Propositi da 40ena

Copiandole da questo post, ho selezionato alcune idee per sfruttare la gran massa di tempo libero offertaci dalla quarantena (che vi ricordo, non per fare la Cassandra, NON È DETTO terminerà davvero il 3 aprile…). Per il durante, insomma. Ma c’è anche il dopo, perché non sappiamo con esattezza quando, e con quale rapidità ci riabitueremo, ma anche il dopo arriverà: e per allora ho in mente due o tre cosucce che sarebbe ora mi decidessi a fare! Bando al 31/12, perciò, e scateniamo i buoni propositi 🌟
(Nota Bene: non è che, finita la quarantena, sarà illegale portare a termine ciò che abbiamo iniziato. Si può proseguire e spuntare qualche consiglio anche in seguito!).

Idee per passare utilmente la quarantena

  • Programma nei minimi dettagli la tua prossima vacanza. Non possiamo sapere quando succederà, ma come si svolgerà e cosa visiteremo sì, eccome.
    Ecco, io per esempio è da mo’ che fantastico di mettermi alla scrivania, col pc di fianco, carta e matita, e progettare (letteralmente) una vacanza ad EuroDisney – chi mi conosce, per altro, sa che “progettare” è già parte del piacere. Ho visitato il parco nel 2002, di ritorno dal viaggio-studio in Scozia, e niente, ci ho lasciato un pezzetto di cuore.
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  • Informati sulle opportunità di volontariato nella tua città e segnati quelle più interessanti: appena questa quarantena finirà, ci troveremo comunque in una situazione complessa e delicata. Dare un contributo in prima persona è la cosa migliore che possiamo fare.
    E anche in questo caso un’ideuzza ce l’avrei. Ma finché non la metto in pratica (o decido di lasciar perdere) non ne parlo, ‘ché non voglio rompimenti di palle (dunque difficilmente ne parlerò pure dopo). Posso solo accennare che è una delle poche cose, credo, che si possano fare senza sbattersi e senza farsi venire la rogna stando in mezzo alle persone – io non ho mai amato il volontariato, e peggio non sopporto le persone stupide, lente o appiccicose: e di norma i volontari sono una combo delle tre. Chiedo scusa ad eventuali volontari che dovessero leggere, se suono indelicata, ma questo è.
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  • Fai un elenco di tutte le rotture di scatole dei prossimi mesi, e cerca di calendarizzarle: appuntamenti dal notaio, visite di controllo dei nei, analisi del sangue. Anche qui, magari non puoi sapere quando sarà possibile prenotarle, ma almeno avere un quadro più chiaro della situazione.
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  • […] Ecco, ora sei pronto per affrontare la scatola delle foto di famiglia. Crea una volta per tutte degli album e piangi un po’, ti farà bene.
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  • Sei lontano dalle persone a cui vuoi bene? Scrivi loro un’email per raccontare com’è la quotidianità senza di loro.
    O anche delle lettere cartacee, specie se scrivi alla nonna novantenne.
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  • Inizia a tenere un diario dei sogni. L’hai sempre voluto fare, ma hai preferito ritardare la sveglia.
    In realtà, anche se non è ancora un vero e proprio diario (o meglio notturnario, come l’ho battezzato io: e no, non autorizzo l’uso del nome), alcuni sogni già li trascrivo ed interpreto. Non immediatamente al mattino, però, e men che meno sul classico quadernetto posato sul comodino.
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  • Chiama. Tua. Nonna.
    Chiama. Tua. Madre.
    Chiama. Tutti. I. Parenti.
    Morta.
    Morta.
    Li ho chiamati tutti, tranne quelli bresciani, che per me possono restare nel limbo dove stanno, grazie tante.
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  • Se vivi con il tuo partner, fate sesso. Se siete lontani, fate sesso telefonico. Se non hai un partner, sistema quel profilo Tinder e preparati ai tempi migliori che verranno.
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  • Se hai un cane, insegnagli qualcosa che ancora non sa fare. Riportare la pallina is not enough.
    Niente cane, ma questa mi pare carina. Potrei adottare una mangusta, però, come Neruda. Allontanerebbe certi serpenti che ho attorno, vuoi mettere con il riporto?
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  • Cerca di osservare questa crisi da più punti di vista: leggi i quotidiani esteri, magari qualche reportage di medio-lungo formato.
    Uhm, sarebbe cosa buona e giusta. Ma sono una scansafatiche, della pandemia voglio parlare il meno possibile e poi ho già il mio spacciatore di Famiglia Cristiana XD
