Come un’Ariete

Stamane ero irritata – per una cosa da nulla, o quasi, in ogni caso non rilevante per quel che vorrei dire. Mi sono sfogata, ho sbollito, uscendo a far la spesa (era piuttosto consistente, e ci ho messo circa un’ora: considerate che nel mentre ho anche segnato ogni prezzo sulla calcolatrice del cellulare, per essere sicura di stare entro il budget). Ho senz’altro riequilibrato l’energia distruttiva che avevo addosso incanalandola in un’attività utile e concreta, tuttavia non l’ho affatto esaurita: tornata a casa, dopo aver trasportato tre borse piene e pesanti nell’appartamento, averle svuotate, aver scansionato ogni singolo codice a barre con la app GFK apposita ed inserito i prezzi; ancora fremevo.
Sono stata felice di scoprire che, almeno quando la scocciatura è umanamente tollerabile, mettermi in moto ed esaurirmi in qualche faccenda – purché vissuta a velocità supersonica – mi decomprime e rallegra davvero, non resta una vaga speranza.
Sento la primavera, non solo nell’aria, ma anche nei nervi. Alternati ai momenti di scialla nascono improvvisi ed impetuosi momenti di fuoco vivo, che va lasciato ardere. Che questi tratti caratteriali, senza toglier niente all’azione dell’ambiente e delle circostanze, siano eminentemente arietini già lo sapevo e me lo conferma, in questi giorni, la lettura di Segni di Marco Pesatori; il quale per altro mi conforta nel desiderio di – non dico approfondire ma – capire qualcosa di finalmente ponderato e meno superficiale dell’astrologia. Anche per recuperare tempo e vita dissipati, come diremmo io ed il buon amico S., nell’ignoranza di fatti spiccioli ma cruciali su me stessa.
Intanto, ho tutta l’intenzione di lavorarci per non esplodere (mi dispiacerebbe), ma nemmeno implodere (lo odierei). Un po’ di casino comunque, per divertirci mentre si mettono a dimora intuizioni e progetti, possiamo godercelo. Musica!

Tenera e carina lo è, ma non fatele girare i cinque minuti.

9 pensieri riguardo “Come un’Ariete

  1. 1 attenta che potresti trovare prima o poi qualcuno che quelle corna… te le spezza! 😉
    2 …o te le fa! 😛
    3 in ogni caso se l’attività fisica ti scarica ho in mente un mucchio di lavori da farti fare, così poi torni docile docile… 😀

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        1. Ma io che non vivo nella foresta bensì ‘ncoppa alla montagna, e sono altrettanto granitica, il leone lo prendo di sfondamento infilandogli le corna nella bocca spalancata…

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    1. Ah! Il cambio dell’ora no (forse soltanto perché sono una gufa dormigliona e recupero senza problemi), ma il cambio di stagione, uh, è da sempre una tortura. La primavera più dell’autunno, che anzi mi acquieta un po’.

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