Perché no

Non è nemmeno paragonabile per gravità, ma intanto sul lavoro ci stanno impedendo di dimostrare che siamo o meno in servizio timbrando il buon vecchio cartellino fisico.
Ora dobbiamo fare l’accesso con una app, oppure piegarci ad inserire le timbrature manualmente dal sito dedicato.
Cioè costringono tutti ad avere uno smartphone connesso a internet a d ogni costo.
Li odio, mi fanno schifo.
So che devo arrivare a pregare per loro e mitigare l’odio con la compassione per dei fratelli perduti, a indirizzarlo verso il peccato in sé e verso il Maligno che lo suggerisce e provoca, ma per adesso li odio e basta.
Loro stessi con la propria libera volontà hanno aderito sventatamente a questi progetti diabolici, ed anzi con leggerezza ed incoscienza.

Transumanesimo, globalizzazione, politica schiava della finanza, ma anche pandemie costruite ad arte, transizione ecologica, e immigrazione forzata (incontrollata agli occhi del popolo, governata secondo criteri precisi dai potenti), ideologia gender, aborto, eutanasia, pianificazione demografica, politiche dell’accoglienza rispondenti all’agenda progressista e nient’affatto all’unico, vero comandamento d’amore – quello di Cristo: tutti argomenti, questi, estremamente vulnerabili all’accusa di complottismo.
Perché questo apparentemente bizzarro elenco di patate bollenti, e cosa c’entra col mio piccolo aneddoto lavorativo ispirato dalla considerazione di Daniele? E’ presto detto: in un brevissimo lasso di tempo, come spesso accade, in me si sono coagulate e definite numerose impressioni, riflessioni, questioni sospese aventi come perno non unico ma principale l’integrità e l’affidabilità delle istituzioni pubbliche democratiche.
In sostanza, sono rapidamente passata oltre la mera diffidenza, insoddisfazione ed insofferenza per i rappresentanti del bene comune (organismi sovranazionali con stato e pubblica amministrazione, forze dell’ordine, esponenti della giurisprudenza dall’avvocato al magisrato, cito per ultimi i sanitari poiché questi presso di me avevano perso stima già da lungo tempo). Sono andata oltre per approdare, nolente in prima battuta e volente poi, nella categoria degli apolidi sociali.

Come forse sapete l’Arrotino, il mio compagno e presto coniuge, è anarchico. Io no, né mai potrei esserlo: perché considero l’uomo e le umane istituzioni non intrinsecamente cattive bensì “soltanto” (dico per capirci) deviate, degenerate, corrotte. Assumo per vero di non dover spiegare cosa sia il peccato originale a nessuno.
E perché in quanto cattolica condivido la convinzione che l’universo sia gerarchico, non paritetico; struttura che la Chiesa stessa rispecchia.

Lo scarto è avvenuto in conseguenza del fatto che la trama del mondo si è fatta più visibile. Nessun merito per me, ‘ché anzi son testa dura e finora, al netto del giusto rifiuto dei complottismi di bassa lega, ho ampiamente sottostimato la presenza e l’incidenza diretta del Diavolo – pur sapendolo entità reale attiva sul piano immanente – nella creazione.
Ebbene, in due recenti occasioni mi sono state schiarite le idee.
Uno, leggendo Black Monday, fumetto di Hickman e Cocker sul rapporto della finanza col Diavolo appunto – in senso molto letterale. Vedi immagine qui sopra, e strisce qui sotto.

Due, quando durante la settimana ho avuto il piacere di uno scambio di opinioni onesto con una collega di un’altra area, no-vax e credente, in merito alla dittatura sanitaria ed alla sua non casualità.
Al di là della gioia di sentirla dichiarare la sua stima per me, immeritata e per altro ricambiata, per la prima volta in questi tempi di burrasca ho espresso senza mezzi termini la convinzione che i succitati grandi rivolgimenti terreni siano tutti fra loro connessi, e sostenuti non certo dal caso né solo dalla meschinità umana, bensì con vigore dal principe di questo mondo.
Sì, anche se tale affermazione può suonare ai disillusi, nichilisti ed atei che siamo diventati iperbolica, paranoica, fanatica: mai come ora Satana opera in misura consistente e decisa la distruzione delle vite e delle anime, tessendo una tela via via più trasparente che presto – generazioni o solo anni, comunque bruscoli al cospetto dell’eternità – si stringerà definitivamente attorno al collo dell’uomo. Preludio del Giorno del Giudizio. Come profetizzato.
Per questi motivi, pur riconoscendo doveroso partecipare all’opera di salvezza di Cristo rifiutando la disperazione, sommo peccato, ho infine scelto di fuoriuscire nella sostanza (se non del tutto nella pratica) dalle logiche del sistema socio-politico nel quale sono nata e sono immersa: una post-democrazia non più rappresentativa – lo è mai stata davvero?, vien da chiedersi – bensì autoritaria e nominale, che si trascina appresso le vestigia ormai marcescenti del pensiero occidentale cristiano.
Ho scelto, assecondando del resto la mia intima natura, di aderire alla proposta di Dreher di ritiro e separazione dal mondo; per quanto e per come mi è possibile, curando di salvare ciò che ancora nella mia piccola sfera d’influenza rimane intatto, sano – lasciando andare il resto, perché non è più tempo di indugiare a convincere i lontani, è tempo di salpare con chi già ci è fratello.
Ed ecco, ecco spiegato in modo più esaustivo d’una pur meritevole battuta su Facebook perché no: perché non ho votato ai referendum sulla giustizia. La ragione profonda di questa presa di posizione – al di là dell’attuale nulla efficacia concreta dello strumento, e del fatto che reputo l’astensione dal voto (non parlo dell’astensionismo da spiaggia) una scelta coerente, più che valida in se stessa, non un cedere le armi all’opposta fazione.

6 pensieri riguardo “Perché no

  1. Tu hai capito nel dettaglio una cosa che troppo pochi hanno sottolineato, secondo me. E pochi la sottolineano, perché molti si sono dimenticati di che cos’è il risvolto spirituale in una vita terrena; ora, bando ai bigottismi e alle manie da esaltati e fanatici, è importante dire che questa è una guerra SPIRITUALE innanzitutto, ma visto come è stato gestito questo aspetto della vita umana in occidente negli ultimi 70 anni, direi che parlare di queste cose ai più, è un po’ come parlare mandarino a un aborigeno australiano. Chi doveva occuparsi dell’aspetto spirituale dell’Occidente, (parlo delle gerarchie ecclesiastiche deviate) ha preferito dare in mano tutto a quello che tu chiami il “Principe del mondo”, ovvero al materialismo più bieco e devastante, alle mere logiche di mercato e di potere. Chi ha capito la fondamentale importanza di questo aspetto, è già fuori dal giro, è già oltre, purché coltivi il suo sentire e lo porti avanti con coerenza, qualsiasi cosa accada. Non sarà facile per nessuno, nemmeno per chi ha capito, ma tu hai un vantaggio; hai l’anima libera e non è poco. Puoi scegliere il ritiro, se questo senti che è la tua strada; anche questo è un modo per lottare ed è ammirevole. Io ho scelto il ritiro parziale, perché qualcosa mi spinge a non chiudermi, anche se caratterialmente è quello che vorrei fare. A ognuno la propria via. 🙂

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