A sinistra, il nulla

Articolo di Federico Novella – Tratto da La Verità 3 maggio

«Fedez è il nulla. E con il ddl Zan la sinistra confonde i diritti con i suoi de­sideri». Marco Rizzo, segretario del Partito comunista, bombarda senza mezzi termini l’esercito del politicamente corretto….

L’irriducibile comunista: «Al concertone del I° maggio i loghi delle banche e un cantante che vende smalti ai maschi. Non ne posso più. Il ddl Zan confonde desideri e diritti. Io sarei punito».

Come mai, con una pande­mia in corso, il Pd insiste cosi tanto sul ddl Zan? Pensa che le priorità siano altre?

«In realtà questa insistenza non è una novità introdotta da Enrico Letta. Se vogliamo dirla tutta, la mutazione genetica della sinistra italiana inizia ne­gli anni Settanta, con l’avvento del femminismo e dell’ecologi­smo da salotto. Nel nome dei diritti civili hanno buttato a mare i diritti sociali: il lavoro, la casa, la salute, la scuola» …. fac­ciamo un’analisi di quanto è successo il primo maggio».

Il concertone, cerimoniale irrinunciabìle del sindacato: quest’anno teatro della bufera tra Fedez, Rai e partiti.

«Intanto cominciamo notan­do un fatto sconvolgente: in piazza San Giovanni c’era un palco del sindacato confedera­le sponsorizzato da Eni e Banca Intesa. Rendiamoci conto».

Lotta di classe con ringrazia­mento allo sponsor?

«Mio padre, operaio a Mirafiori, mi diceva: quando il pa­drone ti da ragione, vuoi dire che stai sbagliando qualcosa. E oggi il padrone sono le multi­nazionali globalizzate e le due­mila aziende italiane, con la residenza fiscale all’estero. Do­po quello che ho visto, non venitemi a dire che la Cgil è di sinistra».

Il rapper Fedez ha il diritto di attaccare la Lega da un palco pagato anche con soldi pubbli­ci?

«Poteva dire che abbiamo perso un milione e mezzo di posti di lavoro: non l’ha detto. Poteva dire che ogni giorno ci sono tre infortuni mortali sul lavoro: non l’ha detto. Poteva dire che le multinazionali non pagano le tasse: non l’ha detto, forse perché è testimonial dì Amazon».

Dunque?   

«Io non sapevo nemmeno chi fosse. La sera del primo maggio mi sono informato, sono anda­to a sentirmi il suo pensiero. Ebbene, è il nulla. Se Fedez è di sinistra, allora io non sarò mai più di sinistra. Chiamatemi comunista e basta. Con questa gente neanche un caffè. Anzi, sono fiero di essere loro nemico».

Intanto Fedez ha milioni di follower: un segno dei tempi?

«Certamente. Pur studiando e usando isocial -spero con profondità- io sono una Cinquecento e, lui una Ferrari. I personaggi di questo genere dispongono di un potere immen­so, che corrisponde al comando della finanza e dell’economia sulla po­litica».

Eppure Fedez ha ri­scosso gli applausi scroscianti, del Pd.

«L’ho detto e lo ripeto: la battaglia per i diritti civili è un’arma di di­strazione di massa per coprire le nefandezze compiute sui diritti sociali. Il Pd si è ridotto ad essere una riedizione del parti­to radicale, che si batte per i diritti gay ma poi cancella l’ar­ticolo 18 e le conquiste dei lavoratori del dopoguerra».

Nel merito della questione: il ddl Zan è Una legge sacrosan­ta, o liberticida?

«Io mi sono sempre impe­gnato a combattere l’utero in affitto: una pratica nazista, de­gna, del dottor Mengele. Mi hanno massacrato per questo, ma continuerò a rivendicare questa battaglia. La voglia di avere un figlio è un desiderio: e i desideri non sono diritti. Spe­cialmente quando consistono nello strappare figli alle madri povere del terzo mondo, per essere venduti su un catalogo, come fossero una merce».

questa sua opinione potreb­be essere sanzionata?

