Abbiamo già vinto

di Giovanni Dalla Valle; 6/1/2022 m.v.

Cari radical chic,

lo so che adesso siete terrorizzati dalla prospettiva di una guerra nucleare. Lo so che ci annienterebbe tutti in un istante. E lo so che non riuscite a capire come mai per la prima volta i vostri mantra mediatici, cosí ben oliati durante la psicopandemia, non sembrano funzionare come vi aspettavate.

Pare che molta gente non vi creda questa volta. Peggio, pare tifi addirittura per Putin.

Nel primo caso avete capito bene. Non vi crede piú. Nel secondo caso vi sbagliate. Non siamo noi a tifare per Putin. Siete voi che ci fate tifare per lui. Persino sapendo di quanto sangue innocente si stia versando in Ucraina. Persino piangendo anche noi per cosí tante vittime. E vi spiego perché.

Esattamente come voi, la stragrande maggioranza di noi non è russa, non conosce la storia, la lingua e la cultura di quel Paese, tantomeno conosce Vladimir Putin.

Conosciamo bene voi invece. E sappiamo che è da trent’anni che ci avete scatenato contro una guerra mondiale. Senza darci alcuna possibilità di negoziato. Unico obiettivo: annientarci mente, corpo e anima.

Avete cominciato imponendoci il cosiddetto “politicamente corretto”. A cominciare dagli anni ’90, avete progressivamente diffuso con i vostri media, i vostri politici, i vostri intellettuali “a la carte” la caccia a parole che potessero urtare qualsiasi sensibilità che vi tornava utile, fuorché quelle che urtavano la nostra sensibilità. All’inizio poteva sembrare anche un’operazione etica necessaria. Dopo la caduta del muro di Berlino, nel nuovo mondo unipolare che i finanzieri anglo-sassoni stavano via via globalizzando, avete pensato che conveniva adottare un linguaggio piú sensibile e inclusivo per consentire l’integrazione di centinaia di Popoli improvvisamente trovatisi davanti nella stessa stanza. Bene, ci stava. Peccato però che la cosa funzionava a senso unico. Sicché stigmatizzare a parole razze, religioni, età, persino orientamenti sessuali di un certo tipo non andava bene, ma usare parole a vanvera come “bigotti, omofobi, fascisti, sessisti, integralisti, suprematisti bianchi, populisti” e infine “negazionisti, terrapiattisti” e, la peggiore di tutte, “no vax” andava bene. All’inizio sembrava una questione di buona educazione (che esisteva anche prima che arrivaste voi), poi avete cominciato a fare addirittura leggi per punire chi disattendeva i vostri canoni linguistici. Cosí venne addirittura il momento dell’arresto, poi del carcere, prima per una battuta al bar, poi per una battuta in famiglia, poi per un commento in FB. Dimenticandovi che la stragrande maggioranza della gente in Occidente era ancora bianca, eterosessuale, legata ai valori della famiglia, spesso cristiana o, anche se non credente, comunque cresciuta con un’educazione cristiana. Forse, se aveste trattato con lo stesso riguardo anche noi, adesso potremmo anche simpatizzare con voi mentre denunciate l’abolizione della libertà di stampa in Russia, non credete?

