prendersela, attribuendo loro chissà quali colpe per le ingiustizie attuali, con Indro Montanelli, Winston Churchill, Mahatma Gandhi e Robert Baden-Powell, tutti personaggi i cui monumenti sono ora a rischio. Tutti giganti, accanto a chi ha più bombolette che neuroni.

18 pensieri riguardo “Complimenti, eroi della tolleranza

  1. E cmq una qualche differenza fra chi (e assicuro che non è questione di tessere) ha compiuto/compiere certi gesti senza pubblicamente proporli come normali o leciti e chi invece lo fa. So che sembra ipocrisia ma fra gli atti pubblici e privati la differenza è proprio quella. E poi comodo per chi dichiarava e scriveva “Non si sarà mai dei dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorità. Coi negri non si fraternizza. Non si può, non si deve“ decidersi contemporaneamente a fraternizzare con una dodicenne “negra”… Poi sulla questione dell’imbrattamento della statua la penso come te

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    1. Troppo comodo, senz’altro.
      Il problema di fondo è sempre quello, l’ipocrisia.
      Dei fascisti che fanno i puristi etici ma poi rimestano nel fango (penso anche a quelli moderni, non solo a Montanelli).
      Dei sedicenti antifascisti che se t’azzardi a pensarla diversamente quando va bene ti insultano, e quando va male ti obbligano ad accettare il loro verbo pena la morte civile e sociale, la condanna eterna alla gogna.
      E di quelli che giustificano la qualunque, per quieto vivere con chiunque.

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    2. p.s.: non c’entra nulla, ma sto leggendo un libro (La scuola) di uno scrittore secondo me strepitoso (Herman Koch), in cui figura appunto una scuola “Montanelli”.
      Magari sbaglio, ma mi dà l’idea di essere una allusione-parodia delle scuole Montessori, piuttosto che intitolata al giornalista o qualcuno con quel cognome.
      E’ ambientato in Belgio, il romanzo, dunque penso abbia più probabilità la prima ipotesi.

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  2. La penso come x tutti quei registi pittori letterati ecc che nella vita “privata” furono o sono persone deprecabili… E cioè che vanno valutati in modo separato. E quindi Indro premiamolo pure come il più grande giornalista italiano di sempre ma basta così.

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  3. 1 Io mi chiedo: perché oggi? Prima andava bene quella statua?
    2 Ammetto che non so dire se Montanelli meritasse (lui, non la statua) in vita qualche grossa punizione per esser stato un fascista fervente (almeno all’inizio).
    3 No, però porcoca$$o non parliamo di “violenza”. Anzi questi gesti sono il contrario della violenza, perché se la prendono con simboli, non con le persone. Sono un surrogato messo in atto proprio per evitare di prendersela con le persone, per non fare quello che in alcuni casi andrebbe fatto.
    4 Invece a me queste cose fanno venire in mente ben altro, la dicotomia di quelli che a parole sarebbero antifascisti ma non hanno il coraggio di dire che certe persone vanno tolte dalla circolazione (scegliete voi come, se col carcere o seppellendole). Cioè ci sono tanti politici che dovrebbero essere tolti dalla circolazione già ora, ma la gente tirerà loro le monetine contro solo nel momento in cui li vedranno cadere. E prima? E prima dove @azzo eravate?! Prima non sapevate, non conoscevate?! Su che pianeta avete fatto finta di esistere?!

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    1. 1- La domanda è molto opportuna (capisco che la leghi al punto 4), e infatti una cosa che mi fa incazzare di queste pseudo-rivolte è che guarda caso s’attaccano al grosso scandalo – per carità, giusto scandalizzarsi – come se per tutto il resto del tempo fossero state scomposte in individui inerti e tendenzialmente indifferenti.
      Ovvero, sembra più uno spettacolo per gente annoiata.

      Non so se ce ne siano state altre, ma ricordo che una volta pochi anni fa la statua di Montanelli l’hanno imbrattata di vernice rosa, sempre per la storia della sposa bambina (che poi chissà, dall’essere sposata ha pure ricavato un vantaggio.
      E con questo sia chiaro, non giustifico la pratica; ma quando sei una dodicenne nell’Eritrea del ‘900 essere debitamente ammogliata, e non con un cinquantenne ma con uno che ha “soltanto” 14 anni più di te, è una botta di culo.
      Noi facciamo bene a schifarcene, ma se al contempo non capiamo che le consuetudini sociali non si cambiano dalla sera alla mattina e che dal punto di vista della bambina di ieri gli antirazzisti nostrani di oggi sono dei bruti che vogliono sottrarti l’unica possibilità di vita decente, allora siamo un po’ coglioni).

