E-book, fumetti, riviste gratuiti per la 40ena

Fonte:
Vademecum del perfetto scroccone digitale – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la quarantena — libreria minima

DISCLAIMER: Tutte le iniziative raccolte di seguito sono gratuite o quasi pur essendo il frutto del lavoro di numerose persone: scrittori, redattori, editori, illustratori, fumettisti, sceneggiatori, giornalisti e via dicendo. Vi invitiamo, di conseguenza, a sostenere come potete tutte queste realtà (specie quelle piccoline) acquistando un libro, un eBook o un abbonamento, per superare tutti insieme questo momento critico.

dottor-stranamore-mascherina-sigaretta

Cosa c’è di meglio che spaparanzarsi sul divano con la propria coperta preferita e leggere un bel libro? Poche cose, molto poche. La pizza, forse, ma quella è l’eccezione.
Certo, quando si è obbligati a rimanere in casa l’effetto non è proprio lo stesso, e si rischia di trasformare un’attività meravigliosa e tanto agognata in una routine insopportabilmente tediosa. Per fortuna arrivano in nostro soccorso diverse case editrici e piattaforme, che in questi giorni si sono adoperate per risollevare il nostro spirito con contenuti gratuiti e interessanti iniziative. Di seguito, quindi, un elenco quasi completo che manterremo aggiornato nelle settimane a venire: per non perdervi niente, seguiteci su Facebook e Instagram, dove vi manterremo al corrente delle novità del giorno.

Libri

Dal sito di Adelphi è possibile scaricare gratuitamente il libro In cerca di guai di Mark Twain, una divertente testimonianza delle mirabolanti peripezie a cui l’autore andò incontro durante una lunga e travagliata permanenza nel Far West americano. L’eBook è disponibile in formato epub e mobi (preferite quest’ultimo se possedete un Kindle), e con le sue 500 e più pagine vi terrà sicuramente compagnia per un bel po’ di tempo. Un altro eBook gratuito è Doppio sogno di Arthur Schnitzler, testo teatrale al quale Kubrik si è ispirato per la sua ultima pellicola, Eyes Wide Shut.
Inoltre, iscrivendovi alla newsletter, potrete scegliere di scaricare un libro a scelta tra Moby Dick di Herman Melville e Suite francese di Irène Némirovsky.


Anche Il Saggiatore ha scelto di aderire alla campagna di solidarietà digitale regalando un eBook ai propri lettori. Il primo è Città Sola di Olivia Laing, ma ogni due giorni, sempre sulla stessa pagina, ne verranno proposti altri. Un’occasione davvero imperdibile per recuperare i titoli di uno degli editori più importanti del panorama italiano.


Per i bambini veri o i diversamente bambini, Gallucci regala un eBook a scelta tra una selezione di otto titoli del loro catalogo: stimolanti romanzi e sempreverdi raccolte di racconti di alcuni grandissimi autori della letteratura per l’infanzia, come Carlo Collodi e Roberto Piumini. Trovate tutto qui.


Bertoni Editore propone invece un qualsiasi libro in formato digitale dal loro catalogo (consultabile qui). I titoli sono moltissimi e spaziano dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia alla letteratura per l’infanzia. Per ottenere l’eBook è necessario inviare una mail all’indirizzo j.bertoni@outlook.it specificando nome, cognome e il libro sul quale è ricaduta la vostra scelta. basta visitare il loro sito: ogni giorno verrà stilata una selezione di una decina di eBook tra i quali scegliere.


Fino al 3 aprile, Bookabook mette a disposizione un eBook gratuito a scelta tra otto titoli. Per scaricare il proprio preferito è sufficiente visitare questa pagina e, dopo aver cliccato sul titolo prescelto, utilizzare il codice sconto leggereacasa.

Copertine di sei libri dei libri regalati da Bookabook

Su Bookrepublic, per l’iniziativa #ioleggoacasa, ventidue editori propongono un eBook da scaricare gratuitamente tramite il sito usando il codice promozionale “ioleggoacasa”.


Le edizioni E/O mettono in sconto, fino al 22 marzo, diversi dei titoli del loro catalogo in formato digitale: trovate l’elenco completo a questa pagina. In regalo, invece, Il colonnello Chabert di Honoré de BalzacL’uomo che corruppe Hadleyburg di Mark Twain e Vita su un pianeta nervoso di Matt Haig.


Le edizioni Ensemble propongono un qualsiasi libro del loro catalogo da scaricare gratuitamente in formato digitale (pdf o epub). Date un’occhiata al loro catalogo e, dopo aver scelto, mandate una mail all’indirizzo edizioniensemble@gmail.com specificando nell’oggetto il vostro nome e cognome più il titolo che desiderate.


Cliquot edizioni regala in formato digitale il libro L’uomo che diventò donna di Sherwood Anderson, una raccolta di dieci racconti ambientati negli Stati Uniti, e Il cavaliere con gli stivali azzurri di Rosalía de Castro, uno dei romanzi più interessanti della scrittrice sebbene rimasto fino a ora inedito in Italia. Non perdeteveli!


CasaSirio editore, una piccola casa editrice indipendente di Roma, offre a costo zero l’abbonamento a CasaSirio Addicted, sezione speciale del sito nella quale è possibile scaricare diversi eBook e libri in formato pdf, ma anche accedere a numerose videolezioni, slide, interviste e approfondimenti sul mondo del libro e dell’editoria. Si tratta di un’iniziativa molto particolare: se non volete perdervela, basta lasciare un commento sotto questo post sulla loro pagina Facebook. E se siete curiosi di sapere cosa vi aspetta esattamente, qui trovate un elenco dei contenuti compresi nell’abbonamento.


Un eBook in regalo anche da parte di Bibliotheka Edizioni: scegliete il vostro preferito dal loro vastissimo catalogo e inviare il titolo scelto all’indirizzo mail vendite@bibliotheka.it. Poesia, narrativa, saggistica, guide e manuali tra i più disparati: c’è davvero di tutto!


La piccola casa editrice San Marco dei Giustiniani regala ogni venerdì un libro in formato digitale del loro vasto catalogo, oppure un numero della rivista Trasparenze, o ancora un numero della collana Quaderni della fondazione. Cliccate qui per scaricare il titolo della settimana!


Scaricabile in pdf anche un titolo a scelta tra quelli proposti dalle edizioni Dedalo.
Vi basta visitare la pagina dedicata sul loro sito, che trovate qui.


Edicola edizioni propone il romanzo Tony Nessuno di Andrés Montero, vincitore del Premio Iberoamericano de Novela Elena Poniatowska nel 2017, un titolo avvicente che porterà il lettore a districarsi tra i misteri che aleggiano sul Grande Circo Garmendia, tra bizzarri personaggi, antichi libri dalla provenienza incerta e un bambino senza nome. Potete scaricarlo qui in formato epub o mobi.


Sette gli eBook gratuiti offerti da L’Orma editore, scaricabili qui in formato ePub o mobi. I primi due titoli, L’uomo della sabbia e La principessa Brambilla di E.T.A. Hoffmann, sono disponibili dal 14 marzo, mentre gli altri verranno resi disponibili nei giorni seguenti. Una selezione interessante e generosa, assolutamente da non perdere.


Sono circa una decina i titoli, in formato digitale, che Racconti edizioni mette a disposizione a un prezzo irrisorio (da 0,49 centesimi a 1,99 euro: parliamone). Potentissimo Fantasie di stupro di Margaret Atwood, mentre Non chiamarmi con il mio nome di James Purdy è una bella scoperta; assolutamente da recuperare Oggetti solidi di Virginia Woolf, raccolta di racconti e altri scritti dell’autrice che è praticamente introvabile altrove, anche perché la versione cartacea è esaurita. Per vedere tutti gli altri, cliccate qui.


Sullo store di Kobo è possibile scaricare gratuitamente una selezione di eBook di narrativa contemporanea, classica, per bambini e graphic novel. Tra le case editrici coinvolte troviamo Edizioni E/OLa Nave di TeseoFazi Editore66th and 2ndCarbonio editoreFeltrinelliDeAgostiniCompagnia Editoriale AlibertiAdelphi.


