Essere casa

La casa è un luogo che mantiene una sacralità domestica spesso elementare da ascoltare se si vuole capire chi vi ha vissuto modificandola nel tempo in modo che diventasse un suo abito comodo.

Opera di Alba Fabre, Sacristàn

La trasparenza è uno dei sogni più ossessivi e contronatura di tutta la modernità.

Opera di Vicki Sigh

Kasas nelle lingue indoeuropee significa “abitazione”, “rifugio”, ma anche “tappeto”.
L’inizio è stato una casa nomade, un tappeto che separava la polvere e la dura terra dallo spazio coperto e caldo.
I muri e le fondamenta sono arrivati più tardi quando il bisogno di stare insieme e di conservare oggetti si era fatto irriducibile.

Photo by Alex Azabache on Pexels.com

L’introduzione progressiva della virtualità e del mondo digitale nell’ambiente domestico sta diventando uno degli elementi principali nel processo di scardinamento dell’idea di privacy propria della casa moderna.

Foto di Lisa Ericson

C’è già chi teorizza che in poco tempo la maggior parte delle persone, soprattutto tra le nuove generazioni, non avrà più bisogno di case fisse e cercherà di volta in volta spazi flessibili e temporanei in cui fermarsi. Si tratterà di una popolazione abituata alla connettività rapida, alla flessibilità estrema, al distacco dal possesso di oggetti e beni, in sintesi abituata a un modo diverso di abitare condividere i luoghi.

Planisfero magnetico di Ferro Vivo – ferrovivo.it

[…] queste sono le case che sono io. E voi, che case siete?

Noi abbiamo un naturale istinto spaziale che ci viene dalla maternità e che ci accompagna lungo tutta la vita. Nove mesi nel ventre formano la prima esperienza di un luogo abitato nella maniera più assoluta. Dipendiamo da esso, lo misuriamo progressivamente allungando mani e piedi. Viviamo in uno spazio pieno di rumori, ritmi, colori, luci e ombre, movimento, scosse e voci che ci arrivano filtrate da lontano.
[…] sono certo che la memoria profonda di questa esperienza costruisce da subito il nostro modo di sentire, misurare e abitare lo spazio all’esterno.
[…] La casa è femmina come il ventre che ci ha protetto, e da questo luogo del corpo, dell’anima e dello spirito [?] deriva quasi tutto.

Opera di Henry Chram, Perù

Riflettere sulle case che siamo è stato per me un modo semplice e severo di pensare a che casa sono io oggi e cosa potrei sperare di essere nel prossimo futuro, e questo mi sembra una ragione sufficiente per avere scritto.

Testi tratti da Le case che siamo, di Luca Molinari

14 pensieri riguardo “Essere casa

  1. Ho abitato in tantissimi posti, e ciascuno ho cercato, per quanto magari ci stessi anche solo per brevissimo tempo, di “pisciarlo” con le mie cose nel modo più pervasivo possibile, per renderlo al massimo “casa”. Concordo sul fatto che sia una questione soprattutto femminile. 🙂

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  2. Per me la casa è solidità, sicurezza. Vissuto, ricordi, foto, libri. A dir la verità potrei fare a meno di molto di quello che ho in casa, forse di tutto, ma il superfluo fa pure parte di essa, finché non ci sarò costretto rimarrà lì…

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    1. Come sai per me il contenuto più s’avvicina all’essenziale meglio è. Ma anche solo la solidità delle mura fa casa, e mi dà soddisfazione.
      Vissute rivissute sono anche le nude (per modo di dire) pareti, e anzi ora che mi ci fai pensare sarebbe ben ora di ridipingerle… le combinazioni sono mille e tutte belle, ma sia fatti da sé che fatti da altri son pur sempre lavori onerosi, accidenti.

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  3. Profondi pensieri e bellissime immagini. Casa per me che ne ho cambiate 32 è l’ideale mai afferrato. Casa vorrei che fosse un luogo a cui tornare, ma finora è stato solo un luogo in cui organizzare un trasloco…. non è che ho la sindrome del nomade eh! ho avuto un padre che per lavoro si doveva spostare spesso, poi ci ho messo del mio…..

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    1. Ellapeppa!! Pensa che io, tenendo conto anche di quella in cui ho vissuto pochi anni da piccolina, sono a quota tre… in quest’ultima vivo da ben 23 anni. E sempre nello stesso paese – salvo due brevi eccezioni, che fanno poco testo, in città (Brescia e Roma).

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        1. Con mio padre, a Londra e a Barcellona. Io poi ho vissuto un anno a Salamanca, e uno a Madrid. In Italia poi varie città…. Ora vivo a Milano, dal 1995, ma anche qui ho già cambiato tre case…. e niente, è il mio destino. Dovevo comprarmi un camper….

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