Un pezzettino di felicità

 

[Fonte: la disillusione] [Giorgia Andenna]

In un romanzo particolare di G. K. Chesterton del 1912, “Manalive” , “Uomo vivo”, o anche detto “Le avventure di un uomo vivo”, l’eccentrico protagonista Innocent Smith punta la sua pistola addosso ad un filosofo, uno di quelli scettici, che dice che la vita non vale di essere vissuta. Spara qualche colpo accanto a lui e vede che l’altro, istintivamente, si scansa; questo per dimostrargli che, in realtà, anche lui vuole vivere, che anche il più scettico tra gli scettici, nel momento in cui si trova davanti alla morte, preferisce la vita. “Soltanto quando avete fatto naufragio sul serio, trovate sul serio ciò che vi occorre”. (GKC, Le avventure di un uomo vivo, pag. 62). 

Noi non vogliamo morire.

“II valore delle cose sta nell’essere state salvate da un naufragio, ripescate dal Nulla all’esistenza […]. Gli alberi e i pianeti mi parevano come salvati dal naufragio”. (GKC, Ortodossia, pag. 89). 

Supernurse - Fake @ Amsterdam, Netherlands
Streetart di Fake (Amsterdam) – “Supernurse”

Più o meno un anno fa, mentre stavo facendo la mia solita infusione mensile al day hospital dell’ospedale Sant’Andrea di Roma, mi ricordo che arrivò euforico il mio neurologo, e con le lacrime agli occhi mi disse: “Giorgia, ce l’abbiamo fatta”.
Da lì capii tutto. Finalmente la direzione sanitaria aveva detto sì alla sperimentazione su di me di un farmaco biologico, per la precisione un anticorpo monoclonale. Avevamo dovuto lottare molto, io, la mia famiglia, e i neurologi che mi seguivano e seguono tuttora. Non essendoci una vera e propria cura per la mia malattia, la Miastenia Gravis, (malattia rara autoimmune ai danni delle giunzioni neuromuscolari), avevo provato diversi trattamenti e farmaci, ma a lungo andare nessuno sembrava avere un effetto decisivo sui miei sintomi.

Un farmaco sperimentale è un farmaco che non è ancora entrato in commercio e che necessita di un processo di sperimentazione, regolato a livello internazionale, che può durare dai 10 ai 12 anni. Il percorso del farmaco è scandito da varie fasi e il passaggio alla fase successiva è consentito solo dal superamento di determinati standard della precedente.
Il fatto che la direzione sanitaria ci mise diversi mesi per acconsentire al trattamento su di me del seguente farmaco sperimentale, era dovuto al fatto che i dati sui suoi possibili effetti terapeutici in soggetti miastenici, non erano ancora abbastanza.
Mentre era già ampiamente utilizzato per il trattamento di alcune forme di leucemia e di altre malattie, come la mia, autoimmuni, prima fra tutte il lupus eritematoso sistemico (LES), con ottimi risultati.
In ogni caso la notizia di una nuova prospettiva era per me un sollievo inimmaginabile. Naturalmente i rischi erano alti, le possibilità che su di me funzionasse si attestavano su un 50%. Percentuale che ai miei occhi sembrava comunque grandiosa.
Per un malato che ha subito importanti recidive, che è passato per ricoveri ospedalieri, visite d’ambulatorio mensili, day hospital mensili, che aveva visto il suo corpo piano piano abituarsi ad ogni tipo di farmaco e regredire allo stadio precedente, una nuova speranza significava tutto.

Il farmaco sperimentale ebbe su di me risultati incredibili già da un mese dopo il primo ciclo. I sintomi sono piano piano regrediti, potevo vedere di nuovo bene, potevo di nuovo parlare bene, avevo di nuovo forza nei muscoli.
Tutte quelle cose che spesso vengono date per scontate e che io non ero da qualche tempo più in grado di fare, stavano tornando di nuovo alla mia portata.
La cosa più bella di tutto questo è che finalmente stavo riacquistando indipendenza. Potevo guidare, potevo raggiungere un posto da sola con la mia macchina senza chiedere a nessuno di accompagnarmi; potevo leggere senza stancarmi gli occhi dopo 10 minuti; potevo ballare per ore senza il terrore che i miei muscoli cedessero da un momento all’altro. Scendevo dal letto e non mi sentivo trenta chili di marmo addosso.
È passato un anno quasi. Ho completato due cicli completi. L’ultimo, a febbraio.

E così mi sono trovata ad essere un soggetto a rischio, un’immunodepressa in una delle più grandi pandemie influenzali dei nostri tempi.
Eh sì, perché la cura alla quale sono stata sottoposta è una cura di tipo immunodepressivo, in poche parole va ad abbattere le difese immunitarie, essendo il malfunzionamento degli anticorpi il problema scatenante delle malattie autoimmuni. E senza difese immunitarie non si ha la possibilità di debellare infezioni e virus. Così sono caduta di nuovo nell’incubo. Perché quello che stiamo attuando ora tutti noi, l’osservazione di precise norme igieniche e comportamentali, l’autoisolamento, la valutazione di eventuali sintomi, io già lo attuavo, in parte, da prima.
Ora però la differenza è sostanzialmente questa: che la mia salvaguardia, la mia sopravvivenza non dipendono più solo da me, ma anche dal buon senso delle altre persone. La mia più grande paura è soprattutto questa: che i miei sforzi e i sforzi delle persone che mi sono accanto possano essere vanificati da qualcosa, o da qualcuno.
Mio padre si prende cura di una persona anziana e non può stare accanto a me, così si può dire che sono quasi due mesi che non lo vedo. Ci porta la spesa a casa, a me, mia madre e mio fratello, con guanti e mascherina, ce la lascia alla porta e se ne va. L’altro giorno in videochiamata, quando non portava la mascherina, mi sono accorta che la sua barba si sta facendo bianca. Le persone che abitano con me non possono uscire neanche per la spesa, appunto. Possono solo andare a buttare l’immondizia. Io neanche quello, altro che passeggiatina o corsetta.