Un eBook gratuito al giorno fino al 3 aprile: è questa l’offerta di edizioni Las Vegas. Si inzia con Festival Maracanã di Vito Ferro, tra i fondatori della casa editrice Autori Riuniti. Per scoprire quali saranno i titoli successivi, potete seguire i profili di Facebook e Instagram.


L’agenzia di storytelling Book on a tree organizza “BOTteghe Aperte“, una sorta di maratona di scrittori le cui storie verranno pubblicate attraverso la piattaforma Wattpad. Il primo a farsi sotto è Davide Morosinotto, autore di La più grande.


Per chi ha già un abbonamento Amazon Prime è possibile aderire a Kindle Unlimited con un periodo gratuito di prova della durata di due mesi al posto di uno (attenzione però: l’offerta così com’è può essere sottoscritta solo fino al 31 marzo). Il catalogo dei titoli disponibili è praticamente sterminato, unendo uno stuolo di classici alle nuove uscite. Gli eBook sono tutti scaricabili senza alcun costo e trasferibili su diversi dispositivi grazie all’applicazione relativa, anch’essa gratis. Unica pecca sono i soliti problemi di compatibilità con gli eReader non prodotti da Amazon.


Fumetti

Su Issuu, Rizzoli Lizard mette a disposizione Dieci sbagli, un breve libricino illustrato di Franco MatticchioLa quinta stagione di “Vita con Lloyd è invece scaricabile gratuitamente, ma con la possibilità di effettuare una donazione destinata all’Ospedale Papa Giovanni XIII di Bergamo, città particolarmente colpita dall’epidemia di Covid-19.


Rimanendo in tema di fumetti, anche ReNoir propone due titoli alla settimana, ogni lunedì e giovedì, da consultare liberamente su Issuu.


Edizioni BD e Dentiblù si fanno promotrici della campagna #FumettiAtHome: più di venti titoli in formato digitale disponibili al prezzo di 1 euro. Nota importante: il ricavato andrà interamente a finanziare l’Ospedale Luigi Sacco di Milano, da settimane impegnato nell’emergenza Covid-19.


NOVITÀ – La casa editrice Kleiner Flug mette a disposizione due fumetti da leggere gratuitamente: Dante Alighieri. “Amor mi mosse” di Alessio D’UvaFilippo Rossi e Astrid Lucchesi, e Francesco Petrarca di Filippo Rossi e Claudia “Nuke” Razzoli.


Mammaiuto, collettivo di fumettisti, da sempre permette di visualizzare gratuitamente numerosi webcomic, che si possono acquistare nella copia fisica all’interno del loro shop. Ci sono molte perle da scoprire: tra quelli che ho letto vi consiglio Ross di Claudia “Nuke” RazzoliPregnancy Comic Journal di Sara Menetti Cavalier Inservente di Francesco Guarnaccia.


E se ancora non ne avete abbastanza di fumetti, perché non fate un salto da quelli di Amianto Comics? Vi aspettano molti numeri dell’omonima pubblicazione, consultabili direttamente dal sito, ma anche acquistabili se desiderate sostenere il progetto. In ognuno potrete trovare storie autoconclusive o a episodi realizzate dai differenti artisti che collaborano alla rivista.


Sempre nell’ambito delle autoproduzioni, il Collettivo Canederli, un gruppo di giovani illustratori e fumettisti, rende gratuitamente consultabili tre dei loro albi illustratiInaba di Asia MarianelliLe arti del mago di Amos di Toma e La grande ombra di Eleonora Simeoni. Li potete trovare qui, e se volete rimanere aggiornati sui lavori più recenti del collettivo trovate tutto sui loro canali social: Facebook e Instagram.


Su Fumettologica potete invece recuperare numerosi fumetti, autoconclusivi o a puntate, inediti e non, realizzati da numerosi autori differenti. Da Manuele Fior a Ratigher, da Conxita Herrero a Shin’ici Abe, potete spaziare agilmente tra le più originali voci del panorama del fumetto contemporaneo comodamente adagiati sulle vostre poltrone.


Coconino ha dato il via all’iniziativa “Una quarantena di fumetti“: da oggi fino al termine dell’emergenza renderà disponibile gratuitamente un fumetti al giorno tra quelli presenti in catalogo. Per rimanere aggiornati, tenete d’occhio l’hashtag #unaquarantenadifumetti su FacebookInstagram e Twitter).
Il fumetto di oggi è Luna del mattino di Francesco Cattani, reperibile qui.
Disponibile anche una selezione di storie realizzate per il progetto Fumetti nei musei: ne trovate sei diverse ogni domenica, presentate poi singolarmente, sempre su Issuu, nel corso della settimana successiva.


Anche NPE si impegna a regalare un fumetto a settimana, da scaricare in formato pdf, a partire da venerdì 13 marzo. Il primo è The Black Cat di Nino Cammarata, fumetto chiaramente ispirato all’omonimo racconto di Edgar Allan Poe (anche questo si può leggere gratis, o a fronte di una piccolissima donazione, qui). Iscrivendovi alla newsletter potete ricevere il fumetto automaticamente nella vostra casella di posta elettronica; in caso contrario, tenete d’occhio il sito della casa editrice e i suoi canali social (FacebookInstagramTwitter).


Anche Bao si aggiunge alla lista, offrendo gratuitamente i sei volumi della prima stagione del fumetto John Doe di Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni: potete scaricarli dallo store online che preferite (Kindle store, Apple Books, Google PlayKobo store). Fino alla fine del mese di marzo, potete inoltre acquistare la versione digitale di 21 fumetti scelti a solo 1,99 euro: tra questi, Alice: di sogno in sogno di Giulio MacaioneSempre pronti di Vera Brosgol (ne abbiamo parlato qua!), Papaya Salad di Elisa Macellari e Le ragazze nello studio di Munari di Alessandro Baronciani. Per vedere tutti gli altri, cliccate qui.


Un altro autore che sceglie di regalarci una delle sue storie è Giulio Macaione, fumettista con all’attivo numerose pubblicazioni a livello nazionale e internazionale. Per Comma22 ha pubblicato Ofelia, nato come webcomic, mentre per Bao sono usciti BasilicòStella di mare e, più recentemente, Alice: di sogno in sognoUna mattina qualunque fa parte delle sue opere autoprodotte: lo potete leggere gratuitamente e per intero qui.

Copertina di "La fine dell'estate" di Giulio Macaione

Riviste

Mondadori offre la possibilità di scaricare un eBook dal proprio catalogo, nonché la sottoscrizione di un abbonamento gratuito trimestrale di una rivista in formato digitale, a scelta tra CasaFacileChiDonna ModernaFocusFocus JuniorFocus StoriaGialloZafferanoGraziaIconIcon Design e Tv Sorrisi e Canzoni. Le modalità con le quali ottenerli sono per il momento ancora da definire, ma provvederemo ad aggiornare l’articolo appena disponibili.


Sempre per quanto riguarda le riviste, è possibile scaricare il numero di gennaio-marzo 2020 di Hystrio, trimestrale di teatro e spettacolo, e il numero di marzo di Leggere:tutti, mensile di lettura e letteratura che potete ottenere semplicemente inviando una mail a info@leggeretutti.it.


Le edizioni Condé Nast propongono gratuitamente, a partire dal 13 marzo, un abbonamento di tre mesi alla versione digitale di una rivista tra Vanity FairVogueWiredLa Cucina ItalianaADGQ e Traveller. Per ottenerlo è sufficiente scaricare il numero scelto tramite Google Play o App Store, cliccare sul link “Free pass” e, dopo aver creato il proprio account, inserire uno di questi codici:

  • Vanity Fair > VF4YOU
  • Vogue > VOGUE4YOU
  • Wired > WIRED4YOU
  • La Cucina Italiana > LCI4YOU
  • AD > AD4YOU
  • GQ > GQ4YU
  • Traveller > TRAVELLER4YOU

Se nessuna di queste riviste vi interessa, potete sottoscrivere un abbonamento gratuito di due settimane a Readly, che mette a disposizione più di 4.000 differenti pubblicazioni italiane e internazionali da sfogliare comodamente dal proprio computer, tablet o smartphone.


