Sogni .33: Cibo, omicidi e altri divertimenti

Ho trovato una moneta da due euro per terra, davanti al cancello della locale casa di riposo.

Ho preparato un intero pranzo di molte portate per Gordon Ramsay, nell’ambito di una competizione che aveva tutta l’aria d’essere Masterchef – solo, l’ho fatto nel piazzalino di fronte alla mia palazzina, davanti al cancello automatico che porta ai garage.
Arrivata quasi al termine della preparazione, vengo colta da un’ansia: non sarà che poi la gara comprende anche la cena, ed io mi sto illudendo d’aver terminato? Mentre così ragiono, l’Arrotino si occupa, lì vicino, di smistare la posta nella mia cassetta, molto nutrita.
Infine metto da parte le mie preoccupazioni, mi avvio col primo servizio al tavolo, ma lì giunta scopro che lo chef è scomparso. Non si è soltanto allontanato, è proprio disperso.
Mi metto a cercarlo in paese, seguendo non so quali intuizioni e supposizioni, ma non lo ritrovo che nel tardo pomeriggio – morto, nella sua auto.

Sul letto ci sono due costumi da bagno interi ed un accessorio che non ricordo.
Ho intenzione di recarmi al mare da sola, oggi, e di portarci la famiglia (i miei genitori, mio fratello) nei giorni prossimi.
Per procedere a fare la borsa tuttavia devo aspettare non so quale azione da parte di mio padre, il quale tarda a compierla, e finisco per arrabbiarmi constatando che si son fatte ormai le 16.00.
Resto ferma davanti al letto ad ascoltare la mia frustrazione.

Su una terrazza che affaccia sul lago.
Nella grotta antistante è nascosto un tunnel dell’orrore da luna park, un folto gruppo di persone che include me e l’Arrotino sta aspettando il proprio turno per entrarci. Si tratta al contempo di una competizione tra coppie, e se i primi due step ci vedono vincenti, al terzo falliamo (e sprofondiamo in una botola sotto la “carrozza” che ci trasporta) lungo il percorso del tunnel.
Fine della corsa!

Mi trovo in una grande stanza insieme a parecchie altre persone, a me familiari anche se soltanto in sogno. A causa di qualche forza che ci spinge siamo costretti, inevitabilmente, fatalmente, a uccidere tutti o quasi tutti gli altri presenti, usando le armi bianche a disposizione, con un dettaglio significativo: ciascuno dei presenti può essere ucciso (e la cosa si rivela immediata) solo e soltanto da una delle armi, che sia coltello spada scimitarra stiletto pugnale accetta oro argento o altro.
Per qualche ragione sono a conoscenza di quale oggetto potrebbe uccidere l’Arrotino, che di nuovo è con me, e lo imbosco sotto al maglione che indosso: non è un’arma tradizionale bensì, chissà perché, la cartellina blu trasparente che gli ho dato prima di scendere a Roma per raccogliere certi documenti.
Provando, per ciascuno dei miei avversari, ogni singola arma con ordine e metodo, riesco infine ad eliminarli tutti e salvare me e il mio amore.
Ma lo scontro, con la medesima dinamica (ad eccezione delle armi da utilizzare: prima gioielli, poi pasticcini ripieni delle cose più golose) si ripropone in altre due stanze successive alla prima.
Gran rottura di coglioni, ma anche un’occasione, soprattutto nella sala dei dolci, per assaggiare ogni cupcake muffin torta biscotto disponibile, dopo aver verificato chi dei numerosi ospiti sia sensibile a quel particolare ingrediente: limone mandorla cioccolato ciliegia mela caramello panna amaretto caffè liquore e via assaggiando.
Tra i nomi eccellenti da me uccisi, Lady Gaga (il pasticcino alle mandorle le fu letale) e Kathy Bates (per lei, boero con ciliegia), viste di recente in American Horror Story 6: Roanoke. E’ stato lungo, intenso e piacevole occuparmi di tutti loro…!

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