Ci avete imposto integrazioni forzate e frettolose con milioni d’immigrati che non solo non conoscevano nulla della nostra storia e cultura ma che spesso si rifiutavano persino di accettare i nostri valori, la nostra religione, persino di parlare la nostra lingua. Avete edulcorato il caotico minestrone chiamandolo “società multiculturale”. Una società che in realtà non è mai esistita. L’11 settembre del 2001, dopo esservi accorti che l’esperimento non stava funzionando, avete colto un terribile attentato terroristico (forse pianificato apposta da amici vostri) come occasione per demonizzare il mondo islamico e da allora torturare tutti perseguitandoli come fossero criminali ogni volta che dovevano prendere un aereo o controllando tutti i loro conti ogni volta che s’accingevano a fare operazioni commerciali di una certa portata all’estero, anche dove non c’era nessun rischio. Perché ci doveva sempre essere un rischio di terrorismo. Terrore, quella cosa di cui adorate tanto intingere la vita degli esseri umani. In pochi anni avete resuscitato un odio che si era spento da secoli. Con l’intento fin troppo ovvio di demolire tutte le religioni. Improvvisamente due miliardi di musulmani sono diventati terroristi, due miliardi di cristiani sono diventati crociati medievali, i preti cattolici sono diventati tutti pedofili, avete stigmatizzato piú volte anche Israele, nazione religiosa per eccellenza. Ci avete costretti a pregare sottovoce, a parlare di Dio solo in casa, meglio se da soli davanti a un muro. Come fosse vergognoso avere una Fede in ciò che trascende la nostra esistenza materiale. Come se parlare del Dio vivente, che le confessioni giudaico-cristiane c’insegnano averci creati a sua immagine e somiglianza, fosse una cosa divisiva mentre eravate proprio voi a dividerci. Forse, se invece di dividerci e perseguitare loro, a botte di bombardamenti, e noi, criminalizzandoci nei media e tentando di abolire le nostre feste (per esempio il Natale) e i nostri nomi (Maria, Giuseppe, Giovanni…), ci aveste lasciati in pace, forse ora potremmo anche simpatizzare con voi quando accusate la Chiesa Ortodossa Russa di essere troppo in favore di Putin, non credete?

Negli ultimi vent’anni avete introdotto il concetto del “gender fluid”, inventandovi che non esistono maschi e femmine ma solo “stati di orientamento sessuale”, variabili, flessibili, cangianti come i colori di un camaleonte. Poi avete preteso d’inculcare la nuova dottrina anche a scuola, anche tra i nostri figli, anche tra i bambini. Avete cominciato ad arrestare i genitori che si opponevano, chiamandoli “omofobi”, e poi a togliergli persino i figli con i vostri assistenti sociali. In paesi come l’Italia siete andati oltre. Nel 2012 i vostri amici al governo, tutti di sinistra liberal e neoliberista come voi, hanno tolto persino la potestà genitoriale. Ci avete di botto spiegato che i figli minori d’età non sono proprietà di chi li ha creati ma proprietà dello stato, cioè vostra. Cosí avete cominciato la guerra alle parole “mamma” e “papà”, cioè le due parole piú usate in tutte le lingue del Mondo, quelle che 8 miliardi di persone hanno sempre pronunciato fin dalla nascita. Forse, se vi foste limitati a proteggere persone omosessuali dalla violenza e dallo stigma di gente ignorante e cattiva, senza pretendere di “omosessualizzarci” tutti, ora potremmo anche simpatizzare con voi quando dite che in Russia la vita non è facile per chi è gay, non vi pare?

Poi avete cominciato a dire che i Popoli e le Bandiere erano cose del passato. Che siccome eravamo improvvisamente “globalizzati” perché usavamo tutti i vostri stessi computer, i vostri stessi software (Microsoft e Mac, fine), mangiavamo tutti Mc Donald, pizza e kebab, vestivamo tutti Benetton (i piú poveri) e Prada (i piú ricchi), abbruttivamo le nostre case con gli stessi mobili Ikea, andavamo tutti a comprare gli stessi pacchetti-vacanze mordi-e-fuggi per andare a fare la cacca nei piú remoti cessi del Mondo, senza capire nulla delle culture e delle usanze di quei posti, senza arricchire interiormente né noi né loro, allora bisognava accettare che i confini non estivano piú. Che eravamo tutti improvvisamente cittadini del Mondo, liberi di andare dove ci pareva come farfalle che svolazzano di qua e di là. Dato che c’eravate, avete ben pensato di accelerare, riempiendo nel giro di pochi anni intere Nazioni con milioni di gente disperata, di ogni origine e condizione sociale, con effetti devastanti per la tenuta dei tessuti sociali. E avete duramente perseguitato, a suon di denunce per razzismo e gogna mediatica, chiunque tentava di appellarsi al buon senso, invocando un’immigrazione controllata. Forse, se aveste lavorato per stabilire un principio di reciprocità e pretendere che chi veniva in casa nostra imparasse a rispettare anche i nostri usi e costumi e a parlare bene la nostra lingua, oggi simpatizzeremmo con voi quando dite che Putin ha una visione troppo sovranista dei suoi confini, non vi pare?