Podcast e audiolibri

La casa editrice Black Coffee promette di farci compagnia con il podcast Black Coffee Sounds Good, che aumenta la sua programmazione da un episodio al mese a uno a settimana! La voce di Marta Ciccolari Micaldi (anche conosciuta come La McMusa) vi accompagnerà in un lungo viaggio attraverso la letteratura statunitense contemporanea. Per rimanere aggiornati, seguite l’hashtag #viaggiamodacasa su FacebookInstagram e Twitter.


Se avete voglia di buttarvi sugli audiolibri, qui trovate l’elenco completo di tutte le puntate del programma Ad alta voce di Rai Radio 3: classici e meno classici della letteratura di (quasi) tutte le epoche che spaziano dalla forma del romanzo a quella del racconto, dal giallo al gotico, dal mattone russo alla prosa più agile. Tra i capolavori da segnalare troviamo Il nome della rosa di Umberto Eco letto da Moni Ovadia e I dolori del giovane Werther di Goethe a cui presta la voce Toni Servillo.


Infine, Storytel Audible offrono da sempre un periodo di prova gratuito della durata rispettivamente di 14 e 30 giorni. Anche in questo caso i titoli disponibili sono moltissimi e in grado di incontrare i gusti più disparati.
Audible, inoltre, offre una selezione di alcuni audiolibri da ascoltare gratuitamente anche se non si è abbonati: li trovate qui.


Per tutte le ulteriori iniziative,
si faccia riferimento al sito ufficiale Solidarietà digitale.

 

Dei pensator piccini

Domani pubblicherò, o meglio ribloggherò, un post denso di opportunità di lettura (gratuite) per attraversare l’ancora vasto mare della quarantena collettiva.
Cose belle da leggere, dunque.
Ne esistono però anche di brutte, come questa lettera di Calvino a Magris che ignoravo: avrei potuto continuare ad ignorarla, ahimè non è stato così.
Dietro, o dentro, ad un fine scrittore, ad un intellettuale di peso, spesso si nasconde l’amara realtà di una persona leggera, e non nel senso che Calvino stesso insegnò ad apprezzare – una persona da poco, tanto ben funzionante in un ruolo quanto scarsamente raziocinante nell’altro.
Non c’è da stupirsi: fra le meraviglie del mondo perfettamente note e normali è inclusa quella che vede anime, intelligenze ed abilità molto difformi abitare all’interno d’un medesimo individuo.
Il legame tra il valore del testo ed il valore di chi lo genera (non: crea) è variopinto ed anch’esso non univoco, non sto a dire: cestinate i vostri libri dell’Italo nazionale (intrinseco gioco di parole) poiché l’Italo in sé, esprimendo una teoria di corbellerie (per quanto solenni), si dimostra un essere piccino. Ovviamente.
Dico: siano lodate le biografie, anche quelle auto-, gli epistolari, i diari e quant’altro atto a levar le mutande alle statue come costui. Così potremo continuare a leggerlo, senza tuttavia scordare che la grandezza letteraria non esclude la debolezza intellettuale più o meno estesa. E’ una forma d’infezione pure quella, non meno importante di Covid19.

libri (marzo 2020) – pt. I

cesso elegance

La peste – Albert Camus

La drammatica sera in cui non avevo ancora ripristinato il Kindle, che faceva le bizze, ed avevo esaurito i prestiti della biblioteca, mi sono ritrovata a vagare nel panico tra gli scaffali di casa; in preda all’astinenza. Poi mi è venuto in mente che avevo preso in mano più volte questo libro, senza mai decidermi, libro che proprio ora viene citato da diversi blogger che vengono in soccorso dei quarantenati per coronavirus.
Così c’ho provato. Non avessi tentennato tanto!
Immaginavo un libro magari valido, sì, ma pesantino e un po’ farraginoso, invece è scorrevole, piacevole, profondo ma con naturalezza. Una fiction dalla verosimiglianza a maglie larghe. Io ci trovo persino una vena non dico ironica, ma di osservazione distaccata e scafata, e se non indulgente almeno affettuosa, rispetto alla natura umana descritta nelle sue reazioni alla diffusione del contagio, alle misure di contenimento ed isolamento, allo stravolgimento in un verso o nell’altro della propria esistenza.
Vi ricorda qualcosa?
Insomma, ne sono entusiasta.

Massa e potere – Elias Canetti [*kindle]

Per il mio giretto nel Novecento, avevo in programma anche questo titolo di Canetti, del quale ho letto soltanto La lingua salvata. Grazie a Lucius, me lo sto leggendo sul Kindle, che ho rispolverato, e cara grazia che non ne avverto il peso e la… massa, appunto: ha tutta l’aria d’essere lungherrimo. Non un mattone, questo no: anzi, ha uno stile inaspettato, che mi fa pensare alla narrazione di fiabe e miti anziché alla saggistica; però è abbastanza impegnativo, perché esplora concetti importanti senza darne definizioni, ma passando direttamente alla descrizione.
Lo proseguo alternandolo alle altre letture, ma non so ancora se lo leggerò per intero.

Preghiera per Chernobyl – Svetlana Aleksievic [*kindle]

Così come per Tempo di seconda mano (meraviglioso) e tutti i suoi libri di ricostruzione storica “dal basso”, anche questo è costituito dai racconti e da interviste ai protagonisti degli eventi, i protagonisti privi di cariche istituzionali e di potere: abitanti sfollati, mogli dei tecnici e dei pompieri morti in seguito all’esplosione del reattore 4, militari, malati cui è stato tolto tutto, anche il conforto della propria terra.
E questo è il dato di fatto. Il dato personale, invece, è che tanto per cominciare durante la lettura della prima testimonianza, quella di Ludmjla, moglie del pompiere Vasilj, ho pianto come una fontana e pensato che volevo interrompere, e basta. Mi ha fatto un male cane, cazzo. Per cui non l’ho più aperto per diversi giorni, finché non m’è sembrato di aver assorbito il colpo. Poco alla volta e con prudenza, ho proceduto; è molto bello e molto forte, non c’è pagina priva di spine.

Tutte le poesie – Wisława Szymborska [*kindle]

In poesia sono un disastro, come quei bambini dallo stomaco delicato che all’asilo possono mangiare solo riso in bianco e verdurine bollite, altrimenti si ritrovano in subbuglio dopo ogni pasto.
Credo di poter dire sinceramente di amare la poesia (e questo non ha niente a che vedere col fatto che ne scrivo anche), ma molto di rado incontro qualcosa che mi soddisfa appieno, che non mi pone problemi di resistenza – annoiandomi, sconfortandomi, oppure mostrandosi illeggibile senza parafrasi a fianco.
Ci vuole anche un po’ di questo, lo so, ma non fa per me. La vita è breve e la poesia dovrebbe rischiararla, non incasinarla, e farlo attraverso una moderata e fruttuosa fatica spirituale, non attraverso un gravoso sforzo intellettuale.

Tutto ciò per dire che la Szymborska, che finora avevo solo piluccato, mi aveva pur suggerito subito che poteva essermi amica; e infatti ho scoperto che lo è davvero.

La mente prigioniera – Czesław Miłosz [*kindle]

Subito dopo la Szymborska ho aggiunto al lettore un altro autore polacco da tempo nel mio mirino, con un saggio però (ancora in lettura) e non con le sue poesie. Casualmente, il tema s’incrocia benissimo con la Aleksievic: nel testo infatti, secondo le parole di Wikipedia, Miłosz

“affronta il complesso rapporto tra letteratura e società nell’ambito delle democrazie popolari satelliti del mondo sovietico. Demistificando esplicitamente ogni idealizzazione del socialismo reale, evoca e analizza tanto l’adesione quanto la dissociazione degli intellettuali al sistema (il Murti-Bing) consolidatosi in Polonia nel dopoguerra”.

