Settembre, tempo di immersioni

Ma come fai a leggere così tanto? E’ una domanda che mi sento fare spesso, così come Michela ed ogni lettore forte su piazza. La risposta è facile: rinuncio ad altre cose ma non a questa, perché è quella che mi dà più soddisfazione. Il tempo che altri occuperebbero giocando a Candy Crush, guardando la tv, lavando i piatti, imitando i dolci di Iginio Massari oppure dedicandosi alla zumba, io lo impiego leggendo: e dunque no, non è vero che il tempo manca. Solo, scegliamo di usarlo in modi diversi.

Dal mese di settembre, come ogni anno, mi aspetto che rinnovi le mie forze, rinfreschi la mia mente e mi traghetti, carica di letture appassionanti, dentro l’autunno.
E’ dunque anche il momento giusto – oltre che per impostare la dieta, visto che sono finita in pre-diabete – per tirare le somme: com’è andato, e quanto ho davvero seguito, il mio piano di lettura dello scorso A/I (che poi è proseguito a oltranza)? Vediamo.

Autobiografie, Conversazioni, Diari

Non c’è male. Diversi fra i libri che si possono classificare come autobiografici o, comunque, esperienziali ricadono anche sotto il cappello della serie sul mare (cfr. più sotto), e ne parlerò lì.
Fra gli epistolari letti lo scorso autunno consiglio quello di Groucho Marx, edito da Adelphi, a cura di Giulia Arborio Mella. Mentre non mi hanno catturato per niente le lettere di Flannery O’ Connor, a differenza dei suoi saggi.
Molto mi hanno lasciato i Diari segreti di Spandau di Albert Speer, citati più e più volte in diversi post – a partire da questo. A loro corredo, per integrarli e farsi un’immagine almeno tridimensionale di ciò che raccontano, aggiungerei almeno i Dialoghi con Albert Speer di Joachim Fest, il quale li ha raccolti per lavorare sulla sua biografia del gerarca, e la biografia stessa.
Splendido nella sua tragicità Preghiera per Chernobyl di Svetlana Aleksievic, una storica capace di raccontare gli eventi dal di dentro, attraverso interviste e aneddoti forniti dai testimoni elaborati in un flusso continuo e coerente.
Cito ancora Fuga da Bisanzio di Josif Brodskij, mentre il suo compatriota Limonov, biografato da Carrére, per quanto coinvolgente non mi è piaciuto. Infine, tutti i libri di Anthony Bourdain.

A proposito di Manson e della “Famiglia”, ho visto Helter Skelter di John Gray, che mi ha lasciato una buona impressione (il film, non il soggetto).
Sempre per il cinema, altri titoli buoni sono stati Molly’s game di Aaron Sorkin e Walk the line di James Mangold, La caduta: Gli ultimi giorni di Hitler di Oliver Hirschbiegel, Ore 15:17 Attacco al treno di Clint Eastwood, The walk di Robert Zemeckis, Borg vs. Mc Enroe di Janus Metz, Snowden di Oliver Stone, Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott, The founder di John Lee Hancock.

Audiolibri

Nada de nada: non ne ho ascoltati!
(A parte Una cosa divertente che non farò mai più di DFW letto da Giuseppe Battiston, non male; che però non fa testo dal momento che è stato più che altro un ascolto accessorio e successivo al libro).

Il mare d’inverno

Un tema affascinante, di cui m’era venuta voglia dopo essere stata appunto al mare (ma d’autunno), ospite da amici. E stavolta mi ci sono tuffata, è il caso di dire: trovate tutti i post dedicati in fondo a questo, che è il più recente.
Ci trovate narrativa e reportage, storie baleniere (non solo Moby Dick), ricette da pirati ma anche l’Adriatico.

Disney, Speer, Gramsci

Un altro colpo andato a segno. Di Speer ho detto, di Gramsci seppur poco qualcosa ho letto (le lettere dal carcere dal 1926 al 1937), e infine Disney lo sto “indagando” proprio ora – a partire da un minimo di conoscenza della più grossa azienda d’intrattenimento e dalla bio di colui che l’ha ideata, ma con l’intento di arrivare a scoprire soprattutto cosa dicono i diversi libri scritti in proposito della sua natura politica: quanto inchiostro per stabilire se Disney fosse di destra o di sinistra!

Autoroni e libroni

Niente, zero barrato anche qui.
Però intanto Anna mi aspetta paziente.
Ho letto certamente dei classici (Moby Dick, La peste), ma non le bestie sacre.

L’horror, ovviamente

Non entrerò nei dettagli, perché andrei per le lunghe, ma il raccolto è stato buono e ricco, sinora; in particolare sul versante cinematografico – quello va bene per tutte le stagioni, mentre la letteratura horror riesco a godermela molto di più nei mesi freddi.
Tra i titoli che consiglio: A volte ritornano del Re, Magia nera della Lipperini, Il traghettatore di William Peter Blatty (il papà dell’Esorcista).