«Se passa il ddl Zan potrei essere punito. È una legge co­strittiva. Io rivendico il mio diritto di esprimere un’opinione supportata da fatti. I signori della sinistra rivendicano dei desideri che finiscono per mer­cificare il corpo delle donne. E io dovrei essere punito al posto loro? Senza contare che in quel disegno di legge ci sono altre-follie».

Per esempio?

«La definizione del sesso. Mi sveglio una mattina e decido che sono una donna, e posso usufruire delle quote rosa? È il mondo al contrario. È un mon­do in cui sul palco della festa dei lavoratori ci sono rapper miliardari che vendono lo smalto per unghie agli uomini. Basta, io di questo andazzo non ne posso pìù».

Meglio la controproposta del centrodestra: aumentiamo le pene per i gesti violenti, ma non condanniamo le opinio­ni?

«Le leggi contro l’omofobia, ci sono già. Se vogliamo, pos­siamo modificare l’articolo 3 della Costituzione, aggiungendo che nessuno può essere discriminato per l’orientamento ses­suale. Basta questo. Io sono contro ogni discriminazione; ma non vo­glio nemmeno  essere “indirizzato” a darmi lo smalto sulle unghie».

Sta contestando la co­siddetta «ideologia gender»?

«È un’ideologia piegata al consumo. Ci sono dati statistici oggettivi: due single presi separati consumano più di una coppia sotto lo stesso tetto».

Sta dicendo che le battaglie contro la discriminazione ses­suale rispondono a una strate­gia di marketing?

«Anche e soprattutto. Voglia­mo dirla tutta? Io da giovane usavo una crema cosmetica per tutto il corpo, adesso ho amici che hanno quella per le rughe, il copri occhiaie, quella per le mani e quella per i piedi e via di seguito. La confusione sessuale di oggi risponde a una precisa logica di mercato, prima anco­ra che ideologica».

Intanto avremmo anche un virus cui pensare. Matteo Salvini chiede aperture più rapide per far ripartire il Paese Si iscrive al partito aperturista?

«II Covid sì affronta in due modi: incrementando la sanità pubblica e territoriale, e ricorrendo a medicinali che curano la malattia a casa. Per il resto, è evidente che oggi conta più un ospedale di un F-35 o di una corazzata. Una nazione che sal­vaguarda la sanità è strategica­mente più avanzata. Da Conte e Draghi non è arrivato nulla di buono: il ministro Speranza che parla di aumento delle as­sunzioni tra medici e infermieri fa a botte con la realtà».

Ammetterà che la corsa al vaccino sta procedendo spedi­tamente.

«I vaccini sono complemen­tari a una buona sanità pubbli­ca, anche se sulle fiale è in corso una colossale guerra geo­politica alla ricerca del profit­to. Prendo atto però che il governo italiano preferisce avere 500 morti al giorno piut­tosto che puntare sul vaccino russo o cinese».

Avremmo dovuto fidarci del­lo Sputnik fin dal principio?

«San Marino lo ha fatto, vac­cinando tutta la popolazione. Ne deduco che la sovranità del­l’Italia valga meno di quella di San Marino, che non ha neanche l’esercito. Al massimo ha i vigili urbani».

I dubbi sull’efficacia non so­no forse legittimi?             

«La rivista scientifica Lancet ha comprovato il funzionamento di Sputnik. E comunque anche sulle alternative, come Astrazeneca, mi pare che le agenzie dei farmaco occidenta­li abbiano ancora le idee molto confuse. La verità è che, pur di restar dentro alla gabbia euro-atlantica, l’Italia preferisce continuare a contare i morti».

Joe Biden intende imporre lo stop ai brevetti sui vaccini. Suona quasi di sinistra.

«È solo un annuncio di fac­ciata. Non c’è nessun progetto di legge concreto, nessuna ipo­tesi sulla tempistica. È un’ope­razione che serve agli Stati Uniti per recuperare terreno in termini di immagine».

Con quale obiettivo?   

«Negli ultimi anni la potenza statunitense è in netto declino, e l’ultimo pasticcio-elettorale ha accentuato la loro debolez­za. Là metà desii americani è convinta che le ultime elezioni siano state truccate; come po­tranno gli Usa dare le pagelle al mondo? Da qui, nasce l’annun­cio sui brevetti, e in Italia ci sono cascati. I paladini della sinistra italiana non fanno che applaudire Biden: oggi sono lo­ro i più grandi servi della politi­ca americana»,

Se però mettiamo in discus­sione l’atlantismo, come fini­remo?