Ciononostante si differenzia da altri dissidenti del periodo per la sua ammissione che, anche sotto la dittatura, un’espressione artistica – ancorché non del tutto libera – si rende possibile; e che anzi la norma fu costituita da intellettuali abituati a ben gestire e giostrarsi con le limitazioni imposte dal Partito, capaci di altrettanta furbizia e sottigliezza, allenati al compromesso.

Brevi interviste a uomini schifosi – David Foster Wallace

Le interviste (fittizie) rappresentano in realtà soltanto una piccola parte di questa raccolta di racconti, particolari come lo sono tutti i frammenti narrativi dell’autore, e come viene ripetuto più volte nelle introduzioni, d’avanguardia. Non adatti insomma a chi stia cercando storie “pulite”, dalla forma convenzionale, subito inquadrabili e dal forte potere di immedesimazione.
Spesso, invece, l’effetto è quello di rifiutare ed allontanare una equivalenza anche solo ipotetica fra lettore e personaggio. L’ironia di dfw qui, piuttosto che amichevolmente dissacrante, è acida, corrosiva.
Tema portante, il sesso.

Devil, Diavolo Custode – Kevin Smith, Joe quesada
Devil, Father – Joe quesada

E alla buon’ora ho recuperato anche qualcosa di Daredevil. E’ ancora presto per decidere cosa ne pensi, ma di certo mi piace più di molti altri Tizi in Tutina (o in pigiama, come direbbe Karen Page).
I cenni al cattolicesimo mi son parsi discreti e sensati, non troppo calcati ed anche ironici: dato il rapporto controverso con le proprie origini, il fatto che Murdock casualmente capti suoni che indicano un reato in corso proprio mentre sta per confessarsi non passa inosservato 😄
Detto questo: la storia del primo, Diavolo Custode, mi sembra più densa e romanzesca, ma quella di Father è decisamente più ritmata, incisiva e cinematografica. E i disegni le vanno dietro: puliti, ampi e più impattanti. Per un certo verso preferisco le sottigliezze della prima, ma nel complesso, considerato anche il tema (ben trattato) della relazione col padre, delle proprie radici e della redenzione; volendo consigliare una lettura sporadica andrei sulla seconda.

I fantasmi di Rowan Oak – William Faulkner [*kindle]

Per essere esatti, le storie di fantasmi riportate in questa raccolta sono state scritte da una delle sue nipoti, ma pur sempre sul calco di quelle narrate da “Pappy” durante la notte di Halloween o nel corso delle lunghe serate estive, al gruppo di bambini che si trovava, in anni lontani, appunto a Rowan Oak – la dimora di famiglia nel Sud.
E’ proprio nel Sud ed in particolare a R.O. stessa che è ambientata la prima storia, quella di Judith, una ragazza figlia d’un soldato confederato che si innamora di uno yankee durante la guerra civile. Si sta tra folklore sudista e creepy britannico, come nella seconda breve storia ambientata in una stazione inglese.
Purtroppo questo è tutto: due storie carine, più una terza – presentata in due versioni, la seconda scombinata – passabile; l’ultima, che non è di fantasmi ma una bislacca fantasia ideata per il compleanno di una ragazzina, anche no grazie. La noia, proprio.
Ho amato invece l’introduzione della curatrice, la nipote dello scrittore Dean Faulkner Wells, nella quale rievoca brevemente ma efficacemente l’atmosfera magica della vita di campagna, qualcosa che ho ereditato da nonni e genitori e in piccola parte sperimentato, qualcosa di impagabile. Ma nessun aggettivo, in ogni caso, è adatto a descriverla.
Per questo sprazzo di gioia dico grazie a Lucius, che me l’ha, ehm, segnalato.

❃❃❃

I libri non commentati:
Sette maghi – Halldór Laxness [interrotto]
Fedeli a oltranza, Un viaggio tra i popoli convertiti all’Islam [interrotto]

libri (febbraio 2020)

donna-legge-sul-treno

Vertigine della lista – Umberto Eco

Non solo le numerose liste (letterarie o figurative) citate e riportate ed analizzate, ma anche questo stesso libro-contenitore dà realmente le vertigini: al di là delle vaste cognizioni dell’autore, che in origine ha pensato al tema organizzando una serie di eventi per un museo londinese, la ricchezza dell’universo di liste ed elenchi di varia natura, conclusi o aperti tendenti all’infinito, sommuove le viscere.
Che sia l’eterna umana curiosità, o l’insopprimibile desiderio di abbracciare il mondo nella sua interezza; fatto sta che avere per le mani tutto questo ben di Dio di estratti – da Shakespeare ad Ariosto, da Huysmans a Calvino, da Mann ai Carmina Burana; solo per citare quelli che mi son piaciuti di più – mi ha mandato in solluchero.
E’ stata un’esperienza più sensoriale che intellettuale, quasi, non solo con riferimento alla confezione del prodotto che pure merita un elogio, ma proprio per la fantasmagoria immaginativa che scatena (un po’ come le caramelle frizzanti al limone sulla lingua).

No kid – Corinne Maier

Le considerazioni della Maier – le sue 40 ragioni per non avere figli – sono senza dubbio estremamente sbilanciate verso un’ottica sulla vita cinica ed intransigente. All’inizio, infatti, avevo immaginato di attribuirle due stelle. Poi, però, sono diventate addirittura quattro, e per una ragione precisa: condivisibili o meno, non le espone con quello che oggi chiameremmo cattivismo, e nel farlo riesce ad esprimere in modo mirabile una causticità molto concreta e diretta; che personalmente mi ha strappato svariati sogghigni di approvazione.
(Ad es.: sullo stato francese democratico-totalitario ed il suo paternalismo laico.
Sull’abdicazione all’autorità e l’imposizione dell’aconflittualità.
Sul terrorismo delle istituzioni educative e del principio di altruismo.
Tutti questi paroloni altisonanti sono esclusivamente colpa mia).
Le anime belle dovrebbero dunque astenersene. Ma per tutte le altre, via libera: questa donna sa coniugare concisione e chiarezza di idee in una serie di martellate che assesta a destra e a manca, senza nessunissimo riguardo ma con classe. Chapeu.
Il fatto che abbia citato Nanni Moretti (una scena di Caro Diario) per esemplificare la disgrazia della genitorialità, e paragonato Vissani al McDonald’s, è puro valore aggiunto.
Ora dell’ultima pagina, l’ho inserita tra le letture migliori di questo nuovo anno, nello “scaffale” apposito sul sito bibliotecario. Tanta roba. Da leggere e rileggere.

Cinzia – Leo Ortolani

Cinzia Otherside, la transessuale che è “una macchia sul vestito pulito della realtà”, è una delle creature più riuscite del padre di Rat-Man, saga sui cui albi ha fatto il suo debutto in anni ormai lontani.
Doveva essere una comparsa occasionale, come racconta Licia Troisi nella sua introduzione, ma si sa: le macchie di leopardo non si lavano facilmente, e anzi tendono a diffondersi. Così, Cinzia è ancora con noi e lotta.
Lotta contro assurdità di ogni… genere: dalla stronzaggine di chi deve “esaminarla” per consentire la modifica dei documenti d’identità, alla pericolosità della setta di lesbiche vegan che infesta l’associazione lgbtiq-sw (sw sta per “amanti di Star Wars”, una minoranza appena integrata nel gruppo per il cui riconoscimento si sta lavorando…).
Lotta, e non potrebbe farlo con più candore e maggior stile: è una che nella possibilità di una vita normale, non punteggiata di sguardi critici o spaventati, ci crede; ma che al tempo stesso è pronta anche a render pan per focaccia alla stupidità (memorabili le risposte che dà al bambinetto mentre fa animazione ad una festicciola, istigato dal padre a far presente che Cinzia non è una donna, ma un uomo. Se volete scoprirle, però, dovete leggere! 😉 )
Impossibile recensire una storia così. Si può solo indossare il vestito più bello che avete nel guardaroba e uscire per farci amicizia ❤