Vi racconto questo non per essere pesante. Mi sento una privilegiata.
Vi racconto questo perché volevo rendervi partecipi di un’altra realtà, una realtà diversa dalla quarantena che stiamo affrontando tutti.
Penso spesso alle infermiere che si sono prese cura di me, che mi tenevano compagnia quando ero ricoverata o quando facevo le mie infusioni, mi chiedo come stiano ora, se stanno esercitando il loro lavoro in sicurezza.
Penso a quanto sono stata fortunata a poter essermi curata in Italia, a casa mia, dove la sanità mi permette di non tirar fuori un euro per questa grazia. Penso a che belle persone sono i miei neurologi che tutti i giorni mi chiamano o mi scrivono per sentire come sto.
Penso che non potrò mai ringraziare abbastanza la mia famiglia per gli sforzi che stanno facendo.
Penso al coraggio di quella mia amica infermiera, che soffre di una malattia autoimmune come me, ma che quando ha sentito che serviva personale per questa emergenza, si è buttata e si è offerta.
Penso a quel ragazzo dolcissimo che ho conosciuto in uno dei miei day hospital, si stava curando anche lui ma per una patologia differente. Lavora alla guardia medica, è risultato positivo al tampone per il Covid-19. Mi immagino avere 27 anni e dover affrontare anche questa ora. Penso alla sua ragazza che lo aspetta a casa.
Penso a questo e ad altre cose, e mi dico che è proprio bello aver incontrato tanta umanità. Che mi sono costruita insieme ad altre persone un piccolo pezzetto di felicità, e che farò di tutto per salvaguardarlo.

Propositi da 40ena

Copiandole da questo post, ho selezionato alcune idee per sfruttare la gran massa di tempo libero offertaci dalla quarantena (che vi ricordo, non per fare la Cassandra, NON È DETTO terminerà davvero il 3 aprile…). Per il durante, insomma. Ma c’è anche il dopo, perché non sappiamo con esattezza quando, e con quale rapidità ci riabitueremo, ma anche il dopo arriverà: e per allora ho in mente due o tre cosucce che sarebbe ora mi decidessi a fare! Bando al 31/12, perciò, e scateniamo i buoni propositi 🌟
(Nota Bene: non è che, finita la quarantena, sarà illegale portare a termine ciò che abbiamo iniziato. Si può proseguire e spuntare qualche consiglio anche in seguito!).

Idee per passare utilmente la quarantena

  • Programma nei minimi dettagli la tua prossima vacanza. Non possiamo sapere quando succederà, ma come si svolgerà e cosa visiteremo sì, eccome.
    Ecco, io per esempio è da mo’ che fantastico di mettermi alla scrivania, col pc di fianco, carta e matita, e progettare (letteralmente) una vacanza ad EuroDisney – chi mi conosce, per altro, sa che “progettare” è già parte del piacere. Ho visitato il parco nel 2002, di ritorno dal viaggio-studio in Scozia, e niente, ci ho lasciato un pezzetto di cuore.
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  • Informati sulle opportunità di volontariato nella tua città e segnati quelle più interessanti: appena questa quarantena finirà, ci troveremo comunque in una situazione complessa e delicata. Dare un contributo in prima persona è la cosa migliore che possiamo fare.
    E anche in questo caso un’ideuzza ce l’avrei. Ma finché non la metto in pratica (o decido di lasciar perdere) non ne parlo, ‘ché non voglio rompimenti di palle (dunque difficilmente ne parlerò pure dopo). Posso solo accennare che è una delle poche cose, credo, che si possano fare senza sbattersi e senza farsi venire la rogna stando in mezzo alle persone – io non ho mai amato il volontariato, e peggio non sopporto le persone stupide, lente o appiccicose: e di norma i volontari sono una combo delle tre. Chiedo scusa ad eventuali volontari che dovessero leggere, se suono indelicata, ma questo è.
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  • Fai un elenco di tutte le rotture di scatole dei prossimi mesi, e cerca di calendarizzarle: appuntamenti dal notaio, visite di controllo dei nei, analisi del sangue. Anche qui, magari non puoi sapere quando sarà possibile prenotarle, ma almeno avere un quadro più chiaro della situazione.
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  • […] Ecco, ora sei pronto per affrontare la scatola delle foto di famiglia. Crea una volta per tutte degli album e piangi un po’, ti farà bene.
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  • Sei lontano dalle persone a cui vuoi bene? Scrivi loro un’email per raccontare com’è la quotidianità senza di loro.
    O anche delle lettere cartacee, specie se scrivi alla nonna novantenne.
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  • Inizia a tenere un diario dei sogni. L’hai sempre voluto fare, ma hai preferito ritardare la sveglia.
    In realtà, anche se non è ancora un vero e proprio diario (o meglio notturnario, come l’ho battezzato io: e no, non autorizzo l’uso del nome), alcuni sogni già li trascrivo ed interpreto. Non immediatamente al mattino, però, e men che meno sul classico quadernetto posato sul comodino.
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  • Chiama. Tua. Nonna.
    Chiama. Tua. Madre.
    Chiama. Tutti. I. Parenti.
    Morta.
    Morta.
    Li ho chiamati tutti, tranne quelli bresciani, che per me possono restare nel limbo dove stanno, grazie tante.
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  • Se vivi con il tuo partner, fate sesso. Se siete lontani, fate sesso telefonico. Se non hai un partner, sistema quel profilo Tinder e preparati ai tempi migliori che verranno.
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  • Se hai un cane, insegnagli qualcosa che ancora non sa fare. Riportare la pallina is not enough.
    Niente cane, ma questa mi pare carina. Potrei adottare una mangusta, però, come Neruda. Allontanerebbe certi serpenti che ho attorno, vuoi mettere con il riporto?
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  • Cerca di osservare questa crisi da più punti di vista: leggi i quotidiani esteri, magari qualche reportage di medio-lungo formato.
    Uhm, sarebbe cosa buona e giusta. Ma sono una scansafatiche, della pandemia voglio parlare il meno possibile e poi ho già il mio spacciatore di Famiglia Cristiana XD
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  • Se vivi nelle Zone Rosse, controlla su questo sito del Ministero quali beni e servizi gratuiti le aziende hanno messo a disposizione per te: https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/
    Vabbeh, ormai in zona rossa ci siam finiti dentro tutti, ma ci siamo capiti.
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  • Osserva la tua libreria con calma e tira fuori un libro che non hai mai avuto tempo o voglia di leggere, così la prossima volta che sarai in libreria potrai comprarne un paio senza sentirti in colpa. Non avrai mai più tanto tempo libero quanto in questi giorni per affrontare Infinite Jest o Il Conte di Montecristo.
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    Osserva ancora la tua libreria e metti da parte 3 libri da regalare agli amici quando li vedrai la prossima volta.
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  • Aggiusta quei vestiti che hanno buchi o bottoni ballerini.
    Ecco, ho giusto quelle tre o quattro cose da cucire.
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    Sistema i cassetti della biancheria intima: basta calzini spaiati.
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  • Pulisci anche la tua homepage su Instagram, defollowando tutta la gente noiosa che hai iniziato a seguire nel corso degli anni.
    Ora che il tuo profilo Instagram ricorda la stanza di un monaco di clausura per ordine e austerità, inizia a seguire gente davvero interessante, come divulgatori scientifici, psicologi e altri esperti nei loro rispettivi settori.
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  • Prima o poi tutto questo finirà e torneremo ai soliti ritmi forsennati. Cucina anche per quei giorni e riempi il freezer fino all’inverosimile.
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  • Fatti la manicure, una maschera per i capelli e tutto quello che rientra sotto l’enorme cappello della self-care.
    Fatti una di quelle maschere per il viso DIY, quelle a base di ingredienti reperibili in qualunque cucina. Uscirà uno schifo, sporcherai ovunque e tra un’imprecazione e l’altra ti dimenticherai per una buona mezz’ora la situazione generale.
    Perfetto. Basta non prenotarsi in una clinica tipo quella de La cura dal benessere, e va bene tutto, guarda.
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  • Fai yoga e impara finalmente tutta la sequenza del saluto al sole.
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  • Vai su The Useless Web, l’inutile sito che ti porterà su altri inutili siti random.
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  • Cambia la disposizione dei mobili in una stanza. Sposta il letto, metti il tappeto da un’altra parte.
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  • Ora che hai tempo prova a ripensare i tuoi sprechi. Apri la credenza e osserva quello che c’è dentro, controlla quali alimenti stanno per scadere e usali nei prossimi giorni.
    Non c’è pericolo, quando sei un tritatutto.
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  • Pensa. Prenditi qualche minuto ogni giorno per ripensare alla tua vita e alle tue esperienze, ridefinire i tuoi obiettivi e ideare strategie per come ottenerli. Tornerai più forte di prima.
    Vabbeh: un po’ ottimistico, ma tentar non nuoce.
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  • Se ti manca il cinema prova a ricreare la sua atmosfera in casa. Popcorn, buio totale tranne che per lo schermo e magari quel proiettore che avevi dimenticato in cantina?
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  • Rispolvera il vecchio Nintendo e finisci una volta per tutte quei giochi che hai abbandonato da piccolo.
    Cacchio, quasi quasi provo ad allacciare il mio vecchio Sega Master System II alla tv…
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  • Scegli la tua serie preferita e riguardala dall’inizio alla fine. Di nuovo. Non c’è nulla di male nel farlo. Se vuoi sentirti meno in colpa, guardala in lingua originale.
    Manco a farlo apposta, hanno appena ricominciato dalla primissima puntata The good wife su Rai4. Ed io me lo sto vedendo per la terza o quarta volta.
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  • Gran parte delle attività sopracitate possono essere svolte ascoltando podcast. Qui trovi un’ottima lista dei migliori podcast italiani (e non) scritta dai nostri colleghi di VICE Italia: https://www.vice.com/it/article/a3bvjp/lista-migliori-podcast
    Stuzzicanti, peccato che sembrino essere tutti in inglese (o quasi?). Verificherò.
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punto-e-virgola