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  • Se vivi nelle Zone Rosse, controlla su questo sito del Ministero quali beni e servizi gratuiti le aziende hanno messo a disposizione per te: https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/
    Vabbeh, ormai in zona rossa ci siam finiti dentro tutti, ma ci siamo capiti.
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  • Osserva la tua libreria con calma e tira fuori un libro che non hai mai avuto tempo o voglia di leggere, così la prossima volta che sarai in libreria potrai comprarne un paio senza sentirti in colpa. Non avrai mai più tanto tempo libero quanto in questi giorni per affrontare Infinite Jest o Il Conte di Montecristo.
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    Osserva ancora la tua libreria e metti da parte 3 libri da regalare agli amici quando li vedrai la prossima volta.
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  • Aggiusta quei vestiti che hanno buchi o bottoni ballerini.
    Ecco, ho giusto quelle tre o quattro cose da cucire.
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    Sistema i cassetti della biancheria intima: basta calzini spaiati.
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  • Pulisci anche la tua homepage su Instagram, defollowando tutta la gente noiosa che hai iniziato a seguire nel corso degli anni.
    Ora che il tuo profilo Instagram ricorda la stanza di un monaco di clausura per ordine e austerità, inizia a seguire gente davvero interessante, come divulgatori scientifici, psicologi e altri esperti nei loro rispettivi settori.
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  • Prima o poi tutto questo finirà e torneremo ai soliti ritmi forsennati. Cucina anche per quei giorni e riempi il freezer fino all’inverosimile.
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  • Fatti la manicure, una maschera per i capelli e tutto quello che rientra sotto l’enorme cappello della self-care.
    Fatti una di quelle maschere per il viso DIY, quelle a base di ingredienti reperibili in qualunque cucina. Uscirà uno schifo, sporcherai ovunque e tra un’imprecazione e l’altra ti dimenticherai per una buona mezz’ora la situazione generale.
    Perfetto. Basta non prenotarsi in una clinica tipo quella de La cura dal benessere, e va bene tutto, guarda.
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  • Fai yoga e impara finalmente tutta la sequenza del saluto al sole.
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  • Vai su The Useless Web, l’inutile sito che ti porterà su altri inutili siti random.
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  • Cambia la disposizione dei mobili in una stanza. Sposta il letto, metti il tappeto da un’altra parte.
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  • Ora che hai tempo prova a ripensare i tuoi sprechi. Apri la credenza e osserva quello che c’è dentro, controlla quali alimenti stanno per scadere e usali nei prossimi giorni.
    Non c’è pericolo, quando sei un tritatutto.
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  • Pensa. Prenditi qualche minuto ogni giorno per ripensare alla tua vita e alle tue esperienze, ridefinire i tuoi obiettivi e ideare strategie per come ottenerli. Tornerai più forte di prima.
    Vabbeh: un po’ ottimistico, ma tentar non nuoce.
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  • Se ti manca il cinema prova a ricreare la sua atmosfera in casa. Popcorn, buio totale tranne che per lo schermo e magari quel proiettore che avevi dimenticato in cantina?
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  • Rispolvera il vecchio Nintendo e finisci una volta per tutte quei giochi che hai abbandonato da piccolo.
    Cacchio, quasi quasi provo ad allacciare il mio vecchio Sega Master System II alla tv…
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  • Scegli la tua serie preferita e riguardala dall’inizio alla fine. Di nuovo. Non c’è nulla di male nel farlo. Se vuoi sentirti meno in colpa, guardala in lingua originale.
    Manco a farlo apposta, hanno appena ricominciato dalla primissima puntata The good wife su Rai4. Ed io me lo sto vedendo per la terza o quarta volta.
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  • Gran parte delle attività sopracitate possono essere svolte ascoltando podcast. Qui trovi un’ottima lista dei migliori podcast italiani (e non) scritta dai nostri colleghi di VICE Italia: https://www.vice.com/it/article/a3bvjp/lista-migliori-podcast
    Stuzzicanti, peccato che sembrino essere tutti in inglese (o quasi?). Verificherò.
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punto-e-virgola

