Nuovo anno, nuove pagine

Ed ecco qua. Se il 2020 è stato quantitativamente ricco (e certo soddisfacente), il 2021 comincia all’insegna della rilassatezza. A tre settimane dall’inizio dell’anno di libri ne ho letti solo cinque, tutti per altro leggerini.
Salvo il primissimo, di buon auspicio per la prosecuzione dell’anno: A sangue freddo di Capote. L’ho adorato. È un antesignano della non-fiction, qualunque cosa voglia davvero significare questa etichetta assai discussa; e che sento appartenermi sempre di più.
Dopo uno stacco con Un albero pieno di orsi (titolo col quale ci si riferisce ai koala, incontrati da Durrell, l’autore naturalista, in Australia), ho bazzicato di nuovo Capote. Diversi suoi libri sin dall’incipit non mi hanno convinto, li ho trovati pesanti e troppo diversificati nello stile; poi però ho beccato Musica per camaleonti ed è stato ancora amore.

Dopo questo strano trittico, ho finalmente iniziato la lettura di Anna Karenina (!).
Pochi capitoli, che però subito mi han dato il polso del ritmo della narrazione. Ed è un buon ritmo, né sincopato né languido. C’è una buona atmosfera fra le pagine. Insomma, mi fa felice.
Con l’anno nuovo ho approntato la mia solita, (relativamente) piccola agenda di letture tematiche; i “libroni” (che si tratti di classiconi o meno, comunque libri lunghi, grossi, densi e corposi – ma non per questo noiosi o lenti) ne fanno parte. Un altro esempio, una possibilità, la rappresenta Alla ricerca del tempo perduto. Sperando di non essere io, a perderlo…! Oppure, più modernamente, Le benevole.

Ma le mie categorie-preda, i temi che mi ispirano in questo frangente (nulla vieta che possano in parte modificarsi nel corso dei mesi), abbondano.
Un grande capitolo che mi piacerebbe esplorare è quello delle case editrici: ossia, mi son fatta un elenchino di quelle che più mi intrigano, mi piacciono, mi incuriosiscono – soprattutto: che trovo abbiano un catalogo fresco, vivace (cfr. Astoria, Iperborea, Black Coffee) – e che intendo addentare in profondità, immergendomici per un certo periodo dedicato soltanto a loro.
Per seguire una strada più unitaria e meno dispersiva (se non lo si fosse intuìto, io tendo molto alla dispersione), vorrei anche focalizzarmi su singoli autori, dei quali leggere – più o meno – tutto: non per manie di completezza ma appunto per muovermi verticalmente in profondità anziché orizzontalmente su un largo raggio, come uso normalmente. Uno su tutti, Leonardo Sciascia.
E vorrei fare lo stesso con alcune riviste (senza eccedere nel numero). Recuperando per esempio i vecchi numeri – che potrei persino prendere in biblioteca senza nemmeno restituirli, secondo il tempo trascorso – di AltroConsumo, Le Scienze e Internazionale. Anche il periodico del CICAP (che pure odio, ma è una fonte informativa non da poco), cioè Scienza & Paranormale mi fa gola. Non quanto una pizza col gorgonzola, ma quasi.

Ancora.
Invece di vegetare in una zona grigia indefinita, uno dei miei obbiettivi è quello di risollevarmi e concentrarmi sulle nuove uscite, sui titoli più recenti di successo e/o molto discussi; purché mi interessino realmente, è chiaro, ma in ogni caso puntando alla freschezza.
O robustezza (classici senza tempo, volumi che ho in casa di collane storiche), o freschezza. Basta vivacchiare!

Infine, voglio darvi un assaggio degli argomenti, tanto ampi quanto gustosi, su cui vorrei soffermarmi di più, o ritornare a frequentare: dal cambiamento climatico al femminismo, dalla fisica quantistica agli alieni, dai complotti più in voga ai grandi delitti / disastri irrisolti italiani… senza dimenticare l’architettura e la merceologia.

E voi, avete dei propositi di lettura per questo 2021?

36 pensieri riguardo “Nuovo anno, nuove pagine

  1. Riuscendo a leggere solo libri scelti sull’onda emotiva del momento, seguendo ogni più irrazionale umore mi passi per il cuore, mi è impossibile qualsiasi piano di lettura: appena un librò vorrà essere letto da me, sarà lui a fermalo sapere, quindi io mi limito ad aspettare ^_^

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        1. Una volta, però, erano buone… ah, ho visto anche che cercano persone che abbian voglia di tradurre il sito in italiano (dopo aver smantellato, fingono di ricostruire…). Aggràtis, immagino. E ad canem cazzum.

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    1. Effettivamente è parecchio, almeno per la media.
      Nel 2020 ne ho letti 148, quasi 3 a settimana.
      Ma devi considerare:
      a) che ho tanto tempo libero;
      b) che leggo anche durante gli spot televisivi, ogni volta che sono in coda da qualche parte, insomma in tutti gli interstizi di tempo…! 😉
      Ma dimmi cosa stai leggendo tu, ed i tuoi propositi!

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      1. Ho letto L’homme qui plantait des arbres di Giono, poeticissimo (e minuscolo) in francese. L’avevo letto 25 anni fa in italiano e avendolo visto in libreria me lo sono comprato e (ri)letto con grande piacere. Poi ho letto la biografia dei Therapy? (gruppo nord irlandese), ne ho scritto pure sul blog! E poi ho letto la graphic novel di Guards! Guards!, libro di Pratchett che ho letto più di dieci anni fa e che ho amato (mentre questa graphic novel non mi ha convinto più di tanto).

