Carnet (Ottobre 2019)

Libri

99. La vera storia del pirata Long john Silver – Björn Larsson [5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
100. L’ultima avventura del pirata Long John Silver – Björn Larsson [2.5/5 ⭐ ⭐ ]
E’ la “coda” del romanzo precedente, una storiella di poche pagine in tono con il resto, ma del tutto superflua e priva di tensione – inoltre la traduzione ha apportato delle modifiche incomprensibili, che l’annacquano ancora di più. L’unico dettaglio significativo lo si poteva inserire, a mio avviso, ne “La vera storia”.
101. Possiamo salvare il mondo, prima di cena
– Jonathan Safran Foer 
[4/5⭐⭐⭐⭐]
>> Storie in un guscio – Flora Giordano [interrotto]
Le vite degli altri in un palazzo residenziale, non lontano dalla costa, a Napoli. L’autrice si è da tempo trasferita a Brescia ed ha pubblicato questo libro con l’editore Marco Serra Tarantola. Stile semplice ma curato, vicende e prospettiva dal sapore un po’ datato.
102. Moby Dick – Hermann Melville [4/5 ⭐⭐⭐⭐]
103. Il fascismo eterno – Umberto Eco [3.5/5 ⭐⭐⭐ ]
104. CasaPound Italia, Fascisti del terzo millennio – Elia Rosati [5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐]
105. Ufficio di scollocamento – Simone Perotti, Paolo Ermani [3.5/5 ⭐⭐⭐ ]
106. Lavorare gratis, lavorare tutti – Domenico De Masi
[4.5/5 ⭐⭐⭐⭐]
>> Una cosa divertente che non farò mai più – David Foster Wallace
(audiolibro letto da Giuseppe Battiston)
[3.5/5⭐⭐⭐
Ascoltato durante i pasti, interrompibile di frequente senza penalizzarne la comprensione – avevo voglia di un audiolibro ma non ancora di un romanzo, così ho provato a ri”leggere” il mio ultimo DFW. Battiston se la cava, ha le intonazioni giuste e fa le pause giuste, eppure personalmente non mi ha convinto. Non so se è il suo stile, la sua voce oppure il testo in sé, che non è forse il più adatto a farsi tradurre in audio.
>> Acque del nord – Ian McGuire

Film

148. Unfriended – Levan Gabriadze [2.5/5 ⭐⭐]
Forse per dei ragazzi non è un problema seguire un intero film attraverso non uno, ma una decina e rotti monitor che si accavallano e “fanno cose” contemporaneamente: dicono sia la loro, anzi la nostra, quotidianità ormai. A me però ha dato il mal di testa, al di là della storia che sotto il profilo horror non ha davvero niente da dire. Tutto sommato, meglio qualcosa altrettanto ovvio e più tradizionale, ma “umano”, come Friend request (di cui ho detto qualcosa il mese scorso).
Nota positiva: il tema del bullismo è trattato, seppure di striscio come pretesto, in modo crudo e senza sconti o indorature.

