Sul mare .4: Il mare d’autunno (bis)

Non solo la brulla campagna, ma anche i maestosi mosaici ravennati guadagnano splendore in un clima esterno tendente al cupo. 
Il Mausoleo di Galla Placidia, la Basilica di San Vitale e Sant’Apollinare non hanno bisogno di presentazioni, solo di ammirazione e silenzio (la guida del gruppo cui abbiamo carpito informazioni, cosa impossibile da evitare a Galla Placidia considerata la sua scarsa estensione, a parer mio non s’è guadagnata il compenso che comunque le daranno).

Il volto, se non ancora le temperature, dell’inverno è inscritto ovunque: sul porto con i suoi casotti da pesca vuoti, perfetti per uno scrittore che si voglia isolare nella stagione più suggestiva ed avara di stimoli sociali; sulle spiagge dai colori grigi e terrosi, dove camminano ognun per sé singole figure nascoste dagli impermeabili; persino sulle facciate dei villini signorili (tra i quali, quello comprato e poi rivenduto di Nicoletta Braschi) sul lungomare di Cesenatico:

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Tutti gli esseri marini disegnati a spray su un muro tra un’edera ed un caseggiato assumono allora un aspetto smorto, abbandonato, un occhio opalescente da pescheria, anche se circondati da sfondi vivaci:

Lo stesso le bandiere della zona (una bianca, appesa obliqua; la doppia rossa sul litorale che indica il divieto di balneazione e l’assenza dei bagnini; quella europea cascante da un davanzale che, se la natura m’avesse dotata di pochi centimetri in più, avrei subito strappato e nascosto).

E se un gatto da hotel fa mostra di sé sul camminamento del porto, altri cento se ne stanno acquattati negli angoli di alberghi chiusi e dentro le finestre cieche delle colonie estive abbandonate (di queste parlerò ancora a parte, perché mi appassionano particolarmente):

Arriva poi la sera e nell’ombra i suoni si mescolano: quello del mugghìo del mare, e quello attutito di un videogioco online, del quale riconosco le tipiche cadenze da nenia di combattimenti, avvertimenti e grida di dolore / esultanza.

Nelle puntate precedenti:
> Sul mare .1: Avventura nell’artico, Arthur Conan Doyle
> Sul mare .2: L’isola del tesoro, Robert Louis Stevenson
> Sul mare .3: Il mare d’autunno

Rassegna stampa / 3

Ho raccolto un altro cestino di delizie, e ora ve lo sparpaglio sul tavolo.
Ready, steady, go!

  1. Io amo i murales (quelli fatti bene) e anche se devo ammettere che sono una pignolona dai gusti difficili, in giro per il mondo abbiamo fior di artisti.
    Tra quelli che non conoscevo ancora c’erano Joe&Max – vedo che hanno fatto molti muri per aziende multinazionali – e non solo, ma non è necessariamente un male, se produci una cosetta così:

    The-Dark-Knight-Rises-in-Madrid-WarnerBros-3dJoe&Max

    Artwork a Madrid per l’uscita di Dark knight rises

    Per chi alla roba metropolitana preferisce i dinosauri, non c’è che da chiedere:

    Natural History Museum in London - Diosaur Exhibition - 3dJoe&Max

    Museo di Storia Naturale di Londra – Esposizione “Dinosauri”

  2. Se vi sta girando la testa e cercate di togliervi gli occhialini 3d che NON avete indosso, se vi sembra tutto troppo realistico ed in procinto di azzannarvi, seguitemi che vi riporto indietro di qualche decennio.
    In questo articolo (in inglese) si analizza uno dei fattori che contribuiscono a rendere attraente un quadro di Pollock, un elemento a cui, non so voi, ma io non avevo mai pensato: i frattali. Pollock, pare, è pieno di frattali;
    .
  3. Ma si mormora, tra fisici, che anche i vasi sanguigni possano considerarsi un frattale (se di fisica capite qualcosa davvero, provate un cicchetto al baretto). Alcuni sostengono che in alcune sue parti frattale sia anche il cervello umano. Forse, io però, per conto mio, preferisco ancora leggere della sua struttura, e soprattutto scoprire casi clinici emblematici di condizioni straordinarie (e, spesso, straordinariamente disagevoli per non dir dolorose).
    Su Il Tascabile potete trovare anche un excursus sulle storie raccontate in prima persona, oppure osservate e riportate da eminenti menti, più strane, pazzesche e/o truci e orrende che si possano immaginare;

    Phineas Gage, affascinante uomo che regge in mano la sbarra di ferro che gli trapassò il cranio, stravolgendolo ma non uccidendolo. Fortunato?:

    phineas gage

  4. Di tutt’altro argomento tratta e su tutt’altro tono si tiene questo pezzo di Camillo Langone, giornalista cattolico che non amo (per dirla diplomaticamente), ma che qui sberleffa Chef Rubio che è un piacere immenso.
    E’ estate, fa caldo, ho voglia di polemizzare. Tiè.
    Ma nonostante le mie ascendenze da rinomati scaricatori di porto, son pur sempre più fine di lui anche nelle schermaglie.