Ritratto di conchiglia senza paguro

Sono un po’ come una conchiglia di paguro vuota, nelle ultime settimane. Abbandonata sulla spiaggia, o meglio abbandonatasi. Stanca, in attesa di niente.
Infatti non scrivo, nemmeno le tante idee in forma di post bell’e pronti che mi sfiorano, se solo la mano ed il neurone non fossero così fiacchi. (Niente di eccezionale ed imperdibile, tranquilli, solo la mia solita, gradevole ma non certo vitale, sbobba).
In parte me la sono cercata: i sondaggi stanno rendendo, ma io nell’ultimo mese e mezzo, io che non riesco a rinunciare ad un’opportunità se trovo mi si adatti, mi ci sono dedicata anche in una forma a conti fatti poco remunerativa e superflua (un contest per la community di Toluna), che ha avuto un esito nefasto, orrendo davvero.
Sono passata oltre, certo. Come sempre. Ma con l’ennesima ferita in più, e per giunta sommamente gratuita, il che la rende più feroce. Ci ho messo tre giorni tre per ristabilirmi (sì, come fossi malata, febbricitante: tormentata da angoscia, anedonia, inappetenza e quant’altro).
Ho capito di essere stata sotto schock per lunghe ore, ho scelto come coping l’evitamento – e non so se sia più preoccupante la pesantezza della mia reazione, per quanto commisurata all’episodio, oppure il rendermi conto che le bastonate fanno ormai più male che in precedenza, che ho meno vigore, insomma: la mia tempra è indebolita, la mia fibra sfilacciata, la tenuta psicologica e morale meno stagna.
Ancora una volta mi scopro di una tacca più fragile, più scarica.
E non vale dirsi e dirmi che sono meno resistente, ma assai più resiliente d’un tempo; è vero, i muscoli prima o poi cessano di dolorare, ma le ossa restano pur sempre incurvate.

9 pensieri riguardo “Ritratto di conchiglia senza paguro

  1. Oh no ma a me dispiace moltissimo leggere questo.
    Sappi che sto per dichiarare guerra a sti TOntoLUNI … ecchecavolo!
    Soprattutto perché in generale, anche se su fronti diversi, comprendo benissimo il senso di scoramento: E considera che “scoramento” è una parola che ho sempre odiato.
    Anche io ho sempre meno voglia di battaglie.
    Per questo ci sono le amiche, che ti ricordano, che al di là di tutto, rimane pur sempre il vecchio ma sano VAFFA…
    Un abbraccio fortissimo

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    1. Grazie mille per l’abbraccio, lo ricevo volentieri ❤
      Purtroppo certe dinamiche mi si sono rivelate in maniera drastica, inaspettata e tutte insieme. Dal di fuori è difficile capirlo, ma mille dettagli a parte, la sostanza è sempre quella: la pochezza interiore.
      Il vaffa, in forme consone al digitale, c'è stato, fidati. Un po' singhiozzante nell'immediato, più sostenuto poi (sui siti di recensioni), per il resto, per me contava solo farmi passare i postumi della legnata… e disertare.
      Amo i disertori, nei romanzi e nella vita.

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    1. Mi pareva d’aver risposto. Ma forse ho solo fatto in tempo a leggere e poi son stata inghiottita dalle cose.
      Mangio. Leggo. Scrivo, pure, di nuovo; e progetto, programmo… manca solo una capatina al sole, ma quella oggi pomeriggio.
      La noia è cosa di altri giorni.

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