      2- Nemmeno io.
      In ogni caso, lo immaginerai, di punizioni ne attribuirei solo per atti precisi, mai per lo schieramento in sé.

      3- Eh, io ne parlo eccome invece.
      Se rivolta a persone, vive o morte, se si tratta di urlare in faccia o spintonare o infangarne la memoria quando per altro non si possono difendere, non meno che per un abuso fisico, è violenza.
      (Ma pure sfondare le vetrine dei negozi di gente che non c’entra nulla, magari pure gente di colore che ci ha messo il sangue per aprire l’attività. Ma pure distruggere proprietà comunali, cioè di tutti, senza uno scopo se non “esprimere” l’incazzo. Ma pure, pensa te, far del male ad un poliziotto perché poliziotto, anche se vive e lavora lontanissimo da dove un collega sconosciuto ha ucciso Floyd e magari ha appena finito di salvare il culo a tua madre).
      Se qualcuno avesse scritto un trattato di storia o sociologia per deplorare ciò che Montanelli ha fatto nel contesto in cui l’ha fatto, affermando per esempio che, anche se la società lo consentiva e per la bambina sarebbe stato un vantaggio avrebbe dovuto fermarlo l’etica;
      oppure se avessero compiuto un gesto dimostrativo che non coinvolgesse direttamente la persona ma un concetto (per esempio: non è la stessa cosa imbrattare di rosso una statua e sversare vernice rossa nella fontana di Trevi… i tritoni non fanno una piega, gli uomini meritano correttezza se non rispetto),
      allora sì. Sarei pure stata d’accordo!

      4- Ecco, vedi. Potrei dirmi d’accordo se non ci fosse quella parentesi.
      Seppellire, appendere in piazza Loreto, qualsiasi cosa di simile sono accenni che non ho mai tollerato, da qualunque parte provengano. Basta questo ad allontanarmi da qualsivoglia partito o comunque simpatia.
      Già ho detto che la violenza non è solo quella prettamente fisica e “grossa” – immagino che se tu sentissi parlare di un marito che ingiuria la moglie ogni giorno dandole dell’inetta e della troia che scopa in giro, per dirne una, la considereresti violenza. Ma anche a voler avallare la differenza, beh: nel momento in cui parli, anche solo per “sfogarti”, di dare la morte a qualcuno, fosse pure il peggior uomo sulla Terra, ci cadi in pieno.

      Prendi quando ti ho parlato del 29 aprile, e lascia stare il saluto romano: io ho parlato di “rendere omaggio” a Ramelli, e naturalmente ci sta che l’espressione ti faccia sorridere, ma il punto è proprio questo: io non rendo omaggio a Ramelli perché era dell’MSI o fascista o come lo si voglia chiamare, rendo omaggio a un ragazzo qualunque che voleva occuparsi di politica senza alcuna asprezza o violenza, ma non ha potuto farlo perché è praticamente impossibile.
      E infatti l’hanno ammazzato, brutalmente, senza il minimo rimorso.
      Sì, la politica è sporca. Ma la politica la facciamo tutti, mica solo quelli che stanno in Campidoglio. Facciamo politica e inquiniamo l’ambiente e la vita e la prospettiva di tutti anche quando gettiamo vernice a caso sui monumenti e ci permettiamo di dire con leggerezza, pensando che siano solo parole, che uno merita di fare una brutta fine perché ha fatto del male.
      No che non lo merita. E tra i tanti tribunali che esistono al mondo, con il marcio che si portano dentro, i tribunali “del popolo” mi son sempre sembrati tra i più orrendi. Neri o rossi che siano (qui ci trovi pure gli anarchici): https://it.wikipedia.org/wiki/Cronologia_delle_persone_uccise_durante_gli_anni_di_piombo

      5- MOST IMPORTANT:
      posso sempre smettere di parlare di politica, soprattutto in questo contesto in cui, anche se adesso conosciamo le nostre voci e le inflessioni ecc. ecc., il fraintendimento o un tono più duro del vero sono sempre dietro l’angolo.
      Se capiterà di scontrarci a me sta bene, basta che lo scontro non si traduca in ostilità, perché tu non devi fare la fine di Lucia.
      Anyway, a prescindere da te, prima o poi smetterò completamente di dire anche solo “ah” in risposta a qualsiasi parola politica esca dalla bocca di chicchessia, fosse pure il Padreterno.