Propositi personali per il post-quarantena

Lottare per la pace nel mondo Ehm, no. Pensavo più che altro a questo:

  1. Massaggio cervicale
    Mi sono fatta male (no, non è esatto: mi hanno fatto male) nel settembre 2018, e ancora non ho messo in agenda i massaggi decontratturanti che l’ortopedica mi ha prescritto. All’inizio avevo un buon motivo per aspettare, adesso non più.
  2. Tatuaggio
    Forse il tatuaggio perfetto per me non lo scoprirò mai, ma uno che non può in alcun modo venirmi a noia o perdere di significato c’è. 
  3. Gardaland
    Non è EuroDisney, ma intanto è abbordabile. E poi non ci vado da anni.

Intenzioni di preghiera (Covid19)

La faccio breve, anche perché questo post – nient’altro che un listone – sarà lungo.
Il titolo dice già tutto: dato che di persone, situazioni, speranze per le quali pregare – anche limitandosi all’ambito del virus – ve ne sono innumerevoli, e che ogni giorno me ne vengono in mente di nuove; sia per ricordarmene sia per dare un input a chi volesse approfittarne vado ad elencarle qui. Per comodità mia inserisco anche delle intenzioni personali, che ritengo possano comunque farvi nascere associazioni mentali utili.

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Dunque, in ordine sparsissimo, una preghiera:

