Decluttering .13: Nuove frontiere

Sarà perché ultimamente sono spesso in viaggio, e per restare leggera non posso permettermi di tirarmi appresso nessun paio di scarpe oltre quello che indosso.
Sarà che il cambiamento climatico si fa inequivocabilmente sentire e mi permette – anzi mi obbliga – a portare calzature da mezza stagione, anziché imbottirmi di pelo.
Sarà quel che sarà, ma ho appena destinato entrambi gli stivali invernali alla vendita (ed il primo è già stato acquistato).
Ora che siamo di nuovo in zona rossa, il mio negozio dell’usato di fiducia è temporaneamente chiuso – niente consegne dunque. Le due scatole di roba preparate ieri resteranno un po’ in attesa. Voglio però nel frattempo verificare se l’interdetto vale anche per il negozio più grosso in città, che ha da poco attivato il conto vendita, e presso il quale potrei recarmi comunque considerato che gli spostamenti son sempre consentiti se da essi si può ottenere un risparmio sulle spese.

In generale, mi sto occupando di certi angoli di casa ritenuti finora intoccabili – su tutti, il mobile colmo di fotografie di famiglia, e soprattutto di defunti -, dei servizi di stoviglie tenuti “di scorta” che nel tempo hanno perso, se non la del tutto teorica utilità futura, il loro appeal; ed infine di svariati oggetti decorativi (candelabri, vasi, cornici: sul serio li desideravo ancora?).
Mi rincresce soltanto che un paio di questi ultimi non fossero d’argento, come credevo, ma d’un materiale che lo imita, il cosiddetto Sheffield: non avrei esistato a farli fondere, ma anche sapere che altri ne godranno mi sta bene, dopotutto almeno il candelabro ha una sua bellezza discreta.

Un tentativo su Marketplace di Facebook, poi, sembra sarebbe andato a segno: avevo caricato foto e descrizione di un mio orologio che difficilmente porterò più, ed un utente s’era prenotato per averlo. Poi, però, ho cancellato questo e gli altri due piccoli annunci inseriti, e disdetto l’impegno: sentivo che, anche se la transazione fosse stata più immediata (per esempio senza spedizione ma con consegna a mano, cosa che ho già sperimentato con successo attraverso i gruppi di scambio e regalo), non mi andava di espormi e svelare i miei dati reali, il mio indirizzo. Principale, anche se non unico, fattore che mi ha dissuaso.
Dopo una breve sortita mi sono anche disiscritta dal gruppo di scambio del mio paese: sulla carta è molto vantaggioso e non risente delle disposizioni alterne dei vari DPCM, ma al tempo stesso mi urta, come se degli estranei, pur essendo io sotto mentite spoglie, potessero sbirciarmi e studiarmi. Va bene così: quante cose sarei alla fine riuscita a piazzare, o addirittura vendere, davvero? E quante volte avrei incrociato una persona quantomeno a me gradita – non dico simpatica, ma che non mi mettesse a disagio?

Insomma: procedo con lena, sperimento nuovi orizzonti, ma per lo più alla resa dei conti resto una tradizionalista, amante del recupero “analogico” e parzialmente mediato.

11 pensieri riguardo “Decluttering .13: Nuove frontiere

    1. Oh, lo spero ^_____________-
      Mi spiace solo che quando abbiamo attaccato quelle due piccole zone mentre ero giù non abbia saputo aiutarti di più: ho ancora uno sguardo troppo esterno e personale.
      Comunque, ieri sera tardi ho avuto un raptus ed ho fatto fuori certe altre cosette che ti farà piacere sapere più che dimezzate… ma non ti anticipo nulla: pubblicherò un post dedicato domani o posdomani… e non chiedere lumi a Sandro, che sa già tutto: devi rosolare nella curiosità! 😄

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        1. Ahahah, nun te lo dico!
          Vedrai che roba!
          (Non so com’è che m’è scattata ‘sta cosa quasi a mezzanotte. Sono scesa con un saccone di roba che fuori c’era la nebbia, il salice spiccava spettrale sullo sfondo, bellissimo).
          E come ti scrivevo su Fb, stasera per premio Fruttoloooo! ❤

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  1. Mi meraviglia sempre come ci sia gente alla quale può fare comodo roba che altrimenti verrebbe buttata via. Però in effetti se non ci fosse roba vecchia o non usata i mercatini che farebbero? quindi sei una benemerita!

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    1. Addirittura! Onorata 😉
      Calcola che i “mercatini” di oggi, i negozi che fanno conto vendita, sono molto più esigenti d’una volta. Alcuni, per la quantità di oggetti ritirati e per la domanda, ormai prendono solo cose di marca (almeno per i vestiti). Poi c’è posto e posto, ma è una giungla pure lì!

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