Te Deum (Novembre 2019)

Al termine di questo mese voglio ringraziare il Signore per:

  • le pennette panna e salmone!… (qui una variante stuzzicante per le emergenze);

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  • il sole enorme ed infuocato che ho visto levarsi all’orizzonte il 9.11., come un tuorlo d’uovo formato famiglia che si squaglia sui campi;
  • il “mio” mongolo (o almeno credo lo sia), nume tutelare di via Corsica, che mi fa sentire a casa ogni volta che lo incrocio – bizzarro, visto che lui una casa dubito ce l’abbia, ma del resto “casa” è la nostra città:
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Non è lui, ma ci va vicino.
  • la tessera gratuita per la rassegna teatrale dialettale che M.T. mi ha promesso mi farà avere, l’ultima volta che ci siamo incontrate ♡ ;
  • la scrittura, che è un salva-vita potente;

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  • le bellezze tipiche che infestano i treni regionali: come il mulatto con le cuffie, che ho fissato spudoratamente, e la bionda raffinata che ho solo sbirciato con la coda dell’occhio…;
  • la Signora in rosso, la vecchina pimpantissima sul cui muretto di casa mia madre si fermava sempre a sostare per riprendere fiato, e sul quale ora mi fermo io;
  • la coccinella che mi si è rifugiata in casa e mi ha adottata, e che tutte le sere ritrovo a gironzolare sulla scrivania:

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Te Deum (Ottobre 2019)

Al termine di questo mese voglio ringraziare il Signore per:

  • le castagne raccolte nel bosco che la mia vicina mi ha regalato (le prime caldarroste della stagione!), i melograni aggràtise che ho prelevato dal nostro giardino, ma anche la lumachina sulla tomba al cimitero e la cavalletta tanto carina che s’è posata sul mio cactus, e ha avuto la pazienza di lasciarsi fotografare:

 

  • il foulard sui toni del beige e del marrone trovato all’associazione, che sarebbe piaciuto alla Mater e che s’abbina bene con la matita occhi che uso di solito;
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  • a proposito dell’associazione, grazie per la rumena-volontaria nuova, che sembra una a posto, e per la rumena-badante, che mi fa ridere un casino, e in quel posto grigio et noioso ci vuole;
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  • M., l’infermiera del Cps, con cui si parla di parrucchieri e di soluzioni organizzative per evitare di saltare i pasti – ed è una personcina interessante;
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  • i sorrisi delle persone che incontro per strada, che palesemente mi conoscono e mi salutano, o addirittura mi fermano per chiacchierare (la metà delle quali non ricordo mai chi cazzo sia. Ma come dicevo qui, ho imparato a mentire… white lies, white lies! Prima o poi risponderò al saluto sbagliato, di qualche maniaco che lo prenderà per consenso alla carneficina);

 

  • la serata in biblioteca a tema marinaresco, caruccia; lo spettacolo de Il magico baule che spacca sempre; il ritorno al cinema – cercherò di non lasciar passare altri tre anni alla prossima volta;
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  • Tea, la gatta di L., che ho battezzato io in onore della regina  longobarda Teodolinda. Sfranfugnarle la moquette sulla pancia è un sogno proibito:

 

  • le giornate di caldo extra, che non sono un bel segnale per il nostro clima ma che personalmente mi sono goduta assai, riscaldando le mie stanche ossa al sole sul terrazzo;
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  • la pizza di Birbes, goduriosa, e soprattutto Pino lo strano che ce l’ha comprata e consegnata – prima di defilarsi. Il sogno di tutte le (ex) mogli (cioè della mia amica), ma, comunque, strano 🙃 C’è in programma anche un caffé da lui per un disbrigo di pratiche, Dio solo sa cosa ci farà trovare davanti 😙;
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  • il calore di casa propria quando si rientra dalla pioggia esterna e si indossa il pigiama prelevato bollente dal calorifero;
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  • i due giorni da zia M., tra coccole, buon cibo, e tane tranquille in cui rifugiarsi;
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  • il contributo economico del Comune (fondamentale) e quello dell’amico S. (provvidenziale).

Te Deum (Settembre 2019)

Al termine di questo mese voglio ringraziare il Signore per:

  • i cinque giorni di vacanza al mare, con tutto quel che c’è stato dentro, ed in particolare per l’ospitalità squisita di S. e D.;
  • l’avvocato, anzi gli avvocati, che mi hanno segnalato, e che fortunatamente garantiscono il gratuito patrocinio (oltre ad una buona competenza, come ho potuto appurare);
  • il lavoretto extra d’un paio di settimane che mi han proposto, per cui tirerò su qualche soldo… tanto per cambiare, e per campare!;
  • il libro di Safran Foer sul cambiamento climatico, prezioso;
  • ovviamente, l’autunno in sé, che mi ha portato un gran sollievo – e che fornirà a molti l’occasione di negare il succitato cambiamento climatico ed anzi lamentarsi del freddo;
  • i fichi!!!;
  • Supernatural, che è fichi-ssimo;
  • la Benedetta (Bianchi Porro).

