Carnet (Febbraio 2019)

In ritardo vado a pubblicare le listine mensili che ho saltato.
I punti esclamativi stanno ad indicare i migliori libri e film: quelli che consiglierei e anche quelli – più rari – che, pur non essendo eccellenti, hanno avuto importanza per me.

Libri letti:
15. Lo sguardo e il gusto – Patrizia Traverso
!16. Ti mangio con gli occhi – Ferdinando Scianna
Viaggio dalla Sicilia e ritorno dopo aver toccato alcune tappe intorno al mondo. La cucina, i prodotti, il rapporto con il cibo visti, fotografati e commentati: peccato per le molte foto in formato ridotto, poco godibili.
!17. Il dilemma dell’onnivoro – Michael Pollan
Geniale, equilibrato e intrigante. Analisi della fattoria industriale, della poli- ed erbicoltura e della… caccia e raccolta comparate, apprezzate o dissacrate. Educativo, ma si legge come un romanzo d’avventura.
!18. La dignità ai tempi di internet – Jaron Lanier
!19. Proust e il calamaro – Maryanne Wolf
Confesso che non ho capito il nesso con Proust. Anche se da qualche parte se n’è parlato.
Il saggio, comunque, è lodevole.

20. Guida alle case più stregate del mondo – Francesco Dimitri
21. Case stregate – Alison Rattle, Allison Vale
Sì, lo so. Pensate che mi sia bevuta il cervello. E’ che, passione atavica per il paranormale a parte, tra le tante opzioni per la mia abitazione futura ci sta anche questa: vabbeh che non siamo in Corea, però magari pure qui una casetta infestata / dell’impiccato / maledetta a prezzo scontato si troverà…!
!22. Tienilo acceso – Vera Gheno, Bruno Mastroianni
23. La psicologia di internet – Patricia Wallace
24. La gioia del riordino in cucina – Roberta Schira
25. Vivi semplice vivi meglio – Philippe Lahille
Il sale della vita – Pietro Leemann [sfogliato velocemente]
Manfrina vegana di scarsissima qualità.
!26. Il filtro (The filter bubble) – Eli Pariser

Film visti:
22. Il quarto tipo – Olatunde Osunsanmi
!23. Crossing over – Wayne Kramer
24. The informant! – Steven Soderbergh
25. Il mistero del falco – John Huston
26. L’ultimo esorcismo – Daniel Stamm
27. Nessuno si salva da solo – Sergio Castellitto
!28. L’imperatore del Nord – Robert Aldrich
29. In memoria di me – Saverio Costanzo
Mi è difficile formulare un giudizio su questo film. Non posso dire di aver còlto con sicurezza tutto ciò che voleva dire, o almeno trasmettere: ad ogni modo, l’ho trovato interessante ma soffocato e soffocante. Un po’ troppo. Certo, l’atmosfera è voluta, ma alla fine, dove vuole andare a parare Costanzo? Boh.
!30. American hustle – David O. Russell
!31. Fratellanza (Brotherhood) – Nicolo Donato
A volersi informare, mi sa che di nazistoidi gay è pieno il mondo. La storia però non è troppo calcata, e suggerisce qualche domanda ovvia ma pesante, cui solitamente sfuggiamo. Inoltre gli attori fanno bene il loro dovere (del resto, hanno solo obbedito agli ordini…).
!32. Tomboy – Céline Sciamma
Nel gioco del tiro alla fune, in questo film (bello, mai noioso, nonostante la difficoltà della tematica), non vincono né i fan del gender né i loro oppositori. Può anche darsi che la regista sia schierata, e forse basterebbe una ricerchina per appurarlo: ma perché rovinarsi un prodotto riuscito?
33. 40 Carati (Man on a ledge) – Asger Leth

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Film .6: L’ultimo esorcismo, Stamm

L’ultimo esorcismo – Daniel Stamm

Non ho potuto assegnare le cinque stelle sull’Opac, come avevo sperato di fare, perché a coronamento di un film valido arriva un finale a mio avviso banale e senza nerbo.
La scelta di farne un mockumentary, seppur decisamente logora, qui funziona alla perfezione perché l’aspettativa viene ribaltata: anziché promettere un orrore – visto in forma esplicita o solo intuìto – il protagonista (un bravo Eli Roth, se non sbaglio autore di quella cosa tremendissima che è Hostel), e con lui il regista intendono dimostrare che l’orrore di cui sono a conoscenza tale non è, ma soltanto un male di tutt’altro tipo da smascherare.
Breve, incisivo e dal bel ritmo, persino divertente; vale la pena per agli appassionati del genere vederlo, anche per riflettere sui molti topòi richiamati con serietà, ma non severità.

L’imperatore del Nord – Robert Aldrich

Alla ricerca di quacosa di appetibile per ovviare alle serate-Sanremo, in mezzo alla tanta fuffa degli scaffali della mia biblioteca locale ho pescato questo gioiello.
E’ necessario scoprirlo, o rispolverarlo, per un motivo ben preciso – al di là dell’interesse per tutte le saghe degli sfruttati del mondo, da Furore a Gli equilibristi -: propone come protagonista, ed esalta un tipo di uomo, che sa essere re del proprio mondo a prescindere dalle circostanze. E che non accetta compromessi che ne ledano la dignità: non a caso, rifiutando Cigaret come compagno dopo avergli aperto la prospettiva di divenire suo erede gli dichiara: “Tu non hai classe!”. Che vuol dire: non hai stile, ma, soprattutto, vuol dire anche: non appartieni. Né alla classe operaia, né alla massa di disoccupati, né ad un gruppo umano da tutelare e da cui essere tutelato.
Cigaret è uno che ha smesso di lottare se non per una sopravvivenza bruta e meschina, incapace di vedere l’altro come simile anziché come nemico. E come ha dichiarato Aldrich intervistato da Truffaut,

Ogni uomo deve agire anche se è spezzato“.