cinzia4cinzia1

Non me lo chiedete più – Michela Andreozzi

Sottotitolo: La libertà di non volere figli e non sentirsi in colpa. Il che dice tutto, ma paradossalmente per noi italiani suona più seriosetto di quanto non sia in realtà, come un entusiastico e grintoso manuale di self-help che finisce per prosciugarti le energie pagina per pagina, anziché restituirtele. Invece la Andreozzi, che non recita soltanto in commedie ma di certo in quelle eccelle, è riuscita a toccare diversi punti nevralgici con ironia e levità.
Non mancando, comunque, di dire – anzi scrivere, che obbiettivamente è meno arduo – fatterelli fondamentali:
1. non abbiamo bisogno di partorire per essere donne;
2. non abbiamo bisogno di figli per amare;
3. dobbiamo imparare a non giustificarci per le nostre scelte [come i gatti, N.d.Celia];
4. non è necessario compensare l’assenza di figli facendo qualcosa di speciale.
Ogni vita è speciale.
Saggia la conversazione immaginata su un autobus, tra una madre-con-passeggino ed una childfree; spassoso (ancorché truce) il resoconto del tipico pranzo domenicale in famiglia. L’aneddottica, rielaborata per trarne casi emblematici, spacca.
Valido per fare una bella conversazione con se stesse, ma anche per per difendersi dagli attacchi dei petulanti con originalità e spirito positivo.

Balletti verdi – Stefano Bolognini

Una buona ricostruzione storica di uno scandalo che, dal bresciano, si estese un po’ a tutta Italia nei favolosi (?) anni Sessanta. Ne ho parlato qui.

Lamentation – Joe Clifford

Un titolo che farebbe presagire disgrazia e trishtessa. E invece.
Non che manchino le vicende da emarginati: il protagonista, Jay Porter, ha un lavoro buono ma a rischio, un fratello drogato – Chris, il quale ha pensato bene di mettersi nuovamente nei casini – ed un figlio che sta per traslocare lontano da Ashton, la (poco) ridente cittadina in cui vive, al seguito della sua ex ed il nuovo compagno.
Sarà Chris, implicato in un commercio poco chiaro, e scomparso dopo che il suo socio è stato ritrovato morto, a dare il la all’intreccio giallo: che però non è il motivo per cui amerete questo romanzo.
L’atmosfera, subito ben delineata, è decisamente grigia. Grigio il clima invernale, grigia la distesa di nulla spazzata dal vento, grigie le prospettive dei residenti. Eppure, io ho avuto la bella sensazione di stare osservando, al riparo della finestra, una tempesta all’esterno. Non solo: l’abilità di Clifford nel descrivere le persone, ed il vivere semplice “di una volta” in provincia (è molto retorico e da vecchi, lo so, ma passatemela: sono una ragazza degli anni ’80, una nostalgica), mi ha fatto godere fin dalla prima pagina di una scrittura avvolgente, ma senza vezzi.
Chiamatelo pure page-turner (voltapagina), ossia uno di quei libri che ti accalappiano e non ti mollano finché non crolli dal sonno, altrimenti li leggeresti senza interruzioni: per me lo è stato. Ed è il primo della serie (di tre) che vede Jay protagonista.

Ulteriore dettaglio che ho apprezzato: la “confezione” del libro, dal formato piccolo e maneggevole ma al contempo bello solido e corposo. Sto operando una piccola selezione di case editrici che pubblicano standard simili, da esplorare come fossi al banco gastronomia / pasticceria della Conad ❤
In questo caso, si tratta di CasaSirio, collana “Riottosi”.

Perché non abbiamo avuto figli: donne “speciali” si raccontano
– Paola Leonardi, Ferdinanda Vigliani

Premesso che il (sotto)titolo è tremendo perché accomuna le non madri ai disabili in un moto di pietà pelosa, e l’autrice P.L. che l’ha scelto ne è pure consapevole avendo aggiunto le virgolette; il contenuto del libro è molto superiore alla sua apparenza.
E’ composto di interviste a donne note nel mondo dello spettacolo o della ricerca psicologica / sociologica, del giornalismo, ecc., tutte con una partecipazione al movimento femminista che spesso risale agli anni Settanta. Molto mi interessavano quella a Piera degli Esposti (che però non mi ha detto granché, ed è piuttosto breve), e quella a Rossana Rossanda (che però non c’è stata: viene infatti riportata una sua lettera nella quale declina la proposta.
Ciononostante, ho scoperto altri nomi dell’epoca ed una bella ricchezza di temi, di declinazioni del non-esser-madre, di posizioni intellettuali e politiche; inoltre le pagine del libro sono pervase non dico da modestia, ma dalla semplicità di persone che hanno deposto le armi retoriche, e sanno porsi domande. Non è poco!
Ho copiato alcuni estratti, che se mi riesce utilizzerò per discutere ancora l’argomento.

Il cuore nero della città: Viaggio nel neofascismo bresciano
– Federico Gervasoni

Francamente trascurabile. Era un nuovo acquisto appena arrivato in biblioteca (datato 2019), così ne ho approfittato: poco male, perché si legge in meno di due ore; ma salvo un paio di nomi che non conoscevo non ho trovato un resoconto di peso. Non dico che tutte le pubblicazioni di questo tipo debbano essere all’altezza del reportage di Rosati su CasaPound, per esempio, ma che senso ha – se non fare presenza e raccattare qualche soldo in più – trasferire poche informazioni già presenti negli articoli dell’autore (firma de La Stampa) in un libriccino? Per fare un libro non basta amalgamare gli ingredienti e renderli organici, occorre approfondirli.

Atlante dei luoghi inaspettati – Travis Elborough, Martin Brown

Scoperte inattese, città misteriose e leggendarie, mete improbabili: questo il sottotitolo dell’atlante compilato da Elborough ed illustrato con le mappe di Brown (ma anche corredato di foto in bianco e nero), un elenco non esaustivo ma curioso e ben raccontato di luoghi particolari, alcuni noti altri meno.
Tra i miei preferiti figurano: la Città degli Scacchi, sorta (e morta) nella Russia calmucca (nella sezione Origini inconsuete); Just Room Enough Island, una micro-isola privata sul fiume San Lorenzo (nella sezione Destinazioni eccentriche); Slope Point in Nuova Zelanda con i suoi alberi inclinati e modellati dal vento e la spiaggia di vetro di Fort Bragg, ma anche il Lago Verde in Stiria (nella sezione Posti incredibili)… e poi quasi l’intera sezione Siti sotterranei: soprattutto la Grotta di Conchiglie nell’inglese Margate, di natura mai del tutto chiarita, e l’agglomerato di caverne sotterranee abitate – con tanto di negozi – di Coober Pedy, nell’Australia meridionale.
Nel catalogo non troverete solo natura, ma soprattutto aneddoti storici e culturali (sintentici e dal tono leggero), e non soltanto meraviglie da ammirare ma anche situazioni che possono lasciare sospesi tra il ribrezzo e la stima per l’inventiva umana: la cairota Città della Spazzatura contende il titolo all’idea di utilizzare il petrolio come prodotto per l’igiene personale…
… segnalo infine un capitoletto dedicato al villaggio di Matmata, in Tunisia, dove l’hotel locale è stato parte del set di Star Wars, trasformato nella casa di Luke Skywalker.

