In veglia

Stanotte ho vegliato per un po’, sino al momento in cui ho ceduto le armi al sonno prepotente. Ho iniziato una novena (chiamiamola così, in realtà non mi do un termine temporale) di rosario per i miei zii, Vincenzo e Michelina, morti l’uno a dicembre e l’altra, la moglie che ha voluto raggiungerlo, pochi giorni fa.
E’ stato bello, giusto, necessario e confortante, per me che rimango, avvolgermi nella preghiera e nelle coperte calde ascoltando la pioggia continua cadere di fuori; con le due luci: del lumino elettrico – che di solito non mi piace ma di notte soffonde di rosso il soffitto in un’atmosfera da camino acceso – per i miei, e della candela proveniente da Lourdes per gli zii.

E ho pensato.
Alle vicende passate e presenti relative alle successioni ed alle ansie ereditarie di taluni parenti – fra le altre cose.
A mia cugina S. che, dopo aver “spinto” quella di mia nonna nella direzione a lei favorevole (per quanto, sia chiaro, non ingiusta) giostra ora, grazie a: la sua posizione di preminenza e di riferimento in famiglia, il suo carattere deciso e volitivo, il suo attivismo, entrambe quelle dei miei zii appunto. Come pure sta predisponendo quella che sarà dell’altra mia zia, Tina, da 60 anni in istituto (psichiatrico prima e per anziani poi).
Di quest’ultima sono stata amministratrice di sostegno per un anno, subito dopo la morte di mio padre prendendone il posto, per poi farmi sostituire appunto dalla cugina – non di cuore cattivo, seppure un tantino avida di denaro e successo non meno che di vita. Sono pentita d’averla lasciata / fatta subentrare in quell’incarico? No. Io non l’avrei comunque potuto portare avanti a lungo, dovendomi occupare di mia madre (e all’epoca c’era di mezzo un’altra zia ancora, anche lei nelle stesse condizioni legali). Mia cugina ci sa fare, ed anzi proprio per questo s’accolla e le accollano i più svariati compiti. Anche questo va riconosciuto.
Certo un cipiglio sarcastico m’è salito, interiormente, quando m’ha detto di aver fatto fare testamento a mia zia – e guarda caso lei, nella sua ignoranza ingenuità fragilità, ha intestato tutto a mia cugina (la quale comunque incasserà e suddividerà, escludendo per altro in questo modo e legittimamente la mia sorellastra, che moralmente non ne ha diritto…). Certo non mi piace – come non piaceva a mio padre – la sua disinvoltura, che giudico eccessiva, in queste faccende. Ma la temo, o temo una fregatura, una ruberìa, un’esclusione dalla torta? No. Avrò la mia giusta parte di eredità in ciascuna di queste pratiche, ho anch’io la mia parte di avidità (di radice materna). Mi duole come l’incisivo poi devitalizzato lo scorso anno assistere al disfacimento, o forse meglio: allo sfilacciamento, allo sfibrarsi, se non dell’affetto profondo dello strato superficiale ma anche medio-intradermico di unione, carità, attenzione familiare, di rispetto per regole non scritte e sentimenti non espressi, ma noti a tutti.
Ecco, non so quanto bene e comprensibilmente, ma l’ho detto.
L’Arrotino è avvertito – ma ne riparleremo con calma – di non fidarsi. Intanto, comunque, io lavoro al mio testamento.

Al caro Gio regalo una chicca: la medesima cugina di cui sopra mi ha anche rivelato di aver approfittato dei giorni di quarantena post-contagio (ribadiamolo, che male non fa: è infermiera, trivaccinata) per fare un tanticchio di decluttering. E, ohibò, m’ha pure chiesto se avessi letto i libri della Kondo!
Noi, qui, si è ben oltre. A parte risponderle che l’ho letta anni fa, e che da ancor più anni sono minimalista, non ho aggiunto nulla: sto crescendo ed incrementando la mia aura zen, pare.

5 pensieri riguardo “In veglia

    1. Mah! Non ne sarei così sicura, soprattutto però quest’ultima volta tanto lei quanto i fratelli erano trivaccinati, forse lo ricorderai… come pure i suoi colleghi, ovviamente. Alcuni dei quali sono nelle stesse condizioni.
      .
      La cugina sta declutterando, o detto in italiano eliminando roba inutile in casa; dopo aver letto Marie Kondo, autrice di fortunatissimi manuali pratici sul tema.
      Hanno titoli come “Il magico potere del riordino” e contengono suggerimenti spaziali, come arrotolare gli indumenti anziché piegarli, per risparmiare spazio e rispettare la loro sensibilità. E, ti giuro, funziona! ❤️😂

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      1. Molti anni fa lessi un libro su come preparare una valigia per farci stare più roba possibile e senza sgualcirla. Applico le regole ancora oggi, i miei mi prendono un po’ in giro, chiedendomi se non è meglio prendere una valigia più grossa… ah, ah, uno si sbatte per migliorare il mondo e viene preso a pesci in faccia!

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