Orrido come una farfalla

Girellando su PressReader, pochi giorni fa, sono incappata in questa notiziola:

Le farfalle svaniscono più veloci della scienza

Corriere della Sera, 22 Nov 2020
Di Danilo Zagaria

Pismo Beach, in California, è uno dei siti di svernamento delle farfalle monarca, una specie migratrice in grado di volare dal Canada al Messico. Nell’inverno del 1991 gli entomologi stimarono il numero di farfalle presenti nella zona: erano circa 230 mila. In tempi recenti la popolazione è diminuita, oscillando intorno ai 10 mila individui.
La giornalista scientifica Wendy Williams ha scritto un libro (La vita e i segreti delle farfalle, traduzione di Maurizio Riccucci, Aboca, pp. 300, € 24) in cui, oltre a raccontare la biologia delle farfalle, indaga sulle cause della crisi che colpisce numerose specie in tutto il mondo. I cambiamenti climatici e gli incendi, in particolare quelli devastanti degli ultimi anni, sono fra i primi indiziati.

Conservare una specie è possibile soltanto se la si conosce. Come segnala il Living Planet Report 2020, pubblicato a settembre dal Wwf [qui in inglese, N.d.Celia] e dalla Zoological Society of London, serve un lavoro di monitoraggio più accurato e diffuso, soprattutto per gli insetti. Si stima che in alcune aree tropicali, dove la biodiversità è più alta, viva la maggior parte dei milioni di specie di insetti ancora sconosciute. L’estinzione, per ora, pare più rapida degli sforzi degli scienziati.

Per tirarci un po’ su, ecco un collage di ali di farfalla ingrandite al microscopio:

Da me se ne vedono pochine, e di solito non di colori sgargianti, ma in effetti le preferisco così: tutte bianche e piccine, oppure nere con soltanto una punta di rosso e giallo.
Ma più ancora dei colori, mi affascina la minuscola, e difficilmente visibile a occhio nudo – se la farfalla non si ferma abbastanza vicina – spiritromba (ossia la bocca, arrotolata su se stessa a riposo). Sono un’amante dell’orrido e del grottesco. Ed ho trovato che questo sia uno dei passaggi più belli de L’altrui mestiere di Primo Levi:

[…] consideriamo quanto avviene quando esaminiamo al microscopio il capo di una farfalla: per la maggior parte degli osservatori, all’ammirazione subentra l’orrore o il ribrezzo. In assenza dell’abitudine culturale, quest’oggetto nuovo ci sconcerta; gli occhi enormi e senza pupille, le antenne simili a corna, l’apparato boccale mostruoso ci appaiono come una maschera diabolica, una parodia distorta del viso umano.

8 pensieri riguardo “Orrido come una farfalla

  1. Beh, primo piano a parte, sono degli esseri meravigliosi….. mi ricordo che quando ero una bambina, in campagna se ne vedevano molte di più, e di varie specie. Ora ce ne sono ancora, sì, ma non così tante. Un po’ come le lucciole.
    Le foto delle ali sembrano delle opere d’arte….

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    1. In effetti quel primissimo piano è per stomaci forti…
      … anch’io ricordo molte sere in campagna, non solo nel mio paese ma anche e soprattutto da mia zia, nelle quali lucciole, falene (e zanzare) abbondavano.
      Si percepiva ben distinto l’odore di campi e di terra umida.
      E bastava aprire la finestra della stanza per sentirsi avvolti da una natura intensa ma tranquilla.

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