Non costa niente – Saulne (Sylvain Limousi)

Secondo la quarta di copertina la storia di Pierre, ragazzo francese che alloggia diversi mesi in Cina, parla della “ricerca di una personale decrescita”. Vivere a Shanghai con 60 centesimi al giorno è infatti la sfida che impone a se stesso quando, nella prolungata attesa di un’eredità che tarda ad essere incassata, si trova a corto di denaro e di fronte ad un bivio: tornare in patria prima di terminarlo del tutto e programmare un rientro una volta sistemati i conti con la burocrazia, oppure restare – e campare facendo economia.
Laddove “fare economia” significa fare proprio i conti della serva, confrontando il prezzo (molto minore rispetto a quello rincarato europeo) dei prodotti acquistati al supermercato sotto casa con lo scialo per ristoranti, locali e altre incessanti amenità offerte dalla città ai turisti e agli stranieri residenti, i quali ne fanno un consumo abbondante.
In realtà, più che un percorso premeditato di decrescita, la vicenda racconta l’imprevista, imprevedibile e rigenerante intuizione di quel mondo oltre la cortina fumogena del centro città sfavillante, dove ci sono la normalità e spesso la povertà. Povertà che non è necessariamente sinonimo di vita più semplice e vera, a volte è sinonimo di sconforto, noia e vuoto: e tuttavia permette di sperimentare su di sé uno stile di esistenza non inquadrato, fuori dal vincolo asfissiante del privilegio degli occidentali impiantatisi in Asia conservando intatto il proprio senso di superiorità ed il proprio inscalfibile disprezzo.

Non amo questo stile di disegno (si tratta di una graphic novel), che non dipende dal fatto che l’autore è un autodidatta e rappresenta invece una scelta precisa, ma questo è un gusto mio.
Ho apprezzato invece che le tavole a colori iniziali vengano via via sostituite da un mix col bianco e nero, fino a lasciare dotati di una tinta accesa soltanto i cibi –  quando Pierre arriva a provare i morsi fisici e mentali della fame -, tornando alla regolarità cromatica solo nell’ultimo istante chiarificatore.

 

Lieto evento – Eliette Abécassis

Titolo cinico per Barbara, parigina che l’evento della maternità lo vive, e lo racconta, in modo nient’affatto lieto.
Lo stile dell’autrice, a me nuova ma gradita, è senza fronzoli: anche perché i fronzoli stanno tutti nell’idea romantica che la protagonista s’è fatta della propria relazione con Nicolas, goduta con passione e spensieratezza finché lui non le ha chiesto un figlio… e lei ingenuamente, con leggerezza, ha detto sì – pur non avendo alcun motivo per farlo, come appunto spiega -; naufragata poi rapidamente di fronte ad un uomo che si dimostra più figlio che padre, più ancora che sotto i colpi del rimpianto e dell’angoscia per una scelta rivelatasi distruttiva per tutto ciò che aveva amato.
“Violento, sincero, impudico” è questo romanzo per il risvolto, “feroce e spassosa” l’idea della maternità che esso veicola per il Nouvel Observateur. Lo confermo: per una volta le recensioni non mentono. Sebbene in seguito la condizione di madre diventi per Barbara – anche – un’ossessione avidamente appresa, un portato animale cui si adegua respingendo lontano illusioni e libertà perdute, non c’è in questo passaggio alcuna forzatura. La scrittura è corposa e fluente, felice.

Scopro che la Abécassis ha sceneggiato Kadosh di Gitai, film che a suo tempo ho apprezzato, e che varrà la pena rivedere.

Nel territorio del diavolo – Flannery O’ Connor

Se le lettere ed ancor di più il diario di preghiera di questa nota, citata ed ammirata autrice cattolica li ho sentiti indigesti (tanto che le lettere le ho appena piluccate), al contrario questo titolo, una raccolta di interventi ed articoli sulla scrittura, ha lo stesso effetto di un potente raggio di sole che fende una spessa nuvolaglia.
Ha un pensiero limpido come, suppongo, devono essere anche i suoi racconti e romanzi, ed uno stile asciutto ma non secco che a quel pensiero si addice. Acuta ma non sofisticata, divertita e mai dozzinale; una persona così può restituirti di botto il senso della letteratura e del perché credi di amarla, dopo mesi di encefalogramma piatto.

Considera l’aragosta – David Foster Wallace

Manco a farlo aposta, nel terzo saggio di questa raccolta viene citata anche la suddetta O’ Connor: L’umorismo di Kafka […] è in definitiva un umorismo religioso, ma religioso alla maniera di Kierkegaard e Rilke e dei Salmi, una spiritualità lacerante di fronte alla quale persino la grazia sanguinaria della sig.a O’ Connor appare un po’ scontata, le anime in gioco precotte. Certo preso così quet’inciso può sembrare critico nei confronti dell’autrice, ma no, è invece un complimento il cui scopo è di biomagnificare le caratteristiche della scrittura di Kafka.
Se fossi Foster Wallace, su questo libro scriverei un articolo dedicato, ed il paragrafo precedente sarebbe contenuto in un’apposita nota a pie’ di pagina, anzi sarebbe diviso in due: nota con la citazione, sottonota con la mia considerazione sulla citazione. Purtroppo o per fortuna non sono lui, e dunque mi limito ad una recensione elementare.
Come sempre nella sua produzione saggistica le note, appunto, sono non solo parte integrante e non marginale del testo, ma vere e proprie esperienze a sé, un po’ allucinogene per l’effetto scatole cinesi ma tanto più interessanti per questo, come se avessimo prenotato un weekend in una spa e da lì scoprissimo che i massaggi si fanno in una stanza subacquea che permette di vedere delfini e squali nuotarci attorno.
Poi c’è l’altro grande caposaldo: la varietà dei temi trattati, mai scontati, che si tratti di interventi in pubblico, articoli o reportage più lunghi. Come quello sugli Oscar del porno che apre la raccolta, impietoso e dall’umorismo leggero (perché tanto ci pensano già i protagonisti a sbugiardarsi, o forse dovrei dire sputtanarsi).
Tra i più piacevoli (intriganti) c’è il resoconto dell’ultima settimana di campagna elettorale (al seguito) di McCain nel 2000. Micidiale.

Il traghettatore – William Peter Blatty

Dalla penna dell’autore de L’esorcista (che non consiglierò mai abbastanza) sono uscite storie molto diverse, fra le quali questa ghost story. Le storie di fantasmi sono tra le mie letture preferite, dunque non potevo farmela mancare; anche se ho letto diverse recensioni non del tutto soddisfatte. Forse dipende dal tono generale, leggero e scanzonato, più che immediatamente misterioso ed inquietante; ma ciò che rimane è l’occhio brillante dell’autore sulle situazioni descritte, siano tragiche o divertenti.
Nel primo capitolo conosciamo Joan Freeboard, agente immobiliare in carriera, incrocio tra un treno in corsa ed uno scaricatore di porto: colei che radunerà ad Elsewhere, una villa disabitata su un’isoletta del fiume Hudson, l’amico scrittore Terence Dare, la sensitiva Anna Trawley, il professor Gabriel Case noto per i suoi studi sul paranormale, e naturalmente se stessa. Inutile specificare che Elsewhere ha una fama sinistra, è considerata infestata da spiriti maligni… come potete intuire, la speranza di Joan è di far pubblicare un articolo “scettico” su una rivista che contribuisca alla vendita della proprietà.
Ma dopo aver convinto un riluttante Terence (nel secondo, spassoso capitolo) ed aver raggiunto la dimora e fatto le dovute presentazioni (nel terzo capitolo, già un po’ più debole) le cose andranno semplicemente per il verso sbagliato…
… credo che le critiche a questo romanzo siano state un po’ ingenerose: non è un capolavoro, la vicenda avrebbe meritato più tensione e compattezza, e la soluzione dell’enigma si intuisce presto; eppure ciò che questo enigma ha da dire supera il piacere dell’elemento misterioso. E’ il modo in cui noi, come esseri umani, reagiamo ad esso che interessa a Blatty. Che ha costruito un mistery soft, ma pienamente commovente.

“Il mondo non è mai stato pensato per essere la nostra casa”, aggiunse Case.
“Il mondo è un posto per una notte. Solo un passaggio”.

