Così è (anche se non vi pare).

12 pensieri riguardo “Così è (anche se non vi pare).

    1. E naturalmente dire che l’aborto selettivo è la prima causa di femminicidio, come fatto da un esponente della Lega con sommo scorno di tanti opinionisti e politici a tempo perso, è un insulto e un voler affossare il dibattito sulla violenza contro le donne.
      Perché c’è sempre una posizione che è sbagliato prendere, anche quando a prenderla sono le persone giuste. Figuriamoci se la prende un leghista.

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  1. Vorrei vedere anche quello con un uomo che si masturba paragonato a un omicida di massa (Pol Pot o il dittatore del Sudan) o a una guerra civile (tipo quella Tutsi vs Hutu in Ruanda), con la didascalia: “Non uccideresti mai miliardi di persone, vero? Masturbarsi è come commettere un efferatissimo genocidio, ogni volta il genocidio più grande della Storia! Stop alla masturbazione!”… e lo vorrei vedere gigante, con un cumshot esplicito gigantesco accostato alle cataste di morti in Cambogia o nel lago Kivu a ogni angolo di strada…
    e vorrei vedere la gente parlarne come se quella descritta fosse la realtà…
    e criticare come analfabeti funzionali, o persone da rieducare a base di ostie e ceffoni, tutti quelli che invece ridono e la reputano una cosa assurda…

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    1. Masturbarsi era sicuramente molto malvisto dall’ebraismo, nell’accezione che tu citi, ma col cristianesimo pur rimanendo un atto impuro l’ottica è cambiata, e il problema non sta certo nello “spreco del seme”.
      Ma al di là di questo, il punto è che il paragone non regge: il seme è vita potenziale, l’embrione / feto (indifferenti da questo punto di vista) sono vita effettiva, già in corso.
      Né ostie, né ceffoni per chi non concorda: solo una diagnosi, più triste che altro, di ignoranza (che è non è analfabetismo funzionale, ma neppure una cosa positiva); e decisa avversione. Perché sì, piaccia o no l’aborto è un omicidio, e al tempo stesso – cosa che si tende a sminuire per poter accusare non nel merito – la RU486 è abortiva e non anticoncezionale, è dannosa e rischiosa (ora ancor di più stante le indicazioni di assumerla autonomamente, gestendo la convalescenza a domicilio), e viene caldeggiata come fosse invece aspirina.
      Si può difendere la libertà di fare questo e quello, purché si difenda anche la realtà di ciò che si reclama come diritto. Si può legittimamente volere l’aborto legale, ma non tacere che di uccisione si tratta.

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      1. Che l’embrione sia vita effettiva è negato dal 99% di chi ha studiato la materia (i ginecologi)…
        ma credo che per molti valga di più il parere dell’1% di chi la materia non l’ha studiata (i teologi)…
        ma anche qui, a “credere”, ognuno crede quel che gli pare (io “credo”, per esempio, che la versione di Blade Runner rimaneggiata dai produttori per le sale nell”82, con le voci fuori campo, sia “migliore” di quella voluta da Scott… credo che la Carmen di Bizet sia migliore nell’adattamento di Giraud, e che Beethoven sia fatto “meglio” in modo sacrale invece che “classicista”: e in questi casi io sono l’1% dei retrogradi anti-autenticisti)…
        il dramma è sbraitare che quell’1% “incompetente” debba contare sulla vita degli altri, a livello scientifico, più del 99% dei competenti…
        E il panorama delle pillole abortive date come aspirine, in un’Italia in cui l’1% degli incompetenti pesa tantissimo, dato che sul territorio nazionale c’è il quartier generale dell’1%, e in cui gli “obiettori” tra i medici e i farmacisti, in certe regioni, raggiunge il 90% (perché siamo la patria dell’1% teologale e in cui il presidente del Consiglio fa gli scongiuri a Padre Pio), è per lo meno “fuorviante”…
        In questa Italia è difficilissimo, per chiunque (anche per dei ragazzini scemi), avere la “pillola del giorno dopo” (e i ragazzini che la richiedono vengono tacciati dall’1%, che qui vale come 90%, come dei depravati destinati solo a sofferenze e meritevoli solo di punizione), figuriamoci la RU486…