149. Insidious 2: Oltre i confini del male – James Wan [2/5 ⭐⭐]
150. Spy – Paul Feig [4/5 ⭐⭐⭐⭐]
151. Nella Valle di Elah – Paul Haggis [5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐]
152. Southbound [2.5/5 ⭐⭐]
– Radio Silence, Roxanne Benjamin, David Bruckner, Patrick Horvath
153. Monolith – Ivan Silvestrini [3.5/5 ⭐⭐⭐]
Guardabile, niente di più. Poteva avere molto da dire – tra senso di inadeguatezza materno, crisi di coppia, tecnologie futuristiche che ti fottono il cervello, il ruolo del caso, i bilanci di vita… – ma si ferma troppi passi indietro.
154. La casa dei fantasmi – William Castle [2.5/5 ⭐⭐]
155. Deep rising, Presenze dal profondo – Stephen Sommers [4/5 ⭐⭐⭐⭐]
Spettacolare. Una parodia del genere che non si fa mancare niente (pirati attaccano nave fantasma infestata da mostri marini preistorici ecc.), piena di sparatorie, torrenti d’acqua che allagano corridoi, esplosioni e amenità varie. L’unico guaio è che, come spesso accade in Italia, quella che è una commedia (e lo si coglie da subito guardandola) viene passata come un horror-thriller: vuoi per ignoranza perché chi sceglie tagline e simili manco se lo vede, vuoi perché fa più cassa; comunque voi non fatevi fuorviare e godetevi una serie Z da urlo 🙂
156. Chi è senza colpa – Michaël R. Roskam [5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐]
Rivisto, perché il mese scorso o quello prima, quando l’han passato su RaiTre, a metà serata ero morta di sonno. E lo rivedrei subito domattina. E poi quella dopo ancora… a chi basta mai Tom Hardy? (Pure Noomi Rapace, occhéi, ma mica così tanto).
157. Halloween – John Carpenter [4/5 ⭐⭐⭐⭐]
Porta benissimo i suoi anni. E ha da dire qualcosa, ancora.
158. La mummia – Alex Kurtzman [2.5/5 ⭐⭐]
Pallosa la prima parte, si risveglia nella seconda – ma non basta. Tutto già visto.
159. Venerdì 13 – Sean S. Cunningham [1/5 ⭐]
Ma che cazzèta (leggasi alla barese).
160. Bangla – Phaim Bhuiyan [2/5 ⭐ ⭐ ⭐]
Un’opera prima ben fatta. Niente di esaltante. Frase memorabile:
Sai perché mi piace la street art?
Perché si prende tutto in faccia, il vento, la pioggia… e poi invecchia, come noi“.
161. Joker – Todd Phillips [cinema!]
Pensierini sfusi: qui & qui & qui.
162. I ragazzi del Reich – Dennis Gansel [4/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
163. Pronti a morire – Sam Raimi [3.5/5 ⭐ ⭐ ⭐]
Raimi è uno sclerato, per questo ci piace. DiCaprio così candido e giovane è ‘na botta allo sterno – davvero adesso ho il doppio degli anni di quando ho visto questo film la prima volta? Argh.
164. The company men – John Wells [3/5 ⭐ ⭐ ⭐]
165. Stoker – Park Chan-wook
[5/5 ⭐ ⭐ ⭐⭐ ⭐ ] 
Una madre vedova, una figlia orfana, un misterioso zio – l’ambiguamente sexy Matthew Goode – che compare puntualissimo in occasione delle esequie del fratello. Potrebbe anche bastare, ma a questo aggiunge anche il piacere di vedere la Kidman detronizzata e la Wasikoska che si scrolla di dosso la pelle di quella orrenda ed antipaticissima Alice. E l’impianto tra il favolistico, privo di orpelli, ed il racconto di formazione si tiene in perfetto equilibrio. Una vera chicca.
166. Severance, Tagli al personale – Christopher Smith [2.5 ⭐⭐]
167. ABCs of death (1 & 2) – AA. VV. – 
Un sentito grazie ad Andreaklanza di Malastrana VHS che mi ha soccorso fornendomi queste due antologie di corti horror.

Serie Tv

∞ Dexter (terza stagione) [4/5 ⭐⭐⭐⭐]
Una stagione in lieve calo, con l’ingresso (e la dipartita…) di Miguel, personaggio curioso e a suo modo stimolante, perché caotico, ma un po’ forzatino come in verità tutte le novità di questo giro.
Sempre valida, comunque, e ancora importante e impressionante la mimica facciale di Michael C. Hall – adoro.
Noto con malcelato piacere che egli è maniaco delle liste (vedi quella con i pro e contro dell’avere un figlio, e quella della spesa in rigoroso ordine alfabetico!), e che per giunta mangia i biscotti come me: in una scena prende un Oreo e invece di cacciarselo in bocca così com’è, divide le due cialde e lecca prima la crema. Ho già scritto che lo adoro?

Musica

Joker Original Soundtrack [4.5/5 ⭐⭐⭐⭐]
∞ MezzoSangue [4/5 ⭐⭐⭐⭐]
Sto ascoltando qualche pezzo scelto del tutto a sentimento su YouTube: è da approfondire, e lo merita; tanto il sound che le liriche sono curati e buoni. Mi piace la voce pastosa (ma intelligibile) e la scelta di limitarsi, spesso, ad uno strumento singolo – per esempio la chitarra in Circus – quale accompagnamento privo di sbalzi di tensione o di ritmo, un balsamo calmante. Limitatamente a quanto ho ascoltato sinora, ho trovato che abbia una tendenza malinconica spiccata. Per la scoperta, thanx 2 Joker.