“Un neutrino non ha massa né carica elettrica. Può attraversare tutto il pianeta in un batter d’occhio. E’ un fantasma. Eppure è reale, sappiamo che è lì, che esiste. I fantasmi sono dappertutto, secondo me. […]”


I libri non commentati:
Diario di preghiera – Flannery O’ Connor
Atlante delle isole del Mediterraneo – Simone Perotti

Dalla quarantena, con amore

Moriremo tutti, pare (che lo accettiamo oppure no), ma nell’attesa possiamo leggere qualcosa di consono alla super-catastrofe che nemmeno l’asteroide sui dinosauri: qualcosa lo suggerisce il blog Parla della Russia, in questo post, bene racconta il blog Le porte dei libri, qui; ed altro ancora lo trovate su Fantascienza, qui: ma non è che un input, si potrebbe andare avanti per ore ad elencare…
… se alla lettura preferite i lavori manuali o di fatica (e vi assicuro che i miei muscoli, il giorno successivo all’impresa, la sentono tutta) potete come me dedicarvi al decluttering, magari di quegli ambienti della casa decentrati e cui di solito dedichiamo poca attenzione – o peggio, in cui releghiamo tutto ciò che usiamo poco o che vogliamo allontanare dagli occhi: il garage e la cantina.
Il bilancio delle due ore di ieri – giornata attiva! – è stato:
* 10 kg circa, suddivisi in vari sacchettoni, di quotidiani vecchi
* svariati scatoloni grandi medi e piccoli, almeno 6 o 7
* 3 sacchi neri dell’indifferenziata da 40 litri pieni di: attrezzatura elettrica, lenzuola, pentole, vasi di plastica per fiori, porta-cd e quaderni ad anelli… più una stampante che porterò all’isola ecologica (lo so, ci dovevo portare almeno anche la roba elettrica, ma abbiate pazienza) buttati.
Oh gioia Oh gaudio.
Come premio, iersera ho letto ancora un capitolo di William Peter Blatty, ancora non è entrato nel vivo de Il traghettatore ma mi va benissimo, perché me lo sto godendo. Camomilla, pastiglione ed ho dormito di brutto.
Stamattina sembravo anche più viva: raspo in gola, narice tappata (in garage fa freschino), ma in compenso 36.2° di temperatura – son quasi due settimane che veleggia sotto i 36°: tocca integrare ferro a manetta.
Vorrà dire che farò la spesa domani, alla Conad: così passo in parafarmacia a vedere se me lo danno senza ricetta, ‘ché non ricordo, e faccio un sopralluogo nell’unico supermercato della zona che abbiano svaligiato, per divertirmi un po’ 😉

Omo .8: Balletti verdi, Stefano Bolognini

Libretto agile, d’una novantina di pagine, ricostruisce (principalmente attraverso articoli di quotidiani e testimonianze di chi fu giovane all’epoca) l’ambiente omosessuale bresciano intorno agli anni ’60 e lo scandalo scoppiato nell’esatto volgere del decennio rinominato così come nel titolo.
E’ una vicenda di cui ho sempre ignorato tutto fuorché, appunto, questo termine – balletti verdi – che indicava i ritrovi, le feste casalinghe messe in piedi da gruppi di quelli che all’epoca erano perfetti imboscati, uomini nascosti. Nonostante sia nata quasi 25 anni dopo, la storia e la locuzione mi sono familiari da sempre, e se le riferissi oggi al cosiddetto uomo della strada (magari di Castelmella, che ne fu l’epicentro), scommetto che annuirebbe: fanno ormai parte delle “tradizioni” locali, i balletti come i casoncelli di Barbariga.

garofano verde 4

La prima notizia in proposito fu data alle stampe dal Giornale di Brescia il 5 ottobre 1960, e raccontava di una vasta indagine di polizia: tra i capi d’accusa elevati, violenza carnale, corruzione di minore e favoreggiamento della prostituzione, ma anche – e questo è un contorno tristemente regolare della prostituzione maschile velata di quegli anni – estorsione. I ricatti ai clienti, fossero all’hotel Villa Eden di Gardone Riviera (che in realtà salì alle cronache prima, e non era direttamente coinvolto con l’inchiesta) oppure in strada, erano un’attività quasi professionale e discretamente redditizia…
… Bolognini riporta che:

Il primo quotidiano a chiamare lo scandalo ‘balletti verdi’ fu “L’Unità”:
I ragazzi, che avevano il compito di provocare negli ospiti virili slanci, venivano definiti con nomi di fiori: margherita verde, garofano verde, ecc. Da cui lo scandalo dei balletti verdi, come già la gente bresciana, venuta a conoscenza dei turpi episodi, indica le riunioni che avvenivano alla villa.

E spiega:

Il nome ‘balletti verdi’ è stato dato in contrapposizione a ‘balletti rosa’, che erano convegni tra uomini e ragazze minorenni scoperti a Parigi. Il verde era considerato il colore degli omosessuali, […] un simbolo di riconoscimento, […] reso famoso da Oscar Wilde che teneva un garofano verde all’occhiello.

oscar-wilde-green

Due cose mi hanno colpito subito:
la prima è il coinvolgimento nella vicenda, spesso immotivato, di svariati nomi pubblici noti (industriali quali Beretta e Folonari, personaggi televisivi quali Mike Bongiorno, ecc.), e naturalmente, poiché certe cose non cambiano mai, di ecclesiastici; non perché questo sia un fatto strano o insolito, ma perché ho sempre immaginato che si fosse trattato di un che di rilevante sì, ma pur sempre a livello locale. E invece.
La seconda riguarda i sentimenti che gli allora ventenni o giù di lì, intervistati circa nel 2000 (anno di pubblicazione del testo), raccontano di provare per quegli anni. E’ molto diffusa, infatti, una nostalgia non riconducibile alla sola gioventù – che è sempre fonte di ricordi ovattati -, ma piuttosto alla descrizione di quei tempi come più semplici: nel senso che “c’era molta più ingenuità e semplicità nei rapporti”, afferma un anonimo romano.

sposo

L’arte del pettegolezzo ed il gusto del torbido, tanto radicati nella natura umana, non potevano non approfittare di un’occasione tanto ghiotta. Così, come ancora riporta l’autore in una pagina del suo sito,

Gli effetti e i danni che lo scandalo procurò furono vasti.
Brescia acquisì nello spazio di un mese l’appellativo di “città dei froci”, le barzellette che immaginavano Mike Bongiorno con i tacchi a spillo si sprecarono, e un detto rimase agli annali:
O viandante che per Brescia passi / stringi il culo e allunga i passi”.

Posso confermarlo: il detto è uno tra i più rappresentativi ancora adesso, e viene ricordato con bonomia dai miei concittadini 😉

In tutto le persone chiamate a deporre, in qualità di imputati o di testimoni, furono 158.
L’inchiesta iniziata a Brescia, dopo aver coinvolto sulla base di indicazioni campate in aria diversi nomi dello spettacolo (oltre a Bongiorno, il più discusso, vennero interrogati Dario Fo e Franca Rame, Gino Bramieri…), si spostò su Milano e Roma – girando del tutto a vuoto, e giungendo a chiedere la “consulenza” di una personalità di spicco dell’ambiente della dolce vita della capitale, Giò Stajano, pur di ritrovare un… orientamento perduto da un pezzo.
Di fatto, né il capoluogo lombardo né quello laziale c’entravano nulla con quella che alla fine, nel 1964, si rivelò essere una vicenda di cronaca molto più modesta di quanto la stampa, gonfiandola ad arte, l’aveva dipinta: solo 30 persone arrivarono a processo, la metà delle quali fu assolta. I 16 condannati godettero di ampie attenuanti.
La tesi più accreditata sembra essere quella della convenienza politica. Nessun intrigo interregionale o gombloddoh dei poteri forti, no; soltanto che nel 1960 in città c’erano le elezioni… vi ricorda qualcosa? La DC era al potere, e tanto a destra che a sinistra lo scandalo, nato in modo spontaneo ma esagerato in termini galattici, faceva comodo alla narrazione anti-democristiana. Non c’era alcuna rete di sfruttamento sessuale nazionale, solo singole “transazioni”, né c’era del resto un piano di mostrificazione degli omosessuali dietro le quinte: la mostrificazione avvenne, ma per il puro caso che si fece forte dell’abiezione dei moralisti di tutte le risme e della sete di potere dei loro rappresentanti. In pratica, tutti approfittarono dello scandaletto sperando di trarne vantaggio, ed esso si trasformò in una leggenda nera colossale. Anzi, una leggenda… verde.