Non contenti di aver umiliato, offeso e persino perseguitato per decenni qualsiasi nostra identità linguistica, storica, culturale e religiosa, avete pensato bene di tentare di cancellare del tutto anche la documentazione del nostro passato, abolendo statue e monumenti, proibendo libri e dipinti, boicottando convegni, licenziando sistematicamente qualsiasi accademico che non fosse disposto ad abiurare alla sua cultura. Avete messo all’indice Dante Alighieri perché aveva messo qualche musulmano all’Inferno (agli inizi del quattordicesimo secolo!), poi avete coperto le statue rinascimentali perché erano nude e potevano offendere qualcuno, poi avete tolto le effigi di Cristoforo Colombo, perché colonialista, poi avete ritirato dal pubblico quadri seicenteschi che raffiguravano la caccia perché potevano offendere i vegetariani, poi ve la siete presa con William Shakespeare perché sessista, poi con i libri di Mark Twain perché descriveva schiavi neri, chiamandoli con una parola che in tutto il Mondo, tranne che nei paesi anglo-sassoni, non era mai stata intesa come offensiva e che nei paesi di lingua spagnola è tuttora corrente, poi con la musica classica perché i suoi autori piú conosciuti erano tutti bianchi, poi con attori del cinema come John Wayne, poi con Via col Vento, poi, insomma, con tutto ciò che evocasse dimensioni storiche in cui la gente la pensava in modo molto diverso da oggi. Non c’è Università in occidente che non possa vantare di avere il suo curriculum iconoclasta ormai. Avete distrutto tutto, ogni tipo di Arte, ogni gloriosa bellezza, ogni magnifico patrimonio dell’Umanità, sostituendolo con scarabocchi, graffiti, urla sguaiate, slogan commerciali. Avete messo attori neri a interpretare personaggi storici che neri certamente non potevano essere. Avete infilato protagonisti gay in ogni romanzo o film, anche dove non c’era ragione che ci stessero. Avete mescolato tutto e tutti in ogni produzione cinematografica con la scusa dell’inclusività e avete impedito la produzione di qualsiasi film che non rispettasse quel vostro principio. Forse, se foste rimasti interessati alla conoscenza e all’istruzione, e soprattutto alla logica del buon senso, oggi simpatizzeremmo con voi quando dite che Putin ha un concetto forzato dell’origine della Rus’ di Kiev, non vi sembra?

Non contenti di aver distrutto anche il nostro passato, avete cominciato a distruggere anche il nostro futuro, costringendoci a digitalizzare sempre di piú la nostra vita e chiudendoci dentro una gabbia di algoritmi e comandi per fare qualsiasi cosa, rendendo ogni transazione più lenta, complicata e spesso fallimentare di quanto lo fosse con una semplice telefonata o uno scambio di parole e costringendoci ad adottare un tipo di comunicazione da deficienti. Avete allevato ben due generazioni di giovani sostanzialmente autistici, che passano le giornate davanti a uno schermo e miliardi di persone avvinghiate perpetuamente a un telefonino, incapaci di usare un vocabolario appena forbito, di esprimere anche solo i loro affetti in modo che non sia quello di un uomo di Neanderthal che parla per suoni sordi o timbri acuti. Ci avete tolto i libri  e ci avete costretti a perdere sempre piú tempo ad aggiornare, caricare e ricaricare i vostri stupidi programmi e a perder giorni ogni volta che qualcosa non funziona, parlando con operatori che emettono frasi prestabilite da un protocollo, con cadenza automatica, da qualche angolo del pianeta, senza sapere nemmeno dove andare a trovarli per lamentarci. Senza nemmeno sapere chi siano. E se sono veramente persone, anche quando lo sembrano. Ci avete postumanizzati e ora ci volete transumanizzare, togliendoci anche la coscienza e sostituendola con dei microchip. Con la digitalizzazione di massa stiamo arrivando all’annichilamento della nostra coscienza individuale, dopo aver già annichilito quella collettiva con le vostre manipolazioni mediatiche.