  • per chi è rimasto inchiodato a casa da solo ed, essendo anziano e magari con qualche malanno, è in difficoltà. Vale doppio per chi non ha figli / fratelli o li ha ma vivono distanti;
  • per chi al contrario con un genitore, figlio, altro familiare malato ci convive, e rischia di non reggere la fatica, la tensione, la difficoltà di farsi capire e farsi dare retta sui provvedimenti sanitari ed i comportamenti da tenere;
  • per tutti caregiver, familiari e non. Perché non mollino la presa e si sentano accolti da qualcuno, perché abbiano una valvola di sfogo, perché non cedano alla tentazione di sfogarsi sul malato a loro carico rischiando di infliggere una ferita irrimediabile.
    Per chi fra loro, e anche in generale, non ha retto ad una concomitanza di guai e ha mollato la presa, suicidandosi;
  • per i disabili e in particolare i malati cronici, gli immunodepressi. Perché vengano protetti e non vengano lasciati soli da uno Stato occupato a fronteggiare l’emergenza, perché non vengano ulteriormente ridotti i loro diritti con la scusa che le risorse non sono sufficienti;
  • per le assistenti sociali, e chi fa (ancora) volontariato;
  • per le donne abusate, che non hanno più neppure la scusa di una piccola spesa un po’ frequente per uscire di casa, e che in questo momento vedono moltiplicarsi le occasioni di irritare il proprio aguzzino. Per i loro figli e per tutte le situazioni di abuso che neppure immaginiamo;
  • per i senzatetto, che non possono scrivere da nessuna parte #restoacasa;
  • per i carcerati, che è giusto restino dove stanno ma potrebbero starci e sarebbe giusto ci stessero meglio.
    Per gli agenti penitenziari.
    Perché tutti abbiano dispositivi di protezione e un ascolto maggiore in questo momento.
    Perché gli evasi non ancora recuperati vengano recuperati. Perché a nessuno venga permesso di approfittare della situazione di merda per infilare un indulto, un’amnistia, o fetenzìe anti-autoritarie varie;
  • per gli immigrati assembrati senza possibilità di distanziamento sociale nei vari centri accoglienza;
  • per chi appartiene alle forze dell’ordine;
  • per i medici, gli infermieri, gli OSS ed ASA sul campo, perché possano lavorare in sicurezza, non cedere alla stanchezza, riuscire a garantire delle cure adeguate nei limiti del possibile e perché nessun altro di loro s’ammali. Perché agiscano con coscienza e non dimentichino che le circostanze terribili non li autorizzano a lavorare male;
  • per i dirigenti dei medici ecc. di cui sopra, le amministrazioni sanitarie tutte, perché sbroglino almeno un po’ il casino con qualche genialata che poi fare genialate è proprio competenza delle amministrazioni.
    Per il beneamato e bistrattato Sistema Sanitario Nazionale, perché regga, e smettano di metterglielo in culo e comincino piuttosto a fargli carezze.
    Per i farmacisti, per i ricercatori che stanno lavorando sulle genetica del virus ed alla preparazione di un vaccino;
  • per i contagiati, che siano in isolamento a casa propria o ricoverati, per chi sta in terapia intensiva / rianimazione, per chi si trova in agonia in questo momento, per i suoi familiari e chi l’assiste.
    Per i sanitari ed i dirigenti delle associazioni nazionali che si occupano delle condizioni di terminalità, perché sappiano distinguere la necessità di stabilire una priorità per la cura dalle molte spinte ideologiche che oggi vorrebbero svalutare la vita non autosufficiente o non autonoma: la terzà età, la vita intrauterina, le disabilità gravi, promuovendo codici etici e giurisprudenze favorevoli ad aborto, etutanasia, equiparazione dello stato vegetativo alla vita “vegetale” con annesso saccheggio degli organi;
  • per chi è ricoverato in rsa, rsd ecc., specialmente se non in grado di comprendere cosa sta succedendo e perché non vede più i familiari;
  • per tutti i morti a causa del virus e per i loro cari rimasti;
  • per i sacerdoti, che sappiano scegliere con chiarezza cosa fare, comunicare con efficacia ai fedeli senza lasciarsi trascinare dall’opinione pubblica e senza esternazioni personali gratuite, e sappiano soprattutto insistere nell’impetrare la protezione divina;
  • per le mamme, le nonne e le zie, perché sappiano restare salde e trasmettere a figli e nipoti serenità, oltre che senso di responsabilità;
  • per i vicini di casa, anche quelli meschini (io non riesco a desiderare davvero che stiano bene, ma chiedo che non debbano soffrire per la perdita o la malattia di un loro caro);
  • per i politici chiamati ad occuparsi del casino, perché limitino i danni del virus e non ne aggiungano di propri, o almeno non troppi.
    Per gli amministratori locali, compreso quella faina del mio sindaco.
    Per i sindacati, che spero di sbagliarmi ma ho l’impressione stiano montando proteste che davvero non ci aiutano;
  • per chi è rimasto, volente o nolente, al lavoro. Perché gli venga fornita adeguata protezione.
    Per chi invece è stato lasciato a casa, non solo fisicamente ma con l’interruzione probabile o sicura del contratto, o con la promessa di riprendere quando sarà possibile ma senza tutele, senza stipendio o cassa integrazione o null’altro; per chi al lavoro ci va ma era sfruttato prima ed è sfruttato tanto più adesso – per esempio i fattorini.
    Per i commessi di supermercato.
    Per i rivenditori di Amuchina, guanti, mascherine e respiratori, tra i quali i ferramenta, perché non approfittino della necessità di questi presidi per lucrarci;
  • per chi si occupa, pur con tutte le limitazioni del caso, di mandare avanti l’industria dell’intrattenimento. Non, evidentemente, i gestori di cinema e teatri, ma per esempio tutta la gente della televisione, che un po’ (poco) ci informa e un po’ (tanto) ci distrae, e ne abbiamo bisogno;
  • per i giornalisti (e i distributori che ci consegnano i quotidiani), gli autori, i conduttori e gli showman televisivi e radiofonici, perché facciano meno spettacolo, siano meno ripetitivi e ingessati, facciano vera informazione innanzitutto invitando esperti degni di tal nome e non avendo paura di comunicare alla gente in modo preciso e approfondito. Non c’è male, in momenti simili, peggiore del qualunquismo, del pressapochismo e della concezione di spettatori e pazienti e cittadini come di bambini idioti.
    Per noi blogger, perché possiamo continuare ad esserci d’aiuto a vicenda.

In guerra

Pur senza scandalizzarmi che i media ne facciano uso, concordo con Olivia a proposito della moda di parlare di “guerra” in relazione alla situazione che stiamo vivendo per via del Covid19. Le conseguenze negative sono tante, ed alcune gravi, tuttavia chi prendesse il paragone seriamente, e non solo come metafora, è certo non abbia vissuto alcuna guerra reale.
Iersera me ne stavo a letto e, siccome ero nostalgica, prima della mia oretta di lettura concilia-sonno ho sfogliato un paio di libri della mia infanzia che custodisco gelosamente, uno dei quali regalatomi da mio fratello, nonché una serie di vecchie / vecchissime foto conservate in una scatola di latta decorata con un dipinto di fiori, di quelle che un tempo contenevano cioccolatini o caramelle, foto che qualche anno fa avevo salvato dall’esser gettate via da una mia zia (materna, una di quelle cattive).

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Foto in studio di giovani ragazze, foto-ricordo (santini) di componenti noti e non della famiglia, foto di pranzi con grandi tavolate, partecipazioni di matrimonio e ricordi della Comunione, ma anche foto di guerra, appunto.
Soldati in pantaloni gonfi sopra gli anfibi, foto di gruppo o in coppia, cartoline con immagini di ex compagni di prigionia spedite a mio nonno con un messaggio ancora leggibile sul retro, anche se l’inchiostro risulta leggermente sbavato.

18-3-945 – Amburgo
Al mio caro B. in segno d’amicizia e d’affetto [firma non comprensibile]

Hamburg 2 – 6 – 45
Al mio compagno di prigionia – Giovanni L. 
Porta Raffaele (Omignano)? “Salerno”

Hamburg 20.6.45
Non dimenticarti del tuo piccolo [?] che ha vissuto con te nella prigionia dura,
che ci portò quasi alla perdita della civiltà che un’uomo possiede,
portandoci al punto che si può dire bestie affamate.