Te Deum (Luglio 2019)

Al termine di questo mese voglio ringraziare il Signore per:

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Foto di repertorio (2018).

 

  • il blog (questo), i blog (i miei passati), i blog (quelli che leggo, al momento corrente arrivati a 62), e soprattutto i blogger!;
  • il ventilatore e la pala da soffitto. Santa Madre. Toglietemi tutto, ma non il ventilatore e la pala;
  • i frutti della passione e gli zingari felici… (vedi qui);
  • Humphrey Bogart. Sul mio fustino del detersivo. Proprio lui:

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  • le notti (soprattutto le estivissime notti horror televisive) in cui resto alzata a lungo. Non dovrei approfittarne tanto, ma Tu mi conosci;
  • gli amici che non si stancano di invitarmi a raggiungerli. Sono una frana ed una scansafatiche, ma dovessero passare anni, non me ne dimentico.
    Né mi dimentico l’aiuto extra che mi stanno dando.

Te Deum (Giugno 2019)

Al termine di questo mese voglio ringraziare il Signore per:

  • la certezza che “siamo nati e non moriremo mai più”. Una certezza pre-razionale, atavica, quella che avevo da bambina;
  • L. e D., che mi hanno scaldato il cuore nei momenti più pesanti ed incasinati;
  • S., che mi fa sentire pensata ogni giorno ma in modo leggero: condividendo soprattutto le cose minime, e Nonna, che non è la mia nonna, ma è diventata una nonna condivisa;
  • tutto il cibo preparato, conservato e lasciatomi in eredità da mia madre; e tutto quello ricevuto in carità; il centro di distribuzione d’acqua gratuita;
  • quel bel ragnetto baffuto che mi ha fatto compagnia gironzolando per casa;
  • le gazze in volo fuori dalle mie finestre – ma anche i piccioni che mi hanno divertito cercando di costruirsi il nido sopra i miei vasi di erba di Santa Teresina. Devo certo avergli creato delle serie frustrazioni levando ogni volta i rametti;
  • il nuovo bocciolo di rosa fiorito dalla piantina sul balcone:

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  • il campo arato di fresco dietro casa e l’odore di campagna alla sera;
  • il silenzio, la solitudine, la quiete; quel rombo basso e costante che la notte mi fa pensare che la terra, girando su se stessa, produca un suono;
  • il concerto per organo RV439 di Vivaldi (“La notte”);
  • Radio Maria e TV2000 (in particolare per la trasmissione del rosario da Lourdes);
  • l’odore della carta stampata, della terra bagnata e della benzina;
  • il sorriso della donna indiana? pakistana? incontrata al centro di distribuzione acqua comunale; un bacio (né casto né malizioso) stampato sul collo ad un uomo interessante;
  • l’allieva della scuola professionale parrucchieri che è andata in crisi durante l’esame finale, ma è riuscita comunque a terminarmi taglio e colore!;
  • l’origano, la cannella e il cacao amaro;
  • le mattinate sul balcone a leggere ed i pomeriggi sul balcone a prendere il sole: sembrava davvero d’essere al mare!;
  • tutti i rettili che mi rallegrano le uscite: le lucertole del cimitero, la tartaruga di terra (nel giardino di quella villetta a schiera davanti a cui passo sempre)…;
  • la tortora Rodolfa che ha fatto il nido sopra il braccio meccanico della mia tenda da sole, sul balcone. Le ho intimato di non scagazzarmi addosso, pena finire in forno con le patate, ma Tu sai che non lo farei mai, la amo troppo;
  • il pennuto Alfredo (un tacchino, forse?!) che abita il laghetto nel nuovo parco cittadino:

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  • le succose discussioni su cinema e dintorni di cui posso giovarmi in questo vasto lago che è WordPress (è bello essere tornata a casa);
  • il fatto di avere un tetto sopra la testa – che non è scontato;
  • la vecchina che ha fatto su e giù col carrello tra supermercato e casa per tutta l’ora e mezza che son rimasta ad aspettare quei caproni della cooperativa che m’han bidonato (si può dire caproni in un Te Deum?), e che impietosita mi ha persino regalato una moneta per il caffé. Beata donna, appena ho potuto altro che caffé, ho trangugiato 2 litri di roba tra succo d’arancia da frigo e affini… conservala idratata e in salute.