«Sogno un Paese autonomo e indipendente, che commercia con gli Stati Uniti, con l’Euro­pa, la Russia e la Cina. Ma con un unico interesse: quello dei lavoratori italiani»…

24 pensieri riguardo “A sinistra, il nulla

  1. Questa volta sono pienamente d’accordo col comunista, dice più cose sensate lui che tutti gli altri. Del PD non ne parliamo, quelli sono talmente disperati che non sanno più dove e a cosa attaccarsi per avere qualche voto in più. Adesso sfruttano i gender perché sanno che sono potenzialmente diversi milioni di elettori votanti PD, ma quando anche questi avranno esaurito ai loro occhi il loro compito, allora non ci metteranno due secondi a scaricarli e a trovare o inventarsi qualcos’altro pur di non morire politicamente.

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    1. Per resistere ad una pressione politica come quella esercitata dalle lobby lgbt, per dire anche soltanto “non è una mia priorità”, bisogna avere il minimo sindacale di personalità, di idee, di prospettiva.
      La sinistra è “nulla” proprio perché non ce l’ha, queste cose.

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      1. Proprio così. Bisogna avere anche forza e volontà nel dire: “Non accontenterò questi capricci!”. Ma come ho già detto, la sinistra ragiona per voti perché ogni giorno ne perde sempre, e sono come quei disperati in cerca di una dose di eroina perché sono in astinenza. Se poi vedi che personaggi ruotano da quelle parti (5stelle inclusi), cosa fanno e cosa dicono, viene il dubbio che siano effettivamente sotto sostanze stupefacenti.

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  2. Rizzo dice cose che condivido. Occorre chiarire di che cosa si parla quando si parla di “sinistra”. Dico questo perché quello che dice Rizzo, per me, è “di sinistra”. Forse è utile proprio la distinzione che Rizzo pone tra sinistra dei diritti civili (di stampo radicale) e sinistra dei diritti sociali, ancorata ai fondamenti del socialismo.
    Poi, comunque, una curiosità personale sulla q maiuscola. Se, quando e dove vuoi.

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    1. Forse la “sinistra” si trova, ancora oggi (ma sempre) dove si trova la terra. In senso diverso da come la intenderebbe la destra, ma comunque: terra. Ossia vita, sussistenza, comunione (più che comunismo), civiltà cioè cultura, coltura, coltivazione. Le basi dell’esistenza.
      Mentre ciò che si allontana da questo, inevitabilmente, si traduce e si fa portatore di fumisterie astratte e più pesanti del piombo.

      (La q maiuscola, ricordi?, la malsopporto. Mi dà proprio un brivido fisico, perciò di solito la “correggo” rendendola minuscola.
      Stranezze da esteta ossessivo-compulsiva, per cui la forma delle cose è causa di benessere o malessere concreto).

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  3. Rizzo dice cose che condivido. Occorre chiarire di che cosa si parla quando si parla di “sinistra”. Dico questo perché quello che dice Rizzo, per me, è “di sinistra”. Forse è utile proprio la distinzione che Rizzo pone tra sinistra dei diritti civili (di stampo radicale) e sinistra dei diritti sociali, ancorata ai fondamenti del socialismo.
    Poi, comunque, una curiosità personale sulla q maiuscola. Se, quando e dove vuoi.

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    1. Perché siamo persone serie, noi. No finuocchietti (se scambiano questa battutina inter nos per omofobia, ti farò sapere in quale carcere spedirmi arance… e cioccolatini) 😉

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  4. L’ha ripubblicato su Vincenza63's Bloge ha commentato:
    Amici miei,
    ripubblico di seguito un post di Celia (Inchiostronerodenso su WordPress) perché ne condivido il contenuto.
    Rispetto le idee e le ideologie, pur non uguali alle mie.
    Di propaganda e nuovo marketing ne ho piene le tasche.
    Non sono politicamente corretta…

    Buona domenica 😊 della Santissima Trinità! Sempre Vicky!

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