Carnet (Settembre 2019)

Malena Valcárcel original Art
Malena Valcárcel original Art

Libri

92. 1001 film da vedere prima di morire – a cura di Steve Jay Schneider
[4/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
93. Hap & Leonard: Sangue e limonata – Joe R. Lansdale [5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
Non è né un romanzo né una raccolta di racconti, è l’equivalente di una serata davanti al fuoco a raccontarsi storie dei tempi andati (lo fa soprattutto Hap, ma quasi in ogni capitolo sono presenti entrambi i nostri); come una collana di perle. Un’operazione nostalgica ma riuscita, ben distante dal trasformarsi in un’accozzaglia di episodi buttati insieme in un calderone: qui trovate i cosiddetti “missing moments” della lunga storia di questa coppia di amici, e nel passato più che nel presente il tema del razzismo pesa.
94. E’ tutto calcolato! – Lorenzo Baglioni [2.5/5 ⭐ ⭐ ]
95. Avventura nell’artico, Sei mesi a bordo della baleniera Hope
– Arthur Conan Doyle
[3.5/5 ⭐ ⭐  ]
96. L’isola del tesoro – Robert Louis Stevenson [5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐]
97. La macchina imperfetta, Immagine e realtà dello Stato fascista – Guido Melis
[5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐]
98. 200 modi per risparmiare 2000 euro l’anno – Andrea Benedet [3.5/5 ⭐ ⭐ ]
Datato ma ben fatto, comunque utile per chi cominci da zero a rivedere la gestione del proprio reddito.
99. La vera storia del pirata Long john Silver – Björn Larsson
 [in lettura]
100. Potremmo salvare il mondo, prima di cena – Jonathan Safran Foer [in lettura]

Cinema film reel and out of focus movie clapper board
35 mm cinema film reel and out of focus movie clapper board in background on wooden floor in vintage black and white

Film

128. Caccia al ladro – Alfred Hitchcock [5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐]
129. Bobby – Emilio Estevez [4/5 ⭐⭐⭐⭐]
130. Crank – Mark Neveldine, Brian Taylor [5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐]
131. Crank: High Voltage – Mark Neveldine, Brian Taylor [4.5 ⭐⭐⭐⭐]
Sarà che amo Jason Statham, ma ho trovato entrambi questi film assurdi spassosissimi. 
132. Identità – James Mangold [4/5 ⭐⭐⭐⭐]
Datato, di maniera, ma ancora valido e sicuramente migliore di tante copie recenti.
133. Insidious 3, L’inizio – Leigh Whannell [4/5 ⭐⭐⭐⭐]
134. La leggenda del cacciatore di vampiri (Abraham Lincoln: Vampire hunter)
– Tiumur Bekmambetov [3.5/5 ⭐⭐⭐]
135. 20 chili di guai… e una tonnellata di gioia – Norman Jewison [5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐]
136. The ones below, I nuovi vicini – David Farr [4/5 ⭐⭐⭐⭐]
>> Che Dio ci perdoni – Rodrigo Sorogoyen [interrotto]
137. X-Men: First Class – Matthew Vaughn [3/5 ⭐⭐⭐]
138. New moon – Chris Weitz [2/5 ⭐⭐]
Troppo stupido il film e troppo stupidi i protagonisti per rientrare a pieno titolo nella categoria “guilty pleasures”. E’ vero che le trasposizioni a volte modificano il contenuto dei libri, ma per arrivare a questo risultato si sarebbe dovuto togliere troppo: pensavo che avessero qualcosa da dire, almeno a dei ragazzi, ma qui c’è da piangere forte!
139. Schegge di paura (Primal fear) – Gregory Hoblit [5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐]
140. Dal tramonto all’alba – Robert Rodriguez [4/5 ⭐⭐⭐⭐]
141. Clown – Jon Watts [4.5/5 ⭐⭐⭐⭐]
Finalmente l’ho beccato! Di nuovo, è Rai4 a fare il miracolo. Mi congratulo. Non è il capolavoro che mi ero immaginata leggendo le recensioni in rete, ma al netto di un background estremamente semplificato, il clown – anzi, il cloyne – di Watts è una creatura fresca e spaventosa, tragica ma non pietosa.
Il film ha un che di incompiuto, ragion per cui ho frenato il voto, ma non concordo con chi sostiene che si arena nell’introduzione e non arriva al “dunque”. Meno sangue e più ossa, ragazzi: chi parla di slasher che non slasha forse avrebbe bisogno di una cura ricostituente di orrore vero DENTRO la porta di casa. Poi ne riparliamo.