      Amen, un bacio.

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        1. Certo! Anch’io recupero la mail più tardi (tanto, anche oggi, ho capito che regna la nullafacenza 😁)
          Naturalmente. Ce lo siamo già detti, ma sai, io ormai ho questa cicatrice ed avrò sempre paura di essere rifiutata per questa o quella presa di posizione.
          E anche di ferire chi ho davanti perché non voglio essere troppo accomodante, tanto da finire a fare il pappagallo.
          Tocca conviverci.
          Love love ❤

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      1. 1 Esatto! Sostanzialmente condivido!
        2 Je t’aime!
        3 Allora rettifico. Okay, può esser considerata una violenza, sì, quella di imbrattare una statua che può avere per qualcuno un alto significato culturale… ma se pensiamo alla violenza fascista compiuta durante la guerra stiamo paragonando la Luna a Giove (cioè qualcosa di molto piccolo a qualcosa di molto grosso).
        E di certo è violenza vera e ingiustificata appiccare fuoco a un’auto di cui neppure conosci il proprietario, bruciare un cassonetto (che brucino i piromani!!!), ecc… Sui poliziotti mi tengo un passo indietro a te, come sai penso che nessuno sia “innocente”, anche quelli buoni e bravi che non abuserebbero personalmente della Legge, ma fanno finta di non sapere come funziona tutto l’ambaradan…
        4 Yes, I know what you think… Per “politica”, sporca, intendo quella dei politici, che non può che esser tale. Certo, anche io in un senso diverso faccio politica, ma in un senso “puro”, secondo me; primo, perché penso davvero quel che dico; secondo, perché non sono un capitalista pronto a tutto pur di ottenere denaro e potere… Vabbè, sostanzialmente secondo me ci sono persone che meriterebbero di morire, secondo te no. Va bene. E una differenza teorica che passa tra noi. Non credo però che nella realtà questa differenza emergerà mai con una forza tale da spezzare la nostra unione. Anzi, secondo me, in certi frangenti pratici, potrei essere io quello “calmo” tra noi due, che interviene per non farti compiere gesti troppo avventati che finirebbero per cagionarti del male (vedi vecchi discorsi che abbiamo fatto su noi due contro 4 poliziotti cattivi!). 😉
        5 Denise, amore, non esiste che noi due si litighi più per storiacce maleodoranti inerenti la politica. Ti assicuro che anche quando intervengo da te ormai mi faccio scivolare queste cose facilmente di dosso. Denise, non scordare che io ti conosco, ti comprendo, ti amo, e se anche un giorno dovessi uscirtene che forse sotto sotto sei un po’ nazista(! :D), sono sicuro che non darò di matto. E penserò che non è vero, indipendentemente da quello che dirai o farai. Perché io ti conosco! E figuriamoci se penso che proprio tu possa appartenere ai cattivi! Tu sei molto buona! ❤

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        1. Uh, della difesa di un simbolo più o meno culturale m’importa poco.
          E’ che la vernice, ma ancor più le scritte, pretendono di giudicare adeguatamente un uomo sulla base di due nozioni due.
          Ovviamente non metto sullo stesso piano gesti simili, ma nemmeno, per quanto deprecabili, i danneggiamenti dei rivoltosi, con la crudeltà organizzata di massa. E non cito nemmeno i vari regimi comunisti, anche perché poi sembra che quelli rossi mi stiano sui coglioni più di quelli neri.
          Oh, poi s’intende che ai piromani, soprattutto quelli della Garbatella, non darei fuoco perché è cattiveria pura, però tante legnate sì. Eh beh 😉