Propositi personali per il post-quarantena

Lottare per la pace nel mondo Ehm, no. Pensavo più che altro a questo:

  1. Massaggio cervicale
    Mi sono fatta male (no, non è esatto: mi hanno fatto male) nel settembre 2018, e ancora non ho messo in agenda i massaggi decontratturanti che l’ortopedica mi ha prescritto. All’inizio avevo un buon motivo per aspettare, adesso non più.
  2. Tatuaggio
    Forse il tatuaggio perfetto per me non lo scoprirò mai, ma uno che non può in alcun modo venirmi a noia o perdere di significato c’è. 
  3. Gardaland
    Non è EuroDisney, ma intanto è abbordabile. E poi non ci vado da anni.

Uomini e tortori

Mi alzo, sbircio dalla finestra della camera e chi vedo?
Sul graticcio che il vicino ha montato per permettere all’uva rampicante di fare il suo lavoro, cioè rampicare, sta appollaiato bello tranquillo e ben pasciuto un tortoro. Tortoro perché è maschio, maschio non perché li sappia distinguere (so distinguere merlo da merla, ma non altro), bensì perché a occhio ha la faccia da scugnizzo. Perciò ho deciso che è maschio.
Io lo osservo, lui osserva l’orizzonte, meditabondo, e non lo mollo finché non solleva il dolce peso e vola sopra il tetto di casa mia. Dieci minuti tutti. Intanto, sulla stradina che si inoltra nei campi, cammina solitario un uomo con cane.
Chissà se, questa primavera, la tortora (femmina) che lo scorso anno ha fatto e disfatto il suo nido sull’asta della tenda da sole del mio terrazzo tornerà a trovarmi.

In guerra

Pur senza scandalizzarmi che i media ne facciano uso, concordo con Olivia a proposito della moda di parlare di “guerra” in relazione alla situazione che stiamo vivendo per via del Covid19. Le conseguenze negative sono tante, ed alcune gravi, tuttavia chi prendesse il paragone seriamente, e non solo come metafora, è certo non abbia vissuto alcuna guerra reale.
Iersera me ne stavo a letto e, siccome ero nostalgica, prima della mia oretta di lettura concilia-sonno ho sfogliato un paio di libri della mia infanzia che custodisco gelosamente, uno dei quali regalatomi da mio fratello, nonché una serie di vecchie / vecchissime foto conservate in una scatola di latta decorata con un dipinto di fiori, di quelle che un tempo contenevano cioccolatini o caramelle, foto che qualche anno fa avevo salvato dall’esser gettate via da una mia zia (materna, una di quelle cattive).

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Foto in studio di giovani ragazze, foto-ricordo (santini) di componenti noti e non della famiglia, foto di pranzi con grandi tavolate, partecipazioni di matrimonio e ricordi della Comunione, ma anche foto di guerra, appunto.
Soldati in pantaloni gonfi sopra gli anfibi, foto di gruppo o in coppia, cartoline con immagini di ex compagni di prigionia spedite a mio nonno con un messaggio ancora leggibile sul retro, anche se l’inchiostro risulta leggermente sbavato.