Gianni M.
Settimo[?] Veronese

2020-03-23 19.06.112020-03-23 19.07.18

Dato che quando ho aperto la scatola avevo appena iniziato il rosario, tra un’Ave e l’altra ho buttato lì anche qualche Eterno riposo, anche non conoscendo i nomi avevo davanti i loro volti – del resto questo serve a me, non certo al Signore che ben ci conosce, uno ad uno.
Intanto il vento fuori rombava, oltre a sentirlo lo percepivo e lo vedevo perché ho lasciato la tapparella alzata; notte da lupi e di ambulanze che spiccano con le sirene colorate contro lo sfondo del buio, ed il vento per di più acuisce la nostalgia, così che ho cominciato a singhiozzare e ho buttato fuori un po’ di veleno.
Il miele però era più copioso del veleno.
Ho abbracciato per qualche minuto la mia lucciola giocattolo, regalo di mia nonna Maria quando avevo pochi anni di vita, poi l’ho appoggiata accanto a me sull’altro cuscino e ho dormito.

E-book, fumetti, riviste gratuiti per la 40ena

Fonte:
Vademecum del perfetto scroccone digitale – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la quarantena — libreria minima

DISCLAIMER: Tutte le iniziative raccolte di seguito sono gratuite o quasi pur essendo il frutto del lavoro di numerose persone: scrittori, redattori, editori, illustratori, fumettisti, sceneggiatori, giornalisti e via dicendo. Vi invitiamo, di conseguenza, a sostenere come potete tutte queste realtà (specie quelle piccoline) acquistando un libro, un eBook o un abbonamento, per superare tutti insieme questo momento critico.

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Cosa c’è di meglio che spaparanzarsi sul divano con la propria coperta preferita e leggere un bel libro? Poche cose, molto poche. La pizza, forse, ma quella è l’eccezione.
Certo, quando si è obbligati a rimanere in casa l’effetto non è proprio lo stesso, e si rischia di trasformare un’attività meravigliosa e tanto agognata in una routine insopportabilmente tediosa. Per fortuna arrivano in nostro soccorso diverse case editrici e piattaforme, che in questi giorni si sono adoperate per risollevare il nostro spirito con contenuti gratuiti e interessanti iniziative. Di seguito, quindi, un elenco quasi completo che manterremo aggiornato nelle settimane a venire: per non perdervi niente, seguiteci su Facebook e Instagram, dove vi manterremo al corrente delle novità del giorno.

Libri

Dal sito di Adelphi è possibile scaricare gratuitamente il libro In cerca di guai di Mark Twain, una divertente testimonianza delle mirabolanti peripezie a cui l’autore andò incontro durante una lunga e travagliata permanenza nel Far West americano. L’eBook è disponibile in formato epub e mobi (preferite quest’ultimo se possedete un Kindle), e con le sue 500 e più pagine vi terrà sicuramente compagnia per un bel po’ di tempo. Un altro eBook gratuito è Doppio sogno di Arthur Schnitzler, testo teatrale al quale Kubrik si è ispirato per la sua ultima pellicola, Eyes Wide Shut.
Inoltre, iscrivendovi alla newsletter, potrete scegliere di scaricare un libro a scelta tra Moby Dick di Herman Melville e Suite francese di Irène Némirovsky.


Anche Il Saggiatore ha scelto di aderire alla campagna di solidarietà digitale regalando un eBook ai propri lettori. Il primo è Città Sola di Olivia Laing, ma ogni due giorni, sempre sulla stessa pagina, ne verranno proposti altri. Un’occasione davvero imperdibile per recuperare i titoli di uno degli editori più importanti del panorama italiano.


Per i bambini veri o i diversamente bambini, Gallucci regala un eBook a scelta tra una selezione di otto titoli del loro catalogo: stimolanti romanzi e sempreverdi raccolte di racconti di alcuni grandissimi autori della letteratura per l’infanzia, come Carlo Collodi e Roberto Piumini. Trovate tutto qui.


Bertoni Editore propone invece un qualsiasi libro in formato digitale dal loro catalogo (consultabile qui). I titoli sono moltissimi e spaziano dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia alla letteratura per l’infanzia. Per ottenere l’eBook è necessario inviare una mail all’indirizzo j.bertoni@outlook.it specificando nome, cognome e il libro sul quale è ricaduta la vostra scelta. basta visitare il loro sito: ogni giorno verrà stilata una selezione di una decina di eBook tra i quali scegliere.


Fino al 3 aprile, Bookabook mette a disposizione un eBook gratuito a scelta tra otto titoli. Per scaricare il proprio preferito è sufficiente visitare questa pagina e, dopo aver cliccato sul titolo prescelto, utilizzare il codice sconto leggereacasa.

Copertine di sei libri dei libri regalati da Bookabook

Su Bookrepublic, per l’iniziativa #ioleggoacasa, ventidue editori propongono un eBook da scaricare gratuitamente tramite il sito usando il codice promozionale “ioleggoacasa”.


Le edizioni E/O mettono in sconto, fino al 22 marzo, diversi dei titoli del loro catalogo in formato digitale: trovate l’elenco completo a questa pagina. In regalo, invece, Il colonnello Chabert di Honoré de BalzacL’uomo che corruppe Hadleyburg di Mark Twain e Vita su un pianeta nervoso di Matt Haig.


Le edizioni Ensemble propongono un qualsiasi libro del loro catalogo da scaricare gratuitamente in formato digitale (pdf o epub). Date un’occhiata al loro catalogo e, dopo aver scelto, mandate una mail all’indirizzo edizioniensemble@gmail.com specificando nell’oggetto il vostro nome e cognome più il titolo che desiderate.


Cliquot edizioni regala in formato digitale il libro L’uomo che diventò donna di Sherwood Anderson, una raccolta di dieci racconti ambientati negli Stati Uniti, e Il cavaliere con gli stivali azzurri di Rosalía de Castro, uno dei romanzi più interessanti della scrittrice sebbene rimasto fino a ora inedito in Italia. Non perdeteveli!