142. Liberaci dal male – Scott Derrickson [3/5 ⭐⭐⭐]
A quanto pare Derrickson ha una certa fissa per le possessioni demoniache. In questo caso siamo ben distanti dalla bellezza de “L’esorcismo di Emily Rose”, le banalità si sprecano, ma almeno è una variante sul tema abbastanza insolita, protagonista un poliziotto. Tratta da un libro autobiografico, per altro: “Beware the night” di Ralph Sarchie.
143. Metti la nonna in freezer – Giancarlo Fontana, Giuseppe Stasi [4/5 ⭐⭐⭐⭐]
Eh, mannaggia. Potevo pensarci prima, adesso avrei ancora la pensione di mia mamma… quasi quasi lancio un appello di raccolta fondi, per mantenermi… molto carino, comunque, Miriam Leone e Fabio de Luigi in buona forma e nessun bisogno di strafare.
144. Battle in Seattle – Stuart Townsend [3/5 ⭐⭐⭐]
145. Helter skelter – John Gray [3.5/5 ⭐⭐⭐]
>> Ci vediamo domani – Andrea Zaccariello [interrotto]
146. Half light – Craig Rosenberg [2.5/5 ⭐⭐]
La seconda parte, meglio costruita, non basta a riscattare un intero film fondato su elementi già stravisti e prevedibilissimi. Il tema del ghostwriting / writing ghost è affascinante (qui il post dedicato ad “Half light” su Non quel Marlowe), ma qui è giusto accennata, e l’intero carrozzone si dilunga ben oltre il tollerabile – sempre sia benedetto il tasto Pausa.
147. Le colline hanno gli occhi – Alexandre Aja [4/5 ⭐⭐⭐⭐]

Serie Tv

Dexter (seconda stagione) [5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐]
Supernatural [5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐]
Ci sono cascata per l’ennesima volta: ho visto alcune puntate per caso, di seguito ad uno speciale di presentazione, e mi son detta: diamo un’altra chance a ‘sta cosa che anni fa non m’era piaciuta per nulla. Et voilà, innamoramento ultra-rapido e successive notti di sabato e domenica regolarmente in bianco, o quasi, per poter seguire la Xa stagione dall’1.00 alle 5.00. Così va il mondo…!
Girlfriends’ guide to divorce [3/5 ⭐⭐⭐]
Caruccio, ho visto credo tutta la seconda stagione su La5. Per rilassarsi mentre si cena.
The Good Wife [5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐]
Uno dei miei serial preferiti in assoluto di sempre. Nonostante sia la seconda replica, per me, è sempre un gran piacere abbuffarmene.

Neon

Musica

A love supreme – John Coltrane [4.5/5 ⭐⭐⭐⭐]

Serie Tv .3: Dexter (2a stagione)

Più complessità, e più forza per sostenerla: nella seconda stagione è questo che acquista Dexter. C’è una tensione costante, che tuttavia non si piega mai al disvelamento; una tensione presente forse non a dispetto della romance, ma anche grazie ad essa.
Harry finalmente perde il suo carattere mitologico e diventa una persona con un background, e nemmeno tanto limpido e mirabile. Lila è la psicopatica pura in un mondo di psicopatici pieni di sfumature e sfaccettature, qualcosa che in tv è noioso e, invece, nella tv dentro la tv diventa irritante in modo salutare.
Bello e degno di approfondimento il riferimento a Dexter quale “Batman personale“.