Fumetti

Ne ho letti a spot – Joker, Daredevil, Saulne, Ortolani – e ho recuperato una discreta fetta di cinecomic che ho apprezzato – la trilogia del Batman di Nolan, quella di Snyder che approda alla Justice League, i due Burton ma anche roba Marvel (X-Men: First Class e buon ultimo Deadpool, strafico). Oltre ovviamente, alla trasposizione de La profezia dell’armadillo.

BXVI – Fede

Niente Benedetto, purtroppo (causa prima e ultima: la mia pigrizia), ma ho bazzicato Sarah e Bux (che messi così sembrano i nomi di due vecchi compagni di liceo).
Nel territorio del diavolo della O’ Connor, oltre a parlare in maniera incisiva della narrativa breve, inevitabilmente parla di fede: perché lei racconta un preciso spaccato di mondo, e la trama di questo mondo è intessuta di spirito.
Il già citato Traghettatore di Blatty, così come il più noto (ma solo grazie al film) L’esorcista, costituisce a mio parere un’ottima prova di come si possa comunicare la fede in modo diverso dalla saggistica o dalla catechesi, mostrandola nei suoi effetti concreti sul mondo materiale e coinvolgendo il lettore in modo personale.

Malattia e dolore

Nulla di rilevante da segnalare, almeno per quanto riguarda libri o film che abbiano la malattia come focus ed argomento preminente.
Avevo pensato che fosse il momento adatto per dedicarmici, avendo appena perso mia madre, ma poi non è capitato.

Lavoro

Anche in questo caso, invece, il bottino è scarso ma buono: ed ha prodotto quattro post dedicati ad altrettanti libri. L’ultimo, con i link ai precedenti, è stato quello su Alain De Botton.

Monografie

Per ora, ho portato avanti (senza ancora aver letto tutto) David Foster Wallace.
Altri autori, dei quali per ora non miro a leggere ogni pubblicazione ma che tuttavia ho incontrato più volte in quest’ultimo anno, sono stati: Brodskij, Saramago ed Alice Munro.

Sul fronte cinematografico, sempre in modo parziale ma mettendoci l’intenzione di recuperare anche il resto, ho visto qualcosa di Winding Refn e qualcosa di Verdone (che mi mancava totalmente).

Omosessualità/affettività

Diverse cose: da Boy erased (libro e film, meglio il primo del secondo) alla vicenda dei “balletti verdi” bresciani – ultimo post della serie, per ora – passando per la terapia riparativa.

Politica

Avevo in cantiere House of Cards, che ho visto (prima e seconda stagione, come da suggerimenti dei lettori cinefili); che mi sono goduta e consiglio a chi fosse interessato e se lo fosse perso.
Poi Arpaia, Per una sinistra reazionaria – letto.
Sul fascismo, solo saggi (che trovate sotto la tag Novecento).
Bello anche Manifesto dei conservatori di Scruton; arrivato un po’ prima dell’autunno ma da citare.

Musica

Il materiale su / di Mozart è ancora in attesa.

Saggistica

Tra i titoli migliori dell’ultimo anno, che rientrano in una delle tante tematiche messe nel mirino, direi che figurano:

  • Possiamo salvare il mondo, prima di cena – Jonathan Safran Foer
  • Vertigine della lista – Umberto Eco
  • Operaie – Leslie T. Chang
  • Considera l’aragosta – David Foster Wallace
  • Architettura e felicità – Alain de Botton
  • Storie dal mondo nuovo – Daniele Rielli
  • Sangue e suolo – Sebastiano Vassalli
  • Gli uomini mi spiegano le cose – Rebecca Solnit

e, in lettura proprio ora, c’è anche Spillover di David quammen!

5 pensieri riguardo “Settembre, tempo di immersioni

  1. I propositi nascono appunto per essere disattesi: è un promemoria di cose che non faremo 😀
    La narrativa del mare d’inverno mi affascina molto, ricordo “La linea d’ombra” di Conrad ma soprattutto “Tifone”, che intorno al 1997 (o giù di lì) beccai in versione radiofonica a puntate sulla RAI. Ricordo quell’ora fermo nel traffico di Roma a viaggiare su un mare in burrasca attraverso le parole di Conrad… pensa te che m’hai fatto ricordare!
    E poi con Conrad beccheresti anche la voce “classici” con una lettura sola ^_^

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    1. E pensa che io invece ho mollato Conrad dopo Cuore di tenebra, che non mi ha detto granché! 😅
      Vista la stagione, gli ultimi due a tema (uno letto il mese scorso e uno in attesa) hanno come sfondo una crociera… ma ormai, con la pioggia frequente, è già tempo di ritornare su mari più burrascosi…

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      1. Nooooooo davvero hai abbandonato “Cuore di tenebra”??? L’ho adorato tantissimo e mi ha distrutto, con quel caldo umido opprimente che cola da ogni pagina, con quel crollo di valori, con quella straziante e meravigliosa bugia finale…
        Se può consolarti, “La linea d’ombra” è di tutt’altro genere, completamente, è un rapporto fra marinai e mare che sfiora il paranormale, ma in fondo ogni marinaio ha un rapporto spirituale con l’acqua.

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