CasaSirio editore, una piccola casa editrice indipendente di Roma, offre a costo zero l’abbonamento a CasaSirio Addicted, sezione speciale del sito nella quale è possibile scaricare diversi eBook e libri in formato pdf, ma anche accedere a numerose videolezioni, slide, interviste e approfondimenti sul mondo del libro e dell’editoria. Si tratta di un’iniziativa molto particolare: se non volete perdervela, basta lasciare un commento sotto questo post sulla loro pagina Facebook. E se siete curiosi di sapere cosa vi aspetta esattamente, qui trovate un elenco dei contenuti compresi nell’abbonamento.


Un eBook in regalo anche da parte di Bibliotheka Edizioni: scegliete il vostro preferito dal loro vastissimo catalogo e inviare il titolo scelto all’indirizzo mail vendite@bibliotheka.it. Poesia, narrativa, saggistica, guide e manuali tra i più disparati: c’è davvero di tutto!


La piccola casa editrice San Marco dei Giustiniani regala ogni venerdì un libro in formato digitale del loro vasto catalogo, oppure un numero della rivista Trasparenze, o ancora un numero della collana Quaderni della fondazione. Cliccate qui per scaricare il titolo della settimana!


Scaricabile in pdf anche un titolo a scelta tra quelli proposti dalle edizioni Dedalo.
Vi basta visitare la pagina dedicata sul loro sito, che trovate qui.


Edicola edizioni propone il romanzo Tony Nessuno di Andrés Montero, vincitore del Premio Iberoamericano de Novela Elena Poniatowska nel 2017, un titolo avvicente che porterà il lettore a districarsi tra i misteri che aleggiano sul Grande Circo Garmendia, tra bizzarri personaggi, antichi libri dalla provenienza incerta e un bambino senza nome. Potete scaricarlo qui in formato epub o mobi.


Sette gli eBook gratuiti offerti da L’Orma editore, scaricabili qui in formato ePub o mobi. I primi due titoli, L’uomo della sabbia e La principessa Brambilla di E.T.A. Hoffmann, sono disponibili dal 14 marzo, mentre gli altri verranno resi disponibili nei giorni seguenti. Una selezione interessante e generosa, assolutamente da non perdere.


Sono circa una decina i titoli, in formato digitale, che Racconti edizioni mette a disposizione a un prezzo irrisorio (da 0,49 centesimi a 1,99 euro: parliamone). Potentissimo Fantasie di stupro di Margaret Atwood, mentre Non chiamarmi con il mio nome di James Purdy è una bella scoperta; assolutamente da recuperare Oggetti solidi di Virginia Woolf, raccolta di racconti e altri scritti dell’autrice che è praticamente introvabile altrove, anche perché la versione cartacea è esaurita. Per vedere tutti gli altri, cliccate qui.


Sullo store di Kobo è possibile scaricare gratuitamente una selezione di eBook di narrativa contemporanea, classica, per bambini e graphic novel. Tra le case editrici coinvolte troviamo Edizioni E/OLa Nave di TeseoFazi Editore66th and 2ndCarbonio editoreFeltrinelliDeAgostiniCompagnia Editoriale AlibertiAdelphi.


Un eBook gratuito al giorno fino al 3 aprile: è questa l’offerta di edizioni Las Vegas. Si inzia con Festival Maracanã di Vito Ferro, tra i fondatori della casa editrice Autori Riuniti. Per scoprire quali saranno i titoli successivi, potete seguire i profili di Facebook e Instagram.


L’agenzia di storytelling Book on a tree organizza “BOTteghe Aperte“, una sorta di maratona di scrittori le cui storie verranno pubblicate attraverso la piattaforma Wattpad. Il primo a farsi sotto è Davide Morosinotto, autore di La più grande.


Per chi ha già un abbonamento Amazon Prime è possibile aderire a Kindle Unlimited con un periodo gratuito di prova della durata di due mesi al posto di uno (attenzione però: l’offerta così com’è può essere sottoscritta solo fino al 31 marzo). Il catalogo dei titoli disponibili è praticamente sterminato, unendo uno stuolo di classici alle nuove uscite. Gli eBook sono tutti scaricabili senza alcun costo e trasferibili su diversi dispositivi grazie all’applicazione relativa, anch’essa gratis. Unica pecca sono i soliti problemi di compatibilità con gli eReader non prodotti da Amazon.


Fumetti

Su Issuu, Rizzoli Lizard mette a disposizione Dieci sbagli, un breve libricino illustrato di Franco MatticchioLa quinta stagione di “Vita con Lloyd è invece scaricabile gratuitamente, ma con la possibilità di effettuare una donazione destinata all’Ospedale Papa Giovanni XIII di Bergamo, città particolarmente colpita dall’epidemia di Covid-19.


Rimanendo in tema di fumetti, anche ReNoir propone due titoli alla settimana, ogni lunedì e giovedì, da consultare liberamente su Issuu.


Edizioni BD e Dentiblù si fanno promotrici della campagna #FumettiAtHome: più di venti titoli in formato digitale disponibili al prezzo di 1 euro. Nota importante: il ricavato andrà interamente a finanziare l’Ospedale Luigi Sacco di Milano, da settimane impegnato nell’emergenza Covid-19.


NOVITÀ – La casa editrice Kleiner Flug mette a disposizione due fumetti da leggere gratuitamente: Dante Alighieri. “Amor mi mosse” di Alessio D’UvaFilippo Rossi e Astrid Lucchesi, e Francesco Petrarca di Filippo Rossi e Claudia “Nuke” Razzoli.


Mammaiuto, collettivo di fumettisti, da sempre permette di visualizzare gratuitamente numerosi webcomic, che si possono acquistare nella copia fisica all’interno del loro shop. Ci sono molte perle da scoprire: tra quelli che ho letto vi consiglio Ross di Claudia “Nuke” RazzoliPregnancy Comic Journal di Sara Menetti Cavalier Inservente di Francesco Guarnaccia.


E se ancora non ne avete abbastanza di fumetti, perché non fate un salto da quelli di Amianto Comics? Vi aspettano molti numeri dell’omonima pubblicazione, consultabili direttamente dal sito, ma anche acquistabili se desiderate sostenere il progetto. In ognuno potrete trovare storie autoconclusive o a episodi realizzate dai differenti artisti che collaborano alla rivista.


Sempre nell’ambito delle autoproduzioni, il Collettivo Canederli, un gruppo di giovani illustratori e fumettisti, rende gratuitamente consultabili tre dei loro albi illustratiInaba di Asia MarianelliLe arti del mago di Amos di Toma e La grande ombra di Eleonora Simeoni. Li potete trovare qui, e se volete rimanere aggiornati sui lavori più recenti del collettivo trovate tutto sui loro canali social: Facebook e Instagram.