E lasciatemi dire una parola sulle voci – che anche nel doppiaggio italiano mi piacciono parecchio, e nel caso di Debra pure di più -, e sul fatto che nell’episodio 6 mi son trovata (come con Fear X durante la sequenza di immagini rosse su sfondo nero, che ho fatto scorrere interamente fotogramma per fotogramma) a bloccare una scena, quella di Dex che per la prima volta alza la voce con Lila a casa sua, e farla passare attimo per attimo per vedere davvero, e non intuire nello sfocato, le espressioni di lui. Che porco cane, meritavano un minuto solo per sé, anziché una frazione di secondo. La pratica sta diventandomi familiare, la attuo sempre più spesso, e con essa scopro tesori.

dexter-021

Posso aggiungere il mio dispiacere per Doakes, che comunque è andato incontro ad una concatenazione di eventi memorabile; nonché il desiderio stratosferico di una scena Dex – Debra in cui i due si dicano tutto quel che c’è da dire (ci vuole tempo, lo so. E so anche in quale stagione la scoperta avviene, troppo in là stando a quanto mi consigliano le mie guide spirituali blogger ed a quanto ho visto in una puntata random dell’8a stagione sabato notte su La5. Una cosa bolsa ed accomodante che mi ha fatto sbarrare gli occhi).
[In proposito, ho scovato questo bel post su Parole Pelate: consigliato. Ho anche riso come una matta, tra divertimento e sdegno, per certe rivelazioni – ce ne son parecchie – sulle ultime stagioni].
Ma noi qui si va avanti, dopo aver superato lo scoglio del dvd con le ultime tre puntate rovinato, ed averle recuperate, la mia devozione è provata.

Carnet (Agosto 2019)

Da questo mese, adotto un sistema di valutazione più semplice e flessibile.
A breve pubblicherò anche un post dedicato interamente ai miei progetti di lettura & co. nel medio termine (autunno / inverno, sino a febbraio compreso); e farò il punto della situazione del blog – che nei mesi freddi assumerà un ritmo ed un passo differenti.
Come sempre, qualsiasi osservazione, richiesta, confronto (specie se avete letto, visto o ascoltato anche voi qualcosa da questo elenco! I’d love it ❤ ) sono graditi.

Libri

87. Il rap spiegato ai bianchi – David Foster Wallace, Mark Costello [5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
88. La lunga strada della vendetta – Joe R. Lansdale [3.5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ]
89. Il mastino dei Baskerville – Arthur Conan Doyle [4.5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ]
90. Corruzione – Don Winslow [5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐]
91. Dexter il Vendicatore (Darkly dreaming Dexter) – Jeff Lindsay [3.5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ]
Alla prima pubblicazione in Italia fu tradotto con La mano sinistra di Dio (se cliccate sul titolo aprirete una pagina con il testo integrale). Originale, ironico, parte bene ma si perde un po’ in un finale sopra le righe. Dovendo scegliere, meglio optare per vedere la serie che ne è stata tratta.