E qui arriva il vostro capolavoro: dopo averci tolto parola e pensiero, siete riusciti a impossessarvi anche del nostro corpo. Nel 2019 avete liberato un virus sintetico a mortalità sufficientemente alta per stravecchi e stramalati e l’avete presentato come la Peste Bubbonica del medioevo (che aveva una mortalità seicento volte maggiore) spaventando l’intero Pianeta con il vostro tam-tam mediatico, impedendo a intere Nazioni di funzionare, a miliardi di persone di muoversi, di andare a scuola, di andare a lavorare, persino di andare a ritirare la pensione. Avete condizionato la gente a legarsi una museruola alla bocca anche da soli all’aperto, pur sapendo che i virus non possono volare. Avete imposto una dittatura sanitaria che si è protratta ben oltre l’estinzione della vostra pseudopandemia (e che in Italia è ancora in vigore) e l’avete usata per costringere tutti a vaccinarsi con sieri sperimentali, inutili contro le varianti, persino pericolosi, specie in giovani e bambini che avevano praticamente zero possibilità di morire di quell’infezione. Vi siete impadroniti anche del nostro corpo. Avete infranto il baluardo piú visibile della nostra dignità.

Dunque la vera guerra mondiale l’avete scatenata voi contro l’Umanità, cari radical chic, o liberal, o neoliberisti o nerd che dir si voglia, e l’avete fatto per il delirio di mantenere in piedi il vostro impero finanziario, il vostro impero mediatico, il vostro impero tecnologico e farmaceutico, la vostra “etica” di oppressione, livellamento, consumo coatto, discriminazione e schiavismo e tutto il sistema di vassallaggio che avete creato nelle vostre aziende multinazionali, nelle vostre Università, nei vostri organi di stampa, nelle vostre televisioni, nei vostri social. Soprattutto la vostra lurida dottrina neoliberista che altro non è che culto del denaro ed egoismo avido e cieco.

Ci avete reso la vita un inferno. Avete trasformato l’Occidente in un mondo di paura. Ci avete fatto temere di fare un complimento a una collega per non essere accusati di sessismo, di accarezzare un bambino per non essere accusati di pedofilia (ma spesso sappiamo che pedofili lo siete invece voi di nascosto), di crescere una famiglia per paura di vederci portare via i figli, di chiamare “papà“ nostro padre e “mamma” nostra madre, di parlare in pubblico, di portare una croce al collo, di scherzare al bar o persino con gli amici, di alzare il tono della voce se qualcuno ci fa del male, persino di difenderci se qualcuno viola la nostra proprietà per derubarci o ucciderci. Di scrivere qualsiasi cosa (come questa) che soltanto ponga dubbi o getti ombre sul vostro operato. Perché se per disgrazia osavamo criticarvi, ci accusavate di diffondere odio, mentre il vero odio lo diffondevate voi in larga scala. Soprattutto l’odio contro la libertà delle persone.

Ora rischiate l’annichilamento anche voi. Ora vivete anche voi nel terrore perché in Russia c’è uno che semplicemente è sempre stato tutto il contrario di voi, ha sempre voluto fare il contrario di quello che avete voluto fare voi e adesso vi ha finalmente sfidato all’aperto. E secondo voi, noi non dovremmo tifare per lui? Non dovremmo vedere in quell’uomo, certamente feroce, il nuovo flagello di Dio che vi meritate?