Su Fumettologica potete invece recuperare numerosi fumetti, autoconclusivi o a puntate, inediti e non, realizzati da numerosi autori differenti. Da Manuele Fior a Ratigher, da Conxita Herrero a Shin’ici Abe, potete spaziare agilmente tra le più originali voci del panorama del fumetto contemporaneo comodamente adagiati sulle vostre poltrone.


Coconino ha dato il via all’iniziativa “Una quarantena di fumetti“: da oggi fino al termine dell’emergenza renderà disponibile gratuitamente un fumetti al giorno tra quelli presenti in catalogo. Per rimanere aggiornati, tenete d’occhio l’hashtag #unaquarantenadifumetti su FacebookInstagram e Twitter).
Il fumetto di oggi è Luna del mattino di Francesco Cattani, reperibile qui.
Disponibile anche una selezione di storie realizzate per il progetto Fumetti nei musei: ne trovate sei diverse ogni domenica, presentate poi singolarmente, sempre su Issuu, nel corso della settimana successiva.


Anche NPE si impegna a regalare un fumetto a settimana, da scaricare in formato pdf, a partire da venerdì 13 marzo. Il primo è The Black Cat di Nino Cammarata, fumetto chiaramente ispirato all’omonimo racconto di Edgar Allan Poe (anche questo si può leggere gratis, o a fronte di una piccolissima donazione, qui). Iscrivendovi alla newsletter potete ricevere il fumetto automaticamente nella vostra casella di posta elettronica; in caso contrario, tenete d’occhio il sito della casa editrice e i suoi canali social (FacebookInstagramTwitter).


Anche Bao si aggiunge alla lista, offrendo gratuitamente i sei volumi della prima stagione del fumetto John Doe di Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni: potete scaricarli dallo store online che preferite (Kindle store, Apple Books, Google PlayKobo store). Fino alla fine del mese di marzo, potete inoltre acquistare la versione digitale di 21 fumetti scelti a solo 1,99 euro: tra questi, Alice: di sogno in sogno di Giulio MacaioneSempre pronti di Vera Brosgol (ne abbiamo parlato qua!), Papaya Salad di Elisa Macellari e Le ragazze nello studio di Munari di Alessandro Baronciani. Per vedere tutti gli altri, cliccate qui.


Un altro autore che sceglie di regalarci una delle sue storie è Giulio Macaione, fumettista con all’attivo numerose pubblicazioni a livello nazionale e internazionale. Per Comma22 ha pubblicato Ofelia, nato come webcomic, mentre per Bao sono usciti BasilicòStella di mare e, più recentemente, Alice: di sogno in sognoUna mattina qualunque fa parte delle sue opere autoprodotte: lo potete leggere gratuitamente e per intero qui.

Copertina di "La fine dell'estate" di Giulio Macaione

Riviste

Mondadori offre la possibilità di scaricare un eBook dal proprio catalogo, nonché la sottoscrizione di un abbonamento gratuito trimestrale di una rivista in formato digitale, a scelta tra CasaFacileChiDonna ModernaFocusFocus JuniorFocus StoriaGialloZafferanoGraziaIconIcon Design e Tv Sorrisi e Canzoni. Le modalità con le quali ottenerli sono per il momento ancora da definire, ma provvederemo ad aggiornare l’articolo appena disponibili.


Sempre per quanto riguarda le riviste, è possibile scaricare il numero di gennaio-marzo 2020 di Hystrio, trimestrale di teatro e spettacolo, e il numero di marzo di Leggere:tutti, mensile di lettura e letteratura che potete ottenere semplicemente inviando una mail a info@leggeretutti.it.


Le edizioni Condé Nast propongono gratuitamente, a partire dal 13 marzo, un abbonamento di tre mesi alla versione digitale di una rivista tra Vanity FairVogueWiredLa Cucina ItalianaADGQ e Traveller. Per ottenerlo è sufficiente scaricare il numero scelto tramite Google Play o App Store, cliccare sul link “Free pass” e, dopo aver creato il proprio account, inserire uno di questi codici:

  • Vanity Fair > VF4YOU
  • Vogue > VOGUE4YOU
  • Wired > WIRED4YOU
  • La Cucina Italiana > LCI4YOU
  • AD > AD4YOU
  • GQ > GQ4YU
  • Traveller > TRAVELLER4YOU

Se nessuna di queste riviste vi interessa, potete sottoscrivere un abbonamento gratuito di due settimane a Readly, che mette a disposizione più di 4.000 differenti pubblicazioni italiane e internazionali da sfogliare comodamente dal proprio computer, tablet o smartphone.


Podcast e audiolibri

La casa editrice Black Coffee promette di farci compagnia con il podcast Black Coffee Sounds Good, che aumenta la sua programmazione da un episodio al mese a uno a settimana! La voce di Marta Ciccolari Micaldi (anche conosciuta come La McMusa) vi accompagnerà in un lungo viaggio attraverso la letteratura statunitense contemporanea. Per rimanere aggiornati, seguite l’hashtag #viaggiamodacasa su FacebookInstagram e Twitter.


Se avete voglia di buttarvi sugli audiolibri, qui trovate l’elenco completo di tutte le puntate del programma Ad alta voce di Rai Radio 3: classici e meno classici della letteratura di (quasi) tutte le epoche che spaziano dalla forma del romanzo a quella del racconto, dal giallo al gotico, dal mattone russo alla prosa più agile. Tra i capolavori da segnalare troviamo Il nome della rosa di Umberto Eco letto da Moni Ovadia e I dolori del giovane Werther di Goethe a cui presta la voce Toni Servillo.


Infine, Storytel Audible offrono da sempre un periodo di prova gratuito della durata rispettivamente di 14 e 30 giorni. Anche in questo caso i titoli disponibili sono moltissimi e in grado di incontrare i gusti più disparati.
Audible, inoltre, offre una selezione di alcuni audiolibri da ascoltare gratuitamente anche se non si è abbonati: li trovate qui.


Per tutte le ulteriori iniziative,
si faccia riferimento al sito ufficiale Solidarietà digitale.