Film

105. Batman v Superman – Zack Snyder [4/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
106. La cosa – John Carpenter [4.5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ]
107. Victor VictoriaBlake Edwards [5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ]
108. Magic Mike – Steven Soderbergh [3/5 ⭐ ⭐ ⭐]
109. quiz show – Robert Redford [4/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
110. Interno berlinese – Liliana Cavani [4/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
111. Dieci minuti a mezzanotte – J. Lee Thompson [3/5 ⭐ ⭐ ⭐]
112. L’altro uomo (Delitto per delitto) – Alfred Hitchcock [4/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
113. Il delitto perfetto – Alfred Hitchcock [5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
114. Man of steel, L’uomo d’acciaio – Zack Snyder [3.5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ]
115. Loving – Jeff Nichols [5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
116. Il braccio violento della legge – William Friedkin [4/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
117. Lettera da una sconosciuta – Max Ophüls [4.5/5 ⭐ ⭐ ⭐⭐ ]
118. Möbius – Eric Rochant [4.5/5 ⭐⭐⭐⭐ ]
Altro spionaggio francese – violento e delicato insieme. Comincia ad intossicarmi…
119. The strangers – Bryan Bertino [3.5/5 ⭐⭐⭐  ]
120. Le pagine della nostra vita – Nick Cassavetes [2.5/5 ⭐⭐  ]
Filmetto di non ignobile fattura, ma subito dimenticabile. Un Gosling ai minimi, molto basico (sguardo da martire fisso) ed una McAdams godibile (in tutti i sensi).
Tratto da un romanzo di Nicholas Sparks, del quale ho letto un unico libro
(I passi dell’amore) trovandolo molto più piacevole e mai inutilmente zuccheroso di come me l’ero dipinto: in questo caso, il film riesce fallisce là dove il racconto scritto evitava i toni da Harmony, pur profondendo amore e tenerezza a iosa. Baruch HaShem, la curiosità da guilty pleasure non mi ha obnubilato la mente così tanto da farmi dimenticare di tenere una siringona di insulina rapida a portata di mano, insulina che mi sono prontamente e ripetutamente iniettata.
121. Ghosthunters, Gli acchiappafantasmi – Tobi Baumann [3/5 ⭐⭐⭐]
Scolastico, ma caruccio. Lo slime verde Ghosty è simpatico ^__^ E il bambino che diventa suo amico lo interpreta lo stesso che ha la parte di Gerry Durrell (vedi sotto).
122. Fear X – Nicholas Winding Refn [3.5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ]
Tra thriller ansiogeno e tentazione estetizzante, c’è del buon materiale ma, per come l’ho ricevuto io, ancora un tantino acerbo e da organizzare meglio.
123. Daredevil – Mark Steven Johnson [2.5/5 ⭐⭐ ]
124. Confessions – Tetsuya Nakashima [5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
Magistrale. Uno dei migliori di quest’anno – e pure i trailer degli altri film della Far East mi ispirano non poco – che non esito già ora a definire un capolavoro.
Come asserito da Schilling nell’intervista presente negli extra, Nakashima ha costruito per il suo film una “pelle” visivamente impattante, di stampo pubblicitario (la sua professione), che come le mute dei serpenti riveste di tasselli iridescenti una storia nera, infetta e marcescente di vendetta; nella quale agiscono personaggi spiazzati e spiazzanti. Una lama affilata che squarcia lo schermo.
Secondo me, a naso, potrebbe amarlo Lucius.

125. Cose nostre: Malavita – Luc Besson [3.5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ]
Godibile, la mano di Besson è evidente – una commedia in bilico a volte un po’ forzato tra i generi che rivisita molti luoghi comuni rinfrescandoli e vivacizzandoli. E’ tratto da un romanzo di Tonino Benacquista, nel quale immagino che il cane Malavita (così si chiama) abbia un ruolo meno di comparsa.
126. Shame – Steve Mcqueen [5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
127. Dio esiste e vive a Bruxelles – Jaco Van Dormael [5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]

Serie Tv

∞ Dexter (prima stagione) [5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
∞ American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace [4.5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐  ]
Purtroppo, com’è stato per la prima “stagione” monotematica dedicata al caso O.J. Simpson, ho iniziato a seguirla dopo aver perso le puntate iniziali (4, praticamente la metà).
Mi ha comunque appassionato e per di più, attraverso Andrew Cunanan, mi ha mostrato cosa ho rischiato accompagnandomi per tanto tempo a un individuo che ha con lui molte similitudini… nauseante ma salutare.
∞ 
La mia famiglia e altri animali (I Durrell) [5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
Idem come sopra: controllo sempre cosa fanno la sera, ma non il pomeriggio – e da quando non acquisto più il giornale dei programmi qualcosa mi perdo… dunque ho saltato la prima stagione, ma sto seguendo assiduamente e religiosamente la seconda. E me la godo ancor di più avendo letto i libri.