          Non ho ancora trovato un termine adatto per questa tua caratteristica.
          Idealista non basta ed è troppo vago.
          Purista ed intransigente al limite dello schematismo, del semplicismo: ci si avvicina, ma per dirlo con una sola parola, ci vorrebbe forse integralista.
          Più integralista o fondamentalista? Difficile dirlo.
          Infatti ci ragiono su non per etichettarti, ma per identificare meglio quello che vedo. Anche il tuo definirmi “buona”: io mi ci sento, di essere una persona buona, e non starei con te se non pensassi altrettanto… ma mi stupisce sempre questa tua facilità nel catalogare i buoni ed i cattivi, i bianchi ed i neri…!
          Sì, sono buona e tenera e dolce come un marshmallow.
          Persino quando sono bruciacchiata ^______^
          Dai pulotti cattivi ti difendo ioooo ❤

          (Ecco, credo di aver scovato il parallelo che mi terrorizza quando parli di persone meritevoli e non: mi sembra, e scusa se non è così, di leggere quegli altri che alla notizia di un gommone di immigrati affondato in mare, commentano uno in meno. O anche solo non hanno reazioni.
          Per schifo che possa farmi il tal politico, o la razza politica tutta, così come posso rifiutare qualsiasi giustificazione all’immigrazione clandestina; immaginare di godere della morte degli uni o degli altri mi ripugna in un modo che nemmeno un’invasione di formiche in cucina).

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        2. Capisco che ci siano delle sacche di me che ancora ti sfuggano e che stai cercando di schedare, ma fossi in te lascerei perdere.
          Sai già tutto quello che c’è da sapere. Poi tu sei buona, io pure, possiamo fare i supereroi.
          Gli aggettivi che hai provato ad affibbiarmi sopra non li trovo calzanti.
          Credo dovresti coniarne uno apposito per me. Perché sono unico. Come te sei unica.
          Anche quel paragone che fai, che ti terrorizza, è fuorviante.
          Cioè, io lo posso anche dire, come battuta, quando muore un politico, uno di meno, ma non è che ne traggo alcun beneficio pratico, o esultanza particolare.
          Forse per capire a che livello sono ti dico questa cosa che ti farà sbiancare i capelli biondi: quando uno muore ammazzato io non penso più per prima cosa “poverino”; io penso: beh, dato il livello medio di schifezza della razza umana, forse, non dovrei dispiacermene, perché anche lui in fondo non vale un granché ed era un pezzo di m.
          Capito a che punto sono?
          D’altro canto, se non la pensassi così, forse, data la mia sensibilità accentuata, sarei morto.

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        3. No, no. Non ho intenzione di schedarti – anche questo termine, per altro, mi fa sovvenire vecchie pratiche politiche tremende.
          Non voglio incollarti addosso etichette, soltanto uso gli strumenti della lingua e della tassonomia per orientarmi. Magari poi conierò davvero un neologismo, oppure no, di certo comunque non ti ci inscatolerò.

          Sì, so che sei cinico – disilluso – (vocabolo a piacere) e non cattivo.
          So però anche che anestetizzarsi, o marcare le distanze tra sé e gli altri per difesa, lascia campo libero alle brutture. Il cuore di un uomo non è mai vuoto, se non lo si riempe con un po’ di grano presto o tardi le erbacce prendono il sopravvento.
          Ma lo dico perché lo capisco, e lo capisco perché lo vivo. Non è una predica.
          Una delle cose più belle che mi hai scritto è stata, parafraso, che ho delle cose belle dentro e vorresti vederle crescere. E’ lo stesso per me. Non si tratta soltanto di timore di veder ripetersi certe esperienze, anche se pure quello un po’ c’è; è che voglio che tu stia bene e non viva il mondo come ostile-e-basta. Cioè non mi preoccupo solo per me, ma anche per la tua animuccia un po’ stanca.
          I capelli bianchi già ci sono, mi stanno pure bene, li accetto 😉

          Sì, siamo persone buone.
          Esserlo tuttavia non basta, bisogna fare un piccola revisione ogni giorno.
          Come le scimmiette che si spulciano, da sole o a vicenda ^_______^

          Vennero ad elencarmi i tuoi difetti –
          ad uno ad uno, li dissero tutti;
          risi forte quand’ebbero finito:
          li conoscevo tutti a menadito.
          Erano troppo ciechi per capire
          che i tuoi difetti accrescono il mio amore.

          [Sara Teasdale]

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