Diario di lettura .2: Abulia, noia, forse l’età

Mai in giovane età avrei immaginato che potesse capitarmi d’esser svogliata nella lettura, di provare noia ed incertezza – laddove noia sta per pesantezza, non per barbosità.
È senz’altro l’età più matura che, a scanso di qualsiasi afflato universalista, mi induce saggiamente a selezionare meglio i libri da considerare, e a lasciarli comunque perdere quando anch’essi si rivelino, se non mediocri, inadatti a me: del tutto o nel dato momento in cui li approccio.
Pennac insegna, anche ai più testardi.

Così è andata che ho appena abbandonato, dopo aver letto per intero l’introduzione e bazzicato i paragrafi dei capitoli iniziali, il pur promettente L’architettura degli animali della coppia James L. Gould e Carol Grant Gould. Più neurobiologia che etologia, ed anche se la amo ora come ora la trovo pesante.
Ma di libri anche recenti su animali “costruttori”, sui materiali da loro prodotti / utilizzati e, in particolare, sugli insetti e le loro pratiche abbondiamo, per fortuna: cfr. per esempio dal blog di Danilo Zagaria, che consiglio vivamente:

Con S di Doug Dorst e J. J. Abrams (sì, lui!) la storia è stata un po’ diversa.
Parliamo di un prodotto particolarissimo: una serie di annotazioni immaginate dentro un libro fittizio dentro un altro libro-contenitore.
S. (stampigliata sul cofanetto) è l’iniziale di tale V. M. Straka, autore de La nave di Teseo, un romanzo stampato in bella carta finto-retrò che potete leggere così com’è, come un romanzo appunto. Ma che potete altresì prendere come oggetto di studio: proprio come hanno fatto i due ragazzi (inesistenti, ma ben rappresentati dalle centinaia di note a margine del testo, in colori e grafie diverse che avranno richiesto un discreto lavoro grafico), che questo libro se lo scambiano e commentano lungo tutte le 400 e oltre pagine.
Di mezzo c’è il mistero dell’autore Straka (pseudonimo? Uomo o donna?), del personaggio Straka (apparentemente un ibrido di spia, delinquente, uomo di mondo ed avventuriero), entrambi un’ossessione per i due ragazzi che ne hanno fatto oggetto di ricerca – universitaria, ufficiale, e personale nondimeno.
Per quanto mi concerne, pur trovando affascinante e ben congegnato questo meccanismo di rimandi interni iper-dettagliato, dopo aver seguito contemporaneamente (e non vedo il modo di fare altrimenti per fruirne con logica) testo ed annotazioni, ho mollato: è tutto molto carino (e di certo strutturato a dovere), apprezzo l’inventiva ed il coraggio, ma il risultato è anche pesante e complesso. Dunque, sto proseguendo la lettura ma, appunto, dedicandomi unicamente al racconto di questo fantomatico autore ceco (o per lo meno, ceco è il nome col quale “pubblica”…).
Trovo inaspettatamente riposante e curioso scoprire le vicende dell’uomo “in soprabito nero”, protegonista del romanzo (e potenziale alter ego dello stesso Straka) così appuntate: è come se la ridda di annotazioni a margine, che solo di tanto in tanto vado a sbirciare, mi facesse da cornice e contenesse sguardo e pensiero dal divagare.
Mi diverto di più a staccare un momento per consultare i vari materiali cartacei disseminati qua e là fra le pagine – sì, ci sono anche numerosi fogli con la riproduzione di articoli di giornale e lettere, sottili ma solide cartoline, una bussola, riproduzioni di fotografie in bianco e nero… sempre a corredo del doppio sviluppo della storia.

Per chi volesse approfondire, vi giro la bella, e dettagliata (ma con pochi spoiler segnalati) recensione di CaffèGatto; che in questo gioco letterario (ciò che di fatto è) ci si è tuffata con tutte le scarpe! 🙂

11 pensieri riguardo “Diario di lettura .2: Abulia, noia, forse l’età

  1. Chissà se i due Gould sono parenti di Stephen Jay Gould, vista anche la similarità degli argomenti trattati.
    Comunque ti capisco benissimo, dopo una vita di lettura vorace, senza mai problemi se non quello di scegliere il libro sbagliato al momento sbagliato, una decina di anni fa ho avuto il mio primo “blocco del lettore”: ogni libro che iniziavo, di qualsiasi genere, al primo paragrafo già provavo dolore. Sono stato mesi e mesi senza riuscire a leggere nulla, né romanzi né saggistica, e oggi convivo con questo problema. L’anno scorso in lockdown ho alternato mesi di lettura frenetica e vorace e mesi di rifiuto totale. Dall’inizio dell’anno sono tornato ad apprezzare la lettura, ma non so quanto durerà…

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  2. Vero! Una grande famiglia animalier, sarebbe carino.

    In generale mi pare di stare cercando libri divulgativi, sì, ma più accessibili.
    Sono stanchina.
    (Il che farebbe ridere qualcuno, visto che sto leggendo contemporaneamente tre tomi: S., Seni e uova e Anna Karenina. Ma, senza ovviamente stabilire motivazioni di merito implausibili, per la narrativa pura è diverso).

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  3. No panic. Libri sbagliati nei momenti sbagliati.
    Almeno per il momento. Chissà se un giorno semplicemente, dopo aver letto così assiduamente, stabilirai di non averne più voglia e passerai ad altro. Penso possa capitare, in teoria.

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    1. No no. Niente panico 🙂
      Di una svolta così drastica mi permetto di dubitare, sono nata con un libro in mano…
      … però le modalità, i contenuti, la frequenza, gli ambienti, le motivazioni, ecc. ecc. quelli sì, cambieranno ancora più volte.

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  4. Io credo di non essere mai stato un “vero” lettore, anche negli anni giovanili, nei quali i libri si susseguivano incessantemente. Ma dev’essere sucesso qualcosa, a un certo punto, forse dettato dalle esigenze piuttosto forti della vita familiare, o dallo stress: l’applicazione costante a un testo mi è diventata molto difficile. E non so quante volte l’abbandono di un libro mi è stato causato da quella che ho ritenuto un’insufficiente qualità della sua scrittura. O sono diventato molto esigente, o è una scusa. O tutte e due le cose.
    Secondo me, la tua attuale tendenza è solo segno di una più acuta selettività, e non è certamente un male.
    Io ho fatto invece cose di cui mi compiaccio nel campo della lettura ad alta voce (tra cui la lettura integrale della Bibbia, registrata e pubblicata). Spesso il testo “chiede” di essere letto ad alta voce, ma, come si sa, mancano per lo più le condizioni per farlo.

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