Musica

∞ Dexter Original Soundtrack [5/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]
> De La Soul
Dal libro di DFW e Costello ho copiato decine di nomi di artisti o crew hip-hop: tutti a me noti, pochissimi ascoltati. Ripartendo back to basics, sto avendo la conferma di quanto le origini del genere mi siano più congeniali dell’attualità.
I De La Soul di quelle origini sono emblematici. Hanno un mood rilassato, non rincorrono i bpm; inoltre generano un flow incredibile – mindfulness ed endorfine.
> Kose
Ho incrociato questo rapper, italiano, sfogliando il blog – mienmaiuaif – di una coppia cattolica. Cattolico (convertito) è anche Kose, del quale trovate qualcosa qui.
Inaspettatamente – perché da noi manca una tradizione consolidata, e perché il rap è materiale più difficile da trattare, per esempio, del metal – l’ho trovato interessante. La ritmica è buona, le basi la seguono; i testi non tutti allo stesso livello ma, comunque, nemmeno altalenanti.
E naturalmente erano proprio i testi a preoccuparmi maggiormente: tra le canzoncine da oratorio dei Gen Rossi o Verdi che siano e la roba che spacca, ma resta eremiticamente isolata sulle alture, si apre un abisso ampio e semi-vuoto di musica umanamente sostenibile… dove vado ora ad inserire anche lui.
> Kraftwerk Pop Art [4/5 ⭐ ⭐ ⭐ ⭐]

Musica .1: Dexter, Original Soundtrack

Well, well. Non è facile scoprire una colonna sonora che, oltre a fare bene il suo lavoro precipuo (ovvero, più che tessere lo sfondo sonoro ad un film o serie tv, diventare un personaggio extra, quello senza volto e senza nome ma tanto, tanto importante; assumendo ad un certo punto persino una funzione intradiegetica, come direbbe il dotto e mirabilmente poco savio Matavitatau, entrando cioè a gamba tesa nella narrazione, come quando Rudy prepara per Dex l’ascolto di Born free) sia ascoltabile e dotata di senso anche di per sé, svincolata dal prodotto in cui è inserita e per cui è nata.
Ecco: la soundtrack di Dexter fa questo e pure altro – cioè, non ha un singolo momento di stanca, una caduta di stile: la stronza è perfetta!
Me la sono ascoltata in una deliziosamente silenziosa e fresca domenica mattina, durante la mia consueta camminata. Dura un’ora e cinque minuti circa, e se l’idea vi stuzzica, vi consiglio di sentirvela per intero e senza interruzioni, magari alla guida – trovate il file qui, e qui potete trasformare il video (anche se lungo, anche se coperto da diritti, e in pochi secondi).

Poca gente in giro, e meno male (o anche no, chissenefrega): me ne andavo in giro sorridendo come un’ebete – o come una psicopatica in cerca di vittime da spezzettare con la motosega, se preferite -, ciondolando la testa e persino facendo giravolte su me stessa sui pezzi da balera à la Xavier Cugat. Olè olè.
Perché dentro ci trovate, tra le altre cose, parecchia roba dai toni e dai ritmi latini, sia pezzi famosi (Perfidia) che musiche originali – semplici ma serie eh, niente scopiazzature tipo compilation dei povery a 1€ nel cestone del supermercato (cinese).
E poi: ambient, soft jazz, musiche d’atmosfera e strumenti emarginati che spaccano (un metallofono!… credo), momenti che mi fanno venire in mente, non per melodia ma per spirito, Nannou degli Aphex Twin; ma pure la chitarra classica che mi diventa simpatica, mentre di norma m’annoia. E come se non bastasse, in una brevissima coda ad uno dei brani spagnoleggianti, una “svirgolata” arabo-andalusa. Avevo voglia di urlare dalla gioia…!

trasferimento (7)

E questo è quanto.
Io e La Colonna Sonora Perfetta ci siamo date appuntamento per il weekend, in viaggio verso il parentado lodigiano (the best ever).
Torte, fuochi d’artificio, gatti, coccole e violini stridenti che annunciano un delitto.
Who can ask for anything more?