[Difetto]: le virgole messe a caso ovunque!
[Pregio]: è una ricostruzione ben fatta, chiara e fluida.

garofano verde


Nelle puntate precedenti:
Omo .1: Brokeback Mountain, Ang Lee
Omo .2: Il compleanno, Marco Filiberti
Omo 3.: Commentino su Guadagnino
Omo .4: Nicolosi e vs. Nicolosi
Omo .5: L’identità ferita, Andrew Comiskey
Omo .6: Boy erased, Garrard Conley
> Omo .7: I love you, Phllip Morris; Ficarra & Requa

libri (gennaio 2020)

Albert Speer, Una biografia – Joachim Fest

Il degno completamento d’un primo trittico di letture sulla figura di Speer (i suoi diari tenuti nel carcere di Spandau, e le annotazioni che Fest fece durante le sue conversazioni con lui, allo scopo di aiutarlo ad organizzare e rendere pubblicabili le sue memorie).
Fest, oltre all’occhio vigile dello storico, ha davvero la grande capacità di rendere omogenei e leggibili con piacere i fatti, i dati, i racconti; e, inoltre, le sue analisi degli stessi – pur cristalline – non suonano mai come prese di posizione politiche, ma come indagini tenaci sul proprio oggetto di interesse.
Conta un buon numero di pagine, quasi 400, ma scorre egregiamente.
Non sarebbe stato male se avesse ricostruito anche l’infanzia dell’architetto del Reich (del quale dovrò bene recuperare qualche disegno e progetto…), che liquida come “normale” e priva di alcunché che facesse presagire le inclinazioni di Speer adulto (e io dissento su questa conclusione tratta un po’ troppo rapidamente); ma stante la focalizzazione sulle vicende totalitarie, capisco.

Ventotto domande per affrontare il futuro – Theodore Zeldin

Ho letto con curiosità un primo gruppo di capitoli di questo testo di ricerca filosofica, che ormai anni fa avevo adocchiato sugli scaffali di una Feltrinelli locale e m’era rimasto impresso – innanzitutto per la varietà di argomenti toccati, dalla religione alla politica, dalla ricchezza e la povertà ai gap generazionali, passando per il lavoro.
Purtroppo non è stato all’altezza delle aspettative. E questo mi insegna che non tutti i libri a cui guardo con passione, pregustandoli, meritano tanto investimento anticipatorio.
Se fare filosofia significa impostare una proposta di “pensiero differente”, Zeldin effettivamente la offre. Ma se significa seguitare a ripetere lo stesso concetto senza mai svilupparlo davvero, affidandolo a riflessioni vaghe – e talvolta francamente irritanti, come quelle sull’ecumenismo -, ecco, ne faccio anche a meno. Infatti dopo un terzo di libro il resto l’ho letto solo in parte, a brani.

L’incredibile viaggio delle piante – Stefano Mancuso

Volevo leggere Mancuso da un pezzo, ma ancora non m’ero decisa: scoprendo un suo libro che neppure conoscevo attraverso questo post di Luigi Scalise, che ne fornisce delle anticipazioni, ho deciso di buttarmi e l’ho prenotato in biblioteca (per altro, l’ho avuto subito, perché ne abbiamo una copia proprio qui).
Tra una tavola d’atlante e l’altra, dipinte ad acquarello e con foglie in vece di continenti, nomi erboristici e floreali in luogo dei nomi di stati ed oceani a noi noti; il neurobiologo del mondo vegetale raccoglie una serie di brevi, ma affascinanti storie di piante sopravvissute (per esempio all’atomica), fantasiose (per esempio certe palme esplosive), tenaci (i cui semi sono stati capaci di germinare dopo migliaia di anni) e indomite (quelle nate sulle macerie di Chernobyl).
Mancuso utilizza uno stile semplice, alla mano, e si percepisce che non è un espediente divulgativo: emergono tanto le sue competenze quanto la varietà dei suoi interessi, ma anche un’umiltà di fondo non frequente.
Ideale per una lettura leggera, che apra una prima porta su un mondo ancora poco noto.

La straniera – Claudia Durastanti

L’avevo messo in lista perché avevo inteso parlasse di sordità, ma leggendo il relativo post di Nick ho capito che in realtà parla di svariate faccende, e soprattutto che “la straniera” non è la madre in quanto sorda, ma l’autrice stessa – italiana “di ritorno”, accidental American poiché nata colà, e rientrata poi in lucania.
Si tratta del suo quarto libro, diviso in sezioni tematiche come fossero quelle di un oroscopo (l’ultima, infatti, si intitola Di che segno sei?).
Me la sbrigo presto: non mi è piaciuto, e infatti dopo i primi capitoli – sezione Famiglia – l’ho interrotto e mi sono limitata a sfogliarlo, piluccando qua e là per scoprire se più avanti cambiasse. Non cambia. Manca un vero racconto, e l’esito è quasi una fredda elencazione di eventi, di vissuti disposti in un modo che spesso fa perdere il filo, e non arriva a rendere fatti e persone un minimo familiari: dove non c’è immedesimazione, ci dev’essere però almeno un senso di comunanza umana, di compresione che avvicini. In questo libro, tutto è estraneo e poco rilevante, persino quando si dice di disabilità, ribellione alle norme sociali e suicidio.
Effetto difficile da ottenere, e per questo tanto più deludente.

Donne senza figli – Susie Reinhardt

Volevo iniziare la nuova serie tematica e sono partita da quello che mi è sembrato il libro più “generalista” e leggero della mia mini-lista. Ve lo dico subito: se la materia vi interessa, saltatelo direttamente e dirigetevi su altro. Nulla di terribile, e del resto occupa una sera o due al massimo, ma è piuttosto rozzo e si perde in considerazioni a mio avviso assai limitate da parzialità e pregiudizio nei confronti della maternità (oltre a non essere recente: è stato pubblicato nel 2004).
In compenso, avida di testimonianze come sono, ho letto volentieri le brevi analisi che svariate donne tedesche intervistate hanno fatto di sé e delle proprie prospettive e preferenze. L’argomento non è nuovo né sconosciuto, eppure ancor oggi non si può affatto dire assimilato: vale la pena parlarne.

Per una sinistra reazionaria – Bruno Arpaia

Per ammissione dello stesso autore, è più un collage di citazioni commentate che un saggio. E tuttavia fare un collage coerente di pensatori per supportare la tesi che, legandosi al liberalismo ed alla sua sete di progresso e modernità, la sinistra si sia perduta e sia stata vinta, non è un’operazione banale: è come attaccare insetti a una bacheca con le pinzette.
E’ stato curioso – e ben poco divertente – trovare un riscontro alla (non solo) mia convinzione che il Pd abbia sancito definitivamente la deriva, portando un sacco di gente ad affermare che “destra e sinistra non esistono più” (entrambe liquefatte nel mercato assurto a dogma). E’ anche piuttosto evidente, a dire il vero, ma avendo amici che persistono nel votarlo, e più in generale riconoscercisi, nonostante siano di sinistra – e persino cattolici: trovo proprio oggi un post di Berlicche che fa perfettamente pendant -, anche il mio stupore e la ruminazione persistono. La notazione, ancora in nuce, sul Pd Arpaia la faceva qui nel 2007.
Particolarmente riuscito, ed attuale fra gli altri, il capitolo che discute l’abbattimento del concetto di limite, dell’autorità, ecc.; tutti esitati nel contemporaneo imperativo al diritto individuale assoluto, alla negazione della preminenza del bene sociale (in realtà, scrive distinguendolo, comunitario) rispetto al personale, all’intolleranza per il divieto. Cose note, ma piacevoli da sentire giungendo da un (fu) schieramento che ci siamo abituati a considerare perfettamente intercambiabile con il suo antipodo: la sinistra, per l’appunto.

33042184_10213941764770503_5278681159457308672_n

La cucina della filibusta – Melani Le Bris

Ne ho parlato qui.


I libri non commentati:
Gratis, Fare tutto (o quasi) senza denaro – Massimo Acanfora