18-3-945 – Amburgo
Al mio caro B. in segno d’amicizia e d’affetto [firma non comprensibile]

Hamburg 2 – 6 – 45
Al mio compagno di prigionia – Giovanni L. 
Porta Raffaele (Omignano)? “Salerno”

Hamburg 20.6.45
Non dimenticarti del tuo piccolo [?] che ha vissuto con te nella prigionia dura,
che ci portò quasi alla perdita della civiltà che un’uomo possiede,
portandoci al punto che si può dire bestie affamate.

Gianni M.
Settimo[?] Veronese

2020-03-23 19.06.112020-03-23 19.07.18

Dato che quando ho aperto la scatola avevo appena iniziato il rosario, tra un’Ave e l’altra ho buttato lì anche qualche Eterno riposo, anche non conoscendo i nomi avevo davanti i loro volti – del resto questo serve a me, non certo al Signore che ben ci conosce, uno ad uno.
Intanto il vento fuori rombava, oltre a sentirlo lo percepivo e lo vedevo perché ho lasciato la tapparella alzata; notte da lupi e di ambulanze che spiccano con le sirene colorate contro lo sfondo del buio, ed il vento per di più acuisce la nostalgia, così che ho cominciato a singhiozzare e ho buttato fuori un po’ di veleno.
Il miele però era più copioso del veleno.
Ho abbracciato per qualche minuto la mia lucciola giocattolo, regalo di mia nonna Maria quando avevo pochi anni di vita, poi l’ho appoggiata accanto a me sull’altro cuscino e ho dormito.

Considerazioni in tempi di virus – II

Siamo capaci di generare una pre-carestia quando avremmo, invece, a disposizione tutto ciò che serve per vivere e ovviamente anche molto di più. Piuttosto che fare scorte infinite o saccheggiare generi non di prima necessità al super per chiudermi in una specie di parco giochi personale e sigillato, preferisco razionalizzare ed abituarmi a rinunciare ancora a qualcosa.
Ma su questo, signori, torneremo senz’altro presto perché mi prude sotto le dita la voglia di iniziare quella famosa serie di post su come “fare economia“, che non è la priorità di questi tempi ma, indirettamente, si rende necessario.


Eccovi qualche estratto dall'ultima newsletter di Evangelici.

Il panico da assedio provocato dal covid ha scatenato in tutto il mondo la psicosi da accaparramento e, per una dinamica che gli studiosi del futuro si divertiranno a sviscerare, ha incoraggiato l’incetta di carta igienica (l’ipotesi più semplice e desolante è che non si sia compresa la differenza tra virus respiratorio e intestinale). Solo che in Inghilterra, quando le scorte dei supermercati si sono esaurite, qualcuno ha pensato bene di procurarsi la materia prima in maniera alternativa.

Per l’appunto.
Il dubbio sulla possibile confusione di sintomi e modalità di trasmissione del virus m’era venuto, ma non ero arrivata a formularlo in maniera precisa. Ebbene…


Indeterminatezza, assenza di punti fermi: […] Il rischio è di scivolare nell’inquietudine di giornate sempre uguali, un continuo presente – come in quel celebre film – che non si decide mai a diventare domani.

Anche in questo caso, la “disciplina” del minimalismo ci viene in soccorso – tanto meglio per chi già la pratica: vivere con poco richiede organizzazione, ed una delle basi organizzative fondamentali è la gestione del tempo. Non perdere tempo non significa soltanto essere super-efficienti, andar di corsa, significa piuttosto e soprattutto avere una chiara consapevolezza di come lo impieghiamo, e che sia in mano nostra e non affidato al caso, a ciò che viene. Anche poltrire e svagarsi è qualcosa di sacro, purché non si dilati in una nullafacenza inconsistente e sofferta.
Un unico suggerimento: sia che cuciniate, vi rilassiate leggendo online o vi portiate avanti con il lavoro / i compiti a casa, provate per alcune attività ad utilizzare il timer. Sì, il timer: quello del forno o quello sul cellulare, non importa, ma decidete di quanto tempo avete presumibilmente bisogno, calcolate anche una decina di minuti extra, ed impostate il timer. Non solo vi eviterà di “perdervi via” lasciando trascorrere intere ore senza che ve ne accorgiate, ma vi aiuterà automaticamente a concentrarvi meglio.