Serie Tv .2: Dexter (1a stagione)

Il binomio poliziotto (o, in questo caso, un analogo quale è il tecnico ematologo della Scientifica interpretato da Michael C. Hall) / criminale (in questo caso, addirittura, serial killer: uno dei personaggi ormai archetipici della serialità moderna) sulla carta odora di flop lontano un miglio.
Eppure, la Showtime è riuscita a farlo funzionare alla perfezione, confezionando un prodotto (mi riferisco alla prima stagione) esaustivo in sé, seppure chiaramente aperto alla prosecuzione con una seconda stagione; intenso quanto lo è il suo protagonista ma, per il resto, privo di qualsiasi orpello narrativo o eccesso scenografico; tant’è vero che le “esecuzioni” di Dexter vengono mostrate in modo breve e più allusivo che diretto, lasciando la scena piuttosto alla sua rilettura ed interpretazione di ciò che è e ciò che fa.
La sua personalità è spaccata ma non scissa in sezioni stagne, il gusto per l’uccisione è analizzato asetticamente ma razionalmente: non si scade mai in un’esaltazione della violenza o in una sua giustificazione totale, nemmeno quando si arriva a comprendere di più della storia di Dexter e di come sia arrivato a provare l’impulso che prova.
Per tutto questo, mi sentirei di definirlo un gioiellino di bellezza ottenuta per sottrazione.

trasferimento
 

Davvero pensi questo? Bene. Ma attenta a come prosegui.

 

E fin qui, la recensione che ho lasciato su MyMovies.
A latere, alcune considerazioni.
Per ottenere un risultato tanto denso (sì, come sangue rappreso: questo è uno dei miei aggettivi preferiti, come ben sa chi mi conosce da un po’) e al contempo non sovraccarico di idee, immagini, sottotrame, personaggi, citazionismo a pioggia – come capita oggigiorno praticamente sempre, soprattutto in televisione – sono necessarie due qualità forse non immediatamente identificabili, ma ben precise e più riconoscibili nel momento in cui il cerchio si chiude: leggerezza e soprattutto lentezza.
Cosa significhi che Dexter è leggero è presto detto: quando hai per le mani materiale così incandescente (questa qualcuno l’avrà già sentita…) ogni dettaglio messo lì per riempire, per dare una sensazione di sazietà nello spettatore, non solo non ottiene l’effetto sperato ma svilisce il contenuto e svia l’attenzione. D. non lo fa.
Possiamo confrontarci su quanto e quanto effettivamente bene sia stato sviluppato il main character, ma non abbiamo dubbi su chi sia – e alle volte non basta mica che uno dia il titolo alla serie per farsi notare fra la calca. Il mondo di D. è arredato a sufficienza per metterci a nostro agio, ma non è lo showroom di un designer pieno di sé.
Secondopoi, la lentezza.
L’arco narrativo orizzontale si sviluppa in 12 puntate da 50 minuti circa l’una.
E la cosa migliore è che ha la netta preponderanza rispetto agli archi verticali che nascono e muoiono in ciascun episodio, tanto che a me son rimasti impressi vagamente.
Se restiamo nella stessa tematica dei serial killer e osserviamo Criminal Minds, vediamo subito che gli archi narrativi davvero significativi sono quelli interni agli episodi, molto calcati, tanto da venire a noia nella loro similarità ripetitiva (potete sbizzarrirvi quanto volete nelle variabili e nelle devianze, ma la sostanza, cioè l’uccidere, quella è).
Ci sono, certo, storie che attraversano le stagioni longitudinalmente – mi perdonerete se non ricordo i dettagli, ma so che Reed ha avuto un S.I. nonché stalker tutto suo, aficionado, che gli ha dato il tormento per un bel po’; c’è stata la rottura con Gideon cui è seguito Hotch ecc. – ma queste storie letteralmente affogano dentro il marasma di un mondo caotico nel quale forse solo l’1% della popolazione non ammazza qualcuno con regolarità prima di colazione (il pilates è roba superata).
E dunque, soprattutto se visto ben tredici anni dopo la messa in onda; il dipanarsi autocentrico e degno del più sano aplomb inglese del senso di una vita, che per vocazione ne recide altre (e questo, lo ribadisco è argomento bastante e sufficientemente pregnante per se stesso) prende il ritmo di una birra sorseggiata con calma sulla veranda di una casa di campagna, anziché quello forsennato di un McBurger ingollato di fretta a bordo di un taxi che spinge invano il traffico newyorchese.

E’ tutto.
Vado a prenotare la seconda stagione.
Che la fuck-forza di Debra sia con me.

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