Sogni .30: Biancore

Per la seconda volta nelle ultime settimane ho sognato di vivere immersa in un biancore abbacinante – forse i ciechi totali, dopotutto, non vedono davanti a sé uno schermo interamente nero, bensì un bianco lattiginoso?
Come nella realtà, ero miope. Sapevo però che qualcuno, per superare ed ovviare al difetto, si privava di occhiali e lenti e si sforzava di agire normalmente, tutt’al più strizzando gli occhi, ritenendo sull’onda di una apprezzata teoria corrente che grazie a tale sforzo, alla tenacia ed insistenza, la vista si sarebbe alla lunga adattata da sé e si sarebbero recuperate le diottrie perdute.
Io dunque mi proponevo di far lo stesso tentativo.
Brancolando, eppure scorgendo in qualche misterioso modo quanto bastava per orientarmi e non picchiare contro ogni spigolo possibile; facevo visita a mia zia, ci prendevamo il caffè, e via dicendo, parlavo con mia cugina… ma le cose non cambiavano di una virgola. Anzi, il problema maggiore sembrava essere la luce diretta del sole: più la stanza era illuminata, più il mondo mi si confondeva e tutto si scioglieva in un abbagliamento colossale – avete presente quando dall’oculista vi mettono le gocce per indurre la midriasi, cioè la dilatazione della pupilla, e poi uscite all’aperto? Ecco.

5 pensieri riguardo “Sogni .30: Biancore

    1. Ah, no, il sogno è capitato prima (ma di certo l’abbaglio c’è stato…).
      Guarda, cercando un’immagine decente sono finita proprio su una delle tante pagine di interpretazione (un po’ troppo magica per i miei gusti…) dei sogni, e sono scappata.
      Vorrei disporre di un manuale onnisciente che per ogni mio sogno mi spieghi cos’avevo in testa o nel cuore… mi dovrò accontentare di intuire qualcosina, mai abbastanza né abbastanza chiaramente, grazie all’autoconsapevolezza.
      Ma il più è mistero puro.

      Con la zia il caffè devo decidermi a prenderlo realmente: già son due o tre volte che le do buca all’ultimo, accidenti.

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  1. Allora era una premonizione 😉
    Sono assolutamente d’accordo sull’autoconsapevolezza: non ci può essere un “dizionario” uguale per tutti, secondo me il legame con la sfera personale è talmente radicato che soltanto tu puoi eventualmente trovare il senso.

    Saluti alla zia!

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