La mia spooky season .2: Navi

Dopo (o meglio in parallelo a)lle case infestate viste nel post precedente, vi faccio ora un breve elenco di letture che parlano di navi naufragate: un’altra delle mie fissazioni.

Naufragi: storia d’Italia sul fondo del mare è appunto il titolo del libro che ho appena terminato, a cura di Marco Cuzzi e composto dai contributi di svariati autori, ciascuno dei quali racconta la fine (e talvolta l’inizio) di un’imbarcazione, grandissima (come la Costa Concordia) oppure piccina (come il motoscafo di linea civile Acnil 130, travolto da un tornado l’11 settembre del 1970 a un centinaio di metri dal proprio approdo davanti a Venezia: di questa vicenda paradossale scrive Alessandro Marzo Magno; qui una nota sulla sua sorte successiva).

E’ questo l’unico caso, fra tutti quelli raccolti nel libro, in cui la colpa del naufragio, della disgrazia, delle morti non è attribuibile alla meschinità umana. Meschinità e non semplice errore umano, che è appunto umanamente comprensibile, perché dettato non dal limite ma dall’avidità, dall’indifferenza, dal calcolo gretto o dalla superficialità evitabile.
Vale per l’eclatante caso della Concordia, ed in quello più complesso e per anni insabbiato della Moby Prince (avevo parlato qui di una bella ricostruzione dell’accaduto), ma non sono solo le navi passeggeri a subire violenza: anche l’equipaggio ed il carico delle imbarcazioni mercantili e militari vi è soggetto.

Della vicenda Concordia racconta, come in un romanzo, Pablo Trincia (già autore di Veleno, a proposito della psicosi satanista nella bassa modenese che portò molte famiglie a vedersi sottratti i figli con accuse infamanti). E proprio Romanzo di un naufragio ne è il titolo.

A view shows the Costa Concordia cruise ship that ran aground off the west coast of Italy, at Giglio island January 15, 2012.Teams were painstakingly checking thousands of rooms on the cruise ship for nearly 40 people still missing, more than a day after the huge vessel foundered and keeled over with more than 4,000 on board, killing at least three people and injuring 70. REUTERS/Max Rossi (ITALY – Tags: DISASTER MARITIME TRANSPORT)

Di fantasia l’intenso racconto La stiva e l’abisso, di Michele Mari (un nome un programma). Una storia classica di marinai e stranezze oceaniche, profondamente umana e morale, e resa con un linguaggio cesellato in modo esatto, un lessico non solo ampio ma anche ricercato e forbito senza risultare incomprensibile e pesante, per il solo gusto del divertimento letterario: ed è un divertimento comune a scrittore e lettore, un gioco dal quale non ci si sente esclusi bensì stimolati.

Continua…

10 pensieri riguardo “La mia spooky season .2: Navi

  1. ohhh queste sì che sono ghiottissime segnalazioni! Anch’io provo un grande fascino per questi argomenti ma non li ho mai approfonditi, se non spiluccando qua e là. Peraltro di Alessandro Marzo Magno credo di aver letto qualcosa su Aldo Manuzio, il primo editore (o comunque il più celebre).
    Mi segno questi libri. Ora sono infognato col tema del Doppio, della compravendita d’anime e dell’Altro da sé, ma appena mi libero un attimo sono curiosissimo di viaggiare un po’ per disgrazie marine 😉

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      1. Una volta leggevo che noi siamo l’unico Paese marinaro al mondo a non avere una tradizione narrativa marinaresca, e in effetti se ci pensi tutti i classici della letteratura italiana, quelle opere che consideriamo fondanti della nostra cultura, sono tutte ambientate sulla terra. Altro che “popolo di navigatori”, in nessun aspetto della nostra cultura sbuca fuori una navigazione, noi siamo un popolo rurale e la nostra cultura è contadina: Grazie Deledda viveva in un’isola eppure… parlava di canne al vento 😀
        Per questo trovo ancora più affascinante la narrativa marinaresca, perché esotica e totalmente aliena alla nostra cultura.
        Da poco ho rivisto “Il coltello nell’acqua” di Polanski. La Polonia ha uno sbocco al mare che fa ridere, in confronto all’Italia, eppure i personaggi danno per scontato che tutti sappiano veleggiare alla perfezione. Noi abbiamo tipo il 90% del territorio affacciato sul mare eppure non si parla mai di qualsiasi argomento navale, che non sia la crociera turistica. (Dove si mangia e si gioca, non si pensa certo al mare 😀 )

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    1. Nel frattempo ho prenotato anche Il naufragio del Titan, romanzo di cui non conoscevo l’esistenza (citato nel capitolo relativo al Titanic, il primo) e che si direbbe ripercorra punto per punto la vicenda: nome quasi identico, tonnellaggio record per l’epoca, persino il numero di fumaioli e, naturalmente, lo scontro con l’iceberg…
      … peccato soltanto che questo romanzo sia stato scritto prima che il vero Titanic andasse a fondo!

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      1. Incredibile, proprio l’altro giorno ho scoperto l’esistenza di questo romanzo e di questa incredibile anticipazione! Non sapevo fosse stato tradotto in italiano, se mi capita vorrei gustarmelo anch’io.
        Intanto ho creato lo scaffale “Mare” nel mio GoogleBooks e oltre alle tue segnalazioni ho aggiunto “Il naufragio” (Fazi Editore 2022) di Daniel Albizzati, che non ho capito se sia in tema ma alla prima occasione me lo spulcio 😛

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        1. No, ma dai! 🤩
          È un po’ come una caccia al tesoro (sepolto sul fondo dell’oceano, ovviamente).
          Bisognerebbe proprio stilare un elenco tematico, secco e senza fronzoli ma che raggruppi tutte le nostre letture, divise tra già fatte e non ancora, da pubblicare sui blog.

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