Ella scrive, siccome insonne

Un bel titolo del cazzo per dire che non riesco a star ferma a letto, figuriamoci prender sonno, e allora cerco di ingegnarmi a sbattere via un po’ di tempo. Non è che scriverò seriamente, dunque. Faccio solo una sega alle mie ossessioni (mentre perfeziono il francese, come vedete), che al tempo presente riguardano tre cose anzi in definitiva una sola: caldo, dolori, affaticamento pesante.
Il caldo parla da sé, ma che avrebbe reso intollerabile anche le ore notturne confesso: non l’avevo previsto.
I dolori sono i consueti spasmi e contratture muscolari, epperò accentuati. Novità estiva: pure le giunture sono infiammate.
Infine non mi reggo quasi in piedi – sono una bambola di gomma squagliata che invece di fare le vocine, quando tiri la cordicella, vomita.
Se ho reso l’idea, direi che può bastare.
Nel frattempo, ho acceso la pala alla velocità massima; questo mi garantisce un po’ di tregua ma al contempo mi sta già riacutizzando il solito stupido doloretto intercostale.

Poiché in queste poche righe già mi sono annoiata da sola, per rimanere in tema e non deragliare del tutto vi linko il mio profilo Instagram principale, che da pagina generica in cui riversavo cose a caso (foto di cibo, foto dei porchini, foto-recensioni di prodotti and so on) ho appena trasformato in pagina a tema.
Si intitola rari e invisibili e, appunto, tratta di malattie rare, croniche, degenerative, ma soprattutto invisibili: quelle della gente che sembra sana (ma non lo è).

Un pensiero riguardo “Ella scrive, siccome insonne

  1. Cara, come ti capisco! È da quando è iniziato questo caldo di merda (anch’io sto perfezionando il mio francese :-), cioè già da maggio, che sono una piccola, dolce e incazzatissima larva. Questo caldo mi distrugge, non riesco a fare praticamente niente, passo le giornate ostaggio dell’aria condizionata. Evito di starci direttamente sotto ma sono grata infinitamente a questo elettroomestico che per me è SALVAVITA. RInfresca e toglie l’umidità che mi appesantisce la respirazione e stanca il cuore.
    Sono così provata che la mia parte ipocondriaca esplode in mille paure. Forse morire non è così terribile… ma ho due nipoti a cui dare tutto l’amore che posso.

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