        Ora ho cominciato la graphic novel di Small Gods (sempre di Pratchett, ma questa è decicsamente superiore all’altra!), La lingua feliz, un libro sulla lingua spagnola vista da noi italiani, Kobane calling di Zerocalcare, il volume 8 di The Sandman di Neil Gaiman, e un libro su John Carpenter scritto da uno spagnolo (Juan Corral).

        Piano piano…

        Comunque complimenti, te si che sei una vera lettrice!! :–)

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        1. Uh, mi ispirano molto La lingua feliz e Small gods.
          Di Zerocalcare ho ancora molto da recuperare, ma ci arriverò perché mi piace.
          Che bello poi poter leggere in lingua! Io me la cavo giusto con l’inglese, ma oltre il testo breve non vado – magari un saggio (più che un romanzo) lo seguirei, ma con gran dispendio di energie, credo.

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        2. Io quel poco che posso leggere in lingua lo leggo (inglese, spagnolo, italiano e un po’ di francese), la traduzione cambia sempre tutto!

          In ogni caso, Small Gods consigliatissimo (il libro, naturalmente: la graphic novel è uno sfizio). L’inglese di Pratchett è fantasmagorico! In Italiano il libro si intitola Tartarughe divine ma secondo me perde tanto tanto nella trasposizione italiana…

          La lingua feliz molto simpatico, gli autori conoscono benissimo le due lingue e ci giocano su molto bene!

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  2. Moby Dick, Delitto e Castigo, Alice nel paese delle meraviglie. Li ho tutti e tre sul comodino da due mesi, ma temo che verranno seppelliti sotto gli altri che via via arriveranno. Quest’anno sono ispirato dall’arte, pittori, scultori, architetti e architette. Poi c’è chi pensa di farmi dei favori portandomene altri, ora un vicino me ne ha dati due su due belle figure, padre Ambrosoli e Teresio Olivelli, ma non riesco ad applicarmi… e poi mi sa che dovrò comprare un altro paio di occhiali 😦

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    1. Ah, ma allora è tutto chiaro: è colpa degli occhiali sbagliati 😉
      Io i primi tre li leggerei in quest’ordine di bellezza: Delitto, Alice e Moby.
      Vedo comunque con piacere che non sono l’unica a seppellirsi sotto chili di carta, a infognarsi in liste di lettura sopraffacenti!
      Teresio Olivelli me lo raccontarono alle elementari, un bel personaggio.

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      1. Decantare, decantare, bisogna lasciarli decantare. Qualcuno dopo un po’ sparisce, offeso dal non essere considerato. A dire la verità in cima alla pigna c’è Moby, è da quando ero bambino che mi riprometto di leggere la versione integrale, è passato un bel po’ di tempo, forse è arrivata l’ora…

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  3. Difficile tenere il tuo passo…. io ho iniziato l’anno col proposito di leggere libri al di fuori della mia comfort zone e l’ho messo in pratica – tra gli altri – con le oltre 600 pagine de “Le quattro casalinghe di Tokyo”…. Oggi l’ho terminato ma credo che mi ci vorranno almeno un paio di giorni per fare una recensione….

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    1. p.s.: manco a farlo apposta, leggendo un brano a proposito della raccolta differenziata in Giappone – da “Il paese più stupido del mondo” di Claudio Giunta, ed. Il Mulino 2010, molto divertente – sono incappata in questo passaggio:
      […] Recentemente, un tizio ha ucciso i genitori con cui conviveva e ne ha smembrato i corpi buttandoli via un pezzo alla volta. È stato scoperto perché i vicini – è sempre bene tenere d’occhio l’immondizia del vicino – si erano insospettiti per l’improvviso aumento dell’umido.

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  4. Io ti consiglio di… rinunciare a qualcosa! Impossibile leggere tutto! Personalmente tendo a lasciare in secondo piano le opere più recenti… 😉
    Dici che leggi poco? Io mi contento di aver letto 2 dei libri della trilogia di New York di Paul Auster. Al terzo mi sono bloccato. Son due giorni che non riesco a leggere perché ho “disturbi” in casa. Ma oggi riprendo… 😉

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  5. Questo per me è stato il mese di Shirley Jackson. Di queste meravigliosa autrice ho letto 3 libri (“Abbiamo sempre vissuto nel castello”, “Incubo di Hill House” e “La lotteria”). Adesso sto ri-leggendo “L’ombra dello scorpione”: adoro Stephen King. Aggiungendo Carrisi come defaticante, un libro di Clifford Simak e il “Giro di vite” di Henry James sono a quota 6 libri…

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    1. Shirley Jackson: ho letto L’incubo di Hill House – non m’è dispiaciuto, ma non mi ha entusiasmato – e La lotteria, racconto scoperto qualche anno fa grazie a un amico blogger.
      Ci vuole stomaco (e passione per il Re) per rileggere King… specie un tomone simile! 🙂
      Io quest’anno ho in programma, almeno, 22/11/63 (che sta sul mio scaffale da un pezzo) e una rilettura di Tommyknocker, che a suo tempo m’aveva fatto cagar sotto.

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