 

Considerazioni in tempi di virus – II

Siamo capaci di generare una pre-carestia quando avremmo, invece, a disposizione tutto ciò che serve per vivere e ovviamente anche molto di più. Piuttosto che fare scorte infinite o saccheggiare generi non di prima necessità al super per chiudermi in una specie di parco giochi personale e sigillato, preferisco razionalizzare ed abituarmi a rinunciare ancora a qualcosa.
Ma su questo, signori, torneremo senz’altro presto perché mi prude sotto le dita la voglia di iniziare quella famosa serie di post su come “fare economia“, che non è la priorità di questi tempi ma, indirettamente, si rende necessario.


Eccovi qualche estratto dall'ultima newsletter di Evangelici.

Il panico da assedio provocato dal covid ha scatenato in tutto il mondo la psicosi da accaparramento e, per una dinamica che gli studiosi del futuro si divertiranno a sviscerare, ha incoraggiato l’incetta di carta igienica (l’ipotesi più semplice e desolante è che non si sia compresa la differenza tra virus respiratorio e intestinale). Solo che in Inghilterra, quando le scorte dei supermercati si sono esaurite, qualcuno ha pensato bene di procurarsi la materia prima in maniera alternativa.

Per l’appunto.
Il dubbio sulla possibile confusione di sintomi e modalità di trasmissione del virus m’era venuto, ma non ero arrivata a formularlo in maniera precisa. Ebbene…


Indeterminatezza, assenza di punti fermi: […] Il rischio è di scivolare nell’inquietudine di giornate sempre uguali, un continuo presente – come in quel celebre film – che non si decide mai a diventare domani.

Anche in questo caso, la “disciplina” del minimalismo ci viene in soccorso – tanto meglio per chi già la pratica: vivere con poco richiede organizzazione, ed una delle basi organizzative fondamentali è la gestione del tempo. Non perdere tempo non significa soltanto essere super-efficienti, andar di corsa, significa piuttosto e soprattutto avere una chiara consapevolezza di come lo impieghiamo, e che sia in mano nostra e non affidato al caso, a ciò che viene. Anche poltrire e svagarsi è qualcosa di sacro, purché non si dilati in una nullafacenza inconsistente e sofferta.
Un unico suggerimento: sia che cuciniate, vi rilassiate leggendo online o vi portiate avanti con il lavoro / i compiti a casa, provate per alcune attività ad utilizzare il timer. Sì, il timer: quello del forno o quello sul cellulare, non importa, ma decidete di quanto tempo avete presumibilmente bisogno, calcolate anche una decina di minuti extra, ed impostate il timer. Non solo vi eviterà di “perdervi via” lasciando trascorrere intere ore senza che ve ne accorgiate, ma vi aiuterà automaticamente a concentrarvi meglio.


“In questi giorni non si trova roba”: in mezzo al disagio della quarantena nazionale, a Roma scatena polemiche la preoccupazione di un politico locale [?] che sui social denuncia un risvolto poco considerato: “Gli spacciatori sono chiaramente scomparsi. I rifornimenti sono chiaramente bloccati”, scrive serio in un post, denunciando i “contraccolpi fisici e psicologici” di cui sono vittime i tossicodipendenti e concludendo che “il proibizionismo ha anche degli effetti sociali devastanti”.

Christian-Raimo-Covid-Droga

Onestamente non vi so esprimere quanto mi faccia schifo questa esternazione di Raimo, con tutto ciò che l’accompagna. Nemmeno ci voglio provare: mi limito ad annotare che chi fa un uso “ludico” della cannabis, se davvero lo pretende tale, non può razionalmente subire alcun contraccolpo dalla sospensione di un’attività che non genera dipendenza fisica e psichica. Perché non ne genera, lo sanno anche i sassi… schifoso.


Intanto a Brescello, il paese di Don Camillo, il parroco Evandro Gherardi ha deciso di esporre il crocifisso reso celebre negli anni Cinquanta dalle riprese della nota saga cinematografica: «Cristo, morto e risorto per la nostra salvezza, faccia cessare l’epidemia su Brescello, l’Italia e il mondo intero!», ha invocato il curato (quello vero) sul suo profilo Facebook. E, rimanendo a Don Camillo, chissà a quanti, di fronte alla tragica attualità e al bisogno di speranza che si respira nelle nostre città, sarà tornato in mente quel famoso discorso.

Che dire? Amen!
Non che avessi avuto molte altre occasioni, dato che non si tratta di un nome diffuso, ma noto soltanto ora che “Evandro” è una probabile crasi tra Eva ed Andras, Andrea, che in greco significa “uomo”, insomma tra il femminile ed il maschile. Bello.

Considerazioni in tempi di virus

Mutuandole dal mio commento a Gio sull’ultimo capitoletto della sua cronaca di quarantena, riporto un paio di considerazioni inattuali.

  • se i famosi 49 milioni della Lega in questo momento ci farebbero comodo, figuratevi a noi lombardi quanto più ci farebbe comodo recuperare l’enorme residuo fiscale che lo Stato ci trattiene!
    .
  • giusto l’altroieri stavo per andare in posta a pagare il rinnovo dell’abbonamento al Messaggero di sant’Antonio. Toh! Chiaro che non è urgente. Ho poi desistito perché, ancorché la gente fosse poca, ovviamente le operazioni al momento vanno a rilento.
    Perché, direte?
    Semplicemente perché il supermercato è lì a fianco, sarei uscita comunque, e con mascherina e guanti pagare o non pagare una roba in più, anche se inessenziale, non fa differenza. Ho aspettato, ma d’altronde lo farò in settimana comunque: è arrivata anche la bolletta della luce, scadenza al 28, perciò…
    … tutto questo per dire: se non è fondamentale, meglio evitare. Al tempo stesso, tuttavia, per queste faccende così come per i grandi crimini, forse se non abbiamo tutti i dati a disposizione (e chi mai ne dispone?) potremmo anche capire che non sappiamo se davvero abbiamo davanti degli sconsiderati oppure no.
    .
  • su vaccini ed autismo – eccetera eccetera – ciò che valeva ieri, prima della pandemia, deve valere anche oggi. Non sono antivaccinista tout court, ma – a grandi linee – sono dalla loro parte.
    E sul vaccino contro il coronavirus, quando sarà disponibile (speriamo presto, ma non troppo presto!), riflettiamoci bene: non è la prima volta che – legalmente e legittimamente, sia chiaro – ne viene messo in commercio uno anti-influenzale prima del tempo, cioè anticipando i termini della sperimentazione causa urgenza. Si può scegliere di farselo iniettare, ma bisognerebbe essere consapevoli (= essere messi in condizioni di sapere) a quale stadio è arrivato, e quali rischi si corrono. Condizionale d’obbligo…!