“In questi giorni non si trova roba”: in mezzo al disagio della quarantena nazionale, a Roma scatena polemiche la preoccupazione di un politico locale [?] che sui social denuncia un risvolto poco considerato: “Gli spacciatori sono chiaramente scomparsi. I rifornimenti sono chiaramente bloccati”, scrive serio in un post, denunciando i “contraccolpi fisici e psicologici” di cui sono vittime i tossicodipendenti e concludendo che “il proibizionismo ha anche degli effetti sociali devastanti”.

Christian-Raimo-Covid-Droga

Onestamente non vi so esprimere quanto mi faccia schifo questa esternazione di Raimo, con tutto ciò che l’accompagna. Nemmeno ci voglio provare: mi limito ad annotare che chi fa un uso “ludico” della cannabis, se davvero lo pretende tale, non può razionalmente subire alcun contraccolpo dalla sospensione di un’attività che non genera dipendenza fisica e psichica. Perché non ne genera, lo sanno anche i sassi… schifoso.


Intanto a Brescello, il paese di Don Camillo, il parroco Evandro Gherardi ha deciso di esporre il crocifisso reso celebre negli anni Cinquanta dalle riprese della nota saga cinematografica: «Cristo, morto e risorto per la nostra salvezza, faccia cessare l’epidemia su Brescello, l’Italia e il mondo intero!», ha invocato il curato (quello vero) sul suo profilo Facebook. E, rimanendo a Don Camillo, chissà a quanti, di fronte alla tragica attualità e al bisogno di speranza che si respira nelle nostre città, sarà tornato in mente quel famoso discorso.

Che dire? Amen!
Non che avessi avuto molte altre occasioni, dato che non si tratta di un nome diffuso, ma noto soltanto ora che “Evandro” è una probabile crasi tra Eva ed Andras, Andrea, che in greco significa “uomo”, insomma tra il femminile ed il maschile. Bello.

Buone notizie

Non agitatevi, parlo di piccole cose e tutte mie, nulla purtroppo che rivoluzioni la nostra attuale prospettiva di quarantenati.

La stessa primavera che ci fa il dito medio, se avete piante o fiori in casa o su un balcone / terrazzo, ci sta almeno regalando una fioritura prematura, eppur gradita.
Pare durerà poco, o quantomeno che nel weekend arriverà una perturbazione con abbassamento delle temperature, ma intanto i fiori lì stanno.
Speriamo piuttosto che le nuove rose che avevo appena portato al cimitero non mi facciano ciao ciao.

Intanto, mi mantengo in forma (seeee), dacché siam reclusi, trafficando in casa. Soprattutto declutterando in garage in verità, come vi raccontavo, in ogni caso mi permette di fare un minimo di movimento, mi dà la sensazione di star facendo qualcosa di utile e di avere uno scopo, un futuro.
Non dico che veda la morte ad un passo, eh, dico però che siam tutti a rischio, tutti in bilico, ce lo ricorda l’Ecclesiaste ma in realtà ora come ora pure di più. Darsi un obbiettivo (in questo caso, utile pure in caso di dipartita per chi dovesse restare a smazzarsi le tue cose personali, comprese cianfrusaglie che non hai avuto il coraggio di buttare), aiuta.
Ormai di oggetti da eliminare senza appello me ne son rimasti pochini. E’ tempo di dedicarsi al gruppo di quelli palesemente inutili, ma ingombranti / pesanti, per i quali avrò bisogno (più avanti evidentemente) di una mano virile, e in un paio di casi anche di una piccola consulenza. Per esempio: i bastoni di bambù che mia madre usava nell’orto per i pomodori, conviene tenerli o gettarli? Ho intenzione di piantare dei pomodori adatti al balcone in vasi di media grandezza, ma dispongo anche di bastoni diversi, più piccoli e meno rovinati. Ci penserò.
Mentre do qualche ritocco e rifletto sulle prossime mosse, nelle prossime “sessioni” mi sposterò sulla cantina: che è una terra ancora più inesplorata e magica.

