Il matrimonio è il sacramento dell’oggi

Il matrimonio è il sacramento dell’oggi, dell’adesso. Non possiamo fare affidamento solo sul passato. Non possiamo dare la relazione per acquisita, per scontata. Sì, esiste il nostro passato. Esistono i nostri ricordi, esistono i nostri momenti d’amore e di comunione già vissuti, esistono i nostri perdoni donati. Esistono nella mente e nel cuore. Hanno però bisogno di un gesto, di una parola, di qualcosa di reale nell’oggi per tornare ad essere amore concreto. Io ho grande gratitudine per tutte le volte che Luisa mi ha donato il suo amore. Come mostrarlo? Accogliendola adesso se ne ha bisogno, ascoltandola adesso se cerca conforto, abbracciandola adesso se cerca tenerezza. E in tanti altri gesti concreti fatti però adesso.

Esattamente come quella promessa che io e Luisa ci siamo scambiati davanti a Dio più di diciotto anni fa. Ha bisogno di essere rinnovata anche oggi con un bacio, con una carezza, con un sorriso. L’amore è promessa e la promessa è solo una parola vuota se oggi, se adesso, non trova di nuovo la sua casa nella nostra relazione. Noi ci sposiamo ogni giorno. Ci sposiamo ogni volta che apriamo gli occhi la mattina e abbiamo lì, accanto a noi, il dono più grande che Dio ci abbia mai fatto dopo la vita e il suo amore. Accanto a noi c’è il suo figlio amato, c’è la sua figlia amata, che è lì per noi. Affidato/a a noi. Dio ci chiede di essere le Sue mani, la Sua bocca, i Suoi occhi per amare l’altro/a. Meraviglioso!

Certo, a volte ci verrà facile altre invece meno, avremo magari la tentazione di rompergli/le un piatto in testa piuttosto che servirlo/la, ma quella è la nostra strada di santità. La nostra via verso la nostra salvezza e la salvezza della persona che Dio ci ha affidato. Nella cura tenera ed amorevole reciproca ci faremo santi.

C’è una breve storia di Bruno Ferrero che spiega molto bene l’importanza di amarsi adesso.

Celebravano i 50 anni di matrimonio. Erano felici, circondati da figli e nipoti. Al marito fu chiesto quale fosse il segreto di un matrimonio così duraturo. Il vecchio signore chiuse un attimo gli occhi e poi, come ripescando nella memoria un ricordo lontano, raccontò.

Lucia, mia moglie, era l’unica ragazza con cui fossi mai uscito. Ero cresciuto in un orfanotrofio e avevo sempre lavorato duro per ottenere quel poco che avevo. Non avevo mai avuto tempo di uscire con le ragazze, finché Lucia non mi conquistò. Prima ancora di rendermi conto di quello che stava accadendo, l’avevo chiesta in moglie. Eravamo così giovani, tutti e due. Il giorno delle nozze, dopo la cerimonia in chiesa, il padre di Lucia mi prese in disparte e mi diede in mano un pacchettino. Disse: “Con questo regalo, non ti servirà altro per un matrimonio felice.” Ero agitato e litigai un po’ con la carta e con il nastro prima di riuscire a scartare il pacchetto. Nella scatola c’era un grosso orologio d’oro. Lo sollevai con cautela. Mentre lo osservavo da vicino, notai un’incisione sul quadrante: era un’esortazione molto saggia e l’avrei vista tutte le volte che avessi controllato l’ora. L’anziano signore sorrise e mostrò il suo vecchio orologio. C’erano delle parole un po’ svanite, ma ancora leggibili incise sul quadrante. quelle parole recavano in sé il segreto di un matrimonio felice. Erano le seguenti: “Di’ qualcosa di carino a Lucia!” Di’ qualcosa di carino alla persona che ami. Adesso.

Brano tratto dal libro “La vita è tutto quello che abbiamo.” di Bruno Ferrero

Voi avete rinnovato oggi il vostro amore? Cosa state facendo adesso per rendere concreta quella promessa che vi siete scambiati il giorno delle nozze?

Antonio e Luisa – dal blog Matrimonio Cristiano

7 pensieri riguardo “Il matrimonio è il sacramento dell’oggi

  1. Cosa si può fare nell’oggi per rinnovare il Sacramento del Matrimonio?

    Combattere ad esempio… Si combattere. Combattere contro il nostro egoismo quando l’altro/a per quanto bene diciamo di volergli/le si pone di frammezzo alle mie aspettative di bene (perché chissà come pensiamo sempre che a noi il bene è dovuto), di riposo, di pace, quella interiore – oggi non voglio che nessuno mi dica nulla e mi disturbi – o quella più banale da pantofole e divano.

    Combattere quando l’amato/a ci ferisce e non ha mai ragione (forse si, forse no), quando ci tradisce (vogliamo parlare di tradimento e perdono?), quando disattento/a, non ricambia tutte le nostre attenzioni.

    Combattere contro le tentazioni di “guardare altrove”, perché la mentalità del mondo oggi ti dice “se trovi di meglio..” come si dovesse cambiare un’utilitaria.

    Combattere per il progetto che si è deciso di portare avanti assieme, un progetto di vita, di gioia, di compimento, ma non c’è progetto che non veda battute di arresto, piccoli o grandi sacrifici, impegno, volontà, abnegazione, rinunce…

    Tutta fatica quindi? Al contrario, gioia nella fatica, amore sulle ferite, perdono sulle offese, libertà e consapevolezza, perché Amore non è solo miele e carezze, è anche sale sulle ferite, sale che dà sapore, sale che sanifica, sale che dà sapore… Sale come quel granello che si poneva nella bocca del bimbo che veniva battezzato (segno oggi caduto in disuso).
    L’Amore è Per-dono.

    In tutto questo il cristiano sa (se di Sacramento parliamo) che là dove il suo umano limite risulta evidente e cocente, è lo Spirito di Cristo Risorto, Cristo stesso il fondamento, la pietra angolare su cui poggiano le promesse del proprio Matrimonio. E quale miglior garanzia?

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