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        1. Mi fermo al primo periodo: che i ginecologi affermino in larga maggioranza che l’embrione o il feto non siano vita è una castroneria bella e buona (se non una deliberata menzogna: mi auguro la prima, ma la tua intelligenza, pur chiusa ad alcuni settori specifici, mi fa temere la seconda).
          Che i teologi di vita fisica, medicina e – nondimeno – logica razionale nulla sappiano è altrettanto se non ancor più errato.
          Il resto, mi pare, deriva da questo primo fatale assioma.

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        2. Sì, ma difatti tutti quanti preferiscono andare in seminario invece che dall’ortopedico quando hanno una storta: i teologi sapranno certamente agire per il meglio dall’alto della loro logica razionale…
          E, naturalmente, se tutti i ginecologi affermano che l’embrione è vita, allora chi sono i crudeli che somministrano la RU486, e la somministrano con tale leggerezza da rendere necessaria una campagna pubblicitaria perché non venga prescritta…?
          Sono una minoranza di ginecologi contro la vita, tutti satanici?
          …tra poco, forse, saranno oggetto di una splendida canzone di Povia… [al posto tuo, io ti avrei già cancellato i commenti: non dovrei essere così odioso]

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        3. In effetti non dovresti.
          Ma non sono usa cancellare i commenti – e del resto in questo caso non mi toccano granché, mi spiace più per la figura barbina che ci fai tu (leggimi in tono né seccato né piccato: se una fumantina come me arriva davvero a prescindere dal fastidio che prova per delle idee bislacche e mal-formate, è segno che la pietà per la carenza dell’altro è profonda).
          Insomma, ti sto dicendo che hai grosse lacune tanto in materia medica (della quale non sono digiuna, en passant) tanto in materia teologica.

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        4. Ma che ero depravato satanico, si sapeva…
          e sono molto fiero di essere anche bislacco e mal-formato…
          la teologia studiala tu: a me viene l’orticaria anche solo a catalogare i libri liturgico-musicali (siano essi medievali, ottocenteschi o post-Roncalli) e le canzoncine del catechismo auto-pubblicate dalle varie pievi di chissà dove (che mi tocca catalogare perché arrivano nelle biblioteche dove lavoro per chissà quali obblighi di deposito legale di chissà quando), figurati…
          Mi sa anche che tu sai bene che io, nella mia atrocità, non ti impedirò mai di non abortire…
          E che invece tu ti senta libera di impedire a me di abortire (anche se io non potrò mai abortire davvero: purtroppo sono sprovvisto di utero), perché tu sei migliore, teologa e perché credi in una persona che si presume vissuta chissà quando in villaggi imprecisati intorno al fiume Giordano, beh, non fa vedere un futuro alquanto roseo per nessuno…
          Sarebbe come io, dall’alto nel mio credere in Stravinskij (che è realmente esistito), mi mettessi a impedire a tutti di ascoltare il solito Povia, o Marco Mengoni solo perché Robert Craft, che intervistò Stravinskij, con nastri registrati che poi sbobinò negli anni ’70, trascrisse una battuta di Stravinskij dileggiante i Beatles…
          E non mi dire che un aborto entro i primi due mesi è peggio di Mengoni o di Povia… per certi “credi” potrebbe non esserlo…
          e coi “credi” arrivi spesso a nonsense di questo genere…

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        5. Anche scambiare intelletto con ideologia non è salutare. Ma nessuno può impedire agli altri di ingannarsi: neanche i cattolici ci riescono, perché se ci riuscissero non esisterebbero…

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