Ma voi direte che se scoppia una guerra nucleare moriamo tutti. Certo, è logico. Ma la differenza è che molti di noi, cristiani, credenti o semplicemente persone per bene, non hanno paura di sparire in un secondo da una vita che già da tempo non è piú Vita. Per noi è molto piú terribile dare l’Anima a voi per sempre, dopo che ci avete già tolto la libertà nella mente e nel corpo.

Ecco perché non simpatizziamo per voi in questa nuova follia mondiale. E’ roba vostra, in fondo. L’avete voluta voi, creando tutte le condizioni perché si avverasse. Voi avete GIÀ distrutto l’Umanità. Poco cambia che una bomba atomica finisca il lavoro. Anzi meglio, se la cosa è indolore e manco ce ne accorgiamo. La nostra Anima sopravviverà comunque. E non sarà MAI vostra.

Per cui, cari radical chic, sappiate che voi avete GIÀ perso questa guerra. Proprio perché ciò che conta per voi, non conta piú nulla per noi. Perché voi avete una paura sozza di morire. Noi no.

Quindi Putin ve lo meritate fino in fondo. Se il buon Dio vorrà, il piccolo resto (proprio in senso biblico) che sopravviverà avrà tempo di riflettere su queste cose. Si capirà, come è sempre successo dopo tutte le guerre mondiali, cosa bisogna e NON bisogna fare per riprendere a vivere, a crescere, ad amarci, rispettando le leggi universali della Natura in armonia con Essa, riacquistando il senso delle proporzioni, il rispetto per il Logos, l’uso della ragione nel giudizio, l’attrazione per ciò che è bello, la correzione di ciò che è brutto e sbagliato. Si capirà meglio come fare a costruire e soprattutto a mantenere la pace e nuove prosperità seguiranno. Si tornerà ad essere Umanità, non automi, non consumatori standardizzati, non codici QR, non schiavi omologati. Ci vorranno anni? decenni? secoli? Solo il nostro Dio dell’Amore lo sa. E noi continueremo a pregarlo per aiutarci a rinascere. Soprattutto nel nostro Spirito. Quella è l’unica vera forza che abbiamo. Molto piú potente delle ridicole bombe atomiche che spaventano demoni patetici e pusillanimi come voi. E quella della nostra Anima è la sola forza che ci salverà. Noi abbiamo GIÀ vinto.

8 pensieri riguardo “Abbiamo già vinto

  1. Direi che quello che ha cominciato a far crollare tutto è stata la venuta di b., con il successivo imbarbarimento della politica, dell’etica, della società. Ma è servito anche per far vedere di che pasta (vera) era la sinistra, che a parole era in un modo, nei fatti tutt’altro. Erano pieni di retorica che non corrispondeva alla realtà. Beh, la destra una volta era peggio. Oggi fanno schifo lo stesso, destra e sinistra.

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  2. Una visione apocalittica, che condivido in gran parte anche se non mi sento di attribuirla solo ai radicali chic, come dice l’autore. La globalizzazione è figlia della caduta del muro e sostenuta dai grandi potentati economici; mentre le grandi campagne per il politicamente corretto (ipocrita) partono sempre dall’America, che di sinistra ha pochino, ma di radicali chic effettivamente sì, e molto. Se indirizzassero le loro energie per fare star meglio i loro cittadini, invece di brandire queste grandi armi di distrazione di massa, sarebbero un paradiso, ma se la ricchezza deve rimanere in mano di pochi, e dei soliti pochi, è meglio che tutti gli altri non pensino alla giustizia sociale, ma a queste cazzate…

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  3. Carissima hai costruito un post da premio Pulitzer.
    Non avrei potuto mai scrivere meglio di te le identiche riflessioni.
    Soprattutto con eguale coraggio.
    Tutti i punti di progressiva distruzione, sono sotto gli occhi di tutti.
    Ma il tuo finale, in contrasto a questa visione catastrofica (reale e visibile), mi lascia ben sperare.
    Ti ringrazio e ti leggerò con molta attenzione in futuro.

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