Mentre falcio un libro di non-fiction, saggio, biografia ecc. via l’altro sul Kindle, comodamente spiaggiata sulla sdraio in terrazzino, sappiate che mi sto già abbronzando. Il sole picchia. Dalle 14.00 alle 15.30 circa mi metto shorts e magliettina, ciabatte estive, e vado a cuocere un po’, così nel caso sarò perfetta per la prova tampone. Ora riesco persino a farmi un micro-codino, e allo specchio mi sembro meno scema. Fico! ♡
Dopo, è l’ora dei delitti su Nove. E chi se li perde! Non c’è gara: il virus fa molte più vittime, ma vuoi mettere col fascino di un serial killer, l’emozione di scoprire un criminale attraverso le riprese delle telecamere a circuito chiuso, la suspence sull’identità del rapitore e sulla sorte dell’ignara brava ragazza di turno?
Buona giornata a tutti, e state accorti quando uscite con la vostra autocertificazione per fare la spesa. Il mondo è un brutto post(o).

Considerazioni in tempi di virus

Mutuandole dal mio commento a Gio sull’ultimo capitoletto della sua cronaca di quarantena, riporto un paio di considerazioni inattuali.

  • se i famosi 49 milioni della Lega in questo momento ci farebbero comodo, figuratevi a noi lombardi quanto più ci farebbe comodo recuperare l’enorme residuo fiscale che lo Stato ci trattiene!
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  • giusto l’altroieri stavo per andare in posta a pagare il rinnovo dell’abbonamento al Messaggero di sant’Antonio. Toh! Chiaro che non è urgente. Ho poi desistito perché, ancorché la gente fosse poca, ovviamente le operazioni al momento vanno a rilento.
    Perché, direte?
    Semplicemente perché il supermercato è lì a fianco, sarei uscita comunque, e con mascherina e guanti pagare o non pagare una roba in più, anche se inessenziale, non fa differenza. Ho aspettato, ma d’altronde lo farò in settimana comunque: è arrivata anche la bolletta della luce, scadenza al 28, perciò…
    … tutto questo per dire: se non è fondamentale, meglio evitare. Al tempo stesso, tuttavia, per queste faccende così come per i grandi crimini, forse se non abbiamo tutti i dati a disposizione (e chi mai ne dispone?) potremmo anche capire che non sappiamo se davvero abbiamo davanti degli sconsiderati oppure no.
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  • su vaccini ed autismo – eccetera eccetera – ciò che valeva ieri, prima della pandemia, deve valere anche oggi. Non sono antivaccinista tout court, ma – a grandi linee – sono dalla loro parte.
    E sul vaccino contro il coronavirus, quando sarà disponibile (speriamo presto, ma non troppo presto!), riflettiamoci bene: non è la prima volta che – legalmente e legittimamente, sia chiaro – ne viene messo in commercio uno anti-influenzale prima del tempo, cioè anticipando i termini della sperimentazione causa urgenza. Si può scegliere di farselo iniettare, ma bisognerebbe essere consapevoli (= essere messi in condizioni di sapere) a quale stadio è arrivato, e quali rischi si corrono. Condizionale d’obbligo…!

Sete

La commozione e lo stupore di essere al mondo.
La tristezza di esserci da sola.
Non ho famiglia, non ho casa.
Dove sono andati tutti?
Chi in isolamento capisce quanto vale ciò che ha.
Chi, come me, capisce quanto non ha, di quanto difetta.
Il sole picchia, sul balcone e su di me, che me ne sto in pantaloncini e maglietta.
Ho sete ma non di acqua.
Mi circonda un silenzio da deserto: pieno, attento, protettivo.
Silenziosa e vuota, ma al centro del mondo; l’unico posto in cui mi sento a casa.
In cui riesco a toccare il mio nucleo.